UNA LETTERA MOLTO IMPORTANTE

Categoria: Ok
8 febbraio 2010

Questa mia lettera nasce dalla precoce scomparsa del marito di mia figlia, il Sig. Roberto Pardini che operava, come responsabile tecnico del Cantiere Navale Azimut-Benetti nel settore Refit, Divisione Lusben di Viareggio. La scomparsa è avvenuta il 25 Aprile 2009 durante una corsa blanda a cui si dedicava nel tempo libero.La morte che ha colpito mio genero è stata causata, così come diagnosticato dall’autopsia avvenuta subito dopo il decesso, da “aritmia cardiaca improvvisa”, senza una causa specifica in quanto non è stato rilevato nessun difetto cardiaco, infarto del miocardio o occlusione coronarica. E’ importante rilevare che un eventuale utilizzo di un defibrillatore nei minuti successivi all’evento avrebbe potuto salvare la vita di un uomo di quarant’anni in piena salute e con una famiglia a cui era legatissimo e che accudiva amorevolmente.

Tutto ciò mi ha fatto riflettere su quanto siano importanti certe attrezzature di primo soccorso utilizzate da personale debitamente addestrato ed accuratamente usate su persone colpite da crisi cardiache nei luoghi di lavoro o nella vita quotidiana. Tuttavia, per la vita quotidiana esistono già ambulanze attrezzate con defibrillatore; sui luoghi di lavoro, spesso, la stessa ambulanza non può arrivare in tempo a salvare una vita, in quanto, nello specifico, all’interno dei cantieri navali, non sempre è facile raggiungere una persona colpita da crisi cardiaca, soprattutto se per esempio si trova a bordo di un’imbarcazione.

Poiché in questi casi il fattore tempo è determinante, avendo un defibrillatore all’interno delle aziende, sarebbe forse possibile riuscire a salvare una persona! Questa mia richiesta nasce nell’intento di coinvolgere le aziende, che operano nella Darsena così come in tutta la nostra città, a dotarsi di un defibrillatore per tutelare gli eventuali lavoratori che fossero colpiti da queste crisi cardiache improvvise.

Vorrei inoltre portare a conoscenza del mondo del lavoro la grande quantità di morti cardiache improvvise causate da aritmia, fibrillazione ventricolare FV, displasia ritmogena ventricolare, sindrome del QT lungo, Sindrome di Brugada, ecc.; queste patologie si manifestano quasi sempre senza una spiegazione specifica, l’individuo generalmente gode di ottima salute, confermata dagli eventuali controlli preventivi.

Inoltre vorrei informare i cittadini dell’importanza della ricerca e dello studio di questi tipi di morte improvvisa, studi effettuati dal Dott. A. Ghidini Ottonelli, dell’Ospedale Versilia: spesso viene riscontrata una causa di carattere genetico alla base di questi decessi con rischi quindi evidenti anche per i familiari delle vittime. Sono fiducioso della sensibilità delle aziende viareggine che vorranno dotarsi di questa apparecchiatura sanitaria che ha un costo relativamente basso ma che può salvare molte vite colte da crisi cardiache improvvise. Posso infine anticipare che il cantiere navale Azimut-Benetti Divisione Lusben, proprio in memoria di Roberto, si doterà di questo apparecchio dal questo mese di febbraio.

Alfredo Banchieri

3 Commenti - “UNA LETTERA MOLTO IMPORTANTE”

  1. Alestg
    14:40 on febbraio 8th, 2010

    Io sarei per dotare tutti i luoghi di lavoro di un defribillatore e di personale addestrato e specialmente tutti gli stabilimenti balneari e tutte le strutture turistiche…

  2. pavagima
    16:34 on febbraio 8th, 2010

    Caro Alestg,
    perchè le Palestre?, le discoteche ? i Pub ? le mense?, le scuole ? i mercati ? il Comune ? i rioni e il carnevale, i cinema e i teatri ? insomma tutti i posti dove c’è affollamento di persone, sono esenti da rischi ?
    Credo proprio di no !
    Pensa i America il defribillatore lo tengono vicino alla cassa dei Bar…
    Il primo soccorso è una questione di cultura e di educazione che a mio parere è molto difficile riscontrarla nelle nostre scuole e nella nostra cultura generale. Sarebbe importante che si capisse la necessità della formazione all’uso del defribillatore e del primo soccorso già a partire dai primi anni della formazione scolastica per poi migliorarla man mano che un ragazzo entra nel mondo del lavoro.
    E’ inutile obbligare ad acquistare un apparecchio o anche tanti apparecchi defribillatori se poi non c’è nessuno che se la sente ad adoperarlo. Se un imprenditore o anche un dirigente di un Ente Pubblico facesse seriamente un corso al 118 dell’ASL, sicuramente poi comprerebbe anche il defribillatore e l’Ambu. Proprio perchè ne capirebbe l’importanza.
    Intanto però è lodevolissima l’iniziativa di Alfredo Banchieri. Bravissimo !

  3. Banchieri Alfredo
    14:46 on febbraio 9th, 2010

    caro pavagima credo che tu abbia le idee molto chiare per quanto rigurda la prevenzione e l’informazione sulla utilità del defribillatore sia nei luoghi di lavoro che in tante altre realtà della vita,ti posso anticipare che questa mia iniziativa nasce con lo scopo di dotare il defribillatore in tutte le realtà dove c’è la presenza di numerose persone e dotare quelle ambulanze magari nei paesetti più inpervi dove i tempi per salvare una vita sono purtroppo lunghissimi.Ti posso comunicare di stare tranquilo che ogni defribillatore consegnato in azienda avrà personale adeguatatamente preparato e garantirà una presenza continua nell’orario di lavoro. Vi ringrazio del segno di affetto per questa mia iniziativa che inizia proprio in questi giorni con la nascita ufficiale dela associazione Roberto Pardini.

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