UN MINIMO DI SPERANZA

Categoria: Contributi
7 febbraio 2010

Ho assistito ai funerali di Luigi Razzuoli. Mi ha sinceramente commosso la presenza di tanti giovani, tanti ragazzi. Tutti suoi alunni. Alcuni piangevano in silenzio. Altri hanno voluto ricordarlo con parole affettuose e sentite davanti ad una chiesa gremita. Non posso dire di aver conosciuto bene il Professor Razzuoli nè di averlo frequentato spesso. Ci incontravamo di tanto in tanto. Lui sempre accompagnato amorevolmente dalla moglie.Ricordo la vitalità e la gioia di vivere di entrambi. Vedere tanti ragazzi al suo funerale e sentire le parole di stima e ringraziamento che hanno voluto rivolgergli mi ha fatto bene al cuore. Una boccata d’aria pulita in un momento in cui il mercimonio dei corpi e delle idee è elevato a regola, la volgarità trionfa, l’ignoranza, la disonestà sono addiritura diventate qualità da esibire e di cui farsi vanto.

Finalmente un segnale positivo. La dimostrazione che la passione, la competenza e l’amore per il proprio lavoro, l’onestà intellettuale, la dignità ed il coraggio quotidiano di chi combatte, come Luigi, con il proprio handicap o di chi, come tanti, lotta con dignità contro le difficoltà giornaliere, possono ancora fare breccia nei cuori della gente.

Soprattutto dei giovani cui noi che stiamo fallendo in questo senso, dobbiamo affidare il durissimo compito di uscire da questi tempi sempre più bui.

Gian-Carlo Iannella

1 commento - “UN MINIMO DI SPERANZA”

  1. Max Bertoni
    14:50 on febbraio 7th, 2010

    Bravo Gian Carlo, ottime parole.

    Io praticamente non conoscevo il professor Razzuoli, l’unica cosa che ci accomunava è il fatto di aver frequentato per un certo periodo la stessa palestra.
    Lo ricordo come una persona sempre serena e solare, sorridente e gentile, amato e stimato da tutti.

    Un caro saluto e le mie più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia.

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