MA INSOMMA, CHE STATE FACENDO?
E’ passato quasi un mese dalla sera in cui il consiglio comunale di Viareggio ha deciso, con un solo voto di differenza, di mantenere in vita l’amministrazione guidata da Luca Lunardini. Con la consueta limitata passione e con enormi problemi di eloquio dialettico, i mandatari della fiducia al primo cittadino evitarono l’arrivo del Commissario facendo leva sull’amore per la Città e si impegnarono a darsi da fare per affrontare al meglio il difficile momento che stiamo vivendo. Risultato? Ad oggi il consiglio comunale non si è più riunito e di problemi non ne è stato risolto neppure uno, anzi. Per questo crediamo sia giusto e doveroso chiederci e chiedere: “Ma insomma, che state facendo?“
POLITICA E FORMAZIONE. RIPARTIAMO DALLA SCUOLA
Ripartire dalla “scuola”, discutendo di politiche formative attraverso i contributi di esperti rappresentanti del settore, è il tema dell’Assemblea pubblica “Politica e Formazione. Ripartiamo dalla Scuola” fissata per venerdì 11 maggio, ore 21.15, presso la Sala Barsanti della Croce Verde. L’iniziativa è promossa dalla Scuola di politica e Comunicazione del PD versilia, in collaborazione con il Circolo PD “Marco Polo”. Ospiti il Prof. Massimo Baldacci, Ordinario di Pedagogia generale e Prorettore dell’Università di Urbino “Carlo Bo”, Daniela Lastri, Consigliera Regionale e Responsabile Scuola PD Toscana, Manuela Granaiola, Senatrice, Martina Casotti, Responsabile Scuola PD Versilia e Liana Cecchi , Logopedista.
Modera il dibattito, Riccardo Roni, Resposabile della Scuola di politica e comunicazione PD Versilia.
I NOMI DEI 94 SENATORI CONTRARI AI TAGLI DELLE PENSIONI D’ORO
Carlo (che ringraziamo) segnala la notizia con la quale si rendono noti i nomi dei 94 senatori che hanno votato contro i tagli alle pensioni d’oro. Qualche giorno fa un fatto clamoroso ha scosso il Senato. Nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo (che voleva difenderle) è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega. Sorprendentemente, la maggioranza dell’Aula si è dichiarata favorevole ad intervenire sul trattamento pensionistico dei burocrati di Stato che oggi godono di stipendi favolosi e domani avrebbero goduto di pensioni altrettanto favolose.
Forse, finalmente, si sono resi conto che in un momento in cui tutti gli italiani vengono a grandi sacrifici togliere qualche euro a boiardi di Stato, che oggi percepiscono, come il presidente dell’Inps o quello di Equitalia, stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno (pagati da noi) sarebbe stato un atto minimo di equità.
E tuttavia, in 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità hanno votato contro. Ad esprimersi a favore dell superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio, figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni.
Non è stato facile trovare i nomi dei 94. Nessuno li ha pubblicati o diffusi, forse pensando così di occultare un dato importantissimo e imbarazzante. Noi invece pensiamo che gli elettori debbano sapere come si muovono i propri rappresentanti dentro il Parlamento, perché è lì, nei meandri dell’attività parlamentare, che va giudicato il loro lavoro e non sui giochetti retorici nei salotti tv. E allora ci siamo messi al lavoro: siamo andati sul sito del Senato, spulciato i resoconti stenografici, individuato (con difficoltà) il codice della votazione e infine elaborato questo elenco. Di seguito l’elenco.
1) Adamo Marilena (Pd)
2) Adragna Benedetto (Pd)
3) Agostini Mauro (Pd)
4) Armato Teresa (Pd)
5) Astore Giuseppe (Gruppo Misto)
6) Baio Emanuela (Api)
7) Barbolini Giuliano (Pd)
Bassoli Fiorenza (Pd)
9) Bastico Mariangela (Pd)
10) Enzo Bianco (Pd)
11) Biondelli Franca (Pd)
12) Blazina Tamara (Pd)
13) Filippo Bubbico (Pd)
14) Antonello Cabras (Pd)
15) Anna Maria Carloni (Pd)
16) Maurizio Castro (Pdl)
17) Stefano Ceccanti (Pd)
18) Mario Ceruti (Pd)
19) Franca Chiaromonte (Pd)
20) Carlo Chiurazzi (Pd)
21) Lionello Cosentino (Pd)
22) Cesare Cursi (Pdl)
23) Mauro Cutrufo (Pdl)
24) Cristina De Luca (Terzo Polo)
25) Vincenzo De Luca (Pd)
26) Luigi De Sena (Pd)
27) Mauro Del Vecchio (Pd)
28) Silvia Della Monica (Pd)
29) Roberto Della Seta (Pd)
30) Ulisse Di Giacomo (Pdl)
31) Di Giovan Paolo Roberto (Pd)
32) Cecilia Donaggio (Pd)
33) Lucio D’Ubaldo (Pd)
34) Marco Filippi (Pd)
35) Anna Finocchiaro (Pd)
36) Anna Rita Fioroni (Pd)
37) Marco Follini (Pd)
38) Vittoria Franco (Pd)
39) Vincenzo Galioto (Pdl)
40) Guido Galperti (Pd)
41) Maria Pia Garavaglia (Pd)
42) Costantino Garraffa (Pd)
43) Maurizio Gasparri (Pdl)
44) Antonio Gentile (Pdl)
45) Rita Ghedini (Pd)
46) Giai Mirella (Gruppo Misto)
47) Basilio Giordano (Pdl)
48) Claudio Gustavino (Terzo Polo)
49) Pietro Ichino (Pd)
50) Cosimo Latronico (Pdl)
51) Giovanni Legnini (Pd)
52) Massimo Livi Bacci (Pd)
53) Andrea Marcucci (Pd)
54) Francesca Maria Marinaro (Pd)
55) Franco Marini (Pd)
56) Ignazio Marino (Pd)
57) Marino Mauro Maria (Pd)
58) Salvatore Mazzaracchio (Pdl)
59) Vidmer Mercatali (Pd)
60) Riccardo Milana (Terzo Polo)
61) Francesco Monaco (Pd)
62) Enrico M0rando (Pd)
63) Fabrizio Morri (Pd)
64) Achille Passoni (Pd)
65) Carlo Pegorer (Pd)
66) Flavio Pertoldi (Pd)
67) Lorenzo Piccioni (Pdl)
68) Leana Pignedoli (Pd)
69) Roberta Pinotti (Pd)
70) Beppe Pisanu (Pdl)
71) Donatella Poretti (Pd)
72) Raffaele Ranucci (Pd)
73) Giorgio Roilo (Pd)
74) Nicola Rossi (Pd)
75) Antonio Rusconi (Pd)
76) Gian Carlo Sangalli (Pd)
77) Francesco Sanna (Pd)
78) Giacomo Santini (Pdl)
79) Giuseppe Saro (Pdl)
80) Anna Maria Serafini (Pd)
81) Achille Serra (Pd)
82) Emilio Silvio Sircana (Pd)
83) Albertina Soliani (Pd)
84) Marco Stradiotto (Pd)
85) Antonino Strano (Pdl)
86) Salvatore Tomaselli (Pd)
87) Giorgio Tonini (Pd)
88) Achille Totaro (Pdl)
89) Tiziano Treu (Pd)
90) Simona Vicari (Pdl)
91) Luigi Vimercati (Pd)
92) Vincenzo Vita (Pd)
93) Walter Vitali (Pd)
94) Luigi Zanda (Pd)
Elaborazioni Il Post Viola su resoconto stenografico Senato
“AVVERTIMENTO” ANCHE PER VIVERE VIAREGGIO
Il clima avvelenato di questi giorni ha fatto l’ennesima vittima. Dopo Lunardini, Spadaccini, Di Santo e persino Peralta colpito nel suo Suv, misteriosi personaggi hanno vandalizzato e cosparso di liquido verde non definito la bicicletta del Segretario di Vivere Viareggio, Gian-Carlo Iannella. La Polizia Scientifica è già al lavoro per capire la sostanza, fortemente abrasiva, spalmata sul manubrio e sul sellino della bici mentre i Carabinieri, immediatamente allertati da Iannella, hanno avviato le indagini di rito.
Il responsabile della lista civica inopinatamente rientrata in consiglio comunale grazie al forfait di Renzo Pieraccini ha dichiarato “Sono fortemente amareggiato per quanto accaduto soprattutto perchè questi delinquenti hanno, forse irrimediabilmente, rovinato una bicicletta cui tenevo tanto perchè regalatami dal caro amico Antonio Melani. Pago anche io come i miei illustri predecessori questo infame e pesante clima di intimidazione. Questa amara vicenda mi consente, quanto meno, di essere accomunato a persone che hanno fatto della dignità, della coerenza e della difesa ad oltranza delle proprie idee il proprio abito mentale e di vita. Non mi stupirei se identici e pericolosi attentati prendessero di mira altri autorevoli esponenti dell’intellighenzia politica locale quali, ad esempio, Bruno Puccinelli, Silvano Pasquali ed Alessandro Bolognesi noti alle cronache per la coerenza delle proprie idee ed il rifiuto continuo ed indefesso di compromessi e condizionamenti di qualunque genere. Mi allarma la sola idea che qualcuno possa prendersela con i francobolli collezionati dal consigliere Pasquali.
Mi preoccupa, soprattutto, il fatto che questa gente fosse a conoscenza della mia abitudine a servirmi esclusivamente di bici per girare in città. Questo mi appare un segno inequivocabile di una regia occulta finalizzata ad aumentare il clima di tensione che sta avvelenando la città attraverso pedinamenti mirati e probabile conoscenza delle abitudini personali di tutti noi”. Gli inquirenti ritengono che l’atto vandalico sia chiaramente riconducibile all’attività politica svolta da Iannella ma non escludono altre piste come una vendetta da parte di Renzo Pieraccini caduto in profondo stato depressivo dopo il forzato abbandono dello scranno di consigliere comunale cui è stato costretto pur avendo dedicato quattro anni della sua vita con impegno indefesso alla difesa dei diritti dei cittadini o di Alessandro Santini deciso a regolare i conti con tutti coloro che lo hanno ingiustamente accusato durante questi anni di illuminata presidenza del carnevale prima di recarsi a distruggere la città di Camaiore.
QUALCUNO HA QUESTE VITTIME SULLA COSCIENZA
05/02/2012: San Remo, 47 anni, elettricista si spara.
26/02/2012: Firenze, 65 anni, imprenditore si impicca.
02/03/2012: Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco.
02/03/2012: Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida
09/03/2012: Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente
09/03/2012: Taranto, 60 anni, commerciante trovato impiccato.
10/03/2012: Torino, 59 anni, muratore si da fuoco.
14/03/2012: Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco.
15/03/2012: Lucca, 37 anni, infermiera ingerisce acido.
21/03/2012: Lecce, 29 anni, artigiano si impicca.
21/03/2012: Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara.
23/03/2012: Pescara, 44 anni, imprenditore si impicca.
27/03/2012: Trani, 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.
28/03/2012: Bologna, 58 anni, si dà fuoco davanti all’Agenzia delle entrate.
29/03/2012: Verona, 27 anni, operaio si da fuoco.
01/04/2012: Sondrio, 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo.
02/04/2012: Roma, 57 anni, corniciaio, si impicca.
03/04/2012: Catania, 58 anni, imprenditore si spara.
03/04/2012: Gela, 78 anni pensionata si getta dalla finestra, riduzione della pensione
03/04/2012: Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.
04/04/2012: Milano, 51 anni, disoccupato si impicca.
04/04/2012: Roma, Imprenditore si spara al petto col fucile. La sua azienda stava fallendo.
Fate copia incolla e fate girare….. cari politici…..che le loro anime possano disturbare i vostri sogni tranquilli con i vostri 30milaeuro al mese. Queste vittime cadono sulla vostra coscienza.!
Fabrizio Gatta
BASTA DI USARE I NOSTRI SOLDI
Sempre più tassati, sempre più insicuri per il futuro nostro e dei nostri figli, assistianmo ad una classe politica che nello spregio della nostra situazione vive nel lusso e a volte nell’illegalità. A fronte di tante manovre che toccano i lavoratori ed il ceto medio, non una norma sulle rendite ed i vitalizi dei parlamentari, sugli stipendi dei dirigenti statali e sulle loro pensioni.
Se questo non bastasse ci sono i finanziamenti pubblici ai partiti, denaro uscito con fatica dai nostri bilanci familiari, consegnato ai partiti, denaro nostro speso, investito, stornato, occultato, portato all’estero. Nostri soldi, tolti dalle buste paga, dalle nostre tredicesime, dalle nosgtre ici, e tasse sui rifiuti, soldi nostri usati per auto di lusso, locali, donne e tutto ciò che rende dorata la vita di una persona. La parola INDIGNAZIONE dovrebbe alzarsi forte, al di là di ogni colore politico, chiediamo che questo fiume di denaro si fermi, basta privilegi, basta uso scellerato delle risorse di un paese.
Marialuisa
IL FALLIMENTO DEI PARTITI
A Lucca, dove si vota a maggio, sono state presentate 24 liste che sosterranno ben 11 candidati alla carica di Sindaco. Numeri che rappresentano il fallimento dei partiti e che sono nulla rispetto a quello che potrebbe accadere a Viareggio il prossimo anno. Ad oggi, infatti, sono già una decina le liste civiche o civili che stanno ipotizzando, ed organizzando, la propria discesa in campo. A tal proposito è di oggi l’annuccio che Walter Ghiselli, ex segretario del PD, si candiderà a Sindaco.
SCIOGLIAMO I PARTITI POLITICI
Dopo quello che sta emergendo sull’uso in alcuni partiti dei fondi publlici loro destinati ai fini elettorali, dopo gli scandali continui che toccano esponenti politici di tutte le colorazioni, visto il momento di grave crisi economica in cui versa il paese, e sempre di più i sacrifici che vengono chiesti ai cittadini, non è più tollerabile che simili soggetti operino, e ritengo non più tollerabile gli stipendi e i vitalizi a favore di deputati e senatori, sia in parlamento che nelle regioni, chiediamo che tutti i partiti politici rendano pubbliche le rimanenze monetarie, che queste siano confiscate e poste in un fondo a garanzia di sussidi per i lavoratori disoccupati. Sempre di più cresce il divario e l’insofferenza verso una classe politica che negli anni ci ha derubato di ogni risorsa. I comportamenti illeciti ai vertici dei partiti politici, si riflettono in un malcostume autorizzato anche nelle più piccole ciscoscrizioni provinciali e comunali.
Marialuisa
SIETE UOMINI O CAPORALI?
La drammatica agonia di Viareggio continua con il ritiro delle dimissioni da parte del Sindaco. Una decisione che arriva 19 giorni dopo la constatazione, da parte di Luca Lunardini, che la maggioranza si era dissolta alla luce delle dimissioni di Renzo Pieraccini e delle dichiarazioni dell’UDC. Da quel 14 marzo cosa è cambiato? Niente, anzi, con il passar dei giorni sono emersi ancor di più i gravissimi problemi che attanagliano e condizionano la Città. A questo punto, presumibilmente mercoledì 11 aprile, si riunirà il Consiglio Comunale. Sarà l’occasione per sapere se siamo amministrati da Uomini o da Caporali e per capire se rispondono a se stessi o ai partiti che ci hanno portato a queste condizioni. 31 persone obbligate a scegliere da che parte stare. 31 persone che si chiamano: Read more
VOGLIAMO CHE TUTTO QUESTO CAOS SMETTA
Non vogliamo entrare nel merito delle dimissioni,del ritiro delle stesse, del gioco degli assessori o dei voti scambiati, non vogliamo sapere o condannare chi ha causato problemi o cambiato bandiera e tanto mano non vogliamo essere i paladini di in perbenismo ipocrita e distruttivo, ma vogliamo e qui siamo convinti e uniti, dicevo e sottolineo VOGLIAMO che tutto questo caos smetta, che questi 15 anni di politica disfattista siano spazzati via dai giornali, dai discorsi dei politici e dalle stanze buie del comune e inizino discussioni sui problemi veri della città!
Emergenza casa aiuto ai commercianti rilancio turistico aiuto alle famiglie emergenza sociale lavoro tasse bilancio e tanti altri che sembrano sempre passare in secondo piano, anche terzo o alle volte proprio non esistono nelle agende politiche proprio come il volto o il nome del cittadino cercato e importante solo nelle elezioni poi odiato e allontanato! Sarà demagogia, sarà il solito discorso campato in aria sarà lo specchio per le allodole ingenue, sarà quello che volete pensare ma l’unico dato di fatto e che noi ogni giorno cerchiamo di risolvere i problemi, di trovare nuove strade e parliamo con la gente delle loro difficoltà, saranno stupidi discorsi, certamente, allora vorrà dire che siamo stupida gente che vuole parlare della sua città, che vuole aiutare la propria città, che ama la propria bellissima perla del Tirreno la nostra Viareggio!!
Fambrini Donato
MNM 11911
FACCIAMO POLITICA
E’ indubbio che la politica, questa politica, non rappresenta più le aspirazioni, i sogni, le rivendicazioni della gente, del popolo, dei cittadini. Questa politica, sempre più lontana dal complesso e difficile “quotidiano”, non ha saputo (e voluto) rinnovarsi, aprirsi, interrogarsi su ciò che accade e sulla, sempre più forte, richiesta di cambiamento. La politica, come la libertà, è partecipazione ed oggi, più che mai, tutti debbono “partecipare”. Tutti debbono fare politica, perchè la politica non è solo quella dei parlamentari, dei sindaci, dei consiglieri o, ancor peggio, di chi, spesso senza averne le caratteristiche richieste, siede su poltrone ben remunerate. La politica è partecipare e contribuire alle scelte, ai progetti e a tutte quelle attività che sono necessarie ad una società per andare avanti e non “tirare avanti”.
Ed è in questo contesto che dobbiamo inquadrare il dilagante e convinto rifiuto a come i nostri partiti (a Viareggio come in Italia) intendono il loro ruolo. E’ in questo ambito che si concretizza il senso di una più che ampia creazione di liste civiche o civili. Un tentativo ineludibile ed conseguenziale all’esigenza di riempire un vuoto sempre più vasto e preoccupante.
A questo punto, quindi, la speranza è che i partiti la smettano di ragionare come se niente, in questi anni, fosse accaduto, contando solo le tessere e non incontrando i cittadini. Che ai giovani sia data parola e presenza vera. Che i pluricandidati si facciano da parte e mettano a disposizione del cambiamento la loro esperienza. Che il rinnovamento caratterizzi le categorie. Che le varie liste si aprano e non si chiudano in un limbo di onnipotenza e “tuttologia”. E che, infine, noi tutti ci si assuma la responsabilità del voto.
stefano pasquinucci
FATE SCHIFO
Mario Monti che afferma “Meglio le tasse che il crac“. Ex presidenti di Camera e Senato che non accettano tagli a vitalizi e privilegi. Manager che guadagnano milioni di euro in stipendi e buonuscite. Partiti che ricevono finanziamenti pubblici di cui un “semplice” tesoriere può disporre per anni a proprio piacimento. Politici esautorati dalle proprie funzioni, ma ugualmente e generosamente retribuiti. E poi c’è chi, come il deputato Massimo Calearo ha anche il coraggio di affermare che….
«Dall’inizio dell’anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari. Rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premere un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più».
«Fino a novembre mi sono divertito a fare il consulente di Berlusconi sul commercio estero, ora non servo più. È usurante andare alla Camera solo a premere un pulsante».
«Non mi dimetto perché al posto mio entrerebbe uno del Pd molto di sinistra, un filo-castrista. Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. È una casa molto grande…».
«La mia Porsche è targata slovacca, l’ho comprata lì perché ho un’attività in quel paese con 250 dipendenti. È tutto perfettamente in regola. E poi in Slovacchia si possono scaricare tutte le spese per la vettura. In Italia no».
Massimo Calearo che il “genio” Veltroni volle come uno degli uomini simbolo del PD. Massimo Calearo che non esitò un minuto a passare al fianco di Berlusconi. Massimo Calearo, uno dei tanti pseudo politici che governano le nostre vite ed a cui sentiamo di dire una sola cosa: FATE SCHIFO.
stefano pasquinucci
LA LEGA RIBADISCE IL NO AI “TRANSFUGHI”
«Ci dispiace, ma per il momento non accettiamo transfughi da altri partiti». È il lapidario messaggio che lancia il capogruppo della Lega Nord Toscana in Regione e commissario provinciale lucchese, Antonio Gambetta Vianna, sulle incessanti voci di approdo in Lega a Viareggio di alcuni esponenti di altri partiti. «Smentisco categoricamente – chiosa – ogni voce che vede il Movimento leghista pronto ad accogliere transfughi da altri partiti. Capisco che ora come ora la Lega sia attraente per tanti politici provenienti da altri partiti, ma da noi troveranno la porta chiusa. È stata da poco ricostituita la sezione di Viareggio e come Lega Nord abbiamo tutta l’intenzione di valorizzare i nostri dirigenti. È proprio per questo che non accogliamo personaggi che vedono nella Lega l’unico modo per fare carriera politica. Ci si mette al servizio della Lega – conclude Gambetta Vianna – e non il contrario».
ECCO COME IL SINDACO SI PUO’ SALVARE
“Non c’è più una maggioranza politica” il fatto, da tempo evidente ai più, è stato ribadito in televisione da Giovanni Santini, coordinatore provinciale del PDL. Nonostante questo, però, ad un manciata di giorni dal possibile arrivo del Commissario, il Sindaco Luca Lunardini getta sul tavolo della crisi l’ultima carta: la votazione in Consiglio Comunale della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni il 13 marzo scorso. Ma vediamo di che cosa si tratta e quali sono i numeri di riferimento…
L’idea è quella (da verificare il fatto che si possibile votare una mozione di sfiducia nei confronti di un Sindaco dimissionario) di andare alla conta e sperare di ottenere 15 voti di sostegno (da aggiungere a quello del Sindaco stesso) ad un percorso politico ed amministrativo che appare quantomai irrealizzabile ed incomprensibile. 15 voti, dicevamo, e allora vediamo nel dettaglio quali sono….
la maggioranza ha, in teoria, 13 voti; quelli di Baldini Marcella, Casula Celestino, De Stefano Matteo, Gridelli Marina Carla, Paoli Aldo, Pasquali Silvano, Peralta Giovanni, Tozzi Fiorella, Vassalle Annamaria, Viani Maurizio, Vivaldi Asio, Zeribelli Stefano dei quali uno, però, quello di Bolognesi Alessandro, è fortemente a rischio.
L’UDC ha 2 voti: Paolo Spadaccini e Di Santo Michele.
Nel Gruppo misto hanno trovato posto 3 consiglieri: Lazzerini Isaliana, Vassalle Eugenio e Puccinelli Bruno, l’unico, dei tre, che potrebbe anche cedere al “canto delle sirene“.
C’è poi Sergiampietri Nino di Vivere Viareggio che ha più volte ribadito il suo No a Lunardini ed, infine, ci sono gli altri 11 voti di PD con Barsacchi Giulio, Batistini Antonio, Bertoli Lorenzo, Betti Leonardo, Fruzza Giorgio, Nicoletti Antonio, Palestini Andrea, Paterni Franco, Romanini Chiara e Sinistra Arcobaleno con Caprili Milziade e Cortopassi Romina.
Quindi il Sindaco si salva:
a) con i voti del PDL (compreso Bolognesi) più i due dell’UDC
b) con i voti del PDL (ma senza Bolognesi) più i due dell’ UDC e quello di Bruno Puccinelli.
Altri scenari, sinceramente, appaiono alquanto improbabili.
INCONTRO DEI PARTITI DI SINISTRA
Giovedi 29 Marzo 2012 ore 21 in sala di rappresentanza, Comune di Viareggio, si terrà un incontro dei Partiti della Sinistra di Viareggio aperto alla cittadinanza per cominciare un confronto pubblico di idee e proposte sul futuro della nostra città. A Viareggio gli effetti drammatici della crisi economica sono stati aggravati dal malgoverno della Giunta Lunardini che finalmente sembra giunta al capolinea.
Lo scarso senso di responsabilità dei nostri amministratori dimostrato con queste dimissioni tardive non ha consentito alla città di poter scegliere con le elezioni anticipate un nuovo governo. Questo significherà purtroppo un altro anno perso per Viareggio con la prosecuzione di questa agonia amministrativa o con l’arrivo del Commissario Prefettizio. A questo punto è urgente porsi il problema della salvezza e del rilancio della città. Le forze politiche della Sinistra intendono affrontare questo compito, insieme a tutti i soggetti del Centro Sinistra e a tutte le espressioni asssociative della città. Invitiamo singole persone, forze politiche, consiglieri comunali, sindacati, categorie economiche, associazioni e comitati a partecipare, portando il loro contributo.
Sinistra Ecologia Libertà
Italia dei Valori
Federazione della Sinistra (PRC PDCI)
CRISI: SI TRATTA ANCORA
Al “giro di boa” dei venti giorni previsti per evitare l’arrivo del Commissario Prefettizio, il quadro della situazione è ancora assai incerto e, sicuramente, non definito. Da una parte Eugenio Vassalle (PLI) che non ritiene possibile un salvataggio di una Giunta ab guida Luca Lunardini, dall’altra i tentativi di raggiungere quota 16 consiglieri comunali. Un’operazione che vede coinvolti anche esponenti politici regionali e nazionali e che coinvolge espressamente alcuni “transfughi” del PDL (Bruno Puccinelli in primis).
L’UDC CONFERMA LA LINEA
Il comitato comunale dell’UDC si è riunito ieri sera alla Capannina del Marco Polo per affrontare il tema della crisi politica che sta coinvolgendo Viareggio. A dodici giorni dal possibile arrivo del Commissario il partito di Casini ha confermato, all’unanimità, il percorso politico che è sfociato nella sfiducia alla Giunta Lunardini. Sottolineato il fatto che la maggioranza, in questi ultimi anni, ha perso ben 5 componenti, tutti fuoriusciti dalle fila del PDL. Al momento, quindi, pare difficile che l’UDC possa tornare sui suoi passi e sostenere un Lunardini bis.
RIASSUNTO DELLA CRISI DI GIUNTA
Premessa (come sempre) la mia carenza di capacità di analisi politica vorrei riepilogare la situazione, così come l’ho capita io in questi giorni. Cercherò di esporre i fatti così come sono successi, evitando ogni addebito ironico o commenti personali.
1) E’ finalmente venuto fuori che il bilancio cittadino, dopo gli insufficienti incassi del carnevale, non è sanabile perchè non ci sono soldi e con le banche non ci si può indebitare di più.
2) Il sindaco si dimette
3) Dal momento delle dimissioni del sindaco ci sono 20 giorni di tempo per rattoppare la giunta altrimenti arriva il commissario prefettizio a rimediare a forza di tasse il disavanzo del bilancio
4) I partiti cercano alleanze per rattoppare la giunta.
5) Si affacciano liste civiche di vario orientamento come forze fresche
A questo punto vorrei capire meglio una cosa: la maggior parte dei commenti, mi sembra, indicano la preferenza dei cittadini per vedere facce nuove e persone oneste e capaci non già contaminate dall’ambiente ideologicamente inquadrato della politica. Come possono però trionfare alle elezioni delle neonate liste civiche formate da persone piene di buona volontà ma di fatto impreparate a fronteggiare avversari con esperienza politica pluriennale?
Mi piacerebbe che ogni schieramento che finora ha inviato i suoi commenti presentasse già qui, sul web, il suo programma in modo da poterlo leggere, magari anche commentare insieme e lasciare ai cittadini la possibilità di definire mentalmente la propria preferenza. Addirittura a partire da adesso si potrebbe iniziare a delocalizzare in parte la gestione del comune, attribuendo agli utenti connessi il ruolo (secondo me non secondario) di consigliere aggiunto a costo zero (tanto per non pesare sul bilancio), raccogliendo le idee di tutti per formare un programma anche ideologicamente trasversale che possa aiutare Viareggio ad uscire da questa situazione.
Non so se vi sarò sembrata una qualunquista, o di destra, o di centro o di sinistra. So solo di parlare sinceramente e se mi aiuterete a capire meglio come si può risolvere la crisi della città ve ne sarò grata. Con rispetto per tutti, la vostra
Coriandola
UN CANDIDATO CHE SIA DI TUTTA LA SINISTRA
Le recenti prese di posizione, da piu’ parti, sul futuro della città e sul quadro politico con il quale andremo a scegliere la prossima amministrazione comunale peccano, dal nostro punto di vista, di un soggettivismo, tra le forze politiche del centrosinistra, senza precedenti. Il declino della città, che ha visto nell’ amministrazione Lunardini il suo apice, non può essere affrontata utilizzando le modalità classiche della politica che hanno già dimostrato le difficoltà che incontrano a trovare consenso in città. L’ idea che si scelga sempre e comunque all’ interno degli stanchi e polverosi luoghi della politica politicienne, senza provare a innovare e costruire spazi e modalità nuove, descrive l’ idea di un’ autosufficienza delle classi dirigenti che oggi e’ come non mai in crisi. Come spiegarsi altrimenti il continuo refrain: “siete tutti uguali”, anche per chi non si sente e non e’, oggettivamente, uguale agli altri partiti?
Riteniamo, che la crisi economica complessiva, e quella di Viareggio in particolare, dove a centinaia di licenziamenti seguono centinaia di sfratti, debba, per tutte le forze che aspirano al cambiamento della nostra città, favorire uno scatto. Un salto nel terreno della partecipazione. Non crediamo possibile, ne speriamo, che il futuro della nostra collettività si determini in accordi tra segreterie e tra gruppi ” dirigenti” di partito. Un’ idea della politica che esclude i cittadini e le cittadine dall’incidere sulla gestione del bene comune, che li relega al ruolo di delega tra progetti di città, mediati tra pochi, non puo’ che favorire i soliti noti e contribuire al declino della partecipazione e della rappresentatività della politica stessa. Una coalizione di sinistra, che sia chiaro, formata da chi fino dall’inizio si e’ opposto alla giunta Lunardini, per aspirare al governo della città, deve rovesciare i fattori.
Delegare il proprio “potere” di scelta ai cittadini a partire dalla costruzione del programma. Aprire tavoli in ogni quartiere, in ogni spazio sociale, culturale e lavorativo, dove discutere dei problemi e delle difficoltà del nostro territorio e farlo diventare patrimonio collettivo e condiviso del programma di governo. Un canovaccio che leghi i partiti alla citta’ in un legame così solido che obblighi gli amministratori a delineare una gestione della città così come i cittadini hanno scelto. Scegliamo collettivamente quale idea di Viareggio abbiamo e trasformiamola nel nostro programma di governo. Scegliamo tutti assieme se investire le nostre limitate risorse economiche nel sociale oppure in improbabili e faraonici progetti. Per ridare un senso collettivo alla politica non si può prescindere dalla partecipazione diretta. Una partecipazione che dovrà contribuire anche alla scelta del candidato. Un candidato che segni una cesura con il passato del centrosinistra. Un candidato altro rispetto alla solita diatriba che da troppi anni ci perseguita: Marcucci si, Marcucci no. Un candidato che sia della sinistra viareggina tutta, non frutto di equilibrismi tra gruppi, e che la città senta come proprio. Un candidato che parli di Viareggio, e che sappia tratteggiare un’ idea di città’ come bene comune.
assemblea circolo
PRC CARACOL – VARIGNANO
viale della liberta’ 43
FARE PRIMARIE DELLA COALIZIONE DI SINISTRA
Sulla stampa locale, è apparso un comunicato della componente moderata del PD che chiede al Partito di indire le primarie per scegliere il candidato dello sresso PD a SIndaco di Viareggio. Il PSI della provincia di Lucca, che alle prossime elezioni amministrative del 6 maggio sarà alleato del PD sia a Lucca che a Camaiore (i due comuni superiori a 15.000 abitanti) e che pensa possibile un’alleanza tra le forze del centro-sinistra anche alle prossime comunali di Viareggio, ritiene molto più democratico,utile e trasparente, che sia tutta la coalizione di centro sinistra ad organizzare le primarie per potervi far partecipare anche altri candidati che, sia pure di area di centro sinistra, non siano tesserati al PD.
I socialisti sono convinti che l’area di centro sinistra viareggina possa chiamare all’impegno civile personalità in grado di risollevare la città dalla grave crisi economica e sociale in cui è caduta ridando fiducia alle categorie economiche ed ai singoli cittadini. A tal fine ritengono che il confronto tra le forze riformiste del centro sinistra,così come il confronto programmatico, debba avvenire prima che siano indette le primarie in modo da potervi far partecipare anche chi non è iscritto al Partito Democratico vaireggino, ma che,comunque condivide schieramento e programma.
Sarebbe anche importante per i socialisti che l’area moderata del PD che fa capo al senatore Marcucci facesse comprendere le ragioni per cui in alcuni comuni della Valle del Serchio (Barga e Coreglia Antelminelli), così come alla Provincia di Lucca,abbia operato direttamente per accordarsi con i partiti dell’estrema sinistra escludendo ed avversando proprio il nostro Partito che storicamente affonda le proprie radici nel Riformismo. Quel Riformismo che nei fatti, e non a parole, ha ottenuto le maggiori conquiste sociali del nostro Paese.
IL SEGRETARIO PROVINCIALE
Antonio Da Prato
ALLEANZA DEMOCRATICA PER LA RINASCITA DI VIAREGGIO
Il declino della nostra città è un fatto concreto. Il degrado appare inarrestabile. Invertire questo è l’impegno di subito. I partiti politici odierni, sono inadeguati a produrre le qualità e le volontà necessarie per far uscire la città da questa deriva. La mediocrità del personale politico, è essa stessa causa principe del degrado. Viareggio si va lentamente spegnendo, un alone di grigio abbandono la sta avvolgendo. Ridare alla nostra città bellezza, e ruolo, è l’impegno prioritario di tutti i cittadini che amano e rispettano Viareggio.
Brunello Volpe
LETTERA APERTA SULL’ATTUALE SITUAZIONE POLITICA
Nell’ultimo anno, anche a livello locale, si sono moltiplicate le posizioni di movimenti che attaccano la politica in generale come responsabile dei mali dei cittadini e su questo mi premeva fare una prima considerazione. Un vecchio adagio tratto dagli studi filosofici diceva: <<chi fa filosofia, fa filosofia; chi non fa filosofia, fa filosofia>> intendendo che anche per contestare la filosofia si devono utilizzare argomentazioni filosofiche e quindi si deve comunque fare filosofia. Questo stesso adagio potrebbe benissimo essere applicato alla politica: non si può non fare politica dal momento che siamo cittadini, che viviamo associati e che ognuno di noi, criticando scelte politiche, di fatto utilizza motivazioni che, se anche non vuole definire “politiche”, tuttavia lo sono.
Criticare quindi la politica significa fare politica.
In questo senso auspicare governi tecnici contrapposti a quelli politici sarebbe semplicemente aprire la strada a misure dichiaratamente politiche (perché, in riferimento al governo Monti, è una scelta chiaramente politica quella di aumentare l’IVA e ritardare l’età pensionabile piuttosto che aumentare la tassazione sui capitali scudati o disdire il contratto d’acquisto per 15 miliardi di euro dei caccia f35)che però si nascondo dietro la falsa definizione di “tecniche”. Chiarito questo aspetto rispetto al quale a me appare difficile obiettare, in genere si definisce antipolitica quel complesso insieme di movimenti o persone che contestano i partiti politici esistenti in blocco. Su questo, senza facili argomenti demagogici e populisti, bisognerebbe riflettere, e la riflessione che qui vorrei portare avanti per evidenti ragioni è relativa solo a questioni locali e non nazionali o internazionali.
Mi chiedo: quando si dice che tutti i partiti esistenti hanno contribuito a rovinare la nostra stupenda città, si dice questo semplicemheidiente perché risulta uno slogan sul quale raccogliere facili consensi (simili a: “è tutto un magna magna”, “non ci sono più le mezze stagioni”, “si stava meglio quando si stava peggio” ecc…) o è un’affermazione frutto di analisi ponderate? Ovviamente devo dissentire con molti interventi che ho letto e che sarebbero indirizzati verso questa seconda soluzione.
La prima giunta Marcucci nacque come accordo fra i DS, la Margherita, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista. Molte delle scelte urbanistiche ed economiche furono contrastate proprio da Rifondazione Comunista che si oppose alla vendita dei diritti di superficie della Passeggiata, alla realizzazione di capannoni nella zona ex festival latinoamericano, alla realizzazione delle case Acli e a molti altri interventi che furono frenati o impediti proprio dalla nostra attività. La nostra opposizione a quei progetti fu tale che uscimmo dalla maggioranza chiedendo ai nostri assessori di dare le dimissioni dalla giunta (cosa che non avvenne perché più fedeli al sindaco che al nostro partito e alle nostre politiche a tutela del territorio e dei suoi beni). Proprio in conseguenza del nostro operato si consumò la rottura con Marcucci e alle elezioni successive ci presentammo autonomamente perché in pieno disaccordo con l’indirizzo favorevole alla proliferazione edilizia e ad operazioni economiche e patrimoniali che secondo noi rappresentavano una svendita della città: in quel caso la cittadinanza premiò alle elezioni il Marcucci e il suo schieramento e tutto ciò che era stato impedito precedentemente venne approvato.
Da quel momento Rifondazione Comunista prima e la Federazione della Sinistra poi, sono fino ad oggi state all’opposizione e quindi difficilmente possiamo essere accomunati nel giudizio negativo che in molti interventi fa di tutte le forze politiche un fascio. Detto questo, veniamo all’oggi. Le ultime vicende hanno messo in evidenza l’incapacità della destra locale di saper amministrare la città: fin dall’inizio si sono presentati come dilettanti allo sbaraglio con l’unica preoccupazione di occupare tutti i posti possibili e di mantenerli fino al limite estremo possibile.
Il commissariamento del Comune è l’ultima delle polpette avvelenate lasciate da Lunardini alla nostra città: se avesse avuto a cuore le sorti di Viareggio avrebbe dato le dimissioni già da tempo o comunque in tempo utile per evitarci un anno di commissario prefettizio con tutti i sacrifici che comporterà la sua logica esclusivamente economicistica al fine di far quadrare i conti.
Di fronte al disastro morale, amministrativo ed economico di questi ultimi 4 anni mi sembrerebbe doveroso che le forze che in questi quattro anni hanno fatto insieme opposizione – e chiarisco fin da ora che l’UDC, per quanto ci riguarda, non può essere considerata tale perché assolutamente corresponsabile dello scempio di questi quattro anni di malgoverno – incominciassero un percorso di confronto il più aperto possibile alla partecipazione pubblica. Questo dovrebbe essere il senso di una iniziativa pubblica da tenersi nei prossimi giorni; con una precisazione d’obbligo: tra il dire che siamo insieme all’opposizione e il dire che andremo insieme al governo c’è di mezzo un salto piuttosto ampio; per vedere se questo salto è possibile bisogna però confrontarsi e la cosa migliore è farlo, non certo nelle segrete stanze, ma pubblicamente in modo da essere aperti alla partecipazione e alle proposte di chiunque abbia a cuore la nostra città. Per quanto ci riguarda come Federazione della Sinistra qualche idea già l’abbiamo (più di qualche) ma non vuol dire che abbiamo un pacchetto preconfezionato da prendere o lasciare; vuol dire che abbiamo ben chiara un’idea della città che vogliamo (e di ciò che assolutamente non vogliamo) e su questa siamo aperti a confrontarci con tutti i nostri concittadini per perfezionarla, migliorarla e modificarla dove sarà opportuno. Ad esempio, oltre a posizioni ferme sule questioni ambientali (no all’uscita delle marine dal parco, asse di penetrazione a nord dello stadio ecc..) abbiamo quale punto fondamentale l’idea del BILANCIO PARTECIPATO in modo che tutti i viareggini e le viareggine possano annualmente incidere sulle scelte strategiche che riguardano la nostra città. Se da questo confronto ne potrà uscire un accordo che sia chiaramente innovativo, di sinistra e di aperta rottura con ciò che è stato fino ad oggi, bene; altrimenti ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità e più volte Rifondazione prima e la Federazione della Sinistra poi, hanno saputo assumersele.
Altra aperta riflessione è quella relativa alle primarie. Scegliere un candidato mediante il meccanismo delle primarie potrebbe apparentemente sembrare un metodo democratico. Devo purtroppo dissentire. È nostra ferma convinzione che la politica la debbano fare le persone associate e che non si possa demandare ai cosiddetti “capi carismatici” la soluzione di ogni problema. Già Aristotele diceva che il governo perfetto sarebbe stato quello con a capo la persona migliore, ma siccome – diceva – nessuno risulta essere così al di sopra degli altri, ed anzi, ognuno di noi è bravo in qualcosa, allora il miglior governo è quello che vede la partecipazione collettiva e che non delega al “capo”. Se poi andiamo a cercare esempi storici di uomini che si diceva un tempo mandati dalla provvidenza” ….. anche la nostra storia ci sconsiglia di andare alla ricerca del “leader”.
Ecco perché per noi la vera democrazia si esplica non indicando un nome, ma partecipando alla redazione di un programma e soprattutto alla definizione anno per anno del bilancio del Comune. Sono consapevole della lunghezza di queste esternazioni ma queste sono le considerazioni che al momento mi sento di fare e che in tutta onestà mi sento di sottoporre ad una riflessione collettiva in seguito allo scenario che si è aperto dopo la caduta della giunta Lunardini e a tutte le diverse interviste, riflessioni e comunicati che si sono avvicendati sugli organi di informazione locali.
Roberto Rossetti
Segretario di Rifondazione Comunista – circolo Viareggio-Tdl
IL COMMISSARIO NON E’ UN DRAMMA, ANZI
In molti, in questi giorni, prefigurando l’arrivo del Commissario paventano chissà quali calamità (che certo sarebbero niente rispetto a quelle perpetrate a Viareggio da 10 anni a questa parte). La stessa cosa, tanto per fare un esempio, accadeva a Bologna. Ecco, infatti, cosa si poteva leggere in un articolo pubblicato il 18 febbraio 2010:
Si insedierà questa mattina Anna Maria Cancellieri, il commissario governativo che si occuperà dell’amministrazione di Bologna fino a quando non saranno indette nuove elezioni. E l’opinione pubblica è divisa tra chi vede nel commissariamento una chance per la città e chi invece teme una paralisi amministrativa.
Alla fine la Cancellieri ha amministrato così bene che, alle elezioni, tutti gli schieramenti la volevano candidare a Sindaco. Oggi, invece, Anna Maria Cancellieri è Ministro dell’Interno del Governo Monti.
LUNARDINI BIS O COMMISSARIO?
Egregio Sindaco, egregi Consiglieri di tutte le forze politiche del Comune di Viareggio. Ancora una volta constatiamo che la politica dei partiti ha miseramente fallito, inutile ricercare le cause di un sistema regolarmente allo sbando, è inutile ribadire la nostra comprovata contrarietà a questa logica di funzionamento istituzionale, monopolizzata dai segretari dei vari comitati d’affari che si sono succeduti alla guida, purtroppo, della nostra bella ed amata Viareggio.
Voi sapete benissimo chi siamo, abbiamo nome, cognome e soprattutto una faccia nota. Ci conoscete personalmente, abbiamo passato con voi nottate in Consiglio Comunale, unici spettatori perennemente presenti, che si confrontavano in tempo reale sui problemi della città portando valide idee a costo zero.Sapete benissimo della nostra instancabile attività sul territorio fatta in questi ultimi anni, oltre 400 riunioni, convegni, cineforum e discussioni tematiche anche con illustri personaggi del mondo accademico/scientifico, banchetti, raccolta firme e la nostra vera passione: ascoltare ed incontrare i comitati dei cittadini, la nostra sesta stella.
Sapete della nostra scelta di essere diversi dagli altri partiti e movimenti ed anche in questo frangente lo saremo, proponendovi una terza via, quella della coesione, della mera, ma passionale, gestione del bene pubblico per un altro anno. Sappiamo che siete tutti intenti a stringere alleanze ed accordi di palazzo per ottenere liste di candidati più o meno credibili, ma siete stati eletti dai cittadini per fare il loro interesse e non il vostro.
Quello che state facendo, che si legge sui giornali, che si vede in tv, è un teatrino trito e ritrito della più stantia politica o pseudo tale. Non potete lasciare la gestione della città in mano ad un commissario che, come tutti i commissari prefettizi, a colpi di mannaia, taglierà il tagliabile ed aumenterà le varie accise al massimo consentito.
Ci domandiamo cosa ne sarà del sociale, del carnevale, del Pucciniano, della passeggiata, delle concessioni stagionali; ci domandiamo chi rappresenterà Viareggio nella risoluzione dei problemi extra-comunali, tra i quali, lo ricordiamo, c’è quello dei rifiuti/risorse con la definizione della tariffa di smaltimento e del confronto/scontro con Veolia. Ancora una volta, il secondo comune della provincia, starà lontano dai tavoli di trattativa più importanti: il parco, il CAV e chi più ne ha più ne metta, per più di un anno.
Allora ecco la nostra proposta: trovate tutti insieme delle priorità su cui ottenere la massima coesione “bipartisan”, azzerate la giunta inserendo attori di provata onestà e, soprattutto, professionalità, fate il vostro dovere fino in fondo, se ne siete capaci.In caso contrario dovrete rispondere delle vostre “non volontà” di fronte a tutta la città. Il nostro invito è quanto mai disinteressato, non ci interessa ricoprire qualsivoglia ruolo in questa situazione, mettiamo solo a disposizione, vostra e della città, le nostre idee e le nostre proposte.
Qualcuno ci ha detto che la politica è anche la capacità di saper amministrare durante i momenti difficili. Siete stati tutti eletti, dimostrateci, almeno una volta, di poter fare il vostro dovere. In ogni caso che le elezioni siano tra un mese, tra sei o tra un anno, noi siamo pronti, felicemente solitari.
Grilli Versiliesi
MoVimento 5 Stelle Viareggio
CONTO ALLA ROVESCIA
Dopo l’ufficializzazione delle dimissioni da parte del Sindaco Luca Lunardini, per legge, ci sono a disposizione 20 giorni per tentare di individuare una nuova maggioranza (in termini pratici il voto di 16 consiglieri tra quelli presenti in Consiglio Comunale). Se, scaduto tale periodo, i voti non ci sono il Prefetto nomina un Commissario che dovrà gestire la Città sino alle elezioni. Cosa succederà cercheremo di raccontarlo con questo nostro “conto alla rovescia” dove inserirerermo le notizie e le novità del giorno. Read more
LISTE CIVICHE: UN PATRIMONIO DA NON DISPREZZARE
I partiti rappresentano il tradizionale strumento a mezzo del quale la politica raccoglie il consenso dell’elettorato ed anche la Costituzione prevede e tutela questa particolare forma di associazione. Ma quando il rapporto fra la società ed i partiti entra in crisi si aprono degli spazi vuoti che inevitabilmente vengono riempiti con strumenti diversi. Le liste civiche rappresentano una fra queste modalità, obbiettivamente la più simile al sistema dei partiti, visto che finiscono per presentare liste alle elezioni ed eleggere propri rappresentanti come i partiti.
Sotto questo profilo quindi non rappresentano l’anti-politica in senso stretto che vedo invece più patrimonio di movimenti come gli “antiglobalizzatori” o i “no-tav”. I “grillini” stessi, a loro dire anti-politica per eccellenza, finiscono per fare i politici ed i rappresentanti nelle istituzioni. In questa fase storica i partiti però sono in crisi. Perchè lo sono? Per più motivi. Ne cito alcuni: perchè sono crollate le ideologie, perchè c’è un evidente carenza di leadership, perchè non riescono più a formare classe dirigente, perchè non c’è libertà nella selezione dei candidati, perchè non riescono più ad interpretare le esigenze della gente, perchè c’è sfiducia in chi ha fatto della politica una professione remunerata lautamente per tutta la vita.
Sono tutti elementi che contribuiscono a dare il “via libera” per la nascita di tante liste civiche. Personalmente credo che le liste civiche non debbano rappresentare l’antipolitica ma debbano dare ai cittadini quelle risposte che, almeno oggi, la politica ed i partiti non riescono più a dare. E’ particolarmente vero a livello amministrativo, dove è necessario
superare gli steccati ideologici e costruire classi dirigenti capaci, a prescindere dai “credo politici”. E i partiti non devono vivere le liste civiche come un disagio. Al
contrario devono coglierne il segnale proveniente dai cittadini e dall’elettorato.
In questo senso, anche a Viareggio, in questa fase così delicata, le c.d. “primarie” aperte a tutti i cittadini e non solo gli iscritti dei partiti, rappresentano uno strumento da non sottovalutare nell’intento di costruire una classe dirigente meglio rispondente alle richieste dell’elettorato.
Avv. Massimiliano Baldini
Movimento dei Cittadini per Viareggio e Torre del Lago Puccini
VOGLIAMO PROVARE A CAMBIARE QUALCOSA?
Raccogliamo le richieste dei cittadini, ma formulando anche le proposte su come realizzare quello che vorremmo. Impegnamoci a fornire un elenco di obiettivi realizzabili con il minimo peso economico che servano a riattivare la città, richiamando gente tutti i weekend e creando un passaparola positivo verso Viareggio.
Creiamo noi il programma che dovrà essere nel giro di 12 mesi diventare realtà, se vogliamo davvero evitare l’intervento di un commissario “lacrime e sangue”. Diamo noi una lista d’idee a chi è disposto a tentarle tutte per risollevare la situazione, visto che il mondo politico è attivissimo nel piazzamento su poltrone, ma molto meno dinamico e incisivo nella formulazione di un programma da realizzare. Ho scoperto solo di recente Viareggiok, ma ho visto quante forze riesca a muovere effettivamente. Ci vogliamo provare?
Coriandola
PRONTI A COSTRUIRE UNA NUOVA COALIZIONE DI GOVERNO
I Partiti del Centro Sinistra di Viareggio PD IDV Federazione della Sinistra (PRC PDCI) SEL riuniti oggi pomeriggio sono pronti a costruire la nuova coalizione di Governo per la città, dopo le avvenute dimissioni del Sindaco Lunardini, che sanciscono il fallimento dell’Amministrazione di Centro Destra. Non sappiamo al momento tempi e modi della crisi, nè se si andrà ad elezioni anticipate. In ogni caso i Partiti del Centro Sinistra sono già al lavoro sui programmi ed invitano Associazioni, Movimenti e singole persone interessate a partecipare ai tavoli tematici che si apriranno a partire da un’assemblea pubblica del Centro Sinistra che si terrà a Viareggio la prossima settimana.
Partito Democratico
Italia dei Valori
Sinistra Ecologia Libertà
Federazione della Sinistra (PRC PDCI)
ELETTI E NON ELETTI DI VIVERE VIAREGGIO
Ha ragione Batano; nel caso la giunta Lunardini cadesse, la responsabilità non sarà di Vivere Viareggio, ma della stessa maggioranza cha a suo tempo, silurando il vice Sindaco Alberto Benincasa, aprì un percorso che, con il passar del tempo, l’ha resa sempre più debole. Ma, soprattutto, cada o non cada, questa maggioranza ha dimostrato in maniera inconfutabile la sua inadeguatezza, la sua incapacità, i suoi limiti rispetto ad una situazione contingente sempre più difficile ed i cui effetti, negativi nei confronti di Viareggio, sono davanti agli occhi di ognuno di noi. Tornando a Vivere Viareggio, però, è interessante ripercorrere alcuni fatti che l’hanno contraddistinta.
Alle amministrative del 2008 Vivere Viareggio, che appoggia il candidato sindaco Benincasa, ottiene 998 voti pari al 2,95%. I voti dei singoli candidati sono:
BALDASSARI MAMERTO 25
BALDINI PIERPAOLO 28
BARSOTTI GESSICA 13
BERTILOTTI VINCENZO 36
CECCHI LUCIANO 3
CHIMENTI LUCA 38
DE FELICE IDA 23
DELLA LATTA GIUSEPPE 7
DE MELLO ALESSANDRA 11
DE PLANO ANDREA 32
FALCINI FRANCO 45
FRANCINI ROBERTO 32
GIANNECCHINI GUIDO 39
GIOVANNETTI GIOVANNI 21
GROSSI MARIELLA 1
GUIDOTTI FRANCESCO 66
IANNELLA GIAN CARLO 23
LANDUCCI CLAUDIO 19
LA ROSA VINCENZO CARLO 38
LAZZARI LORENZO 25
MACCI LEANDRO FERDINANDO 3
MUSETTI FRANCESCA 20
PAMPALONI ANDREA 25
PARDI SAURA 23
PIERACCINI RENZO 55
ROSELLINI LUCIA MARIA 5
SERGIAMPIETRI NINO 50
SILICANI STEFANO 20
TESTAI MAURO FERNANDO ORESTE 15
TRUDINGER PIER-ANDREA 28
Un risultato che permette di portare in consiglio comunale, dopo l’accordo con Lunardini e la relativa vittoria, Benincasa e Francesco Guidotti. Dopo poco, però, Guidotti si dimette (avrà un incarico in una partecipata) ed al suo posto entra Renzo Pieraccini. Passa del tempo e Pieraccini, che è entrato a far parte del CDI della Fondazione Carnevale, decide di entrare nelle file del Popolo delle Libertà, escludendo di fatto dal Consiglio Comunale Vivere Viareggio (stessa cosa è accaduta per la Lista Civica Per Torre del Lago Puccini).
Adesso, quindi, al posto di Pieraccini dovrebbe entrare Nino Sergiampietri che, però, potrebbe rinunciare favorendo l’ingresso di Franco Falcini il quale, nei mesi scorsi, è passato, al fianco di Benincasa, all’API di cui è segretario comunale.
CANDIDATI A SINDACO, PRIMARIE O NO?
Manca poco più di un anno alle elezioni comunali. Il centrosinistra di Viareggio appare come un arcipelago velato da una foschia che non permette di decifrarne i contorni, le vicinanze, le distanze. Il tema delle primarie va profilandosi all’orizzonte. Vediamo intanto che succede a livello nazionale. Ridefinire le norme delle primarie, questo si pensa nel Pd dopo l’ennesimo insuccesso delle due candidate sindaco dello stesso partito a Genova e la vittoria di un indipendente appoggiato da Sel.
Alcuni militanti si spingono più in là, dicono: aboliamo queste primarie, fanno male al partito e non servono a nulla. In pratica non si vuol guardare in faccia la realtà, si tenta di scaricare sul meccanismo di scelta dei candidati, le primarie, i problemi di leadership e di coesione, presenti a tutti i livelli, che agitano le diverse anime del partito. Non si riesce a porre le basi di un dibattito approfondito sul percorso e sul traguardo da perseguire, che si possono sintetizzare così: lasciarsi alle spalle ogni radice ideologica, battere i terreni nuovi del pragmatismo politico, costruire l’identità del partito improntandola alla rappresentanza e alla difesa della popolazione più bisognosa di aiuto e di tutela, dal ceto medio alle categorie meno abbienti. Si può contare sugli attuali detentori del potere all’interno del partito? Non mancano vive intelligenze.
In questi giorni, per esempio, hanno mostrato di vedere lontano bloccando la risorgente idea di fare del Pd un partito chiuso nei limiti della socialdemocrazia. Abbinare a un partito l’aggettivo democratico oggi significa voler rompere i tradizionali steccati della sinistra per immettervi le forze del centro moderato, liberaldemocratico. Tuttavia temo che si debba attendere il cambio generazionale della dirigenza. Ma torniamo alle primarie. Il Pd può giustamente vantarsi di aver introdotto in Italia il metodo delle primarie per la designazione dei candidati nelle consultazioni elettorali. Esso di per sé è l’espressione di una concezione di democrazia aperta ad una più coinvolgente partecipazione popolare. Come è noto la novità ha riscontrato il gradimento entusiasta della stragrande maggioranza degli elettori interessati. Tanto che ha contagiato la destra, infatti è probabile che le scelte del prossimo candidato premier del Pdl e del candidato sindaco Pdl di Palermo si facciano a mezzo di primarie. Da più parti esse sono definite bagni di democrazia. In Italia ce n’era bisogno. Lo strapotere dei partiti era arrivato ad un punto non più tollerabile.
Partitocrazia era la parola giusta. Lottando contro di essa si può dire che Pannella abbia costruito la sua carriera. Adesso il Pd, dopo le sconfitte dei propri candidati alle primarie regionali di Puglia e alle comunali di Napoli, Milano e Genova, sta scontando un certo smarrimento. Ma il rimedio non è modificarle, restringendo le facoltà di scelta, o addirittura sopprimerle. Sarebbe un’involuzione, una sottrazione di democrazia. Il Pd non può permetterselo. Piuttosto liberalizzarle, le primarie, togliere i paletti delle candidature preconfezionate dai vari apparati di partito; dare libero sfogo alle capacità lideristiche dei diversi aspiranti candidati; allargare la selezione, rendere incondizionata l’espressione del voto. Le dirigenze dei vari livelli, nazionale, regionale, provinciale, comunale, in questo stadio dovrebbero rinunciare a proporre propri candidati ma limitarsi a fissare dei programmi di massima su cui gli aspiranti candidati potessero costruire i programmi con cui presentarsi agli elettori. Ciò non significa rinuncia tout court: ai maggiorenti rimarrebbe intatta la loro capacità di influenza dal basso sull’elettorato, cosa del resto inevitabile. In questo modo ogni primaria avrebbe il crisma della vera democrazia, dove a prevalere sarebbe unicamente la genuina volontà popolare. L’aspirante candidato vincitore sarà il leader dietro cui si dovranno schierare i partiti della coalizione. Senza i drammi delle cosiddette sconfitte degli
apparati di partito e senza le conseguenti perdite d’immagine.
Antonio Carollo
















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