SICUREZZA: IN VERSILIA SITUAZIONE CRITICA

by · 17 maggio 2013 · Categoria: Cronaca 
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L’aumento più sensibile è quello degli scippi o furti con strappo, che registrano un aumento dell’80 per cento, mentre le rapine in abitazione sono passate dalle 3 del primo quadrimestre del 2012 all’unica avvenuta nello stesso periodo di quest’anno, mentre quelle in banca sono state 2, a fronte dell’assenza di questo reato nello stesso spazio di riferimento temporale.

“Sono stati chiesti i rinforzi per la stagione estiva anche quest’anno – spiega il prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro – ma Viareggio e la Versilia rappresentano una situazione piu’ critica nel corso di tutto l’anno”. In attesa degli eventuali rinforzi estivi il questore di Lucca, Claudio Cracovia, sottolinea di aver rinforzato di 6 unita’ il Commissariato di Viareggio, in modo da raddoppiare il personale di servizio sulle volanti: “Inoltre – spiega Cracovia – assieme al prefetto stiamo cercando di far si’ che vi sia a Viareggio un reparto permanente di polizia a cavallo che operi nelle Pinete, come adesso avviene solo nei mesi estivi”.

Fonte AGI

RITROVATO IL CORPO SENZA VITA DI FLORIANO MARCHI

by · 16 maggio 2013 · Categoria: Cronaca, Persone 
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Floriano-MarchiIl corpo senza vita di Floriano Marchi (nella foto) è stato ritrovato questa mattina nel capannone alla Cittadella che utilizzava da anni per costruire le sue maschere isolate ed opere di vario tipo. Non ancora chiare le cause del decesso.

Questa la notizia pubblicata da Iltirreno.it:

Floriano Marchi, 45 anni, realizzatore delle maschere del Carnevale di Viareggio, è stato trovato morto stamani all’interno di un capannone della cittadella del carnevale dove lavorava. Il corpo senza vita è stato scoperto da un collaboratore dello stesso Marchi che, non avendo notizie dell’uomo da qualche giorno e dopo aver tentato invano di chiamarlo sul telefono cellulare, è andato a cercarlo alla cittadella.

Sul posto sono arrivati i carabinieri e un’auto-medica del 118. In attesa del medico legale, la prima ipotesi sul decesso è che possa essere avvenuto per cause naturali: ad un primo esame sul corpo, non sono emersi segni di violenza, tranne un po’ di sangue probabilmente causato da una ferita che Marchi potrebbe essersi procurato cadendo in seguito ad un malore.

E’ MORTO MAURO TALINI

by · 15 maggio 2013 · Categoria: Cronaca, Persone 
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Da solo, in bici, per migliaia di chilometri. Dalla Terra del Fuoco all’Alaska, un viaggio che sarebbe dovuto durare sette mesi ma che si è interrotto in Messico, negli scorsi giorni. Mauro Talini, 40 anni, il ciclista diabetico versiliese famoso per le sue traversate sulle due ruote, è morto in seguito alle ferite riportate dopo un incidente nel paese centramericano. La notizia della sua morte è stata pubblicata dal sito di informazione locale Ariete Caborca e confermata dall’Associazione che curava i viaggi di Talini, Padre Kolbe. A fermare l’impresa di Talini è stato un camion che lo ha travolto mentre pedalava ai confini del Messico, nella zona di Trinceras.

Repubblica.it

DA VIAREGGIO GESTIVANO GLI APPALTI DE L’AQUILA

by · 26 aprile 2013 · Categoria: Cronaca 
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Volevano costruire all’Aquila cento appartamenti e mettere le mani sui soldi per la ricostruzione post terremoto. Nel mirino c’è il clan dei casalesi che aveva come base operativa la Versilia. E da Viareggio i malavitosi avevano puntato anche l’Abruzzo. A sventare questo assalto è stato un blitz della Procura di Napoli: dalle intercettazioni è chiaro quanto L’Aquila e gli appalti sui restauri post sisma facessero gola al clan.

Stralci dei dialoghi telefonici dei casalesi sono riportati dall’edizione di oggi del Venerdì di Repubblica. “Devi andare all’Aquila”, ordina Giovanni Sglavo detto ‘Panariello’, a Stefano Di Ronza, imprenditore casertano, arrivato in Versilia 20 anni fa. L’intercettazione è datata 27 aprile 2009. Il motivo di far passare un progetto sull’Aquila per Viareggio veine chiarito in un’altra intercettazione. “Un avvocato di Santa Maria Capua Vetere deve fare cento alloggi, ma ha imprese meridionali. Gliene serve una al Nord”. Sarà ancora più chiaro l’avvocato civilista che al telefono con Di Ronza gli domanda se ha “l’iscrizione Soa”, certificato per i lavori pubblici. Di Ronza ha di più. “Ho la OG1 con 15 milioni per lavori gà fatti e la OG2 per 5”.

La prima riguarda gli edifici civili e industriali e la seconda il restauro di beni immobili. E il riferimento al capoluogo abruzzese è chiarissimo. “Il lavoro iniziale è di un centinaio di appartamenti a L’Aquila. E sui devono fare!!”, esplode l’avvocato. L’avvocato, interrogato come testimone dal pm Cesare Sirignano, ha sempre negato tutto, ammettendo di aver sentito parlare di solo “due o tre volte” di lavori post terremoto. Nell’inchiesta di Napoli il riferimento all’Aquila termina qui. Adesso bisogna verificare se i casalesi avessero già messo le mani sul territorio, contattando qualche imprenditore.

Non è questo il primo tentativo della camorra di penetrare negli appalti post sisma della ricostruzione aquilana. Nel luglio del 2010 una maxi operazione della Guardia di Finanza denominata Untouchable portò all’arresto di sei persone affiliati del clan dei Casalesi, operanti nel Casertano, ma con propaggini anche in Abruzzo. L’operazione consentì di monitorare in tempo reale le infiltrazioni della camorra casalese nelle commesse per la ricostruzione della città dell’Aquila.

Furono stati intercettati i colloqui telefonici con i quali gli arrestati disponevano l’invio del denaro necessario a finanziare le imprese costituite all’Aquila, per loro conto, con il fine di aggiudicarsi i lavori per la ricostruzione.

Elisa Marulli
abruzzoweb.it

SI GETTA SOTTO IL TRENO AL MARCO POLO

by · 19 aprile 2013 · Categoria: Cronaca 
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Una donna di circa 60-65 anni in vestaglia da notte e ciabatte intorno alle 8 di stamani si è messa lasciata travolgere dal treno regionale 1840 Pisa-La Spezia al chilometro 121,80 nel tratto di Viareggio poco dopo la stazione centrale all’altezza del quartiere Marco Polo.

E’ deceduta sul colpo. Sul posto è intervenuto personale della polizia ferroviaria, del commissariato delle Ferrovie dello Stato e del 118 per la rimozione del corpo e i rilievi del caso. Dove è avvenuta la tragedia è un tratto visibile in quanto costeggia la strada accanto alla ferrovia, numerosi sono stati i curiosi che si sono fermati lungo la strada. L’episodio ha provocato ritardi nella circolazione ferroviaria sulla linea La Spezia-Pisa.

iltirreno.it

“IL MONDO CHE VORREI” NON POTRA’ ESSERE PARTE CIVILE

by · 4 aprile 2013 · Categoria: Cronaca 
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Il gup di Lucca ha accolto un centinaio di richieste di parte civile all’udienza preliminare per la strage di Viareggio. Accolte, quindi le richieste di familiari delle vittime, sindacati, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Inail, Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Escluse la rivista dei macchinisti ‘Ancora in marcia’, un’assicurazione e l’ associazione fra i familiari delle vittime ‘Il mondo che vorrei’, che può però partecipare al processo come parte lesa.

I familiari delle vittime si sono detti sostanzialmente soddisfatti delle decisioni del gup Alessandro Dal Torrione. Nell’udienza di due giorni fa, i legali degli imputati avevano chiesto una ‘scrematura’ delle parti civili, non opponendosi ai familiari stretti delle vittime ma chiedendo al giudice di valutare l’opportunità di accogliere le richieste di alcuni fra enti e associazioni, comprese quelle fra i familiari delle vittime.

Gli imputati sono 32: l’ad di Fs Mauro Moretti, dirigenti e dipendenti delle altre società del gruppo Fs, della Gatx, proprietaria del convoglio che deragliò, e delle aziende di revisione Cima e Jugenthal. I reati sono disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Prossima udienza il 3 giugno.

Ansa

E’ GRAVE CHE LO STATO NON SIA ANCORA PARTE CIVILE

by · 3 aprile 2013 · Categoria: Cronaca 
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«La presidenza del Consiglio ancora non si è costituita parte civile, sta trattando con le controparti il risarcimento del danno. Se decidesse di non starci a fianco durante il processo sarebbe grave». Lo dice Daniela Rombi, presidente diell’Associazione Il mondo che vorrei, che rappresenta i familiari delle vittime della strage di Viareggio. Ieri si è svolta la seconda udienza davanti al gup, poi aggiornata a giovedì.

ANCHE I CASINO’ FANNO CRAC

by · 28 marzo 2013 · Categoria: Cronaca 
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Il sabato sera al Casinò di Sanremo è un must degli anni 80/90 italiani. Ve n’è traccia nei film d’allora. Oggi, anno 2013 di nostra vita, quei tempi sembrano lontanissimi. La crisi economica che da almeno un paio d’anni ha investito il Paese, avanza con gli occhi bassi da cinghiale. E non guarda in faccia nessuno. Neanche i Casinò. Perché se è vero che l’azzardo non avverte crisi, è altrettanto vero che lo spopolare di slot machine in ogni bar e il dilagare del gioco on line, ha reso forse meno appetibile una serata in Casinò. È una questione di comodità, mica altro.

STATO DI CRISI
Proprio il consiglio di amministrazione della Casinò Spa, storica società con sede a Sanremo, ha deliberato lo stato di crisi. I conti non tornano, l’affanno è evidente. Un intervento è necessario. Il cda ha approvato, all’unanimità, un nuovo assetto con «un organigramma verticistico e snello» si apprende da fonti vicine alla società. Un organigramma piramidale, che dia maggiori responsabilità e poteri decisionali agli amministratori delegati. Per Casinò Spa si prevede un Cda nel quale ai singoli membri possono essere affidate deleghe specifiche, con possibilità di un amministratore delegato o direttore generale. La società sarà anche scompattata in due settori: uno amministrativo e uno dedicato alla produzione.

GLI ESUBERI
E in attesa che la trattativa coi sindacati decolli (nelle scorse settimane non è stato trovato accordo, e i rapporti sono già tesi), già di parla di esuberi. Almeno ottanta, secondo le prime notizie. Ottanta persone (che lavorano in diversi settori dell’azienda) che rischiano il loro posto. Da parte sua, il sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, auspica una soluzione indolore: «In questo periodo di aspra crisi – ha dichiarato nelle scorse ore – la priorità assoluta è la sopravvivenza e il rilancio della Casa da gioco, la salvaguardia dei posti di lavoro e, di conseguenza, dei servizi che l’Amministrazione comunale eroga alla cittadinanza, grazie al contributo sui proventi di gioco destinati al bilancio del Comune. Il Comune ha bisogno che il Casinò produca risultati economici in grado di garantire la copertura del bilancio dell’Ente per non creare diminuzioni dei servizi ed interventi sociali finora garantiti ai cittadini. Ribadisco che l’amministrazione comunale auspica in primo luogo la salvaguardia dei posti di lavoro, ma è innegabile, in considerazione dell’attuale andamento del mercato del gioco, la necessità di intervenire sugli stipendi affinché ciò si possa realizzare«. È solo l’inizio di una storia che si prevede lunga e ricca di ostacoli.

Ilsole24ore.com

PROCESSO STRAGE. RINVIO AL 2 APRILE

by · 26 marzo 2013 · Categoria: Cronaca 
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C’era una volta la raccomandata A/R, quella consegnata a mano dal portalettere in cambio della firma sulla ricevuta di ritorno. Oggi invece, grazie alla posta elettronica certificata, si possono perdere per strada persino le notifiche di un tribunale e se qualche avvocato poi ci marcia è perché la legge glielo consente, lui fa solo il suo mestiere.

Comincia così il processo per la strage ferroviaria di Viareggio, con i familiari delle vittime che dopo aver atteso quattro anni l’appuntamento con la giustizia aggiungono al dolore la sgradevole sensazione della beffa annunciata. L’udienza preliminare si chiude con un rinvio al 2 aprile, per poter esaminare le richieste di costituzione di parte civile (oltre 100), e con cinque posizioni stralciate per difetto di notifica, appunto. Sul piano pratico cambia poco perché è molto probabile che tutte verranno riunificate nell’udienza del 22 maggio già fissata da tempo. Ma è lo schiaffo morale che fa male ai familiari, perché lo stralcio riguarda quattro società coinvolte e cioè Rfi, Trenitalia, Fs Logistica e Cima (quest’ultima addetta alla manutenzione).

“È il loro gioco, lo fanno apposta perché sanno che più passa il tempo più si indeboliscono le nostre forze, ma noi non molliamo” dice con un misto di rabbia e di scoramento Andrea Maccioni, che nella strage ha perso la sorella e due nipotini. Ma il procuratore di Lucca, Aldo Cicala, lascia intendere che non poteva agire diversamente: “Abbiamo inviato le mail di notifica per posta certificata, alcuni difensori non l’avevano nonostante fosse obbligati e hanno fornito alla Procura un semplice indirizzo di posta elettronica. E ora sostengono di non aver ricevuto quelle mail”. Da qui la contestazione del difetto di notifica accolta dal giudice. Ma insieme la rassicurazione che “i tempi non si allungheranno”.

La giornata si era aperta con un breve corteo per ricordare la terribile notte del 29 giugno 2009, quando un vagone cisterna in transito dalla stazione di Viareggio fu squarciato da un “picchetto” (questo il risultato dell’incidente probatorio) che provocando la fuoriuscita di gas causò la morte di 32 persone e la distruzione di un intero quartiere. Sfilando dal parcheggio all’ingresso del polo fieristico dove il Tribunale di Lucca si è trasferito per ospitare il maxiprocesso, i familiari hanno esposto le foto dei loro cari e gli striscioni, fra cui uno molto commovente che riunisce i disegni di tanti bambini. Ad attenderli, tutti i rappresentanti dei Comuni versiliesi meno uno: Viareggio. Domenico Mannino, il commissario, ha spiegato che non voleva condizionare il procedimento con la sua presenza. Ma volendo poteva bastare il gonfalone. Invece il governo della città offesa e ferita, così come la Regione, ha inviato solo i propri legali. In compenso anche loro si costituiranno parte civile, così come la Provincia di Lucca (presente invece Stefano Baccelli), la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Cgil nella persone del segretario Susanna Camusso. Assenti anche i 32 indagati fra i quali spicca Mauro Moretti, ad delle Ferrovie dello Stato.

dall’inviato Laura Alari
Lanazione.it

A LUCCA NESSUN RAPPRESENTANTE DEL COMUNE DI VIAREGGIO

by · 25 marzo 2013 · Categoria: Cronaca 
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Alla prima udienza del processo per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009, a Lucca c’erano tutti i comuni della Versilia fatta eccezione per quello di Viareggio. VERGOGNA!

NUOVE INDAGINI SULLA MORTE DI DANIELE FRANCESCHI

by · 24 marzo 2013 · Categoria: Cronaca 
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danielefranceschiLa Corte di appello di Aix en Provence ha disposto nuove indagini sulla morte di Daniele Franceschi avvenuta nel carcere francese di Grasse il 25 agosto 2010 quando il viareggino aveva 36 anni. Lo ha appreso uno dei legali italiani, Aldo Lasagna, dai colleghi francesi che seguono il caso da tempo. La procura di Grasse lo scorso mese di febbraio aveva chiesto il prolungamento delle indagini perché, ad avviso dei magistrati, non è da escludere che possano essere ipotizzate responsabilità da parte dei vertici dell’ospedale civile di Grasse per non aver ravvisato la necessità di un ricovero per il giovane, sottovalutando così la condizione fisica di Daniele Franceschi.

Tra gli indagati figurano un medico e due infermieri del carcere di Grasse. La mamma di Daniele Franceschi, Cira Antignano, intende recarsi nuovamente in Francia per protestare per la morte del figlio.

Ansa

IL PRESIDENTE NAPOLITANO A SANT’ANNA DI STAZZEMA

by · 16 marzo 2013 · Categoria: Cronaca 
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La notizia tanto attesa, ma non meno clamorosa, è arrivata. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà in visita a S. Anna di Stazzema domenica 24 marzo, assieme al suo omologo tedesco, il presidente federale della Germania Joachim Gauck.

Per S. Anna e la Versilia intera sarà una grande emozione accogliere di nuovo il capo dello Stato, a 13 anni di distanza dalla visita di Carlo Azeglio Ciampi. Napolitano – in una delle sue ultime uscite ufficiali – salirà, probabilmente in mattinata, nel Parco nazionale della pace, dove incontrerà il presidente tedesco in arrivo da Berlino. La cerimonia formale probabilmente avverrà davanti alla piazza della Chiesa, dopodiché ci sarà l’occasione per far vedere, in particolar modo, al presidente Gauck e a Napolitano, l’organo all’interno della chiesa. Successivamente le due personalità politiche, con una ristretta delegazione, dovrebbero salire al Monumento Ossario per rendere omaggio alle centinaia di vittime della strage.

L’arrivo di Napolitano è frutto di una lettera scritta da Enrico Pieri, presidente dell’Associazione martiri di S. Anna, al presidente federale tedesco Gauck, in cui Pieri chiedeva vicinanza alla Germania, come condizione per superare la tragedia, patita da entrambi i Paesi.

Iltirreno.it

I CASALESI IN VERSILIA. ARRESTI E SIGILLI

by · 1 marzo 2013 · Categoria: Cronaca 
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L’operazione scatta nel giorno dell’allarme sul clan dei casalesi lanciato dai servizi segreti nella relazione annuale al Parlamento. I casalesi hanno forza militare e capacità di condizionamento – si legge nel dossier non solo nella terra di origine ma anche nelle regioni su cui allunga i suoi tentacoli, Toscana in prima fila.

La conferma arriva dall’ultima operazione della polizia condotta tra la Campania e la Versilia. Diciannove le persone finite in manette su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha lavorato fianco a fianco con i magistrati antimafia di Firenze. Tredici persone, quasi tutte casertane di origine, vivevano da tempo in Toscana, alcuni anche da trent’anni e stavano tentando di trasformare Viareggio in una succursale di Casal di Principe. I clan finiti nel mirino solo quelli riconducibili alle famiglie Schiavone, lovine e Russo, il gotha del casalesi.

La direzione investigativa antimafia di Firenze, guidata da Stefano Buselli, ha poi sequestrato beni per 5 milioni di euro tra Lucca e Massa Carrara. Si tratta di beni intestati ad affiliati del clan, familiari o prestanome. Sotto sequestro preventivo sono finiti un negozio di alimentari, una ricevitoria del lotto, quattro società edili, due terreni agricoli e dieci appartamenti. Una società edile è stata sequestrata a Lucca, e due a Camaiore (Lucca). In provincia di Massa sequestrati un appartamento e una ditta edile.

Le indagini partono nel 2oog per la cattura del latitante Antonio lovine, detto «o Ninn», poi arrestato a San Cipriano d’Averla nel novembre 2010. Partendo da lì le indagini rivelano che alcuni personaggi si dividevano tra la Versilia e la provincia di Caserta, in particolare Gricignano. Gli imprenditori originari di quella cittadina che si erano insediati in Toscana,

Confliscatil Trai beni requisiti un alimentari, una ricevitoria dei lotto, società edili, terreni e alcuni appartamenti erano diventati un vero e proprio punto di riferimento per il clan. Aiutavano i latitanti ma anche quelli che incappavano nelle maglie della giustizia e cercavano di ottenere misure alternative alla detenzione.

Ci sono voluti più di tre anni anni di intercettazioni e pedinamenti per comporre il quadro. Gli uomini della sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Firenze, diretta all’epoca Fabio Pocek, oggi da Alfonso Di Martino – coordinati dal pm antimafia di Firenze Pietro Suchan – hanno piazzato le telecamere anche sugli alberi per filmare i campani mentre sotterravano due pistole in un campo di Viareggio, dove si svolgevano le riunioni. Quelle armi servivano per «convincere» il titolare di un’agenzia immobiliare a Livorno ad affidare alcuni lavori a un’impresa legata ai casalesi. Nel luglio 2011 qualcuno aveva appiccato un incendio a quell’agenzia.

Gli affiliati al clan si dedicavano all’estorsione degli imprenditori di Gricignano. In un primo momento le estorsioni venivano gestite da emissari della cosca con trasferte dalla Campania alla Toscana: «Per favore, per cortesia, il compare manda tanti saluti. Vedete che potete fare». Poi i «toscani» hanno conquistato un ruolo maggiore. Stefano Di Ronza, 5o anni, era quello che raccoglieva il denaro.

In alcuni casi, soprattutto in seguito alle difficoltà economiche provocate da arresti e sequestri, gli imprenditori venivano costretti a pagare sia il gruppo Iovine sia il gruppo Russo, indicati sarcasticamente nelle intercettazioni come «la Russia e la Germania». Ogni imprenditore pagava dai 3 ai 5 mila euro, in base al volume di affari. Se qualcuno non accettava la legge del clan veniva minacciato: colpi di arma da fuoco sull’auto o sulle abitazioni.

La Procura di Firenze ha scoperto anche il movente di un tentato omicidio di un rumeno che nell’ottobre 2011 venne avvicinato da due persone in scooter e ferito da alcuni colpi di pistola in strada: dietro quell’agguato mafioso si nascondeva un traffico di auto di lusso. Agli arresti sono finiti anche i fratelli Saetta, già coinvolti in una vecchia indagine per associazione a delinquere della procura di Firenze. «La nostra attenzione su questi personaggi – dice il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi – non è mai calata e non calerà mai. Anche questa sono state messe in campo misure di prevenzione patrimoniale perché crediamo che questa sia la strada giusta per impedire che le mafie mettano radici nella nostra regione. Le infiltrazioni si combattono colpendo gli interessi economici del clan».

Antonella Moffica
Corrierefiorentino.it

SOTTO SEQUESTRO AREA DEL TRIANGOLINO

by · 27 febbraio 2013 · Categoria: Cronaca 
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È stata sottoposta a sequestro penale preventivo l’area demaniale denominata “Il Triangolino”, di circa 2500 metri quadrati,  nel molo di Levante del porto di Viareggio, in concessione alla Viareggio Porto spa, interessata alla realizzazione del locale approdo turistico.

L’attività ispettiva dei carabinieri, condotta con i colleghi del nucleo operativo ecologico di Firenze, ha consentito di verificare la presenza di rifiuti speciali non pericolosi (materiali di risulta da attività edili) d’ingente quantità (circa 500 tonnellate), provenienti dalle attività di sbancamento e di livellamento dell’area, accatastati senza che venissero trasportati in discarica e tenuti oltre i limiti temporali prescritti dalla normativa di settore, in zona che gode di particolare tutela ambientale, in quanto ubicata su fascia costiera protetta da vincoli paesaggistico ambientali e così consentire, oltre alla denuncia all’Autorità Giudiziaria del responsabile, concessionario dell’area, l’immediato avvio delle procedure finalizzate alla bonifica dei luoghi.

Il valore del sequestro operato si aggira intorno ai 3 milioni di euro

www.versiliatoday.it

ALLARME TERREMOTO. EVACUATE 6000 PERSONE

by · 1 febbraio 2013 · Categoria: Cronaca 
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Allarme terremoto in Garfagnana e Mediavalle. Seimila persone abbandonano le abitazioni. Nella notte la precisazione della protezione civile. Dopo lo sciame sismico degli ultimi giorni la protezione civile comunica che potrebbero verificarsi altre scosse. I sindaci avvertono la popolazione che si riversa nelle strade e nei punti sicuri. Il primo a rilanciare l’allarme, via Twitter, è il Comune di Castelnuovo dove centinaia di persone trascorrono la notte fuori casa. Alle 3 di notte un comunicato del prefetto Franco Gabrielli chiarisce la posizione della protezione civile.

Tutti gli aggiornamenti su Iltirreno.it

MISERICORDIA, SILURATO GIULIANO MICHELI

by · 28 gennaio 2013 · Categoria: Cronaca, Persone 
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Giuliano Micheli non è più il vice di Roberto Monciatti, alla guida dell’Arciconfraternita della Misericordia. Al suo posto arriva Mario Pellegrini, già direttore di “Rete Versilia”. Si consuma così uno “strappo” annunciato. Con Giuliano Micheli, bancario in pensione, ex consigliere comunale Ds ed oggi membro del Pd, che rifiuta l’offerta “alternativa”: un posto da conservatore dell’Arciconfraternira. «Resto in consiglio, però», ci tiene a sottolineare Micheli: «Perché la Misericordia è la mia casa e quella di mio nonno». C’è una vita che scorre davanti in questa frase: con i successi e gli errori. Il fianco a fianco con Monciatti, la faccia messa nel momento peggiore – quando nell’estate 2011 Monciatti annuncia il ritiro e le vicende finanziarie sembrano travolgere l’associazione di volontariato – , il tentativo di costruire un’alternativa alle recenti elezioni per il rinnovo della presidenza. Tentativo che finisce 13 a 9 per Monciatti.

Avere l’incarico ricoperto per una vita e perderlo in una mattinata. Questo lo stato d’animo, ieri mattina, di Giuliano Micheli. Che non ha voluto aggiungere altro. Nel pomeriggio, un comunicato dell’Arciconfraternita: «Si è riunito il consiglio e, dopo la rinnovata fiducia espressa al presidente Roberto Monciatti, si è svolta un’ampia discussione sui programmi ed i progetti per il futuro dell’ente. Il presidente Monciatti ha ribadito il massimo impegno per il reperimento delle risorse economiche necessarie per il rilancio della Misericordia e la prosecuzione dell’impegno fattivo nel dare servizi importanti per coloro che si trovano nel bisogno e nella necessità, con un’attenzione particolare soprattutto ai giovani. Durante il consiglio sono stati diversi gli interventi a cui sono seguite le votazioni, al termine delle quali è emerso un netto cambiamento nei vertici dell’Arciconfraternita».

Ecco i nuovi ruoli e nomi: vice-presidente, Mario Pellegrini; Provveditore, Brunello Farnesi; Magistrato: Livia Mencarini, Dimitri Pezzini, Emilio Zappelli, Riccardo Mirarchi. Con questa “squadra” (nata dalle dimissioni, da lui stesse richieste, del precedente Magistrato) Monciatti (ormai presidente a vita) pensa di affrontare la strada per il rilancio dell’associazione che, negli ultimi due anni, ha dismesso servizi essenziali che ne caratterizzavano il volto, con un’operazione che ha visto finire in cassaintegrazione decine di lavoratori delle cooperative, così come quelli di “ReteVersilia”, salto nel mondo della comunicazione digitale (come è finita l’acquisto delle frequenze di Canale39?) che non tutta la Misericordia ha digerito.

La “rivoluzione” monciattiana non pacifica gli animi all’interno dell’Arciconfraternita: Gabriele Cipriani, per esempio, non si è dimesso. Ma, assente per lavoro, è stato dichiarato “decaduto”. Un’operazione alla quale Cipriani non ha intenzione di piegarsi. E tra i “cattivi” è stato messo, sulla lavagna di Monciatti, anche l’avvocato Renzo Vecoli. Un terzetto – Micheli, Cipriani, Vecoli – che rischia di essere la spina nel fianco del presidente che si è assicurato la riconferma.

Donatella Francesconi
Iltirreno.it

SCOSSA DI TERREMOTO IN TOSCANA

by · 25 gennaio 2013 · Categoria: Cronaca 
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Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Firenze e in tutta la Toscana. Avvertita anche in Versilia, a Bologna e a Reggio Emilia. La scossa ha avuto l’epicentro in Garfagnana, precisamente a 4 km da Castelnuovo, con magnitudo tra 4.8 e ad una profondità di 15,5 km di profondità. Al momento non ci sarebbero danni a cose o persone.

Seconda scossa alle 15:53, 2.3 scala richter a 13,4 km di profondità.

Terza scossa alle 15:57 di magnitudo 2 a 6.9 km di profondità, stesso epicentro.

RFI comunica che è sospeso il traffico ferroviario sulla Lucca-Aulla per verifiche.

ANCORA GASOLIO IN UN CANALE

by · 23 gennaio 2013 · Categoria: Cronaca 
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Su segnalazione della Polizia Municipale di Viareggio, il Consorzio di Bonifica è intervenuto nella tarda mattina di oggi per constatare un nuovo sversamento di idrocarburi in un corso d’acqua. A due giorni dall’episodio simile verificatosi a Forte dei Marmi, oggi la segnalazione è arrivata da Viareggio per il Fosso Guidario. Per evitare il diffondersi dell’inquinamento, sono state sistemate nel corso d’acqua, tre barriere galleggianti, che hanno il compito di confinare la sostanza oleosa e facilitarne poi la rimozione.

Polizia Municipale e Polizia di Bonifica dovranno adesso tentare di individuare gli autori del gesto. Come di consueto è stata avvisata anche l’Arpat che analizzerà la sostanza per determinare la tipologia dei liquami sversati. “In casi come questo è importante intervenire prima possibile in modo da contenere il fenomeno e limitare l’inquinamento ambientale – spiega il Commissario del Consorzio Fortunato Angelini – Purtroppo, dispiace constatare che questi gesti si verifichino sempre più di frequente, a danno dell’ambiente e della collettività”

Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli

TIR CARICO DI METANOLO RIBALTATO SULLA A12

by · 16 gennaio 2013 · Categoria: Cronaca 
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Tir ribaltato in A12 con un carico di metanolo. 32.000 litri di liquido altamente infiammabile saranno travasati da una squadra speciale dei Vigili del Fuoco in arrivo sul posto da Padova. Intanto il Consorzio di Bonifica collabora coi vigili del fuoco alle operazioni preventive che consentiranno poi lo svuotamento del tir.
Il mezzo, proveniente da Livorno, si è ribaltato alle ore 22,00 terminando la sua corsa in un fosso adiacente all’autostrada, all’altezza di Torre del Lago. Il fosso Trogola è di competenza del Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli. “A seguito della chiamata siamo intervenuti subito- spiega il Commissario del Consorzio Fortunato Angelini – Il rischio maggiore è di inquinamento ambientale, che si può verificare durante le operazioni di travaso del metanolo, che se dovesse sfuggire al controllo, attraverso la rete dei canali Berlinca, Paladini e Torbiere raggiungerebbe facilmente il Lago di Massaciuccoli con danni incalcolabili per l’ambiente.”

Sul posto due squadre del Consorzio coadiuvate da due ditte di fiducia continuano a lavorare, nonostante la pioggia, il freddo e il disagio di lavorare di notte, per chiudere una sezione di 200 metri del canale Trogola e svuotare dall’acqua la parte del canale dove giace il tir ribaltato. Con l’escavatore sono state effettuate quelle che in gergo si chiamano ture, per isolare il tratto del corso d’acqua che dalle 2 di questa mattina in avanti sarà messo in secca con una pompa mobile azionata da trattore in grado di togliere fino a 500 litri al secondo.
Tutte le azioni preventive messe in opera dal Consorzio sono state concordate con i Comandanti dei Vigili del Fuoco di Lucca e Pisa.

Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli

DALLA ZATTERA AL MERCATO: LA MAPPA DELLO SPACCIO

by · 3 gennaio 2013 · Categoria: Cronaca 
14 Commenti

Davvero interessante l’articolo che pubblica oggi Il Tirreno, a firma di Donatella Francesconi. Un contributo estremamente significativo che merita, da parte di tutti noi, una approfondita riflessione.

Si è pulito il coltello nei pantaloni, uno scatto per chiuderlo e poi, indisturbato se ne è andato per via Zanardelli, senza neppure un accenno di corsa. E nessuno l’ha più visto. Cronache dal Piazzone, dove il 31 mattina – prima della sanguinosalite scoppiata alle 17,30 gli spacciatori la facevano già da padrone. Non c’era angolo che non fosse presidiato, in particolare sotto il loggiato, ma anche di fronte al supermercato “Dico” di via Zanardelli. E non si tratta solo di un’impressione. Il colpo d’occhio era inequivocabile. Ed appena qualche giorno prima i poliziotti di quartiere avevano fermato proprio al Piazzone uno straniero con 3.200 euro in tasca, ma senza traccia di stupefacente.

Il centro città è in mano agli spacciatori. Che ci vivono, ci abitano, ci lavorano. Tra piazza Dante, mercato di piazza Cavour, Zattera in Passeggiata, piazza D’Azeglio, e pineta di Ponente. Dove la situazione è più che mai insostenibile. Tanto che si moltiplicano gli interventi della guardie volontarie ambientali che fanno pulizia dei sacchi di carbonella che gli spacciatori nascondono: servono ad accendere i fuochi, la notte, utili a scaldarsi e segnalare la presenza del punto di “rifornimento”. La situazione è particolarmente insostenibile nella zona del tennis e all’altezza del bocciodromo abbandonato, nella zona del supermercato Conad di via Fratti. Dove, ormai, gli spacciatori dormono e bivaccano. E viene da chiedersi cosa impedisca al Comune di mettere a punto un bando per assegnarlo ad una o più associazioni che lo facciano rivivere e lo sottraggano al degrado in cui è precipitato.

Fuori dalla pineta è piazza Dante a confermarsi luogo di scambi, con gli spacciatori ben visibili dai binari, lato Varignano. Anche qui si vive, in ricoveri di fortuna, e si nascondono armi, refurtiva e droga. La musica non cambia in Passeggiata, ex salotto buono della città. Gli spacciatori si sono impadroniti della “Zattera”, la struttura in zona Molo che serve da vendita dei biglietti per gli spettacoli. Si sta seduti, al riparo, ma soprattutto la clientela si ferma anche in auto, accosta, tira già il finestrino, acquista modello “drive-in” – e se ne va velocemente. Basta un giro nei bar della Passeggiata per avere il polso della situazione: «Non ce la facciamo più – raccontano i commercianti -: la situazione dello spaccio è insostenibile…». Tanto che si fanno buoni acquisti anche in piazza D’Azeglio, terra di nessuno, tra un bus che arriva e uno che parte, a ridosso della giostre per i più piccoli che resteranno fino a Carnevale.

La sensazione – netta – è che il mercato viareggino renda bene. E che a spartirselo siano arrivate facce nuove, personaggi più potenti dei soliti “cavallini” giovanissimi o giovani che finiscono con le facce stralunate sulle pagine dei giornali ogni volta che le forze dell’ordine riescono a mettere le mani sull’alchimia spacciatore-con stupefacente-con cliente-con denaro alla mano. Insomma, che si sia alzato il livello. Oggi che la crisi morde e l’esigenza di evasione si fa ancora più forte.

Donatella Francesconi

 

COME IERI, PIU’ DI IERI

by · 1 gennaio 2013 · Categoria: Cronaca 
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Ennesima lite tra immigrati al Piazzone. Questa volta con l’arma bianca. Una bella coltellata alla schiena per poco non costava la vita ad un ragazzo immigrato. Sempre più spesso avvengono di questi episodi, anche in mezzo alla gente. Oramai il centro cittadino è diventato un far-west. Senza contare la situazione delle pinete. Cosa deve ancora accadere perchè le Autorità prendano dei provvedimenti. I commercianti della zona ed i clienti, nonchè i semplici cittadini che passeggiano, sono sgomenti ed impauriti. Ce la faranno i nostri politicanti a capire la situazione? O forse sono tutti impegnati nelle Primarie e nei conteggi ora di questo, ora di quello.

Nello Patalani

STRAGE DI VIAREGGIO, RINVIO A GIUDIZIO ANCHE PER MORETTI

by · 20 dicembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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La Procura di Lucca sta notificando le richieste di rinvio a giudizio per 32 persone e 9 società indagate nell’inchiesta sulla strage di Viareggio, avvenuta il 29 giugno del 2009, che provocò 32 vittime. Tra le persone per le quali i magistrati chiedono il rinvio a giudizio c’è anche l’ad di Fs Mauro Moretti.

Fra le accuse, omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo. Per responsabilità amministrativa la richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche società del Gruppo Fs. Fra gli altri indagati e le altre società per cui la Procura di Lucca chiede il rinvio a giudizio per la strage di Viareggio ci sono dipendenti e responsabili della Gatx, proprietaria del convoglio che deragliò alla stazione di Viareggio, la Jughental e la Cima, che sono le aziende tedesca e italiana che svolsero revisioni sull’asse che poi ‘criccò ‘, provocando il deragliamento del convoglio.

Il treno stava trasportando gas: nell’incidente il gpl fuoriuscì ed esplose distruggendo un quartiere di Viareggio. Fra le questioni su cui c’è stata battaglia fra accusa e difesa, durante le indagini, quella sulla causa dello squarcio nella cisterna: secondo i magistrati a provocarlo fu un picchetto, secondo i difensori fu un componente dello scambio.

Corrierefiorentino.it

FRODE FISCALE DA 112 MILIONI. NEL MIRINO PERINI NAVI

by · 19 dicembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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Maxievasione fiscale da 112 milioni di euro, individuata dalle fiamme gialle di Lucca, in collaborazione con la polizia del Granducato di Lussemburgo, a carico di un’azienda leader nel settore della costruzione di velieri di lusso. La società, per evadere le imposte in Italia, aveva appositamente creato una serie di holding in Lussemburgo, che sono state perquisite dalle fiamme gialle di Lucca con la polizia del Granducato di Lussemburgo. Sotto sequestro beni per 26 milioni di euro. Protagonista della vicenda il gruppo della Perini Navi, con sede a Viareggio, in provincia di Lucca.

Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lucca nel 2010 aveva avviato una verifica fiscale nei confronti della Perini Navi Spa di Viareggio, società operante nel settore della costruzione di imbarcazioni di lusso, in particolare velieri considerati di eccellenza a livello mondiale, durante la quale erano emersi collegamenti tra la società versiliese e ramificazioni del gruppo consistenti in una vera e propria holding lussemburghese. L’indagine sul gruppo Perini si è estesa poi ad altre società operanti in molteplici settori (nautico, cartario, biomedicale, immobiliare e meccanico) tutte riconducibili a Fabio Perini. A quanto ricostruito dai finanzieri, ciascun settore operativo risultava far capo ad una holding di diritto lussemburghese.

Tutte le holding si ricollegavano poi alla medesima società fiduciaria in Rue Beaumont, nella capitale.Le connessioni con holding estere non sono di per sé considerate illecite dal nostro ordinamento giuridico, a meno che non si dimostri che tali strutture vengano create per eludere in tutto o in parte il pagamento delle tasse in Italia. Sotto la direzione del pm Piero Capizzoto, della procura di Lucca, le fiamme gialle hanno scoperto che la direzione e il controllo di tutte le società lussemburghesi avvenivano direttamente dagli uffici di Viareggio, contrariamente alle apparenze documentali che, invece, lasciavano intendere che le società estere fossero amministrate autonomamente fuori confine. Dalle indagini è emerso il controllo dall’Italia, e in particolare da Viareggio, delle società lussemburghesi, da considerare a quel punto “estero-vestite”, ossia costituite ad hoc per ottenere anche indebiti benefici fiscali.

Secondo quanto ricostruito dagli uomini della guardia di finanza, da Viareggio partivano disposizioni di dettaglio sulle scelte strategiche dell’intero gruppo, sulle modalità della gestione finanziaria delle stesse società lussemburghesi, arrivando persino a indicare agli stessi formali amministratori esteri gli importi, le date, i mittenti e i destinatari di bonifici. Elementi che hanno portato gli investigatori a formulare l’ipotesi che le società lussemburghesi erano da considerarsi di fatto residenti in Italia e quindi soggette alla normativa tributaria del nostro Paese.

L’indagine della procura si è estesa anche in territorio lussemburghese, dove il comando provinciale di Lucca ha eseguito, tramite richiesta di rogatoria internazionale, con la collaborazione della polizia giudiziaria del granducato del Lussemburgo, perquisizioni locali presso le società con sede in Rue Beaumont, nella capitale del Granducato. La procura di Lucca indaga per omessa dichiarazione di oltre 80 milioni di euro, 10 soggetti di cui 8 domiciliati fiscalmente in Lussemburgo. Il nucleo di polizia tributaria di Lucca ha poi eseguito 15 verifiche fiscali, che hanno quantificato un recupero a tassazione in Italia di una base imponibile di circa 112 milioni di euro, a cui corrispondono 36 milioni di imposte dirette da pagare. Tale importo è frutto, in buona parte, di una duplice cessione di partecipazioni, per complessivi 378 milioni di euro, eseguita tra alcune delle società ‘estere’ al vertice della holding relativa al settore navale, finalizzata alla rivalutazione – da 15 a 200 milioni circa – delle società Perini Navi e Perini Istanbul.

Al termine di un complesso giro delle partecipazioni, all’interno delle società della holding lussemburghese, si sono realizzate due plusvalenze di 185 milioni e di 193 milioni di euro, che hanno beneficiato della totale esenzione da imposte, grazie alla favorevole normativa lussemburghese, mentre in Italia il 16 % sarebbe stato tassato all’aliquota ordinaria dell’Ires (33% nel 2007), ottenendo un risparmio di imposte quantificato, per questa sola operazione, in circa 20 milioni di euro. A conclusione delle indagini penali è stata proposta la confisca per equivalente di quote e azioni societarie nella disponibilità di Fabio Perini, per un ammontare di 26 milioni di euro.

Lanazione.it

PER I BAGNI PROROGA AL 2020

by · 14 dicembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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Proroga delle concessioni balneari fino al 2020. Giocano in zona “salvezza” i titolari delle concessioni demaniali per le attività turistico ricreative, dopo l’approvazione del Decreto sviluppo che ha fatto propria la boccata di ossigeno di cinque anni. “In questi 8 anni che ci separano dal termine della proroga dobbiamo lavorare sodo per continuare quell’opera di sensibilizzazione a 360 gradi per arrivare prima possibile, senza aspettare la data del 2020, ad una ragionevole soluzione che riesca, in primo luogo, a salvare e dare continuità alle nostre imprese”: così la prima dichiarazione, a caldo, del Comitato balneari della Versilia. Che già oggi sarà riunito in assemblea al Centro congressi.

Iltirreno.it

VIAREGGIO – FIRENZE UNA DELLE PEGGIORI TRATTE D’ITALIA

by · 11 dicembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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La Circumvesuviana, la Roma Viterbo, la Padova-Venezia, la Palermo-Messina: tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento, sono solo alcune delle tratte ferroviarie peggiori d’Italia. Una triste classifica presentata da Legambiente, che annuncia una giornata di mobilitazione il 18 dicembre per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori. E’ questo il senso di Pendolaria, la campagna dell’associazione dedicata alla mobilità sostenibile e ai diritti di chi ogni giorno si sposta in treno.

La vita dei pendolari si fa sempre più incerta. Quest’anno, infatti, dopo i tagli del servizio e gli aumenti del prezzo dei biglietti in diverse regioni, i disagi per i fruitori del trasporto pubblico su ferro sono aumentati. “Quella dei treni per i pendolari è una vera e propria emergenza nazionale – ha spiegato il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – di cui nessuno sembra intenzionato a occuparsi. Negli ultimi anni il servizio in larga parte delle Regioni è andato peggiorando: treni sempre più affollati, in ritardo e con le solite vecchie carrozze. Per chi si muove in treno ogni giorno la situazione è spesso disperata, con autentici drammi giornalieri che si vivono sulle linee del Lazio, della Campania, del Veneto. E’ vergognoso. La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari punta a cambiare questo stato di cose, governo e Regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro”.

Quest’anno i tagli ai servizi in Campania hanno toccato il 90 per cento sulla Napoli-Avellino e il 40 per cento sulla Circumvesuviana. Sono stati del 15 per cento in Puglia e del 10 per cento in Abruzzo, Calabria, Campania e Liguria. Sono state chiuse 12 linee in tutto il Piemonte, in Abruzzo e in Molise definitivamente soppressi i treni della linea Pescara-Napoli. Con il nuovo cambio d’orario vengono soppressi tutti i treni tra Sibari e Taranto, sostituiti con autobus. Il prezzo del biglietto, invece, in Toscana è cresciuto del 20 per cento, nel Lazio 15 per cento e in Liguria del 10 per cento per il biglietto semplice e del 5 per cento per gli abbonamenti mentre è previsto un’ulteriore maggiorazione del 3 per cento per il 2013. Aumenti che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4 per cento l’anno passato.

Sono alcuni dei dati anticipati da Legambiente contenuti nel rapporto ‘Pendolaria’ che sarà presentato il 18 dicembre. Nel triennio 2010-2012 la media delle risorse stanziate è diminuita del 22 per cento rispetto al 2007-2009. Il 2009 è stato l’ultimo anno in cui sono state destinati fondi sufficienti a garantire un servizio decoroso. Anche il Governo Monti non ha dato certezze per il futuro del trasporto pendolare in Italia. Per il prossimo anno i fondi per il trasporto pendolare sono destinati ancora a ridursi. La diretta conseguenza di questa situazione sono tagli ai servizi, aumento del prezzo dei biglietti, stop agli investimenti per l’acquisto dei treni.

Nella classifica delle tratte peggiori d’Italia c’è la Circumvesuviana: frequentata da 105 mila pendolari ogni giorno, ha visto una riduzione del 40 per cento delle corse nella scorsa primavera e continui disagi durante tutto il 2012. La Roma-Viterbo: sia che si scelga la linea Atac Roma Nord (75 mila pendolari ogni giorno), sia che si prenda la ferrovia regionale Fr3 di Trenitalia. C’è anche la Pinerolo-Torre Pellice, la Padova-Venezia Mestre dov’è impossibile trovare un posto nell’orario di punta sui treni tra Padova e Mestre, la tratta più affollata del Veneto. La Genova Voltri-Genova Nervi utilizzata da almeno 25 mila viaggiatori al giorno. La Palermo-Messina, che resta una delle tratte più lente d’Italia con il record di 4 ore per 225 chilometri. La Viareggio-Firenze dove saranno chiuse 7 stazioni. La Stradella-Milano, la Bologna-Ravenna e la Potenza-Salerno.

Repubblica.it

SALTA IL DECRETO ACCORPA PROVINCE

by · 11 dicembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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Sta per saltare il decreto che riorganizzava le province italiane, prima vittima della crisi di governo. La decisione di non convertirlo in legge è stata presa all’unanimità dai partecipanti ai lavori della Commissione Affari Costituzionali del Senato, conclusasi in serata alla presenza tra gli altri dei ministri per la pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e dei rapporti con il Parlamento Piero Giarda.

Nella giornata di domani verrà in ogni caso convocata una riunione dei capigruppo presso il Senato per esaminare le possibili vie di uscita, ma secondo i senatori che questa sera hanno preso parte alla riunione sono ben poche le possibilità di poter convertire il provvedimento a causa del numero eccessivo dei sub-emendamenti pari in tutto a 140. “Il destino di questi mesi è di perdere occasioni importanti – ha commentato il presidente della Commissione Carlo Vizzini – è stato fatto uno sforzo per trovare le condizioni complessive per approvare questo provvedimento atteso ma non è andato a buon fine“.

La fine su un binario morto del provvedimento – per il quale il tempo scadrà il 6 gennaio – è un’altra conseguenza del ritiro del Pdl dalla maggioranza. “Il governo“, ha commentato Patroni Griffi, “ha fatto quello che poteva, ma la situazione non si poteva sbrogliare come del resto hanno confermato questa sera i capigruppo in Commissione“. Insieme al Parlamento “il governo ha fatto un buon lavoro fino alla spending review“, ha spiegato deluso il ministro, “ma poi si sono imposti alcuni ‘giochi in Parlamento”. A questo punto alcune norme potrebbero essere inserite nella legge di stabilità, ipotesi sulla quale Patroni Griffi non dà delucidazioni: “probabilmente ci sarà qualche intervento del governo ma ora non so rispondere“.

A complicare la conversione del decreto 188 è intervenuta anche la decisione del Pdl di depositare in aula al Senato una pregiudiziale di costituzionalità, come aveva annunciato giorni fa Filippo Saltamartini, relatore per il Pdl del decreto. A farlo è stato il senatore Oreste Tofani, lo stesso che presentò a metà novembre una richiesta dello stesso tenore in Commissione Affari Costituzionali.

Presto scuole, strade e altro non avranno più i mezzi necessari. Ciò rende indispensabile una soluzione provvisoria che sta al Governo a indicare“, dice il senatore dell’Italia dei Valori Francesco Pardi, capogruppo in commissione Affari Costituzionali. “In base alla spending review le province si trovano private di ingenti risorse finanziarie e l’assenza di una legge seria sulla loro riduzione, con le conseguenti misure finanziarie necessarie, le metterà in grave difficoltà”, aggiunge Pardi.

Repubblica.it

BAGNI: PROBABILE LA BOCCIATURA PER LA PROROGA TRENTENNALE

by · 4 dicembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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Nonostante l’ottimismo degli operatori, dall’Europa sembra profilarsi una nuova bocciatura per la proroga trentennale delle concessioni demaniali. Secondo De Rynck, portavoce del commissario Ue per il mercato unico, il rinnovo automatico di 30 anni non sarebbe compatibile infatti con quanto prevede il diritto comunitario. Le concessioni, spiega il portavoce invitando l’Italia ad adottare regole compatibili con le direttive europee, dovrebbero essere accordate per un periodo di tempo appropriato e limitato e non dovrebbero essere aperte a rinnovi automatici ne’ dare alcun altro tipo di vantaggio al gestore uscente. Sulla stessa lunghezza d’onda il Governo Monti.

PARCHEGGI: PAGHERANNO ANCHE I RESIDENTI?

by · 29 novembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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Dopo il giro di boa del bilancio preventivo 2012 con i suoi tagli e l’Imu al 6 per mille sulla prima casa, il commissario prefettizio Domenico Mannino si appresta a mettere le mani sui conti del 2013. E non sono belle notizie. A cominciare dal fatto che tra le idee c’è quella di far pagare la sosta anche ai residenti. In che forma è da definire (un’auto sì e l’altra no, per esempio), oppure con una riduzione della zona “free” , limitata rispetto all’ampiezza attuale. È emerso ieri nel corso dell’incontro tra lo stesso Mannino ed i rappresentanti dei partiti del centrosinistra cittadino: Alberto Corsetti (Pd), Renato Baldi (Idv) Cristina Boncompagni (Sel), Gualtiero Lami (Rifondazione), Paolo Puccinelli (Pdci).

Quello che non è emerso è ben altro: la tesoreria ha bloccato tutte le anticipazioni di cassa in attesa dell’incasso dell’Imu, vincolando le somme disponibili al pagamento di mutui e stipendi del Comune. Insomma, la liquidità corrente è bloccata. Con buona pace di chi attende pagamenti: siano imprese o privati cittadini che aspettano il contributo del minimo vitale o quello per l’affitto. E non c’è giorno che negli uffici comunali non piovano decreti ingiuntivi di ogni tipo e natura.

Iltirreno.it

PIOVE

by · 28 novembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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Piogge intense in queste ultime ore. A Viareggio, al momento, non si registrano problemi particolari. Va peggio a Massa e Carrara dove l’esondazione del torrente Carrione ha causato allagamenti in alcune zone di Carrara, una delle aree gia colpite dall’alluvione di poco più di due settimane fa. Almeno una ventina le persone evacuate dalle case, aiutate dai vigili del fuoco che stanno operando con i natanti dei reparti fluviali fatti arrivare anche da Firenze e da Lucca.

Tante le richieste di soccorso nella notte, giunte soprattutto da disabili e anziani per lasciare le loro abitazioni. Stop per la linea ferroviaria Genova-Pisa e la strada statale Aurelia: il torrente Parmignola è infatti esondato causando allagamenti nella zona, ma è soprattutto il rischio di frane per un terrapieno della ferrovia e di stabilità per un ponte ad aver consigliato di interrompere le due linee di comunicazione. L’area infatti è quella in cui la linea ferroviaria e la Aurelia corrono parallele, a nord della città.

Repubblica.it
Foto di Francesco Giannetti

NO AI BAR DOVE CI SONO I VIDEOPOKER

by · 25 novembre 2012 · Categoria: Cronaca 
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Il caffe’ o il cappuccino? Prendetelo in quei bar o circoli dove non ci sono videopoker“. Lo scrive don Renzo Lenzi, parroco del quartiere della Darsena, nell’ultimo numero del giornalino parrocchiale distribuito ai fedeli. Il sacerdote invita quindi i parrocchiani a una sorta di ‘crociata’ contro videopoker e slot machines, e per invogliare i gestori dei bar a non tenerle nei loro esercizi commerciali, chiede ai fedeli di scegliere per la colazione o per l’aperitivo quei locali che ne sono sprovvisti.

Il gioco d’azzardo e i videopoker “spesso portano alla rovina di intere famiglie“, scrive il battagliero sacerdote, sostenendo che pero’ e’ necessario combattere “questa piccola battaglia civile. Scegliamo di fare colazione o prendere un caffe’ -si legge nel giornalino parrocchiale- in quei locali che non arrotondano le proprie entrate con i videopoker, magari qualcuno potrebbe decidere di toglierli”.

Adnkronos

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