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	<title>Viareggiok.it &#187; Viareggio Ieri</title>
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	<description>Viareggio news, eventi, carnevale, storia, foto e personaggi.</description>
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		<title>NEL REGNO DI BURLAMACCO</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:40:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Carnevale di Viareggio ha ormai quasi 140 anni di una storia ricca di cambiamenti, di evoluzioni, di successi. Proprio per documentare e valorizzare le molteplici componenti culturali che sono alle base della nascita, dello straordinario sviluppo e del crescente interesse, è stato istituito, all’interno della Cittadella del Carnevale, Il Museo ed il Centro Studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-20891" title="Nel-regno-di-Burlamacco" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2010/05/Nel-regno-di-Burlamacco.gif" alt="Nel-regno-di-Burlamacco" width="174" height="250" /></p>
<p>Il Carnevale di Viareggio ha ormai quasi 140 anni di una storia ricca di cambiamenti, di evoluzioni, di successi. Proprio per documentare e valorizzare le molteplici componenti culturali che sono alle base della nascita, dello straordinario sviluppo e del crescente interesse, è stato istituito, all’interno della Cittadella del Carnevale, Il Museo ed il Centro Studi del Carnevale di Viareggio con il compito di fornire un adeguato supporto storiografico alla manifestazione che rappresenta una ideale fusione di artigianato ed arte. L’artigianato specializzato dei maestri d’ascia e calafati, che nei primi anni della nascita della manifestazione carnevalesca viareggina avevano prestato la loro opera per la costruzione dei primi carri carnevaleschi.<span id="more-20890"></span> La dimensione artistica del carnevale di Viareggio determinata dal livello qualitativo delle opere dei carristi “maghi” del carnevale e dal contributo offerto dai molti artisti, viareggini e non solo, nella progettazione e nella realizzazione delle strutture carnevalesche. Per offrire un valido strumento informativo, proprio in questi giorni è stato dato alle stampe il  primo numero dei  Quaderni del Museo: “<em>Nel regno di Burlamacco</em>”.</p>
<p>Il quaderno, curato da <strong>Paolo Fornaciari</strong> direttore del Museo, ha come sottotitolo “<em>Dai carri trionfali al trionfo del carnevale</em>” e traccia una breve ma esauriente storia dellla manifestazione viareggina, nata per volontà di pochi, e subito trasformata in una festa popolare che ha visto interessati e coinvolti sempre più vasti strati della popolazione fino a divenire espressione di tutta la città, specchio del proprio spirito e della propria cultura.</p>
<p>Il volumetto edito dalla Fondazione Carnevale, 36 pagine con belle immagini in bianco e nero, è stato stampato dalla “<em>Pezzini Editore</em>” ed è disponibile presso il Museo del Carnevale al prezzo di<strong> Euro 5,00</strong>.</p>
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		<title>I VILLINI CAROVIGNO E IL “48”</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:23:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel panorama delle attribuzioni degli edifici storici viareggini, restano ancora senza paternità i fiabeschi villini, oggi distrutti, che il Principe di Carovigno, al secolo Camillo Ventura, e sua moglie Margherita Linnenfeld fecero edificare nel 1905 lungo il prolungamento di Viale Manin, poi intitolato a Giosuè Carducci, che occupavano l’intero isolato tra via Roma e via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-20847" title="Villino-Carovigno" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2010/05/Villino-Carovigno.gif" alt="Villino-Carovigno" width="250" height="158" /></p>
<p>Nel panorama delle attribuzioni degli edifici storici viareggini, restano ancora senza paternità i fiabeschi villini, oggi distrutti, che il <em>Principe di Carovigno</em>, al secolo <strong>Camillo Ventura</strong>, e sua moglie <strong>Margherita Linnenfeld</strong> fecero edificare nel 1905 lungo il prolungamento di Viale Manin, poi intitolato a Giosuè Carducci, che occupavano l’intero isolato tra via Roma e via Colombo, e l’attuale <em>Bazar Duilio 48</em>, costruito in stile tardo-liberty intorno al 1930, per il quale in passato si sono fatti numerosi nomi:<span id="more-20848"></span></p>
<p>dal celebre architetto fiorentino <strong>Giovanni Michelazzi</strong> (che però morì suicida dieci anni prima), ad <strong>Ugo Giusti</strong>, ad<strong> Alfredo Belluomini</strong> (attribuzione peregrina vista la lontananza stilistica rispetto all’eclettismo del grande architetto viareggino), all&#8217;ing. <strong>Luigi Leonzi</strong> (già podestà di Viareggio), che curò un ampliamento del fabbricato nel 1936.</p>
<p>Ebbene, radicate memorie familiari sembrerebbero avallare l’ipotesi che entrambe le costruzioni si debbano al capomastro-progettista <strong>Benedetto Benedetti</strong> (Camaiore, 1880 – Viareggio, 1963), amico personale di <strong>Galileo Chini</strong>, formatosi presso la Regia Scuola d’Arte di Lucca. In particolare per i villini Carovigno, che si rifanno a soluzioni stilistiche in voga all’epoca nel nord-Europa, l’allora giovanissimo progettista dovette operare in stretta sintonia con la committente Margherita Linnenfeld (che per un certo periodo adibì i villini ad Hotel Albion frequentato dalla ricca colonia cosmopolita), forse in collaborazione con il maggior costruttore edile viareggino del tempo, <strong>Serafino Ramacciotti</strong>, con il quale in seguito il Benedetti costruì diverse splendide ville viareggine; due per tutte, una di fronte all’altra: la villa Araba, su progetto del committente <strong>Enrico Nistri</strong>, e la villa Gori, con le splendide maioliche di Galileo Chini, oggi sede del prestigioso Istituto Matteucci, progettata dal Benedetti stesso, in via Buonarroti angolo via D’Annunzio.</p>
<p>Nel 1907 Benedetto Benedetti edificò la propria casa-studio in Piazza della Rimembranza (allora Piazza Firenze), oggi sede della Farmacia S. Paolino, con le decorazioni ancora visibili del pittore lucchese <strong>Ezio Ricci</strong>, tra le più antiche e meglio conservate testimonianze liberty della città.</p>
<p><strong>Riccardo Mazzoni</strong></p>
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		<title>GRAZIE A PAOLO FORNACIARI</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 11:56:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Qualche giorno fa Patrizia Marchi ha inviato questa foto alla redazione di Viareggiok Portale su Facebook, chiedendo informazioni sulla data e sull&#8217;edificio con torretta che si vede sullo sfondo. Domande che abbiamo girato a Paolo Fornaciari, Direttore del Centro Documentario Storico, la cui esauriente risposta non si è fatta attendere. Eccola.
La foto è databile intorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="VIAREGGIO 1910" src="http://farm3.static.flickr.com/2722/4351113472_b8650199cb.jpg" alt="" width="500" height="316" /><br />
Qualche giorno fa <strong>Patrizia Marchi</strong> ha inviato questa foto alla redazione di <a href="http://it-it.facebook.com/viareggiok.it" target="_blank">Viareggiok Portale su Facebook</a>, chiedendo informazioni sulla data e sull&#8217;edificio con torretta che si vede sullo sfondo. Domande che abbiamo girato a <strong>Paolo Fornaciari</strong>, Direttore del Centro Documentario Storico, la cui esauriente risposta non si è fatta attendere. Eccola.<span id="more-17925"></span></p>
<p>La foto è databile intorno al 1910 e la torretta è quella dell &#8216;HOTEL REGINA, uno degli alberghi più importanti della Viareggio Perla del Tirreno. Una descrizione minuziosa dell&#8217;Hotel Regina è pubblicata sulla guida &#8220;<em>Viareggio illustrata</em>&#8221; di Luigi Gravina pubblicata a Viareggio, dalle Arti Grafiche Pezzini, nel 1920 in occasione della celebrazione del centenario dell&#8217;elevazione di Viareggio al grado di Città. <a href="http://www.flickr.com/photos/41435058@N02/sets/72157623292274757" target="_blank">Le pagine che ti invio</a> sono appunto quelle tratte dalla guida del Gravina.</p>
<p><strong>Paolo Fornaciari</strong></p>
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		<title>A PROPOSITO DEL TRICOLORE</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 12:46:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto che avete pubblicato una notizia sulla stemma del comune, se interessa invio il testo dell&#8217;articolo inserito nella cartella di &#8220;Storia e grafica&#8221; n. 4 del Centro Documentario Storico che raccoglie lo stemma originale a colori ed altri importanti documenti. Per chi interessato la cartella è disponibile al Centro. Un saluto. Paolo Fornaciari.
 
IL TRICOLORE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-16652" title="stemma-tricolore" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2010/01/stemma-tricolore.gif" alt="stemma-tricolore" width="169" height="200" />Ho visto che avete pubblicato una notizia sulla stemma del comune, se interessa invio il testo dell&#8217;articolo inserito nella cartella di &#8220;Storia <em>e grafica&#8221;</em> n. 4 del <strong>Centro Documentario Storico</strong> che raccoglie lo stemma originale a colori ed altri importanti documenti. Per chi interessato la cartella è disponibile al Centro. Un saluto. <strong>Paolo Fornaciari</strong>.<span id="more-16651"></span></p>
<p> </p>
<p><strong>IL TRICOLORE NELLO STEMMA E NEL GONFALONE CIVICO</strong></p>
<p>Il contributo di Viareggio alla causa del Risorgimento non ha avuto un carattere di grande partecipazione popolare, ma ha lasciato comunque significative testimonianze che documentano la “qualità” e la forte adesione della Città agli ideali e alle lotte per l’unità d’Italia.</p>
<p>Così, quando il 19 giugno 1848, Daniele Manin, a nome del Governo Provvisorio della Repubblica Veneta, chiese a tutte le città un tributo d’amore e di libertà, un aiuto d’armi e di denaro per proseguire nella lotta contro l’Austria: “Eleggasi in ogni città una commissione che raccolga le offerte, e a Venezia sicuramente le invii”.<br />
Viareggio rispose nominando, nel dicembre dello stesso anno, la Commissione, composta da Michele Belluomini, Antonio Arrighi e Giovanni Pacini, che subito iniziò la raccolta di denaro, biancheria e generi medicinali. Venezia, stretta nella morsa delle milizie austriache, sfinita dalla fame e dal colera, si arrese il 26 agosto 1849 e le offerte, pertanto, non furono inviate ai patrioti veneti, ma furono utilizzate per l’istituzione di un piccolo ospedale per ricoverarvi gli ammalati più poveri e per le necessità dei forestieri durante il soggiorno a Viareggio.</p>
<p>Nel marzo 1860, la paranza viareggina “Madonna del Soccorso”, di proprietà di Silvestro Palmerini e pilotata da Raffaello Motto, con a bordo i marinai Francesco Palmerini, Giuseppe Rosani ed il mozzo Antonio Barsella, salpò da Cornigliano Ligure alla volta della Sicilia per sbarcarvi i patrioti Rosolino Pilo e Giovanni Corrao. Questo episodio, che fu l’anticipazione della spedizione dei “Mille”, l’inizio dell’avventura del generale Giuseppe Garibaldi per l’unificazione dell’Italia, rappresentò certamente il più importante contributo di Viareggio al Risorgimento.Non meno significativo è il fatto che Viareggio sia stato il Comune che fra i primi, se non il primo in assoluto, volle nel proprio stemma civico i colori della bandiera italiana. Ma vediamo, nei particolari, le fasi di questa vicenda, che fortemente ed in maniera ufficiale afferma la fede risorgimentale di Viareggio.</p>
<p>Il 17 aprile 1848, il granduca di Toscana Leopoldo II, “Ravvisando opportuno che le truppe che combattono in Lombardia militino sotto il vessillo dell’indipendenza italiana…”, decretò l’adozione del tricolore, sul quale fu sovrapposto lo scudo granducale e dispose che la bandiera della Guardia Civica presentasse, su fondo tricolore, l’arme della comunità d’appartenenza.</p>
<p>A seguito di ciò, Viareggio si dette il suo stemma araldico. Infatti, nello stesso giorno, con un tempismo che è testimonianza dell’ansia libertaria che animava il popolo di Viareggio, il Magistrato della Comunità  approvò il progetto d’arme che era stato composto da Carlo Simoncini, Pietro Biagi, Antonio Arrighi e disegnato da Eugenio Guidotti, nel corso di un incontro nell’antico Caffè delle Colonne, che si trovava in via Regia, proprio di fronte alla “Torre Matilde”, la cinquecentesca fortezza eretta dal Governo lucchese a difesa del nascente porto canale viareggino, al tempo trasformata in carcere. Nel Registro delle deliberazioni (Comunità II – 13 , n. 339) si legge: “Presentato il progetto d’Arme che si propone per Viareggio, consistente in uno scudo tripartito orizzontalmente de’ tre colori Italiani con un’ancora verticale che traversa le dette tre fasce. / L’Ill.mo Magistrato delibera / Il detto progetto di Arme è approvato e sarà sottoposto alla sanzione dell’Autorità Superiore”.</p>
<p>Infatti, il 17 aprile 1848 l’Anziano Stefano Dinelli comunicò al Prefetto di Lucca che il “Magistrato nella odierna seduta ha approvato il qui unito scudo per l’Arme di questa Comunità e mi ha ordinato di sottoporlo alla sanzione del R. Governo”.Il disegno originale, che si trova conservato nelle carte della Prefettura nell’Archivio di Stato di Lucca, presenta uno scudo tripartito con i colori verde, bianco e rosso, in cui campeggia un’ancora con la gomena attorcigliata. Il 24 maggio 1848, il Prefetto di Lucca G. Gargioli informò il Gonfaloniere di Viareggio che il Ministro dell’Interno “con sua determinazione de’ 17 andante ha approvato l’Arme che  per codesto Comune fu proposto dall’Ill.mo Magistrato nella sua seduta de’ 17 Aprile prossimo andante”. L’atto di approvazione, firmato da Cosimo Ridolfi, Ministro dell’Interno, si trova in Archivio di Stato di Firenze al prot. 8, n. interno 33, del registro intitolato “Protocolli degli Affari risoluti dal Segretario di Stato per il Dipartimento dell’Interno nel maggio 1848”, segnato al n. 1528, dell’Archivio della Segreteria di Stato. </p>
<p>Viareggio fu così il primo, o uno fra i primi, dei Comuni italiani a fregiarsi, nello stemma civico, del tricolore. Successivamente, restaurato il governo granducale, quando Leopoldo II, con decreto del 27 maggio 1849, abolì l’uso del tricolore, il Gonfaloniere di Viareggio inviò al Prefetto di Lucca, in data 3 giugno, una lettera dove evidenziava che lo Stemma del Comune presentava “un’ancora su campo rosso, bianco e verde: Ora questi colori sembrano in opposizione al Decreto del 27 caduto, ma è anche vero che potrebbero non esserlo considerandoli come colori non della Nazione, ma semplicemente della Comunità”.</p>
<p>La risposta del Prefetto, protocollo n. 2005  del 4 giugno, fu positiva e permise il mantenimento del tricolore: “Non credo che le prescrizioni contenute nel Decreto del 27 maggio decorso  facciano ostacolo all&#8217;uso dei tre colori nello stemma proprio di codesta Comunità, perché come la Signoria Illustrissima bene osserva, quelle riguardano unicamente al simbolo proprio dello Stato e non a quello appartenente a ciascuna Comunità”.  Nel 1920, in occasione del centenario dell’elevazione di Viareggio a rango di Città, fu avanzata domanda circa il riconoscimento ufficiale dello stemma e della bandiera civica. Due anni dopo, il 7 aprile 1922, il ministro agli affari dell’interno Facta, sentito il parere della Consulta Araldica, autorizzò l’uso dello stemma e della bandiera, secondo i modelli in uso, e dichiarò “dovere la città essere inscritta nel Libro araldico degli enti morali”.</p>
<p>Nel 1939 furono iniziate le pratiche per la concessione dell’uso del gonfalone e il 4 febbraio 1942, Vittorio Emanuele III accordò alla città la facoltà di usare un gonfalone civico così descritto: “Drappo in bianco ornato ai lati di due rami di pino fogliati e fruttati e caricato dallo stemma civico con l’iscrizione centrale in oro Città di Viareggio. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastrini tricolorati dai colori nazionali e frangiati d’oro”.</p>
<p>Il 23 novembre 1944, Umberto di Savoia riconfermò il decreto del padre iscrivendo tale provvedimento nel Libro araldico degli enti morali e comandando a tutte le corti di giustizia, ai tribunali e a tutte le potestà civili e militari di riconoscere e mantenere alla città di Viareggio tutti i diritti specificati nell’atto. Il documento, munito del sigillo reale e firmato da Umberto di Savoia e da Ivanoe Bonomi, presidente del Consiglio dei Ministri, fu inviato alla città e ora si trova conservato nelle carte dell’Archivio comunale di Viareggio.</p>
<p><strong>Paolo Fornaciari</strong><br />
Direttore del Centro Documentario Storico di Viareggio</p>
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		<title>NEL SEGNO E NEL COLORE</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 10:11:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La collana dei “Quaderni di storia e cultura” del Centro Documentario Storico, presenta la pubblicazione di un nuovo volume, il diciasettesimo della serie, dal titolo “Nel segno e nel colore – Appunti per una storia della pittura a Viareggio”. Il “quaderno”, curato da Paolo Fornaciari,  raccoglie una serie di brevi saggi critici che illustrano che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-16383" title="Nel-segno-e-nel-colore" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/12/Nel-segno-e-nel-colore.gif" alt="Nel-segno-e-nel-colore" width="150" height="211" />La collana dei “<em>Quaderni di storia e cultura</em>” del <strong>Centro Documentario Storico</strong>, presenta la pubblicazione di un nuovo volume, il diciasettesimo della serie, dal titolo “<em>Nel segno e nel colore – Appunti per una storia della pittura a Viareggio</em>”. Il “quaderno”, curato da <strong>Paolo Fornaciari</strong>,  raccoglie una serie di brevi saggi critici che illustrano che oltre il &#8220;nero d&#8217;avorio&#8221; e le terre gialle e rosse, adoperati da Lorenzo Viani per dipingere la Viareggio di là dal molo, oltre i bianchi luminosi, le tonalità dei gialli, dei verdi e degli azzurri con i quali Moses Levy ha documentato la policromia della spiaggia viareggina, nel corso del Novecento altri colori sono stati adoperati per costruire l&#8217;immagine pittorica di Viareggio. <span id="more-16382"></span>Altri artisti, facendo ricorso ciascuno alla propria poetica e al personale linguaggio pittorico, hanno rappresentato le molteplici anime della città. </p>
<p>La pubblicazione di questo volumetto  é  la prima tappa di un progetto pluriennale che intende mettere in luce tutte queste testimonianze, per far conoscere e valorizzare la ricchezza di questo patrimonio artistico.</p>
<p>Gli scritti presenti in questo primo numero documentano: la Viareggio metastorica di Franco Anichini, la pittura oltre il Duemila di Giorgio Barsacchi, la storia scritta nel legno di Inaco Biancalana, i sogni dipinti di Guido Bucci, la Viareggio intima di Alfredo Catarsini, La Viareggio di ieri di A.ntonio D’Arliano, le sintesi cromatiche di Giorgio  Di Giorgio, i fiori del giardino dell’anima di Marco Dolfi, la poesia del ricordo di Loriano Geri, il sogno degli umili titani di Giovanni Lazzarini, la Viareggio estiva di Moses Levy, la Viareggio fantasmatica di Mario Marcucci, la poesia della solida pittura di Giorgio Michetti, il sogno pittorico di Giuseppe Murri, l’elegia della natura di Ferruccio Orlandi, la Viareggio di Oreste Paltrinieri, il colori del mare di Eugenio  Pardini, le donne sensuali di Lisandro Ramacciotti, le maschere e le marine di Renato Santini, il “pennello vendicatore” di Lorenzo Viani.<br />
 <br />
La stampa del “quaderno”, 72 pagine con un repertorio di immagini in bianco e nero, è stata realizzata dalla “Pezzini Editore” ed è in vendita presso il Centro Documentario Storico ed il Museo della Marineria al prezzo di Euro 5,16.</p>
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		<title>NONNO CARLINO</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 17:54:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi periodi di festa mi è capitato di rovistare tra i vecchi bauli di casa fino al rinvenimento di questa vecchia foto. Trattasi probabilmente del primo &#8220;vu cumprà&#8221; della storia di Viareggio. Soltanto che questo arzillo signore è il mio bisnonno, tal Carlo Massaglia da Stiava. Non so a quando datare esattamente lo scatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-16291" title="Nonno-Carlino" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/12/Nonno-Carlino.gif" alt="Nonno-Carlino" width="200" height="225" />In questi periodi di festa mi è capitato di rovistare tra i vecchi bauli di casa fino al rinvenimento di questa vecchia foto. Trattasi probabilmente del primo &#8220;<em>vu cumprà</em>&#8221; della storia di Viareggio. Soltanto che questo arzillo signore è il mio bisnonno, tal <strong>Carlo Massaglia</strong> da Stiava. Non so a quando datare esattamente lo scatto ma è stimabile che sia del primo dopoguerra al massimo primi anni 50. D&#8217; estate il giorno vendeva in spiaggia e durante la sera faceva il giro dei ristoranti a vender rose. E&#8217; paradossale talvolta pensare con quanto accanimento si vada contro agli attuali venditori ambulanti scordandoci poi che eravamo noi stessi, poco più di 50 anni fa, a effettuare lo stesso lavoro. Un felice anno nuovo a tutti i lettori di Viareggi<strong>ok</strong>. <strong>Gisk</strong>.</p>
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		<title>ATMOSFERE DEL PASSATO</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 08:45:19 +0000</pubDate>
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16 gennaio 1969. Passa lungo il canale Burlamacca, all&#8217;altezza di Vannucci e Pierini, la pilotina che sta  rimorchiando il barcone della sabbia (fuori quadro). Moreno Bucci.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-16234" title="pilotina" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/12/pilotina.gif" alt="pilotina" width="378" height="266" /></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>16 gennaio 1969</strong>. Passa lungo il canale Burlamacca, all&#8217;altezza di Vannucci <em>e Pierini</em>, la pilotina che sta  rimorchiando il barcone della sabbia (fuori quadro). <strong>Moreno Bucci</strong>.</p>
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		<title>COME SI CHIAMAVA&#8230;.?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 21:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
 
 
 
 
 
 
 
Ecco un&#8217;altra bella foto. Sono le tre barche che portavano i turisti a fare una gita in mare a largo di Viareggio. Una si chiamava Bella Venezia, una Marco Polo e la terza non me la ricordo. I miei genitori mi ci portavano per farmi respirare l&#8217;aria bòna. Eravamo negli anni 50. Qualcuno può svelare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-16179" title="il molo come era" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/12/il-molo-come-era.jpg" alt="il molo come era" width="400" height="229" /></p>
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<p> </p>
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<p> </p>
<p>Ecco un&#8217;altra bella foto. Sono le tre barche che portavano i turisti a fare una gita in mare a largo di Viareggio. Una si chiamava <em>Bella Venezia</em>, una<em> Marco Polo </em>e la terza non me la ricordo. I miei genitori mi ci portavano per farmi respirare l&#8217;aria bòna. Eravamo negli anni 50. Qualcuno può svelare il mistero del nome della terza barca? Grazie. <strong>Roberto Paglianti</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RICORDANDO L&#8217;ARTIGLIO</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 14:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 7 dicembre 1930, nelle acque davanti a Saint-Nazaire, in Francia, una tremenda esplosione travolse ed affondò l ‘Artiglio, mentre si trovava impegnato nella demolizione del piroscafo Florence.  Nella tragedia, che causò dodici vittime: persero la vita i palombari viareggini Alberto Gianni, Aristide Franceschi, Alberto Bargellini ed il marinaio Romualdo Cortopassi. Oggi il Museo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-15704" title="esplosione-artiglio" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/12/esplosione-artiglio.gif" alt="esplosione-artiglio" width="100" height="140" />Il <strong>7 dicembre 1930</strong>, nelle acque davanti a Saint-Nazaire, in Francia, una tremenda esplosione travolse ed affondò l ‘<strong>Artiglio</strong>, mentre si trovava impegnato nella demolizione del piroscafo <em>Florence</em>.  Nella tragedia, che causò dodici vittime: persero la vita i palombari viareggini <strong>Alberto Gianni, Aristide Franceschi, Alberto Bargellini</strong> ed il marinaio <strong>Romualdo Cortopassi</strong>. Oggi il Museo della Marineria ricorderà il settantanovesimo anniversario della tragedia con una proiezione di filmati d’epoca che illustrano il lavoro dei palombari nelle profondità del mare e la storia dell’Artiglio. La proiezione avrà luogo a ciclo continuo a partire dalle ore 17. L’ingresso al Museo è gratuito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BELLA MI&#8217; VIAREGGIO</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
 
 
 
 
 
 
Città dell&#8217;allegria compagna di viaggio
di questa vita mia, o bella mì Viareggio
a giro per el mondo c&#8217;en tante &#8216;ose belle
ma niente che somiglia al tu&#8217; mare e alle tu&#8217; stelle.

O grande paradiso di pini e di gabbiani,
di sole col sorriso che bacia le tu&#8217; mani
a giro per el mondo c&#8217;en tante  &#8216;ose belle
eppure &#8216;un si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-15317" title="Varo" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/11/Varo.gif" alt="Varo" width="400" height="238" /></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Città dell&#8217;allegria compagna di viaggio<br />
di questa vita mia, o bella mì Viareggio<br />
a giro per el mondo c&#8217;en tante &#8216;ose belle<br />
ma niente che somiglia al tu&#8217; mare e alle tu&#8217; stelle.</p>
<p><span id="more-15316"></span></p>
<p>O grande paradiso di pini e di gabbiani,<br />
di sole col sorriso che bacia le tu&#8217; mani<br />
a giro per el mondo c&#8217;en tante  &#8216;ose belle<br />
eppure &#8216;un si pò stà senza &#8216;l tu&#8217; mare e le tu&#8217; stelle<br />
a giro per el mondo c&#8217;è tanta meraviglia&#8230;<br />
Eppure non mi piglia come te.</p>
<p>O grande arcobaleno di cielo, monti e mar,<br />
o &#8220;Perla del Tireno&#8221; donata dal Creatore<br />
a giro per el mondo c&#8217;en tante  &#8216;ose belle<br />
ma niente che somiglia al tu&#8217; mare e alle tu&#8217; stelle.</p>
<p>O bella mi&#8217; Viareggio dal libero penziero<br />
dove c&#8217;è sempre maggio sul molo e sul veliero<br />
a giro per el mondo c&#8217;en tante  &#8216;ose belle<br />
eppure &#8216;un si pò stà senza &#8216;l tu&#8217; mare e le tu&#8217; stelle<br />
a giro per el mondo c&#8217;è tanta meraviglia&#8230;<br />
Eppure non mi piglia come te.</p>
<p>O nido di poeti, artisti e naviganti<br />
bagnini &#8216;nnamorati e preti pògo santi<br />
a giro per el mondo c&#8217;en tante  ose belle<br />
ma niente che somiglia al tu&#8217; mare e alle tu&#8217; stelle.</p>
<p>O giostra di colori o parco della luna<br />
ci fai sentì signori ànco senza fortuna<br />
a giro per el mondo c&#8217;en tante  &#8216;ose belle<br />
eppure &#8216;un si pò stà senza &#8216;l tu&#8217; mare e le tu&#8217; stelle<br />
a giro per el mondo c&#8217;è tanta meraviglia&#8230;<br />
Eppure non mi piglia come te.</p>
<p>O matto menestrello con il vestito a scacchi,<br />
amante del bordello, o paese dei balocchi<br />
a giro per el mondo c&#8217;en tante  &#8216;ose belle<br />
ma niente che somiglia al tu&#8217; mare e alle tu&#8217; stelle.</p>
<p>O bella mi&#8217; Viareggio o reggia di Nettuno<br />
&#8216;un sò se è meglio o peggio, ma &#8216;un dà retta a nessuno!<br />
A giro per el mondo c&#8217;en tante  &#8216;ose belle<br />
eppure &#8216;un si pò stà senza &#8216;l tu&#8217; mare e le tu&#8217; stelle<br />
a giro per el mondo c&#8217;è tanta meraviglia&#8230;<br />
Eppure non mi piglia come te.</p>
<p><strong>Adriano Barghetti</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>VIAREGGIO LIBERATA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 11:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Per &#8220;Annotazioni in itinere&#8220;, notizie, curiosità, aneddoti e segreti dall’Archivio Storico della Croce Verde di Viareggio, Federica Ghiselli racconta la Viareggio liberata. Come una rassegna di fotogrammi i giornali dell’epoca ci offrono un’interessante cronaca, pressoché in diretta, degli avvenimenti che portarono alla liberazione di Viareggio:
“Le truppe del Generale Clark raggiungono la linea gotica a nord [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per &#8220;<em>Annotazioni in itinere</em>&#8220;, notizie, curiosità, aneddoti e segreti <em>dall’Archivio Storico della Croce Verde di Viareggio</em>, <strong>Federica Ghiselli</strong> racconta la <em>Viareggio liberata</em>. Come una rassegna di fotogrammi i giornali dell’epoca ci offrono un’interessante cronaca, pressoché in diretta, degli avvenimenti che portarono alla liberazione di Viareggio:<span id="more-12892"></span></p>
<p>“<em>Le truppe del Generale Clark raggiungono la linea gotica a nord di Lucca</em>” da La Nazione del Popolo, Organo del Comitato di Liberazione Nazionale edito a Firenze, del 12 – 13 Settembre 1944 n. 14</p>
<p>“<em>La lotta continua durissima nel settore Rimini (&#8230;) all’altra estremità del fronte – sul versante tirrenico – le truppe del Generale Clark, dopo aver girato rapidamente intorno al Lago di Massaciuccoli, sono giunte nei sobborghi di Viareggio</em>&#8220;. (..) ibidem, 14 – 15 Settembre n. 16</p>
<p>“<em>In Toscana, nella zona di Lucca e Viareggio, i partigiani hanno operato il collegamento con le truppe americane e colpiscono anche più energicamente i soldati germanici nelle linee del fronte. (..)”</em> ibidem, 15 – 16 Settembre n. 17</p>
<p>“ <em>(..) al centro della Linea Gotica sono in corso combattimenti di vaste proporzioni, ai quali partecipano truppe americane, britanniche, indiane e brasiliane della V armata. Una colonna ha preso contatto col nemico, l’altro ieri, davanti a Viareggio</em>.” ibidem, 18 – 19 Settembre n. 19</p>
<p>(..) <em>nel settore tirrenico gli alleati hanno liberato Viareggio, ha detto ieri mattina la B. B. C.</em> (..)” ibidem, 19 – 20 Settembre n. 20</p>
<p>La città, sia pure ancora nel timore delle cannonate tedesche, rimaneva fortemente provata dall’incubo dei bombardamenti alleati che avevano portato alla distruzione di cantieri navali, del porto, di innumerevoli edifici pubblici, di infrastrutture e della zona adiacente la stazione ferroviaria. Gli abitanti, che sin dall’aprile del ’44 erano stati costretti a evacuare, ora a liberazione avvenuta, cominciavano lentamente a rientrare a Viareggio e la città iniziava così a contare i propri morti e i propri dispersi.</p>
<p>Fortemente motivati a non lasciarsi sopraffare dagli eventi, alcuni membri della già disciolta Croce Verde di Viareggio (tra cui ricordiamo <strong>Antonio Giorgetti, Leandro Balena, Guido Bonanno, Ruggero Pacifici</strong>) nell’ottobre dello stesso anno decisero di riunirsi a casa di <strong>Renato Del Seppia</strong> stabilendo le prime disposizioni per il ripristino della Società di Pubblica Assistenza che sin dal 1930 aveva subito lo scioglimento e la destinazione delle proprie risorse patrimoniali alla Croce Rossa Italiana per effetto del Decreto Regio del 17 Ottobre 1930.</p>
<p>La storia della Croce Verde di Viareggio e più in generale la storia delle Società di Pubblica Assistenza, storie che inevitabilmente si immergono nel fluire degli eventi intrecciandosi con avvenimenti di maggiore e minore rilevanza, ci appare dunque come emblematica della volontà di ripresa e di ricostruzione che animò nel Dopoguerra il Paese contribuendo al recupero di quei valori di democrazia, di giustizia civile e di libertà che il regime aveva troppo a lungo soffocato.</p>
<p><strong>Federica Ghiselli</strong></p>
<p><em>Fonti bibliografiche:</em></p>
<p><strong>Enrico Lorenzetti</strong>, Fonti giornalistiche per una storia dalla caduta del Fascismo e dall’Occupazione Tedesca in Lucchesia, fino alla Liberazione ed alla Amministrazione del Governo Alleato (1943 – 1945) in Do*****enti e Studi, Rivista dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Provincia di Lucca, n. 25/26, S. Marco Litotipo, Lucca 2005, pp. 354 – 356, 360, 427;</p>
<p><strong>Nicola Laganà</strong>, Lo sfondamento della Linea Gotica da parte delle truppe nazifasciste della Garfagnana, numero monografico della Rivista dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Provincia di Lucca, edito da S. Marco Litotipo, Lucca 2008, p. 62 in nota;</p>
<p><strong>Paolo Fornaciari</strong>, direttore del Centro Do*****entario Storico del Comune di Viareggio, Viareggio sotto le bombe: bombardamenti e cannoneggiamenti su Viareggio, articolo apparso in rete su Viareggio.OK, 3 Novembre 2008;</p>
<p>Decreto Regio 17 Ottobre 1930, in Archivio Storico Croce Verde di Viareggio in fase di riordino.</p>
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		<title>LA VECCHINA DELLE MONDINE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 17:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo video di Piero Ambrosini che abbiamo pubblicato appare anche la vecchina che, in Piazza Grande, vendeva le mondine. Piero, presentando il suo emozionante contributo, ricorda ai più &#8220;attempati&#8221; che questo personaggio si trovava all&#8217;angolo tra via Garibaldi e via Battisti. Non è esatto&#8230;
la sua postazione era, infatti, dalla parte opposta, ovvero sull&#8217;angolo tra via Garibaldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo <a href="http://www.viareggiok.it/viareggio-anni-50-terza-parte/" target="_self">video di Piero Ambrosini</a> che abbiamo pubblicato appare anche la vecchina che, in Piazza Grande, vendeva le mondine. Piero, presentando il suo emozionante contributo, ricorda ai più &#8220;<em>attempati</em>&#8221; che questo personaggio si trovava all&#8217;angolo tra via Garibaldi e via Battisti. Non è esatto&#8230;<span id="more-12564"></span></p>
<p>la sua postazione era, infatti, dalla parte opposta, ovvero sull&#8217;angolo tra via Garibaldi e via Fratti, davanti al negozio di stoffe Nardino, a due passi dal Montaresi, dal Garibaldino (vero Gian Paolo?) da Bombetta, dal bar Iris del &#8220;Moro&#8221;, dalla casa di Mameli Codecasa e, soprattutto, alle sue spalle non c&#8217;era il bruttissimo palazzo municipale&#8230;..</p>
<p><strong>stefano pasquinucci</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LE BALDORIE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 10:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 7 settembre, da anni, a Viareggio è il giorno delle baldorie, una tradizione, come tante altre, che si sta inesorabilmente perdendo e dimenticando. Per questo vi proponiamo anche quest’anno il contributo del direttore del Centro Documentario Storico Paolo Fornaciari, dal titolo: “La notte delle baldorie per grazia ricevuta“.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="le baldorie" src="http://files.splinder.com/d3af30112353d5da09c9316afb42f6a6.jpeg" alt="" width="120" height="90" />Il 7 settembre, da anni, a Viareggio è il giorno delle <em>baldorie</em>, una tradizione, come tante altre, che si sta inesorabilmente perdendo e dimenticando. Per questo vi proponiamo anche quest’anno il contributo del direttore del Centro Documentario Storico <strong>Paolo Fornaciari</strong>, dal titolo: “<em><a href="http://www.viareggiok.it/la-notte-delle-baldorie-per-grazia-ricevuta/#more-3885" target="_self">La notte delle baldorie per grazia ricevuta</a></em>“.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;BAGNI E BAGNANTI&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 08:40:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sedicesimo, interessante numero dei &#8220;Quaderni di Storia e Cultura&#8221; curati dal Centro Documentario Storico. Questa volta il direttore Paolo Fornaciari ci propone un &#8220;tuffo&#8221; nella cultura e nel costume della Viareggio balneare. Notizie, considerazioni e tante, bellissime foto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11886" title="bagni-e-bagnanti" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/08/bagni-e-bagnanti.gif" alt="bagni-e-bagnanti" width="200" height="146" />Sedicesimo, interessante numero dei &#8220;<em>Quaderni di Storia e Cultura</em>&#8221; curati dal Centro Documentario Storico. Questa volta il direttore <strong>Paolo Fornaciari</strong> ci propone un &#8220;<em>tuffo</em>&#8221; nella cultura e nel costume della Viareggio balneare. Notizie, considerazioni e tante, bellissime foto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA LIBECCIATA (QUELLA VERA)</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 09:44:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro grandissimo Franco Donati ci ha inviato altre belle immagini della Viareggio Ieri. Alcune di queste riguardano La Libecciata, quella vera, ritratta in una delle tante trasferte che la resero famoso in Italia ed in Europa.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8606" title="libecciata" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/05/libecciata.gif" alt="libecciata" width="200" height="166" />Il nostro grandissimo <strong>Franco Donati</strong> ci ha inviato altre belle immagini della Viareggio Ieri. Alcune di queste riguardano La Libecciata, quella vera, ritratta in una delle tante trasferte che la resero famoso in Italia ed in Europa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL CAMPO DI AVIAZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 08:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Seconda foto, tra quelle inviateci da Franco Donati, che pubblichiamo oggi.  E&#8217; il campo di aviazione che si trovava nella zona poi diventata un quartiere che porta appunto questo nome.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8449" title="foto-campo-aviazione" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/05/foto-campo-aviazione.jpg" alt="foto-campo-aviazione" width="300" height="204" /><br />
Seconda foto, tra quelle inviateci da <strong>Franco Donati</strong>, che pubblichiamo oggi.  E&#8217; il campo di aviazione che si trovava nella zona poi diventata un quartiere che porta appunto questo nome.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IDROVOLANTI SUL LAGO</title>
		<link>http://www.viareggiok.it/idrovolanti-sul-lago/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 08:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Franco Donati, che ringraziamo a nome di tutti, ci ha inviato alcune bellissime foto della Viareggio di ieri. Oggi ne pubblichiamo due. Partiamo con questa che ci porta a Torre del Lago Puccini quando ammaravano gli idrovolanti. In primo piano un DOX tedesco.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8445" title="foto-idrovolanti" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/05/foto-idrovolanti.jpg" alt="foto-idrovolanti" width="300" height="197" /><br />
<strong>Franco Donati</strong>, che ringraziamo a nome di tutti, ci ha inviato alcune bellissime foto della Viareggio di ieri. Oggi ne pubblichiamo due. Partiamo con questa che ci porta a Torre del Lago Puccini quando ammaravano gli idrovolanti. In primo piano un DOX tedesco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AUGURI</title>
		<link>http://www.viareggiok.it/auguri-3/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 06:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ecco una bella immagine del Ristorante Santa Monica inviataci qualche giorno fa da Franco Donati (che ringraziamo) e che utilizziamo come cartolina per augurare a tutti voi una Buona Pasqua.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7822" title="santa-monica" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2009/04/santa-monica.gif" alt="santa-monica" width="300" height="208" /><br />
Ecco una bella immagine del <em>Ristorante Santa Monica</em> inviataci qualche giorno fa da <strong>Franco Donati</strong> (che ringraziamo) e che utilizziamo come <em>cartolina</em> per augurare a tutti voi una <strong>Buona Pasqua</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>7 DICEMBRE 1930</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 09:53:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 7 dicembre 1930, in Francia nelle acque davanti a Saint-Nazaire, una tremenda esplosione travolse ed affondò l&#8217;&#8220;Artiglio&#8221;, mentre si trovava impegnato nella demolizione del piroscafo &#8220;Florence&#8221; che giaceva, con un carico di 150 tonnellate, tra esplosivo e munizioni, a 16 metri di profondità  , ostacolando l&#8217;ingresso della baia. Nella tragedia, che causò dodici vittime, persero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" vspace="4" align="left" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2008/12/esplosione-artiglio.gif" hspace="4" alt="Esplosione Artiglio" title="Esplosione Artiglio" />Il 7 dicembre 1930, in Francia nelle acque davanti a Saint-Nazaire, una tremenda esplosione travolse ed affondò l&rsquo;&ldquo;Artiglio&rdquo;, mentre si trovava impegnato nella demolizione del piroscafo &ldquo;Florence&rdquo; che giaceva, con un carico di 150 tonnellate, tra esplosivo e munizioni, a 16 metri di profondità  , ostacolando l&#8217;ingresso della baia. Nella tragedia, che causò dodici vittime, persero, la vita i palombari viareggini <strong>Alberto Gianni,</strong> <strong>Aristide Franceschi</strong>, <strong>Alberto Bargellini</strong> ed il marinaio <strong>Romualdo Cortopassi</strong>.<br />
<span id="more-4865"></span><br />
La notizia fece subito il giro del mondo. Terribile fu il colpo per Viareggio e per la marineria viareggina. Molti pensarono che mai più si sarebbe parlato del tesoro dell&rsquo;&rdquo;Egypt&rdquo;, il cui recupero, dopo il ritrovamento del relitto, era stato rimandato per le avverse condizioni atmosferiche ed allora l&#8217;&ldquo;Artiglio&rdquo; ebbe il compito di demolire il &ldquo;Florence&rdquo;.</p>
<p>Ma un&#8217;ideale parentela di lavoro e di sangue aveva già   dato i suoi frutti. Altri palombari, cresciuti alla scuola del Gianni, erano pronti a portare avanti l&#8217;impresa. Nacque così un nuovo &ldquo;Artiglio&rdquo; che con un&#8217;impresa che sa di leggenda strappò al mare il tesoro dell&#8217;&rdquo;Egypt&rdquo;, portando in superficie già   nel 1933 oltre 6 tonnellate e mezzo d&#8217;oro e 44 di argento, molto più di quanto era stato denunciato alla assicurazione.</p>
<p>Per ricordare l&rsquo;anniversario della tragedia,<strong> domenica 7 dicembre</strong>, dalle ore 17, il <strong>Museo della Marineria </strong>ha organizzato una proiezione di filmati d&rsquo;epoca che documentano la vita e le imprese dei palombari viareggini dell&rsquo;&ldquo;Artiglio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;ingresso è libero e la cittadinanza è invitata ad intervenire.</p>
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		<title>GLI EROI DELL&#8217;ARTIGLIO</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 09:50:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Boris Giannaccini
Quando a Viareggio parliamo di palombari, il ricordo corre subito agli eroi dell&#8217;Artiglio che saltarono in aria il 7 dicembre 1930 dopo aver localizzato il relitto del transatlantico Egypt al largo delle coste bretoni, in pieno Oceano Atlantico. Oppure, dei loro successori, imbarcati sul secondo Artiglio, che completarono l&#8217;opera dei primi, recuperando a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Boris Giannaccini</strong></p>
<p>Quando a Viareggio parliamo di palombari, il ricordo corre subito agli eroi dell&rsquo;Artiglio che saltarono in aria il 7 dicembre 1930 dopo aver localizzato il relitto del transatlantico Egypt al largo delle coste bretoni, in pieno Oceano Atlantico. Oppure, dei loro successori, imbarcati sul secondo Artiglio, che completarono l&rsquo;opera dei primi, recuperando a 130 metri di profondità  , l&rsquo;immenso tesoro che questa nave trasportava.<br />
<span id="more-4863"></span><br />
Eppure, questa grande tragedia, che tolse la vita ai tre più grandi palombari di ogni tempo: Alberto Gianni, Aristide Franceschi e Alberto Bargellini oltre al marinaio Romualdo Cortopassi (tutti viareggini) insieme ad altri otto uomini (di varie località  ), non piegò minimamente la forza d&rsquo;animo, l&rsquo;audacia ed il grande coraggio ad innumerevoli altri uomini che seguirono le orme dei capiscuola.</p>
<p>Ecco perchè si parla di palombari viareggini o, meglio, di scuola palombaristica viareggina, un tempo conosciuta come la più apprezzata nel mondo dei recuperi subacquei a grande profondità  . E non c&rsquo;è da stupirsi se pensiamo a come è nata ed è cresciuta nel tempo.</p>
<p>Questi palombari hanno lavorato per decenni a recuperare carichi su navi affondate per burrasche ma, più frequentemente, per azioni di guerra. Si contano a centinaia i relitti visitati da questi intrepidi sub per i loro carichi, ma anche per recuperare navi intere facendole riaggallare. Uomini indubbiamente coraggiosi che svolgevano un lavoro affascinante, quanto pericoloso, con ogni mare e con correnti sottomarine spaventose. Dal Mediterraneo all&rsquo;Oceano Atlantico: su mercantili, liner o navi da guerra, i nostri palombari per oltre mezzo secolo hanno insegnato al mondo come andar per mare e lavorare sotto la sua superficie a profondità   fino ad allora mai raggiunte.</p>
<p>Due anni fa, esattamente il 7 dicembre 2006, fu inaugurato il Museo della Marineria di Viareggio; come tutti i Musei marinari, è un luogo in cui si abbia memoria delle gesta dei nostri antenati: dalle grandi conquiste alle grandi tragedie avvenute sul mare. La mitica storia della nave recuperi Artiglio è nata in Darsena, ed è una storia &ndash; come molte altre &ndash; di lavoro, di grandi fatiche, di modestissimi riscontri economici impregnati di sudore e di tante rinunce.</p>
<p>Nel Museo si trovano le testimonianze di questo spaccato storico cittadino, magari attraverso la &ldquo;lettura&rdquo; di piccoli o grandi reperti si potrà   anche riassaporare un mondo di ricordi intrisi di salmastro. Reperti provenienti e donati o offerti in prestito, da Enti, Associazioni e privati. Anche il Museo di Quiberon (nelle cui acque saltò in aria l&rsquo;Artiglio) ha voluto donare molti cimeli per le nostre vetrine; inoltre i sub francesi che hanno dato vita a questo piccolo ma prezioso Museo dell&rsquo;Artiglio sulle coste bretoni, hanno collaborato con la Fondazione per il recupero del timone e dell&rsquo;elica della mitica nave, oggi esposti all&rsquo;esterno del nostro Museo.</p>
<p>Il <strong>7 dicembre</strong> è una data ormai assodata nel calendario delle manifestazioni marinare viareggine. Vorremmo invitare le giovani generazioni a prendere coscienza dell&rsquo;ingegno, della generosità   e della maestria di questi umili eroi che, dando lustro alla marineria nazionale, hanno nel contempo fatto conoscere la nostra città   in ogni angolo del mondo.</p>
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		<title>DALLA TORRE MATILDE AL MARE</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 09:13:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
La collana dei &#8220;Quaderni di storia e cultura&#8221;, curata dal Centro Documentario Storico, dopo la pubblicazione del volume &#8220;Viareggio fra storia e cronaca&#8221;, presenta la ristampa del  numero 11 dal titolo &#8220;Il canale Burlamacca &#8211; Dalla Torre Matilde al mare&#8221;, da tempo esaurito e molto richiesto dai numerosi collezionisti ed appassionati di storia locale.

La ristampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="4" align="top" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2008/11/quaderno-cds.gif" hspace="4" alt="Il canale Burlamacca" title="Il canale Burlamacca" /><br />
La collana dei &ldquo;<em>Quaderni di storia e cultura</em>&rdquo;, curata dal <strong>Centro Documentario Storico</strong>, dopo la pubblicazione del volume &#8220;<em>Viareggio fra storia e cronaca</em>&rdquo;, presenta la ristampa del  numero 11 dal titolo &ldquo;<em>Il canale Burlamacca &ndash; Dalla Torre Matilde al mare</em>&rdquo;, da tempo esaurito e molto richiesto dai numerosi collezionisti ed appassionati di storia locale.<br />
<span id="more-4760"></span><br />
La ristampa del volumetto, pubblicato nel dicembre 2005 e curato da <strong>Paolo Fornaciari</strong>, ha mantenuto immutate le caratteristiche tipografiche della precedente edizione, ad eccezione della copertina che propone una nuova immagine del canale, e si presenta come un album fotografico che raccoglie 60 belle immagini che documentano il percorso del canale Burlamacca fra la fine dell&rsquo;Ottocento ed i primi anni del Novecento, che costituiscono la memoria in bianco e nero, dove la realtà   degli ambienti e dei personaggi della città   emerge vivida e carica di poesia.</p>
<p>Il canale Burlamacca, che scorre dalla Torre Matilde al mare, rappresenta la linea d&rsquo;acqua lungo la quale è nato e si è sviluppato, a partire dalla fine del XV secolo, il borgo di Viareggio, costituisce l&rsquo;elemento di collegamento, ma al tempo stesso anche di divisione, delle due anime che ha partire dai primi anni dell&rsquo;Ottocento caratterizzano la storia e l&rsquo;economia di Viareggio: la realtà   marinara e cantieristica da una parte e il centro turistico balneare e mondano organizzato negli ambienti della spiaggia e dei viali a mare.</p>
<p>La ristampa del &ldquo;quaderno&rdquo;, 72 pagine con belle immagini in bianco e nero, è stata realizzata dalla &ldquo;Pezzini Editore&rdquo; ed è in vendita presso il Centro Documentario Storico ed il Museo della Marineria al prezzo di Euro 5,16.</p>
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		<title>MOSTRA &#8220;I PROVERBI DEI MARINAI&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 21:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato  8 novembre, nello spazio espositivo del Museo della Marineria viene presentata la mostra &#8220;I proverbi dei marinai&#8221; che propone, in una decina di tavole, il testo del volumettto  di Krimer &#8211; Cristoforo Mercati -  pubblicato nel 1947 per conto della S.T.E.V. di Viareggio, in una edizione fuori commercio di soli 200 esemplari e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" vspace="4" align="left" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2008/11/egidio-tomei.gif" hspace="4" alt="Il capitano Egidio Tomei al timone del barcobestia Sandrina" title="Il capitano Egidio Tomei al timone del barcobestia Sandrina" />Sabato  8 novembre, nello spazio espositivo del Museo della Marineria viene presentata la mostra &ldquo;<em>I proverbi dei marinai</em>&rdquo; che propone, in una decina di tavole, il testo del volumettto  di Krimer &#8211; Cristoforo Mercati -  pubblicato nel 1947 per conto della S.T.E.V. di Viareggio, in una edizione fuori commercio di soli 200 esemplari e che oggi costituisce una preziosa rarità   bibliografica.<br />
<span id="more-4556"></span><br />
Krimer, nell&rsquo;introduzione del volumetto descrive questa raccolta, &ldquo;<em>la più completa fino ad oggi apparsa in Italia</em>&rdquo;, come un utile contributo per comprendere la vita particolare e difficile della gente di mare, che normalmente è parca di parole e si esprime per sintesi e un proverbio, spesso può ben sostituire un lungo discorso: &ldquo;Quasi tutti i proverbi marinareschi hanno un che di corale e di religioso. E poi ci sono quelli che ricordano gli elementi, e quelli che riguardano i sentimenti, e la nave e la navigazione; e molti sono quelli che hanno il senso solenne della fatalità  &rdquo;.</p>
<p>La mostra, organizzata in ordine alfabetico come il testo della raccolta, propone alcune centinaia di proverbi, e anche da una rapida lettura si comprende che &ndash; riprendendo dall&rsquo;introduzione di Krimer &ndash; &ldquo;i proverbi marinareschi sono universali. Il mare non ha nazionalità  . Un marinaio livornese, o genovese, o viareggino, ripete una serie di proverbi: li ha imparati navigando&rdquo;.</p>
<p>La mostra sarà   visitabile fino al 23 novembre, secondo l&rsquo;orario di apertura del Museo, tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle 16 alle 19, con ingresso gratuito.</p>
<p>(Nella foto il capitano <strong>Egidio Tomei</strong> al timone del barcobestia Sandrina)</p>
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		<title>VIANI E LA GRANDE GUERRA</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 10:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Paolo Fornaciari
Bollettino di Guerra del 3 novembre 1918, ore 20: &#8220;Le nostre truppe hanno occupato Trento e sono sbarcate a Trieste. Il tricolore italiano sventola sul Castello del Buon Consiglio e sulla Torre di San Giusto&#8221;. Poi, novanta anni fa, lunedì 4 novembre, alle ore 12, il generale Diaz, con  il Proclama delle Vittoria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="4" align="left" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2008/11/lorenzo-viani-soldato.gif" hspace="4" alt="Lorenzo Viani soldato" title="Lorenzo Viani soldato" />Di <strong>Paolo Fornaciari</strong></p>
<p>Bollettino di Guerra del 3 novembre 1918, ore 20: &ldquo;Le nostre truppe hanno occupato Trento e sono sbarcate a Trieste. Il tricolore italiano sventola sul Castello del Buon Consiglio e sulla Torre di San Giusto&rdquo;. Poi, novanta anni fa, lunedì 4 novembre, alle ore 12, il generale Diaz, con  il Proclama delle Vittoria, annunciò: &ldquo;La guerra contro l&rsquo;Austria Ungheria che l&rsquo;esercito italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse, ininterrotta ed asprissima, per 41 mesi, E&rsquo; VINTA&rdquo;.<br />
<span id="more-4518"></span><br />
Tre ore dopo l&rsquo;urlo delle sirene echeggiò lungo tutto il fronte annunciando la fine delle ostilità  . La Grande Guerra, che era costata all&rsquo;Italia 680 mila morti e mezzo milione di mutilati, era finita. A Viareggio, come in tutte le città   d&rsquo;Italia, le campane suonarono a festa fino a notte fonda. L&rsquo;anniversario della Vittoria offre lo spunto per ricordare gli anni della Grande Guerra ripercorrendo, in sintesi, l&rsquo;esperienza di <strong>Lorenzo Viani</strong> soldato e la sua posizione nei confronti del conflitto attraverso i suoi &ldquo;diari&rdquo; e gli scritti autobiografici.</p>
<p>Viani in occasione dell&rsquo;impresa coloniale di Libia è su posizioni antimilitariste, tanto che, nel 1912 insieme al sindacalista Alceste De Ambris, risponde ai versi &ldquo;<em>Tripoli bel sol d&rsquo;amore, sarai italiana a colpi di cannone</em>&rdquo; con l&rsquo;album di disegni &ldquo;Alla gloria della guerra&rdquo; (su iniziativa editoriale della casa editrice &ldquo;L&rsquo;internazionele&rdquo; e della camera del Lavoro di Parma), un&rsquo;agghiacciante rappresentazione degli effetti drammatici dell&rsquo;intervento armato. Poi, si allontana dalla posizione antimilitarista e nel febbraio del 1915, durante una conferenza &ldquo;sull&rsquo;interventismo&rdquo;, tenuta al Politeama da Cesare Battisti, si schiera dalla parte del Martire triestino contro i vecchi compagni anarco-sindacalisti che intervengono per impedire la manifestazione. La sera stessa Cesare Battisti ringrazia ed abbraccia commosso Lorenzo Viani per questa sua forte presa di posizione.</p>
<p>Nel 1927, in una lettera a Carlo Scorza, scrisse: &ldquo;Mi gettai a capofitto in mezzo agli imbestiati e fui calpestato e ferito&rdquo;.<br />
Alcuni mesi dopo, il 25 maggio 1915, Viani si presenta al Distretto per arruolarsi volontario, ma a causa dei suoi precedenti politici non viene accettato. Deve attendere il 21 luglio 1916 per essere richiamato a vestire finalmente il grigio-verde. Dopo alcuni mesi di addestramento, prima a Genova poi a Piacenza, parte per il fronte dove viene a contato con la dura realtà   della guerra, &ldquo;sola igiene del mondo&rdquo;, come la definì Marinetti. Viani, nel romanzo &ldquo;Ritorno alla Patria&rdquo;, fa dire ad un marinaio: &ldquo;La rivoluzione è un&rsquo;idea che ha trovato delle baionette&rdquo;.</p>
<p>Dalle trincee del Carso scrive alla madre: &ldquo;Scavo la terra a fondo, ma con allegria&hellip;Aspetto con rabbia il mio destino legittimo che è quello di distruggere le bestie dal piede piatto e dalla testa ferrata: gli austriaci e i tedeschi&rdquo;.<br />
Le immagini che vede tutt&rsquo;intorno e che descrive con piglio epico nei suoi scritti &#8211; &ldquo;le strade erano convertite in una marea muggente di una folla dispersa, in mezzo alla quale le maschie figure dei soldati spiccavano come frammenti di sculture classiche&rdquo; &#8211; e nelle sue opere d&rsquo;arte, per lo più disegni e carboncini realizzati su supporti rimediati nelle precarie situazioni del fronte (carta da batteria, bende ed asciugamani), confermano il suo credo: &ldquo;Non è l&rsquo;artista che imita la natura, ma la natura che si modella sulle visioni dell&rsquo;artista&rdquo;.</p>
<p>Davanti allo spettacolo quotidiano della morte alterna parentesi di serena distensione e di ricordo (&ldquo;l&rsquo;ottobre ritorna spesso alla memoria, perchè nel mio paese l&rsquo;estate si vive artificialmente&hellip; L&rsquo;ottobre, fin da ragazzo, mi è sembrato un richiamo ala meditazione. Quanti pensieri profondi sono nascosti nella mia pineta di ottobre! Il vento che passa sui pini, la cui chioma rumoreggia come il mare in burrasca, è pieno di eternità  &rdquo;), seguiti da sprazzi di esaltazione (&ldquo;Vorrei rendere l&rsquo;ansia, l&rsquo;inquietudine, la disperazione dell&rsquo;animo mio. Vorrei incitare, vorrei gridare forte: O giovani la vita è bella nella libertà   e nella lotta!&rdquo;) e momenti di paura e di disperazione (&ldquo;Minestra cotta, ammarcita, piena d&rsquo;acqua, con nella gola voglia di vomito. Sterco ammucchiato in un camminamento: freddo in tutto il corpo e voglia di fuggire. Pidocchi bianchi sulla camicia grigia&hellip; Piedi inzupparti d&rsquo;acqua e di fango: rassegnazione.&rdquo;)</p>
<p>Il contato con la tragica realtà   della guerra, che pure aveva concepito come tappa necessaria per la costruzione di un futuro di giustizia sociale, al fine mette scompiglio nel suo animo: &ldquo;io qua scrivo come si fa la guerra, a ondate confuse come le ondate del mare nei giorni di libeccio&hellip;&rdquo;. Quando il 1 gennaio 1919 viene congedato esce da questa esperienza provato e disilluso, più tardi scriverà  : &ldquo;Ritornai a casa con 37 anni sulle spalle e con otto lire di trasferta&hellip; A casa non trovai indumenti borghesi e dovetti per qualche tempo girottolare vestito nei panni grigio-verde, nonchè sussidi di disoccupazione e trovai chiuse dall&rsquo;odio scatenatosi dopo la guerra tutte le porte, tranne quella di quella donna che è oggi mia moglie&rdquo;.<br />
Per ricordare ed onorare i 135 viareggini morti in combattimento o per gravi ferite (109 dell&rsquo;esercito, 24 della marina e 2 dell&rsquo;aeronautica), come è documentato in un volumetto a cura di Michele Borgia Caddeddi, pubblicato a Viareggio nel novembre 1928, dove è riportato l&rsquo;elenco nominativo di tutti con data di nascita, luogo e data della morte, professione civile e decorazione assegnata, iI 3 luglio 1927, in piazza Garibaldi fu inaugurato, dopo anni di ritardi e di polemiche, il monumento ai Caduti per la Patria, opera di Lorenzo Viani e Domenico Rambelli.</p>
<p>Sempre Viani nel 1929 pubblica, per l&rsquo;editrice Alpes di Milano, il romanzo autobiografico &ldquo;Ritorno alla patria&rdquo;, dove è rappresentata l&rsquo;esperienza della guerra, pur nella sua drammatica eccezionalità  , come parentesi di una dolente e tragica quotidianità  : &ldquo;Cosa è per noi la guerra? Noi abbiamo fatto sempre la guerra, con la madre, coi fratelli, con gli uomini, con le bestie, la natura: siamo nati con la guerra nel sangue&rdquo;.</p>
<p><strong>Paolo Fornaciari</strong><br />
Direttore Centro Documentario Storico</p>
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		<title>1.11.1943 PRIMO BOMBARDAMENTO AEREO SU VIAREGGIO</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 11:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viareggiok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viareggio Ieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Paolo Fornaciari
Viareggio, dal 1 novembre 1943 al 7 febbraio 1945 fu devastata dalle bombe. Prima le forze aeree alleate, nel corso di 62 incursioni scaricarono sulla città   oltre 1600 bombe, poi fu la volta dei tedeschi che, dopo essersi ritirati da Viareggio cercarono di contrastare con il tiro dei cannoni l&#8217;avanzata dei reparti americani.

Alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="4" align="top" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2008/11/bombardamento.gif" hspace="4" alt="bomdardamento areo su Viareggio" title="bomdardamento areo su Viareggio" /><br />
di <strong>Paolo Fornaciari</strong></p>
<p>Viareggio, dal 1 novembre 1943 al 7 febbraio 1945 fu devastata dalle bombe. Prima le forze aeree alleate, nel corso di 62 incursioni scaricarono sulla città   oltre 1600 bombe, poi fu la volta dei tedeschi che, dopo essersi ritirati da Viareggio cercarono di contrastare con il tiro dei cannoni l&rsquo;avanzata dei reparti americani.<br />
<span id="more-4506"></span><br />
Alla fine del conflitto, le condizioni di Viareggio, riconosciuta &ldquo;città   sinistrata&rdquo;, furono sintetizzate dalle seguenti cifre: su 6491 abitazioni preesistenti prima della guerra, 870 furono distrutte, 699 risultarono gravemente danneggiate e non riparabili, 1286 danneggiate e per le quali furono richiesti contributi per la riparazione e 137 furono i fabbricati requisiti e danneggiati; per un totale di 2992 case dichiarate &ldquo;inabitabili&rdquo;. Gli operai occuparti nelle industrie viareggine da 2500 passarono a 592 unità  .</p>
<p>Nella popolazione civile, per azioni belliche, vi furono 180 morti, 150 feriti, 220 vedove, 164 orfani e 250 deportati. Questa storia drammatica iniziò il 1 novembre 1943, quando Viareggio scoprì sulla propria pelle gli orrori della guerra. Alle ore 19,30, gli aerei alleati, provenienti dal mare, bombardarono la zona della stazione, senza peraltro centrarla, colpendo invece le strade vicine alla linea ferroviaria. Così, &ldquo;Il Telegrafo&rdquo; riportò la notizia del primo bombardamento aereo:</p>
<p>&#8220;Dopo oltre tre anni di guerra anche Viareggio ha subito le barbarie degli aviatori anglo-americani in un&#8217;incursione serale che, nella ricorrenza degli Ognissanti, ha trovato la città   insolitamente affollata. Gli aerei nemici sono piombati selvaggiamente sulla città   provenienti dal mare, per cui l&#8217;allarme ha suonato quando già   i bengala illuminavano sinistramente tutto l&#8217;abitato. All&#8217;indubbio segnale la popolazione, priva com&#8217;è dei rifugi, ha cercato scampo nelle pinete, sulla spiaggia e nella campagna circostante. Ma purtroppo le bombe nemiche cadute da lì a pochi istanti hanno mietuto le loro vittime innocenti specialmente fra donne, vecchi, bambini e ammalati che non avevano potuto fuggire con sufficiente celerità  . Come al solito gli apparecchi nemici, nell&#8217;impossibilità   di colpire quegli obbiettivi d&#8217;importanza bellica che qui non esistono e non sono mai esistiti, hanno seminato distruzione e morte tra la popolazione civile specialmente dei quartieri più umili della vecchia Viareggio. Le bombe, gettate a casaccio, esplodendo con un fragore terrificante hanno completamente demolito numerose case e molte altre ne hanno danneggiato gravemente, cosicchè le famiglie che sono rimaste prive delle loro piccole, ma caratteristiche e linde abitazioni a uno o due piani, assommano ad oltre un centinaio.&#8221;</p>
<p>Obiettivo del raid aereo la linea ferroviaria, che però non fu colpita. Le bombe, alla fine ne furono contate 72, caddero nelle vicinanze della linea ferrata colpendo la via Mazzini, via Pucci, via Volta, via della Fontanella, via dei Peecchi e via della Portichina. Il giorno dopo, i vigili urbani monitorarono gli effetti disastrosi del bombardamento in una relazione dettagliata al Commissario Prefettizio. La zona del cavalcavia ferroviario fu colpita da tre bombe che distrussero la casa di Primo Simonetti, il centro stradale e la panchina di scarico del varignano. In via dei Peecchi, 14 bombe danneggiarono due case e il magazzino della ditta Lencioni.</p>
<p>Nella zona di via del Forcone, diverse bombe caddero in aperta campagna, in località   detta Coccione, arrecando lievi danni ai fabbricati vicini. Una bomba colpì il passaggio a livello di via Fontanella distruggendo tre abitazioni e danneggiando altre. In via dei Lecci, in prossimità   della fabbrica Ladini, due bombe rasero al suolo le case di Averardo Antinori e di Enrico Belluomini, arrecando gravi danni alle altre abitazioni vicine. Quattro bombe colpirono le vie Alessandro Volta e Bottega, 10 case furono completamente distrutte e molte altre furono danneggiate.</p>
<p>In via dei Borghetti una bomba distrusse la casa di Stefano Bini, danneggiandone molte altre. Alcune bombe cadute in via Pucci, nel tratto fra la via Zanardelli e la via San Martino, rasero al suolo le officine Ponsi, la bottega del fabbro Lazzarini ed alcune abitazioni, danneggiandone in modo più o meno grave molte altre. Gravi danni anche nella zona fra la via Mazzini e la via XX Settembre , con 4 case distrutte e 12 case sinistrate gravemente. In via del Borgo ang. Zendrini, le bombe caddero in prossimità   del passaggio a livello danneggiando seriamente la casa di Emilio Bernardni e la casa Nencioni Sargentini. Altre abitazioni furono lesionate anche in via Ximenes, in via Pietrasanta, in via Burlamacchi e nelle adiacenze della linea ferroviaria.</p>
<p>Alcune bombe colpirono il deposito di macchine della nuova stazione, il posto di blocco allo scalo merci ed causarono danni lungo i binari di manovra della via Pietrasanta fino all&rsquo;altezza del ponte in ferro sulla ferrovia. L&rsquo;Officina del Gas, ebbe un serbatoio forato da una scheggia che fu riparato nella notte stessa dell&rsquo;incursione. L&rsquo;Acquedotto invece subì più gravi danni, poichè fu colpita la conduttura principale della distribuzione dell&rsquo;acqua in città   nei pressi del passaggio a livello di via Regia. Gli effetti dell&rsquo;incursione aerea sulla popolazione furono 3 morti e 17 feriti: Antonietta, Argia e Anna Oldani, Mary e Ivonne Maggenti, Leopolda Bertuccelli, Moreno Servetto, Giuseppe Morabito, Lina e Mauro Panconi, Francesco Carmazi, Carolina e Bianca Biancalana, Nicolò Chelini, Francesco Bertacca, Giuseppina Malfatti, Rosa Lazzarini.</p>
<p>Persero la vita Nella Cardini, deceduta per sincope, Emilio Canova, per le ferite riportate e Floriana Servetto, di 14 anni, rimasta sotto le macerie della casa di Primo Simonetti. Il 22 dicembre 1943, il Commissario Prefettizio inviò al Capo della Provincia di Lucca un rapporto per comunicare i dati definitivi circa &ldquo;l&rsquo;incursione aerea nemica del 1 novembre su questa Città  &rdquo;: 47 case distrutte, 55 case gravemente danneggiate, 171 case lievemente lesionate, 252 famiglie sinistrate, 1019 componenti famiglie sinistrate. Numeri e dati statistici di una tragedia che per Viareggio era appena iniziata.</p>
<p><strong>Paolo Fornaciari</strong><br />
Direttore Centro Documentario Storico</p>
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		<title>MODELLINI DI VELIERI IN MOSTRA AL MUSEO</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 10:01:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Museo della Marineria, organizzato nei locali dell&#8217;ex Marcato Ittico sul Lungo Canale, assolve al ruolo di &#8220;luogo della memoria&#8221; per la conservazione, la conoscenza e la valorizzazione della storia e della cultura legata al rapporto fra la città   di Viareggio ed il mare. Conserva un patrimonio importante di cimeli, reperti e documenti che ammonta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo della Marineria, organizzato nei locali dell&rsquo;ex Marcato Ittico sul Lungo Canale, assolve al ruolo di &ldquo;<em>luogo della memoria</em>&rdquo; per la conservazione, la conoscenza e la valorizzazione della storia e della cultura legata al rapporto fra la città   di Viareggio ed il mare. Conserva un patrimonio importante di cimeli, reperti e documenti che ammonta ad oltre mille &ldquo;pezzi&rdquo;, suddivisi in diverse sezioni:<br />
<span id="more-4165"></span><br />
Cantieri navali e l&rsquo;artigianato dei maestri d&rsquo;ascia e calafati &ndash; Attrezzature di bordo e strumenti nautici &ndash; I palombari dell&rsquo; Artiglio &ndash; Documenti storici e testimonianze artistiche &#8211; Modellismo navale &ndash; La gente di mare.</p>
<p>L&rsquo;impegno del Museo, mirato al potenziamento della struttura espositiva mediante l&rsquo;acquisizione di nuovi materiali, è rivolto alla ricerca di rapporti di collaborazione con privati cittadini, associazioni e tutte le realtà   del mondo del lavoro delle darsene allo scopo di mettere a disposizione documenti e reperti.</p>
<p>All&rsquo;invito della direzione del Museo recentemente ha aderito il <strong>Model Ships di Viareggio</strong> che si è reso disponibile a curare l&rsquo;allestimento di una vetrina, da aggiornare periodicamente, con modellini di imbarcazioni e di velieri.</p>
<p>I modellini che sono in mostra in questo primo allestimento, preziosi per la particolare cura realizzativa frutto di una accurata ricerca storica attraverso lo studio di fotografie d&rsquo;epoca e di documenti, sono opera di: F. Mascelli, M. Martinelli, A. Sozzi, C. Tammone, A. Lari, R. Celi, L. Cucchiar, G. Meini, A. Domenici, G. Del Carlo, A. Dal Pino, M. Casentini. Corti, F. Rocca, A: Santocchi e Zappelli</p>
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		<title>BEPPE DEL FABBRETTO</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 20:13:13 +0000</pubDate>
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Beppe del Fabbretto: chissà   quante volte avete sentito nominare questo nome. Un personaggio della &#8220;Viareggio Ieri&#8221; di cui oggi possiamo pubblicare la foto, scattata al Terminetto nel 1958, grazie al carissimo amico Alessandro Del Carlo che scrive: &#8220;La fonte è seria e si chiama Lina di Veleno, vivente logorroico serbatoio di notizie della vecchia Viareggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="4" align="top" src="http://www.viareggiok.it/wp-content/uploads/2008/09/beppe-del-fabbretto.gif" hspace="4" alt="Beppe del Fabbretto" title="Beppe del Fabbretto" /><br />
<strong>Beppe del Fabbretto</strong>: chissà   quante volte avete sentito nominare questo nome. Un personaggio della &#8220;<em>Viareggio Ieri</em>&#8221; di cui oggi possiamo pubblicare la foto, scattata al Terminetto nel 1958, grazie al carissimo amico <strong>Alessandro Del Carlo</strong> che scrive: &#8220;La fonte è seria e si chiama <em>Lina di Veleno</em>, vivente logorroico serbatoio di notizie della vecchia Viareggio di periferia&#8221;. Una signora che speriamo presto di poter incontrare ed intervistare.</p>
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		<title>UN NOBEL PER ME, UN VIAREGGIO PER TE</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 08:03:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Interessante articolo a firma di Silvio Ramat, pubblicato da Il Giornale e da Ilgiornale.it, sul carteggio tra Piero Bigongiari e Giuseppe Ungaretti pubblicato a cura di Teresa Spignoli. Titolo: &#8220;Un Nobel per me, un Viareggio per te&#8220;.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="4" align="left" width="165" src="http://www.ilgiornale.it/att_jpg.php?ID=395630&amp;X=660&amp;Y=495" hspace="4" alt="ungaretti" height="124" style="width: 165px; height: 124px" title="ungaretti" />Interessante articolo a firma di <strong>Silvio Ramat</strong>, pubblicato da Il Giornale e da <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=289387&amp;START=0&amp;2col=" title="Ilgiornale.it">Ilgiornale.it</a>, sul carteggio tra <strong>Piero Bigongiari</strong> e <strong>Giuseppe Ungaretti</strong> pubblicato a cura di <strong>Teresa Spignoli</strong>. Titolo: &#8220;<em>Un Nobel per me, un Viareggio per te</em>&#8220;.</p>
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		<title>LA NOTTE DELLE BALDORIE PER &#8220;GRAZIA RICEVUTA&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 09:42:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 7 settembre, da anni, a Viareggio è il giorno delle baldorie, una tradizione, come tante altre, che si sta inesorabilmente perdendo e dimenticando. Per questo vi proponiamo anche quest&#8217;anno il contributo del direttore del Centro Documentario Storico Paolo Foprnaciari, dal titolo: &#8220;La notte delle baldorie per grazia ricevuta&#8220;.

Il fuoco come manifestazione d&#8217;esultanza e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="4" align="left" width="120" src="http://files.splinder.com/d3af30112353d5da09c9316afb42f6a6.jpeg" hspace="4" alt="le baldorie" height="90" style="width: 120px; height: 90px" title="le baldorie" />Il 7 settembre, da anni, a Viareggio è il giorno delle baldorie, una tradizione, come tante altre, che si sta inesorabilmente perdendo e dimenticando. Per questo vi proponiamo anche quest&#8217;anno il contributo del direttore del Centro Documentario Storico <strong>Paolo Foprnaciari</strong>, dal titolo: &#8220;<em>La notte delle baldorie per grazia ricevuta</em>&#8220;.<br />
<span id="more-3885"></span><br />
Il fuoco come manifestazione d&rsquo;esultanza e di festa ha tradizioni antiche anche nella storia di Viareggio. Già   intorno alla seconda metà   del Seicento si facevano grandi baldorie per la festa di S. Antonio da Padova, patrono della comunità  . Grandi fuochi accessi nella notte furono il segnale della rivolta che nel maggio 1799 i viareggini, istigati dal clero e dalla parte più reazionaria della nobiltà   lucchese, al grido di &ldquo;Viva Maria&rdquo;, organizzarono contro i &rdquo;giacobini&rdquo; e le truppe francesi, nel tentativo di un&rsquo;insurrezione impossibile che voleva l&rsquo;unione alla Toscana o addirittura la proclamazione di una Repubblica viareggina.</p>
<p>Ma la festa delle baldorie che dal 1854 infiamma le strade e le piazze di Viareggio &#8211; oggi molto meno rispetto ad alcuni anni fa &ndash; nasce come momento di ringraziamento collettivo per &ldquo;grazia ricevuta&rdquo;. Ma vediamo come ha origine questa tradizione che ormai è parte integrante del patrimonio storico e culturale di Viareggio.</p>
<p>Innanzi tutto bisogna ricordare, come necessaria premessa, il fatto che nel 1837 Zaverio Cardinali, membro di un&rsquo;antica famiglia marinara di Viareggio, per onorare il voto fatto alla Vergine per avergli salvato la vita nel naufragio della tartana &ldquo;Madonna di Montenero&rdquo;, fece erigere vicino al ponte di Pisa un tabernacolo dedicato alla Madonna Bambina, che ben presto divenne luogo di venerazione e di culto. Nella nostra storia s&rsquo;inseriscono poi le gravi epidemie che in quegli anni imperversarono anche nel nostro territorio, causando situazioni drammatiche e numerose vittime. Fra le più gravi fu quella del luglio 1854 che diffuse il colera in quasi tutta la Toscana, portato &ndash; così si ritiene &ndash; da un bastimento napoletano approdato nel porto di Livorno, e che colpì con impressionante virulenza anche la nostra città  . I contagiati furono ricoverati nell&rsquo;ospedaletto di &ldquo;San Giuseppe&rdquo; che aveva una potenzialità   di dodici posti letto, che risultarono subito insufficienti.</p>
<p>Per Viareggio fu un momento drammatico, con conseguenze disastrose per l&rsquo;economia della città   e con una mortalità   che in mancanza di dati ufficiali può essere stimata in circa 500 decessi a causa del colera. In questa situazione disperata si distinsero il curato di S. Antonio, padre Angelico Bargellini, che non esitò a ritirarsi insieme ai malati nell&rsquo;ospedaletto per prestare opera di conforto materiale e spirituale agli ammalati, padre Antonio Pucci e suor Giuliana Lenci, che si prodigarono amorevolmente a rischio della vita nell&rsquo;assistenza a quanti avevano bisogno.</p>
<p>Mentre l&rsquo;epidemia implacabile infuriava sulla città   prostata, la popolazione, davanti agli scarsi risultati dei provvedimenti medico-sanitari predisposti, decise di chiedere un aiuto dal cielo. Nei giorni di settembre che precedevano la festa della natività   della Madonna padre Pucci, il &ldquo;Curatino&rdquo;, invitò il popolo a radunarsi intorno al tabernacolo ai piedi del ponte di Pisa e a pregare la Vergine affinchè si realizzasse un miracolo. L&rsquo;epidemia cessò, improvvisamente come si era manifestata, e questo per tutti non fu visto come un caso. Per quanti avevano fede il miracolo era avvenuto e questo grazie all&rsquo;intercessione della Madonna. Così la sera del 7 settembre di quel 1854 tutta Viareggio si riunì intorno al tabernacolo per ringraziare la Vergine, pregando e celebrando la festa con fuochi e baldorie di gioia.</p>
<p>Da quel giorno, tutti gli anni Viareggio alza al cielo lingue di fuoco, forse sempre meno numerose ed alte per motivi di sicurezza, forse meno alimentate da partecipato spirito devozionale, ma ancora testimonianza d&rsquo;attaccamento alla nostra tradizione, affinchè, arsi dall&rsquo;ansia del presente e del futuro, non disperdiamo la nostra storia in un pugno di cenere.</p>
<p><strong>Paolo Fornaciari</strong><br />
Fonte: <a href="http://www.comune.viareggio.lu.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=843&amp;Itemid=12" title="comune di viareggio">comune di Viareggio</a></p>
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		<title>EGISTO MALFATTI IN RAI (1 E 2)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 16:08:02 +0000</pubDate>
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Ancora una volta grazie a Roberto Tintori (Frugola92) possiamo segnalarvi due emozionati ed imperdibili video. Hanno come protagonista il nostro grande Egisto Malfatti ospite di un programma della Rai. Si tratta della sceneggiatura di Miriordo e di Passeggiata Margherita.
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><embed wmode="transparent" height="200" width="275" src="http://www.youtube.com/v/akLqPOfYz1E&amp;hl=it"></embed></p>
<p align="justify">Ancora una volta grazie a <strong>Roberto Tintori</strong> (<a href="http://it.youtube.com/user/frugola92" title="roberto tintori">Frugola92</a>) possiamo segnalarvi due emozionati ed imperdibili video. Hanno come protagonista il nostro grande <strong>Egisto Malfatti</strong> ospite di un programma della Rai. Si tratta della <em>sceneggiatura</em> di Miriordo e di <a href="http://it.youtube.com/watch?v=v247d-8Epcc&amp;feature" title="Passeggiata Margherita">Passeggiata Margherita</a>.</p>
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		<title>CANZONETTA ANNI 50</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 08:52:12 +0000</pubDate>
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Roberto Tintori 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><embed wmode="transparent" height="200" width="275" src="http://www.youtube.com/v/VHxdZAFMULU&amp;hl=it"></embed></p>
<p align="justify"><strong>Roberto Tintori</strong> </p>
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