PERSONE
Passeggiando per le vie del centro, a pochi metri dal mercato che fu il palcoscenico delle gesta della “teppa del piazzone“, trovo una porta aperta (e già questo fatto, oggi, è una cosa “inusuale”) con una breve rampa di scale che ti invita ad entrare. Lo faccio e sono dentro al laboratorio, studio, spazio espositivo del pittore Giorgio di Giorgio. Un luogo che profuma di colori e dove aleggiano le idee. I quadri, che rubano centimetri alle pareti, fanno parte di una mostra dedicata ai “vinti”. Giorgio non c’è. C’è la sua bicicletta, ci sono i suoi “attrezzi da lavoro”, c’è una scala a chiocciola che porta chissàdove e c’è, tra tante figure disegnate, una presenza umana. E’ Riccardo Antonini grandissimo amico di Giorgio che, dopo pochi minuti, si materializza al suo fianco. Iniziano a parlare, come sempre, con passione e profondità di concetti che hanno la forza dell’esperienza personale, caratterizzata da scelte e comportamenti coerenti e coraggiosi. Sono due gran belle Persone che non si rassegnano, non si piegano e non si “adeguano” alla presunta normalità che in questo caso, nonostante la porta sia aperta, non è riuscita ad entrare. stefano pasquinucci
NON AVER FATTO PARLARE ANTONINI E’ STATO UN ERRORE
Non aver fatto parlare Antonini il 1 maggio a Stiava è stato un grave errore. Uno sbaglio fatto nei confonti delle associazioni e comitati nati a seguito della strage di Viareggio, a discapito dei lavoratori e rappresenta una scelta che danneggia gli stessi sindacati. Quest’ ultimi che non hanno dato la parola a Antonini hanno censurato una delle voci più autorevoli in materia di sicurezza. Personalmente il Primo maggio ho partecipato al corteo di Seravezza e quando il rappresentate dell’ associazione il “Mondo che vorrei” è salito sul palco e ha citato il noto ferroviere, licenziato ingiustamente, è partito un applauso spontaneo in tutta la piazza Carducci compresi i Sindaci della Versilia: Pietrasanta, Forte dei Marmi, Stazzema e Seravezza.
Anche nell’ ultimo congresso versiliese di Rifondazione Comunista i lavori sono stati aperti proprio da Antonini, pur non iscritto, perchè la sua vicenda riguarda tutte le forze di Sinistra e deve essere sentita come un danno per tutti i lavoratori. Quindi, se c’è qualcuno che ha diviso la piazza è colui che non ha fatto sentire la voce dell’ Antonini, una voce fuor dal coro ma sicuramente rappresentante di verità e giustizia.
Mario Navari
Portavoce Federazione della Sinistra-Versilia (Prc-Pdci)
SOLIDARIETA’ AD ANTONINI DALLA FILT CGIL
Ho letto il comunicato della Associazione “Il mondo che vorrei”, a firma di Daniela Rombi, sul grave episodio avvenuto durante la manifestazione del 1° Maggio a Stiava. Mentre a Seravezza il rappresentante della Associazione e della “Assemblea 29 Giugno” ha parlato per alcuni minuti, a Stiava Daniela si è trovata nella condizione di rinunciare perchè la sua richiesta di far salire sul palco anche Riccardo Antonini – licenziato dalle F.S. per il suo impegno nella ricerca della verità nella strage di Viareggio, della giustizia. della sicurezza – si è scontrata con il veto assurdo ed inutile del rappresentante della CISL presente alla manifestazione. Veto oltretutto incomprensibile visto che, contro il licenziamento di Riccardo, era stata presa posizione con una lettera anche da parte delle Segreterie Regionali della Toscana di CGIL, CISL, UIL.
E’ stato affermato che l’intervento di Riccardo avrebbe diviso i lavoratori, forse presumendo che avrebbe detto chissà che cosa oltre al suo licenziamento ed alla situazione processuale sulla strage. Io credo che a dividere i lavoratori non siano gli interventi di Riccardo ma l’azione ed i diktat dell’Europa dei banchieri, una Confindustria sempre più arrogante, i contratti imposti da Marchionne ed accettati da sindacati compiacenti, il Governo Monti che dopo aver innalzato a dismisura l’età pensionabile (con meno soldi) attacca l’art. 18, diminuisce gli ammortizzatori sociali, lascia sostanzialmente intatte le tante tipologie di lavoro che hanno diffuso a dismisura il precariato tra giovani e meno giovani…
Nonostante questo fatto, grave ed inaccettabile, la scelta condivisibile dei rappresentanti della associazione “Il mondo che vorrei” e della “Assemblea 29 Giugno” presenti a Stiava è stata quella di non fare alcuna polemica in piazza. Spero, come viene detto nel comunicato di Daniela, che questo sia stato solo un episodio isolato e che non abbia a ripetersi. Intanto vorrei esprimere – anche a nome della FILT-CGIL di Lucca – la mia completa solidarietà a Riccardo Antonini, licenziato ingiustamente da chi invece avrebbe dovuto dimettersi in seguito alla strage di Viareggio, così come alla Associazione “Il mondo che vorrei” ed alla “Assemblea 29 Giugno”.
Mario Salvadori
Segretario FILT-CGIL Provincia di Lucca
RICCARDO ANTONINI A REPORT
Domenica 22 aprile, su RAI 3, nella rubrica “C’è chi dice no” di Report, andrà in onda la vicenda di Riccardo Antonini, ferroviere licenziato dall’A.D. di Ferrovie Mauro Moretti per essersi schierato dalla parte dei familiari della strage di Viareggio, per la verità, giustizia e sicurezza, affinchè non accada mai più. La rubrica va in onda alla fine dell’argomento principale di Report, quindi verso le 22.45/23.00. Credo sia interessante vederla con attenzione e…. pensare a Mauro Moretti, anche lui la vedrà!!!
Associazione “Il Mondo Che Vorrei” onlus
La Presidente
Daniela Rombi
ITALIA REPUBBLICA (AF)FONDATA SUL LAVORO
Il Governo Monti, incarnazione di uno dei governi “tecnici” più autoritari e antipopolari visto negli ultimi anni, esecutore delle misure “lacrime e sangue” imposte da gruppi finanziari, banche e speculatori, continua con la linea dura lanciando l’ennesima offensiva contro i lavoratori con il tentativo di introdurre, tra le misure contenute nelle riforme del mercato del lavoro, il cosiddetto “licenziamento economico”, che di fatto cancella le tutele garantite dall’Art.18.
Facendo così il paio con le misure già introdotte dal piano Marchionne, che fa carta straccia dei diritti dei lavoratori, del CCNL e del principio di rappresentanza sindacale all’interno delle fabbriche. Misure imposte con il pretesto di uscire dalla crisi in cui sono coinvolti ormai (quasi) tutti i settori dell’economia.
L’unico settore che non sembra conoscere crisi è rappresentato dai morti sul lavoro: in media 4 al giorno con un inquietante aumento di suicidi tra lavoratori e imprenditori strangolati dai debiti (anche qui lo zampino delle banche). Mentre le misure repressive colpiscono sempre più pesantemente chi si batte per vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: emblematico il caso di R. Antonini, licenziato da FS per aver prestato opera di consulenza in favore dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e al quale va tutta la nostra stima e solidarietà. E sono già in preparazione nuove misure legislative (decreto legge 5/2012 art. 14) che smantellano i già inesistenti controlli nei luoghi di lavoro, sostituiti da semplici autocertificazioni rilasciate da enti esterni.
Per fortuna la risposta dei lavoratori a questi scempi non si è fatta attendere: assemblee, presidi, scioperi selvaggi e blocchi stradali hanno imposto un ripensamento al Governo che, dalla decretazione d’autorità, ripiega sulla discussione in Parlamento (disegno di legge).
Al di là del risultato che la discussione politica raggiungerà importante è rilevare il fatto che la mobilitazione dei lavoratori per la salvaguardia dei propri diritti (sanciti dalla Costituzione) è la giusta strada su cui occorre proseguire per contrastare tutte quelle misure antipopolari che il governo Monti ha approvato e per tutte quelle che tenterà di attuare in seguito per scaricare sui lavoratori tutto il peso della crisi.
La crisi non si risolverà certo con le misure adottate finora dal governo: tagli ai servizi, privatizzazioni e liberalizzazioni sfrenate, rispetto dei patti di stabilità, realizzazione di opere pubbliche inutili e dannose come la TAV , risanamento del debito pubblico creato dai pescicani della finanza e non certo dai lavoratori, maggiore flessibilità del mercato del lavoro. Essa si risolverà nella misura in cui la mobilitazione popolare, a partire dalla difesa dell’Art.18 – e più in generale per quella dei diritti, della democrazia e delle libertà democratiche – porrà la questione del lavoro sicuro e dignitoso per tutti come unica misura per uscire dalla crisi e della cacciata del governo Monti.
Per riprendere in mano l’iniziativa e toglierla a Marchionne, Monti e la Fornero aderiamo e invitiamo ad aderire, partecipare e promuovere in tutte le forme possibili l’importante giornata di mobilitazione Occupy Piazza Affari del 31 marzo a Milano indetta dal Comitato No Debito.
Ex lavoratori Thyssen Krupp Torino
“LICENZIAMENTI POLITICI”
Domenica 11 marzo 2012, ore 10.30 Centro Falastin (presso il Café Neruda), via Giachino 28/E Torino. Politiche sempre più aggressive contro lavoratori da parte dei governi e dei padroni innescano lotte di resistenza a “questo stato di cose”. Di fronte ai tagli dei diritti, ridimensionamento dei salari, licenziamenti, precarietà, segmenti di lavoratori si organizzano e resistono: Fiat, ferrovie, cooperative, scuola ecc. ecc. Chi si oppone a queste politiche, sopratutto i lavoratori che sono punto di riferimento tra/dei lavoratori, è fatto oggetto della repressione: denigrazione, isolamento, licenziamenti. Questi lavoratori non devono essere lasciati soli! nei loro confronti deve essere organizzata la più ampia solidarietà politica e materiale. Come organizzare la solidarietà? quali strumenti per la difesa dei lavoratori colpiti da licenziamenti politici? come appoggiare le lotte di resistenza? Interverranno:
- Riccardo Antonini: compagno, ferroviere licenziato dalle ferrovie di Moretti per essersi messo a disposizione e nominato consulente da parte di familiari delle vittime e del sindacato, nell’incidente probatorio della strage di Viareggio, promotore insieme a cittadini, ferrovieri, lavoratori di Viareggio,
dell’Assemblea 29 Giugno.
- Lavoratori della Cooperativa Safra: impegnati da mesi nei magazzini della logistica Esselunga di Pioltello in una lunga e difficile lotta contro i licenziamenti, per i diritti, il salario e l’agibilità sindacale.
LA CGIL PROVINCIALE SUL LICENZIAMENTO DI ANTONINI
La CGIL provinciale di Lucca ha già ampiamente preso posizione in precedenza sul licenziamento di Riccardo Antonini. Questo OdG è stato presentato ed approvato per ribadire la solidarietà a Riccardo e contribuire a tenere desta l’attenzione sulla vicenda. L’OdG sarà inviato, tra l’altro, anche alle varie strutture della CGIL e diffuso tra i lavoratori e le lavoratrici.
Il Comitato Direttivo della CGIL provinciale di Lucca, riunito in data 18 gennaio 2012, in merito al licenziamento di Riccardo Antonini, lavoratore dipendente da RFI (Rete Ferroviaria Italiana), società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane;
esprime nuovamente il proprio ringraziamento a tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno aderito allo sciopero generale di quattro ore del 6 dicembre 2011 in Versilia, indetto dalla CGIL provinciale di Lucca per la verità e la giustizia sulla strage di Viareggio, la sicurezza nei luoghi di lavoro e contro il licenziamento di Riccardo, ed a tutti coloro che hanno partecipato alla riuscita manifestazione svoltasi a Viareggio;
sottolinea che Antonini ha svolto un ruolo di consulente di parte civile, prima per un parente di una vittima e poi per la Filt-Cgil provinciale di Lucca, nell’incidente probatorio per l’inchiesta sulla strage ferroviaria del 29 giugno 2009 di Viareggio e che lo stesso è portavoce dell’ ”Assemblea 29 giugno” che supporta il difficile compito dei familiari delle vittime della strage nella ricerca di verità e giustizia per quanto accaduto;
ricorda che era già stato oggetto di un provvedimento disciplinare intimidatorio da parte di RFI che gli aveva inflitto dieci giorni di sospensione dal lavoro per la sua partecipazione all’incidente probatorio, e come il metodo dell’intimidazione e della punizione verso chi denuncia, in maniera documentata, la mancanza di sicurezza nell’esercizio ferroviario (conseguenza dei processi di privatizzazione e di liberalizzazione in atto nelle ferrovie e più in generale in tutto il settore dei trasporti) siano purtroppo una prassi ripetuta e consolidata;
esprime solidarietà nei confronti di Antonini, ingiustamente licenziato da RFI, e chiede una determinata continuità, a tutto il movimento sindacale, alle istituzioni, ai cittadini, in merito a questa vicenda e di premere con forza per la sua riassunzione;
chiede all’Amministratore Delegato del Gruppo F.S., Mauro Moretti, di ritirare il provvedimento disciplinare a carico di Riccardo Antonini, cosa che contribuirebbe tra l’altro ad instaurare un clima più disteso e necessario per capire le cause e le responsabilità di quanto accaduto affinché questo non debba più ripetersi.
Chiede un coinvolgimento concreto del Governo sulla vicenda, attraverso la richiesta di un incontro con il Ministro Passera, da tenersi al più presto;
IL PERSONAGGIO SIMBOLO 2011 E’ DANIELA ROMBI
Il Personaggio Simbolo, in positivo, del 2011 viareggino è, senza dubbio, Daniela Rombi che i nostri lettori hanno scelto tra le nomination che avevamo proposto. La presidente dell’Associazione “Un mondo che vorrei” è seguita da Riccardo Antonini e dalla chiusura di Falascaia. Lascia perplessi, invece, la qualità dell’aria della nostra Città sulla quale ci sarà molto da lavorare nei prossimi mesi. Tra i fatti rimasti in sospeso anche la scomparsa di Carmazzi e Semeraro, le due donne di cui ancora oggi si ignora ufficialmente il destino, e la vendita della Cittadella. In negativo, infine, “trionfa” Luca Lunardini che “stacca” di parecchie lunghezze Roberto Monciatti e, non certo a sorpresa, i viareggini, ovvero tutti noi.
LETTERA APERTA AL SINDACO DI VIAREGGIO
Egregio Signor Sindaco, il giorno 5 luglio 2011 in cui il nostro concittadino e rappresentante dell’Assemblea 29 Giugno Riccardo Antonini, ferroviere e consulente tecnico di familiari della strage di Viareggio, ha ricevuto la lettera di diffida dalle ferrovie a continuare quest’incarico minacciando lui e il suo collega Filippo Cufari d’ulteriori provvedimenti, Riccardo ne ha parlato in Assemblea ad oltre 50 persone, tra cui familiari dell’Associazione “Il Mondo che vorrei”. Di fronte alle preoccupazioni ed ai nostri inviti alla prudenza, Riccardo, con voce ferma e gran dignità, consapevole delle parole e delle conseguenze delle sue decisioni, ha espresso la sua volontà con queste parole semplici ma piene di significato: “COSA VOLETE CHE SIANO UNO O DUE LICENZIAMENTI DI FRONTE A 32 MORTI?”.
Riccardo è stato licenziato il 7 novembre. Lei si chiederà, perché Le raccontiamo quest’episodio gelosamente custodito nel cuore e nella mente della nostra attività? Dopo la sua decisione e quella della giunta di accettare, unilateralmente, un rapporto con le Assicurazioni degli indagati della strage è palese il confronto di dignità tra Lei e chi, pur non avendo alcun familiare tra le vittime, non avendo alcun danno mobiliare o immobiliare, ha messo in gioco, nell’interesse dei familiari e della città di Viareggio, uno dei beni necessari alla propria vita: il posto di lavoro. Lei, con la sua scelta, ha deciso di rappresentare solo i desiderata del suo partito e la sua carica politica, dimenticando che la sua carica non è quella datale dal suo partito ma è quella di rappresentare tutta la città ed in modo particolare il dolore di questa città, nella tragedia più grande che Viareggio abbia mai vissuto dopo la guerra.
Lei non s’immagina quanto ha umiliato, per primi, i familiari delle vittime e quelli che si battono per valori di “ALTA” politica quali la VERITA’,LA GIUSTIZIA E LA SICUREZZA. E’ evidente a tutti il suo atteggiamento e le sue scelte di baratto, venale e morale, nei confronti dei suoi concittadini impegnati direttamente e di quelli solidali con i valori indicati di politica normale. Valori normali, in un paese normale e civile, e che invece, purtroppo, si debbono definire valori di “POLITICA ALTA” per il livello di qualità a cui i politici hanno ridotto la politica. Abbiamo manifestato il nostro civile disappunto, fermi alla casa comune della nostra città, accompagnati dalle foto dei nostri cari, il giorno 10 dicembre con il presidio al Comune. Non abbiamo voluto partecipare alla manifestazione dei partiti, d’opposizione alla sua giunta, perché non è né nostro ruolo, né nostro compito trasformare il nostro dolore e la nostra dedizione politica in quella, seppur legittima, del dissenso politico dei partiti della città.
Lei si è lamentato più volte della presenza di bandiere di colore alle manifestazioni ma, Le chiediamo, dove erano le “SUE” bandiere in questi due anni mezzo? Dov’era il suo impegno, oltre a quello per il quale non ne poteva fare a meno?Lei è il Sindaco di tutta la città di Viareggio, anche di quelle bandiere! Troppo spesso ci siamo sentiti soli nel rapporto con le istituzioni e i poteri cosiddetti forti, confortati solo dal calore dei nostri concittadini quando li abbiamo invitati a starci vicino. Si è chiesto del danno morale e giuridico, che procurerà questo suo comportamento? Si è chiesto del tormento dei familiari, in bilico tra accettare le condizioni delle Assicurazioni o costituirsi parte civile? Quale conforto ed esempio avranno nel sapersi abbandonati dal “primo cittadino” della propria città che mostra più attenzioni al denaro che alle sue ferite nonostante sia un medico? Si è chiesto delle attenuanti giuridiche che Lei ha regalato, in un piatto d’oro, ai difensori degli indagati con il suo gesto di baratto per una carica politica che è carica solo transitoria?
Si è chiesto quale ruolo si è scolpito, con questo suo gesto, nella memoria della gente e nella storia della sua città?
Ebbene questo buco nero, nella dignità di questo popolo generoso, da Lei voluto, nonostante quello che le ha risposto il giorno prima ad una sua chiamata Daniela Rombi, fortunatamente è e sarà riempito dagli alti esempi di Riccardo e di quelli che, come lui, si battono per i valori di una vera società civile. Questo solo si ricorderà nella storia di Viareggio, altro passa e va. Mediti signor Sindaco, mediti, per recuperare quel ruolo che tutti noi ci aspettiamo e ci aspetteremmo da chi, oggi, ci dovrebbe rappresentare.
Daniela Rombi presidente dell’Associazione “Il Mondo che vorrei”
Massimo Mencarini rappresentante dell’Assemblea 29 giugno
LEI SA, PARLI NEL RISPETTO DELLE 32 VITTIME
Lei, prof. Vangi, è stato indicato in qualità di perito dal Gip (Giudice per le indagini preliminari), dott. Silvestri, il 10 febbraio 2011. L’incarico Le è stato conferito il 7 marzo.
Il 4 novembre scorso (giorno conclusivo dell’incidente probatorio) a Lucca Le ho posto la seguente domanda: “In quanto perito dell’incidente probatorio ha informato chi di dovere del clima intimidatorio instaurato dal Gruppo ferrovie dello Stato italiane nei confronti dei ferrovieri consulenti di parte tanto da indurre il collega Filippo Cufari, rappresentante per i lavoratori alla sicurezza, ad abbandonare questo incarico?” A questa precisa domanda non ha risposto. La radiazione di questo consulente ha contribuito a penalizzare la ricerca della verità nell’incidente probatorio. Tra l’altro, questo passaggio non è stato neppure riportato nel verbale del 4 novembre. Ma non è la sola domanda che intendo farLe.
Lei, prof. Vangi, è a conoscenza del perché e di quando Le è stato affiancato il perito, ing. Licciardello. Può rispondere?
Lei, prof. Vangi, può dire quando la (sua) convinzione che il picchetto abbia forato la cisterna ha “virato” sulla tesi della piegata a zampa di lepre. Può dire perché ciò è avvenuto?
Lei, prof. Vangi, sapeva dell’incompatibilità dei ruoli svolti dall’ing. Licciardello (perito del Gip con contratto di programma retribuito da Rfi, Rete ferroviaria italiana)? Se sì, perché non ha informato chi di dovere?
L’ing. Licciardello, a precise domande del Pm (“i suoi rapporti poc’anzi delineati con Trenitalia, piuttosto che con il Gruppo Ferrovie hanno ad oggetto una qualche prestazione di tipo professionale, che sia di consulenza, che sia di prestazione d’opera, che sia di studio o di partecipazione a convegni come relatore su questo”), ha dichiarato (come da verbale): “Ora è difficile dirle … da che io ricordo no, è difficile ricordare in tanti anni …”. Si trattava di ricordare Convegni e corsi tenuti il 4 novembre 2010 ed il 18 febbraio scorso o addirittura ricordare il Contratto di programma 2007-11 con incarico di consulenza del 13 maggio di questo anno e retribuito da Rfi (Società Fs indagata per la strage di Viareggio).
Lei, prof. Vangi, era a conoscenza di tutto ciò. Troppe domande che ancora non hanno avuto riposte.
Prof. Vangi, Lei sa. Dica quello di cui è a conoscenza nel rispetto delle sofferenze e dei dolori provocati dal disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Di fronte ad una strage come quella di Viareggio troverà sicuramente almeno un motivo per farlo. Le 32 vittime non avranno più vita ma si possono “ricompensare”, almeno, guardando in faccia i vivi.
In attesa, La saluto cordialmente.
Riccardo Antonini
licenziato dalle ferrovie il 7 novembre 2011
GIOVEDI’ RIUNIONE DI ASSEMBLEA 29 GIUGNO
La prossima riunione di Assemblea 29 Giugno è in programma giovedì 22 dicembre, alle 21,15 presso il Dopo Lavoro Ferroviario. All’ordine del giorno il resoconto dell’incontro con la Commissione ministeriale di mercoledì 21/12 a Roma; il bilancio del mercatino dell’usato tenutosi domenica 18 dicembre al Dlf; il licenziamento di Riccardo Antonini; l’applicazione della “Legge Viareggio” rispetto agli emendamenti presentati dalla sen. Granaiola, dal sen. Baldini ed altri e l’andamento processuale e prossime iniziative.
Di seguito la mozione approvata all’unanimità da parte del Consiglio comunale di Massarosa tenutosi giovedì 15 dicembre. Hanno preso la parola anche Riccardo Antonini e Daniela Rombi a nome dell’Associazione “Il mondo che vorrei”.
Il Consiglio Comunale di Massarosa,
riunito in data 15 dicembre 2011, nel merito del licenziamento di Riccardo Antonini, lavoratore dipendente da RFI (Rete ferroviaria italiana), società del Gruppo ferrovie dello Stato italiane;
preso atto che Antonini svolge un ruolo di consulente di parte civile nell’incidente probatorio per l’inchiesta lucchese sulla strage ferroviaria del 29 giugno 2009 di Viareggio;
sottolinea che lo stesso è portavoce dell’ ”Assemblea 29 giugno” che supporta il difficile compito dei familiari delle vittime della strage nella ricerca di verità e giustizia per quanto accaduto;
ricorda che il dipendente era già stato oggetto di un provvedimento disciplinare intimidatorio da parte di RFI che gli ha inflitto 10 giorni di sospensione dal lavoro;
preso atto che, mentre l’amministratore delegato di Ferrovie usa il “pugno di ferro” contro Antonini, tollera che uno dei periti del GIP per l’incidente probatorio abbia un incarico retribuito dalla stessa RFI e quindi in palese conflitto di interessi nello svolgere consulenze sull’incidente che vedono i maggiori dirigenti di RFI indagati per la strage del 29 giugno;
rileva come il metodo dell’intimidazione e della punizione verso chi denuncia, in maniera documentata, la mancanza di sicurezza nell’esercizio ferroviario siano ormai prassi consolidata (basti ricordare la vicenda nota del macchinista Dante De Angelis licenziato per ben due volte e poi riassunto per decisione del giudice del lavoro);
esprime all’unanimità
solidarietà nei confronti di Riccardo Antonini, ingiustamente licenziato da RFI.
Ravvisando nel provvedimento un atto di ingiustizia e di offesa nei confronti delle vittime della strage e dei loro familiari, ma anche nei confronti di tutta la comunità versiliese,
chiede all’unanimità
con forza all’amministratore delegato di Ferrovie, Moretti, di ritirare il provvedimento disciplinare a carico di Riccardo Antonini, per ristabilire un clima più disteso, necessario per capire le cause e le responsabilità di quanto accaduto affinché questo non debba più ripetersi.
Dà mandato al Sindaco di trasmettere al Presidente della Repubblica, al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e all’AD di Ferrovie il presente ordine del giorno
LE FERROVIE E LA SICUREZZA
“Servizio Pubblico” il nuovo programma di Michele Santoro propone un contributo dal titolo: “Le Ferrovie e la sicurezza” di Giulia Bosetti. Dopo trentaquattro anni di lavoro, Riccardo Antonini è stato licenziato dalle Ferrovie dello Stato il 7 novembre 2011. A causa del suo lavoro come consulente di parte civile nel processo per la strage di Viareggio, “è venuto meno il suo rapporto di fiducia con l’azienda”. I famigliari delle vittime dell’incidente, che reclamano verità e giustizia, sono scesi in piazza per solidarietà.
OLTRE 1000 PERSONE AL FIANCO DI RICCARDO ANTONINI
Oltre 1000 persone hanno oggi preso parte alla manifestazione contro il licenziamento di Riccardo Antonini, organizzata dalla Cgil Provinciale di Lucca in concomitanza con lo sciopero generale di quattro ore dei comuni della Versilia. Al Corteo che ha attraversato la città, erano presenti lavoratori e delegati di molte aziende, ferrovieri e semplici cittadini. Presenti anche la Provincia di Lucca e alcuni sindaci, tra cui quello di Viareggio con il gonfalone della città.
All’arrivo, di fronte alla stazione hanno parlato, da un piccolo palco allestito per l’occasione, lo stesso Riccardo, il quale ha ribadito che la strage non è stato uno ‘spiacevole episodio’ e richiamato il suo ‘dovere civico’ come cittadino e ferroviere di mettersi a disposizione dei familiari delle vittime e del sindacato per la ricerca della verità. Isaliana Lazzerini, consigliera comunale a Viareggio ha rappresentato le istituzioni nel suo intervento. «È intollerabile quello che hanno fatto a Riccardo Antonini, chiedo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che revochi il cavalierato a Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, perchè una persona che licenzia un suo lavoratore, che lotta per la sicurezza non è degno di essere cavaliere. Ci batteremo tutti insieme affinchè Antonini torni al suo posto e che venga fatta piena luce sulla tragedia di Viareggio» Dopo di lei ha parlato anche Daniela Rombi, in rappresentanza dei familiari, che ha reso noto di aver ricevuto un’offerta di 480.000 euro per rinunciare alla costituzione di parte civile nel processo. «Io mia figlia non la vendo – ha detto tra la commozione generale e, rivolgendosi ai responsabili delle Fs, ha detto: “con quei soldi aggiustateci i treni per fare in modo che i treni non scoppino mai più né a Viareggio né da nessun’altra parte». Ha poi ringraziato Riccardo a nome della città per quello che ha fatto e sta facendo per tutti loro e invitato tutti i cittadini di Viareggio a sostenere fino in fondo la vertenza per la riassunzione di Riccardo Antonini.
ADESIONE ALLO SCIOPERO DI DOMANI
Lo scorso novembre Riccardo Antonini, dipendente di FS è stato licenziato. Il motivo? Antonini è consulente dei parenti di diverse vittime del disastro del 29 giugno e assieme ad ASSEMBLEA 29 GIUGNO, l’associazione IL MONDO CHE VORREI, e a tanti cittadini e cittadine si batte per ottenere che i responsabili della strage vengano puniti. Ha denunciato la gestione vergognosa delle Ferrovie dello Stato da parte dell’ ad Mario Moretti. E la sua richiesta di verità e giustizia non è andata giu’ ai vertici aziendali delle FS.
In questi anni si è preferito investire su TAV, sui treni di lusso piuttosto che sulla sicurezza dei treni e sulla loro tenuta. Si è preferito le inaugurazioni di costose stazioni per l’ alta velocità piuttosto che la messa in scurezza della rete ferroviaria. Proprio in una di queste inaugurazioni, pochi giorni fa, molti nostri concittadini sono stati accolti dalle cariche della polizia perchè volevano esporre al presidente della Repubblica queste ragioni. E come se non bastassero le cariche e i licenziamenti, ci siamo dovuti sorbire il monologo televisivo di Mario Moretti della scorsa sera su LA 7.
Un monologo arrogante di chi vuol far passare la propria idea, di parte, come la verità oggettiva. Per questo aderiamo allo sciopero di domani indetto dalla CGIL per chiedere il reintegro di Riccardo sul posto di lavoro; ancora una volta verità e giustizia per la nostra città e maggiore sicurezza. Domani assieme ai collettivi studenteschi della nostra città ci ritroveremo, alle 9, davanti all’ isituto Nautico per poi ricongiungerci con il resto del corteo.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO “CARACOL” VARIGNANO
GIOVANI COMUNISTI
SCIOPERO CONTRO IL LICENZIAMENTO DI ANTONINI
Contro il licenziamento di Riccardo Antonini, ingiustificato atto a nome di Mauro Moretti Dirigente di F.S., si è espresso il Consiglio Provinciale e il Consiglio Comunale di Viareggio all’unanimità. Riccardo Antonini, lavoratore e cittadino della nostra città si è sempre impegnato perchè la sicurezza dei lavoratori fosse riconosciuta come diritto irrinunciabile.
Dopo la strage di Viareggio avvenuta per un incidente sul lavoro, Riccardo Antonini, lavoratore e nostro concittadino si è impegnato con tutte le sue forze coinvolgendo tutta la città di Viareggio e in rappresentanza dei familiari delle vittime di quel terribile 29 giugno 2009 affinchè fosse fatta luce sulle responsabilità di chi, nell’esclusivo interesse economico, ha provocato la morte di 32 persone, bambini, giovani, donne e uomini residenti nella nostra città.
Verità e giustizia e sicurezza sono state le tre parole, piene di un intenso e profondo senso civico e di amore per gli altri che hanno spinto Riccardo Antonini a partecipare direttamente come consulente dei familiari delle vittime e per conto della CGIL alla ricerca della verità.
Per tutto questo e perchè i cittadini di Viareggio possano scegliere la verità, la giustizia e la sicurezza contro la protervia di Mauro Moretti che ha licenziato Riccardo Antonini, aderiamo allo sciopero indetto dalla CGIL e partecipiamo insieme alla manifestazione di martedì 6 dicembre 2011. Il licenziamento di Riccardo non deve riguardare solo lui ma è un fatto che deve riguardare tutti noi, perchè Viareggio che ha subito quell’atroce tragedia non può subire anche questo affronto.
Isaliana Lazzerini
MARTEDI’ 6 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE
Sciopero generale il 6 dicembre 2011 a Viareggio contro il licenziamento di Riccardo Antonini, operaio di Rfi, sindacalista della Filt-Cgil e consulente di parte civile delle famiglie delle vittime nell’incidente probatorio in corso nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Viareggio. La protesta è organizzata dalla Cgil di Lucca e della Versilia in due momenti: dalle 9 alle 12 con un corteo da largo Risorgimento alla stazione, e nel pomeriggio per la prima ora di turno di lavoro. La Cgil chiede alle Ferrovie dello Stato il reintegro di Antonini.
GIUSTIZIA PER RICCARDO, GIUSTIZIA PER VIAREGGIO
La Cassa di Solidarietà tra ferrovieri esprime la vicinanza dei colleghi a Riccardo Antonini e la condivisione del suo operato, denuncia il conflitto di interessi dei dirigenti FS e fa appello ai colleghi, ed a quanti vogliano sostenerlo assieme a noi, a partecipare all’assemblea pubblica per individuare le iniziative economiche, politiche, sindacali e di informazione più adeguate per la riassunzione di Riccardo. Riccardo Antonini è ferroviere, dipendente di RFI che vive e lavora a Viareggio.
La notte della strage del 29 giugno 2009, dopo pochi minuti era sul posto. L’impegno sociale, sindacale e politico che ha sempre rivolto ai temi dei diritti e della sicurezza del lavoro, da quel momento lo portano, assieme a tanti altri cittadini di Viareggio e molti altri ferrovieri, al fianco dei familiari delle 32 vittime e delle Istituzioni nella lunga e difficile battaglia in corso per l’accertamento della verità, per ottenere giustizia e maggior sicurezza nelle ferrovie.
E’ tra i promotori e gli animatori dell’Assemblea 29 Giugno, un’organismo democratico, composto da cittadini e ferrovieri, sorto all’indomani della strage, che ha svolto e svolge tutt’ora un ruolo decisivo nella partecipazione attiva della cittadinanza nel seguire gli sviluppi del processo, dell’evoluzione normativa della sicurezza e di supporto alle iniziative dei familiari.
In questo ambito Riccardo ha seguito e sostenuto i familiari in tutte le iniziative di proposta e di protesta che dal 29 giugno 2009 si sono susseguite in ogni ambito pubblico ed istituzionale. All’avvio del processo Riccardo è stato nominato consulente tecnico di parte di uno dei familiari e poi dal sindacato Filt-Cgil di Lucca, del quale fa parte.
Dopo molte settimane dall’avvio delle udienze, nella fase di ‘incidente probatorio’, i dirigenti di Rfi, indagati anch’essi per la strage, lo hanno prima diffidato dal proseguire nel suo impegno in Tribunale, poi punito con 10 giorni di sospensione disciplinare e infine col licenziamento. Questo nonostante non esista – e non potrebbe esistere – alcuna legge che impedisca ai ferrovieri di rappresentare tecnicamente, in un processo penale, le vittime di un disastro ferroviario o il sindacato a cui aderisce.
Un licenziamento – attuato con l’inverosimile pretesto delle ingiurie, che centinaia di persone hanno rivolto a Mauro Moretti durante una contestazione pubblica avvenuta a Genova – ingiustamente attribuite a Riccardo, che mette in luce il nervosismo degli indagati riguardo l’esito delle indagini, l’intolleranza e la paura della partecipazione attiva dei ferrovieri all’accertamento della verità. Un atteggiamento tirannico e violento – profondamente sbagliato ed illegittimo – che danneggia profondamente l’immagine aziendale mostrando un inaccettabile conflitto di interessi dei dirigenti indagati che intimidiscono e colpiscono una delle parti del processo in cui sono coinvolti.
Il Direttivo della Cassa di Solidarietà
GIUSTIZIA, SICUREZZA E SOLIDARIETA’
500 circa le persone che hanno partecipato alla manifestazione per la giustizia e la sicurezza e contro il licenziamento di Riccardo Antonini. In testa i familiari delle vittime della strage di Viareggio insieme a quelli del Moby Prince. Presenti anche la Fiom ed i ed i delegati delle varie fabbriche della provincia, fra cui l’Rsu della Perini di Lucca. Significativo il momento del blocco, per dieci minuti, del binario 3 della stazione.
TELEGRAMMA ALLE FERROVIE
L’assemblea cittadina di Viareggio, riunitasi il 16/11/11 presso la Croce Verde, CHIEDE L’IMMEDIATO REINTEGRO di Riccardo Antonini nel proprio posto di lavoro. Proclamiamo una mobilitazione generale a partire da sabato 19/11/11 con appuntamento alle ore 17.00 alla stazione di Viareggio. La mobilitazione, su scala nazionale, continuerà fino al ritiro del licenziamento di Riccardo Antonini.
Associazione “Il Mondo Che Vorrei” onlus
La città di Viareggio
All’A.D. F.S. spa M. Moretti
All’A.D. R.F.I. M.M.Elia
Al resp. O.P. R. Pozzi
ANCORA SOLIDARIETA’ A RICCARDO ANTONINI
L’unico dipendente delle FS Spa che merita il licenziamento è l’Amministratore Delegato Mauro Moretti. La vicenda del licenziamento di Riccardo Antonini è esemplificativa di come la giustizia è esercitata nel nostro paese, soprattutto nelle relazioni tra datori di lavoro e maestranze. Dopo Dante De Angelis, macchinista delegato alla sicurezza, licenziato perché nel 2008 denunciò alla stampa i problemi di sicurezza nei convogli, Fs Spa decide di mettere fuori dalla porta un altro lavoratore, colpevole di cercare la verità sulla strage alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009.
L’amministratore delegato Mauro Moretti ha una responsabilità diretta in questo licenziamento, perché incarna appieno una gestione aziendale caratterizzata da un atteggiamento di scontro con i lavoratori e i familiari delle trentadue vittime della strage, che ancora attendono verità e giustizia. Nel chiedere l’immediata riassunzione di Riccardo, esprimiamo il nostro sdegno per una decisione indegna di un paese civile, dove si privatizzano aziende strategiche al solo fine di ottimizzare i profitti dei grandi azionisti.
Siamo convinti che quest’atto di arroganza di FS Spa si ritorcerà contro i vertici aziendali, così come accaduto nella vicenda di De Angelis, reintegrato a pieno titolo dal giudice del lavoro di Roma. Anche Riccardo Antonini deve essere reintegrato, alla porta va messa l’attuale dirigenza delle FS, a partire da Moretti, perché responsabile dello sfascio di un sistema ferroviario oramai ridotto in condizioni pietose, a causa della mancanza di sicurezza, degli aumenti costanti delle tariffe, dello sfruttamento intensivo della manodopera impiegata.
La Rete dei Comunisti – Pisa
www.retedeicomunisti.org
SOLIDARIETA’ AD ANTONINI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La seduta di oggi del consiglio provinciale si è aperta con la dichiarazione dei gruppi di maggioranza e del presidente del Consiglio, in merito al licenziamento di Riccardo Antonini da parte di Ferrovie dello Stato, avvenuto nei giorni scorsi. «I gruppi consiliari di maggioranza e il presidente del Consiglio provinciale – hanno detto – si uniscono al presidente della Provincia, al sindaco di Viareggio e al presidente della Regione nell’esprimere profonda sorpresa di fronte al licenziamento da parte di Ferrovie dello Stato di Riccardo Antonini, il ferroviere impegnato a fianco delle parti civili nel processo sulla strage di Viareggio».
«La ricerca della verità e giustizia – hanno sottolineato i gruppi di maggioranza – sulla strage di Viareggio si conferma in questi giorni, carichi di tensione, un cammino estremamente arduo. Riteniamo inaccettabile che si tenti di affermare il principio che le competenze e le esperienze maturate all’interno di una grande organizzazione pubblica, come Ferrovie dello Stato, non possano essere utilizzate da parti civili in seno al processo. Il diritto indiscutibile dei dirigenti di Ferrovie di difendersi nel processo non può essere confuso con una sorta di militarizzazione di un’azienda pubblica primaria, in contrapposizione alle parti civili del processo. Ci uniamo – concludono – alle numerose attestazioni di solidarietà espresse nei confronti di Antonini e invitiamo Ferrovie dello Stato a un comportamento più prudente e più rispettoso della tragedia che ha investito la città di Viareggio, ritirando il licenziamento di Antonini».
Il consigliere Brunini, a nome dei gruppi di minoranza, si è associato alle attestazioni di solidarietà con la seguente dichiarazione: «I gruppi consiliari di Pdl, Lega Nord e Moderati per la Lucchesia si uniscono al presidente della Provincia, al sindaco di Viareggio e al presidente della Regione nell’esprimere profonda sorpresa di fronte al licenziamento da parte di Ferrovie dello Stato di Riccardo Antonini, il ferroviere, in qualità di perito, a fianco delle parti civili nel processo sulla strage di Viareggio. La ricerca di verità e giustizia – ha detto Brunini – sulla strage di Viareggio si conferma in questi giorni carichi di tensione, un cammino estremamente arduo. Ci uniamo – ha concluso – alle numerose attestazioni di solidarietà estresse nei confronti di Antonini. Auspichiamo che il licenziamento venga ritirato come atto di buona volontà nei confronti delle vittime del disastro ferroviario e della città di Viareggio».
INTERVISTA A RICCARDO ANTONINI
Intervista a Riccardo Antonini, addetto alla manutenzione, realizzata da Paolo Miniussi curata della rubrica Vi(deo)areggio. Articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano.
LICENZIAMO MORETTI – REINTEGRIAMO RICCARDO
Il Coordinamento Anticapitalista Versiliese esprime tutta la propria solidarietà a Riccardo Antonini. Il licenziamento di Riccardo da parte delle FS è un vergognoso attacco contro un lavoratore e un compagno che da sempre si batte per la sicurezza in ferrovia, punito per il suo impegno e la sua lotta per la verità e la giustizia sulla strage del 29 Giugno 2009 che causò 32 vittime. Questo attacco ci appare speculare alla militarizzazione del territorio e alla repressione scatenata in Val Susa contro chi cerca di impedire un’ opera inutile come la TAV. Quali sono i progetti del pluri-indagato a.d. di FS Mauro Moretti è evidente: tagliare i fondi per la sicurezza e il personale, aumentare i profitti dei soliti noti realizzando la TAV. Da parte nostra sosterremo tutte le iniziative che verranno messe in campo per ottenere il reintegro di Riccardo Antonini.
Coordinamento Anticapitalista Versiliese
INACCETTABILE LA DECISIONE DI LICENZIARE ANTONINI
Il comitato a sostegno della resistenza del popolo palestinese della Versilia esprime al compagno Riccardo Antonini, membro dell’Assemblea 29 giugno, piena solidarietà. La decisione di licenziarlo da parte dell’amministratore delle ferrovie Mauro Moretti è una decisione inaccettabile che ci indigna profondamente. Siamo sicuri che Riccardo continuerà il suo impegno nella ricerca della verità per la strage senza farsi intimorire da questa azione repressiva.
Saremo al fianco di Riccardo e ci auguriamo che possa recuperare presto il suo posto di lavoro non solo per lui ma per l’intera collettività. Sappiamo infatti che avere lavoratori coscienziosi che si occupano di sicurezza è un bene per tutti i lavoratori e gli utenti delle ferrovie.
Comitato a sostegno della resistenza del popolo palestinese della Versilia
AL FIANCO DI RICCARDO. MORETTI VATTENE
Appresa la notizia dell’ingiusto licenziamento di Riccardo Antonini da parte delle FS esprimiamo a Riccardo la nostra ferma solidarietà. L’atteggiamento di Mauro Moretti e di tutta la dirigenza delle Ferrovie è semplicemente indecente. Riccardo è colpevole, come tutti i cittadini di Viareggio, di volere verità e giustizia per le 32 vittime della strage del 29 giugno 2009. Ma questa verità non è gradita ai vertici delle Ferrovie che cercano con ogni mezzo di uscire dal processo e reprimono chi si batte per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti delle ferrovie. Mauro Moretti se non fosse cosi arrogante avrebbe dovuto già dimettersi da tempo. Visto, però, gli appoggi bipartisan di cui gode è stato persino nominato cavaliere del lavoro nonostante sia pluri – indagato e nonostante le sue infelici esternazioni sulla strage di Viareggio. In Italia, oggi, un lavoratore onesto che si batte per la sicurezza di tutti perde il posto di lavoro un dirigente irresponsabile e inquisito viene, invece, premiato. Sembra un paradosso ma è l’amara e ingiusta realtà contro la quale invitiamo tutti a indignarsi e protestare. Saremo al fianco di Riccardo perchè sia riassunto e chiediamo nuovamente che Moretti se ne vada dai vertici delle ferrovie.
Sinistra Critica Versilia
L’ANPI CONTRO IL LICENZIAMENTO DI RICCARDO ANTONINI
La Sezione ANPI di Viareggio esprime piena solidarietà a Riccardo Antonini, licenziato da RFI per aver sempre e pervicacemente reclamato la verità sulla tragedia di Viareggio. Una verità, da subito rivendicata dai familiari e dalla città intera, ed intrinsecamente connessa alla sicurezza delle condizioni di lavoro. Auspichiamo che il licenziamento di Antonini possa presto essere ricordato come un terribile segno di passati tempi bui e che la verità possa trionfare, con la democrazia, a Viareggio e nel nostro Paese. Al raggiungimento di questo risultato l’Anpi non farà mai mancare il suo appoggio e il suo impegno di lotta.
Didala Ghilarducci
Presidente della Sezione ANPI Viareggio
IL LICENZIAMENTO DI ANTONINI ERA NELL’ARIA
Riccardo Antonini licenziato. Le ferrovie licenziano Antonini. Era nell’aria, ma speravamo tutti che RFI non azzardasse tanto. Riccardo Antonini si è battuto sempre fin dall’inizio per difendere la memoria dei 32 concittadini morti in una sera d’estate. Per conoscere la verità e ricercare la responsabilità di chi è stato causa di quel terribile incidente sul lavoro.
Il 29 giugno 2009 ci ha toccato tutti, un squarcio nel cuore, una terribile strage che ha portato morte e distruzione. Riccardo Antonini insieme a tanti cittadini, lavoratori e sindacati l’assemblea 29 giugno e proprio questa assemblea permanente che ha lo scopo di scoprire la verità e di dare giustizia a quanto è avvenuto.
E’ l’assemblea 29 giugno che ha aiutato i familiari delle vittime a costituirsi in associazione :Il mondo che vorrei” che non ha perso neppure un secondo e si è dedicata anima e corpo per capire chi sono i responsabile della morte dei propri cari.
Riccardo Antonini non si è mai tirato indietro di fronte a niente e nessuno e ha svolto con onore, determinazione e professionalità la funzione di consulente per conto delle OO:SS “con un persistente comportamento di contrapposizione con la società sua datrice di lavoro”. Non solo ai lavoratori e ai cittadini come in questo caso viene chiesto dai potenti di morire sul lavoro, ma si pretende che essi tacciano per non disturbare chi è al comando. Il Presidente della Repubblica non può lasciare a Moretti il titolo di cavaliere del lavoro, quando proprio lui il lavoro lo toglie ad altri. Ci aspettiamo una grande manifestazione in favore Riccardo Antonini che si batte per la tutela dei lavoratori perchè possa ritornare al più presto al suo posto di lavoro e uno sciopero indetto dalle OOSS perchè tacere oggi vuol dire non aver diritto di parlare domani.
Isaliana Lazzerini
ANCORA SOLIDARIETA’ A RICCARDO ANTONINI
Il circolo Versilia Nord di Sinistra Ecologia e Libertà esprime piena e incondizionata solidarietà a Riccardo Antonini. Riccardo, dopo essere stato raggiunto da una lettera di richiamo prima e da un provvedimento disciplinare poi, è stato licenziato senza preavviso da R.F.I. (Rete ferroviaria italiana) poiché, secondo la stessa azienda, è venuto meno il rapporto fiduciario fra lavoratore e datore di lavoro.
A Riccardo viene contestato il ruolo di consulente di parte nel processo per la Strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Viene accusato di comportamento lesivo per la reputazione dell’azienda e dei suoi dirigenti, colpevolizzandolo per aver esercitato il diritto di partecipare alla ricerca della verità al solo scopo di ottenere giustizia. Tutto questo è INACCETTABILE! SEL Versilia Nord condividerà e appoggerà le forme di lotta che il comitato e l’assemblea 29 giugno vorranno intraprendere per il reintegro di Riccardo Antonini, per le dimissioni dell’A.D. Moretti e contro tutte quelle misure governative che imbavagliano i lavoratori limitandone persino il diritto di critica.
Sinistra Ecologia e Libertà Circolo Versilia Nord
INCONDIZIONATO APPOGGIO A RICCARDO ANTONINI
Abbiamo appreso la notizia del licenziamento di Riccardo Antonini, dopo che lo stesso era stato oggetto di un’ingiusta sospensione di dieci giorni che già allora avevamo stigmatizzato e condannato. Siamo stupefatti per l’arroganza che ancora una volta i poteri forti mettono in campo. Purtroppo non è la prima volta che le Ferrovie licenziano un lavoratore che responsabilmente denuncia condizioni di insicurezza nell’esercizio del trasporto: basti pensare a Dante De Angelis (macchinista licenziato ben due volte e riassunto con ordinanza del tribunale) o ai quattro macchinisti che parlarono di sicurezza durante la trasmissione di raitre “Report”.
A pochi giorni dalla scandalosa conclusione dell’incidente probatorio relativo alla strage di Viareggio, dove uno dei due periti del GIP risulta retribuito da RFI e stila una perizia a favore della stessa RFI (quando la Procura era arrivata a conclusioni opposte), i vertici delle ferrovie licenziano un proprio dipendente che fino ad oggi si è battuto con onestà e impegno per l’accertamento della verità e della giustizia.
Ribadiamo tutto il nostro incondizionato appoggio al compagno Antonini, sostenendolo in qualunque modo e circostanza ce ne sia bisogno; riteniamo indispensabile che, come è avvenuto nell’altro provvedimento di sospensione di dieci giorni, tutte le forze politiche, sindacali, le istituzioni e la città intera si mobilitino per contrastare questo provvedimento iniquo che rende ancora più amara e tragica la vicenda della strage del 29 giugno.
Per il PdCI Federazione di Lucca e Versilia
Il segretario – Stefano Lodi Rizzini
Il responsabile trasporti – Silvano Simonetti
UN LICENZIAMENTO CONTRO LA VERITA’
Il licenziamento di Riccardo Antonini -dipendente di RFI e consulente tecnico nominato dalla Filt-CGIL e da alcuni familiari delle vittime della strage di Viareggio- è di una gravità eccezionale. E’ un licenziamento politico, da parte di RFI, contro la verità. Le Ferrovie dello Stato, con tutte le società collegate e in primis l’Amministratore Delegato Mauro Moretti, hanno completamente perso la testa. E’ assolutamente inaccettabile che RFI licenzi un lavoratore per il suo impegno civile teso a contribuire ad appurare la verità nell’ambito del processo. E non di un processo qualsiasi, ma in un processo relativo ad una delle più gravi stragi del dopoguerra.
E’ un attacco scellerato non solo a Riccardo Antonini, ma alle trentadue vittime della strage, ai loro familiari, alla città di Viareggio, alla giustizia e alla democrazia. E’ doveroso esprimere la più convinta solidarietà a Riccardo Antonini, ai familiari delle vittime e ai ferrovieri. E’ altresì assolutamente indispensabile una forte risposta unitaria dei lavoratori, dei cittadini, di tutte le istituzioni affinchè il licenziamento sia immediatamente annullato e sia fatta piena giustizia nel processo in modo che siano individuati e colpiti tutti i responsabili della strage.
Marco Montemagni
















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