LA NAZIONE IN SCIOPERO
L’assemblea dei redattori de La Nazione ha proclamato un giorno di sciopero immediato dopo che l’Editore ha licenziato il direttore Mauro Tedeschini a seguito delle pressioni di una lobby politica e bancaria (Regione Toscana e Monte dei Paschi di Siena), e ciò mentre il giornale dava segnali significativi di successo nelle vendite.
L’OSCAR VERSILIESE DELLO SPORT
E venne la sera delle stelle. Stelle di prima grandezza nel mondo dello sport non solo locale anche se — ovviamente — l’Oscar versiliese dello sport vuole essere il palcoscenico ideale per chi ha portato avanti il nome di Viareggio e della Versilia con grandissimi risultati. L’appuntamento è alle 21,15 di questa sera al Centro Congressi Principe di Piemonte — che collabora alla riuscita della manifestazione — per una serata che sancisce le nozze d’argento della nostra manifestazione. Insomma, spettacolo sicuro, con la presenza di moltissimi personaggi del mondo sportivo locale anche se sono annunciate defezioni per improrogabili impegni di lavoro o sportivi.
La serata dell’Oscar sarà condotta da Fabrizio Diolaiuti in collaborazione con Federica Busatti Bei: una coppia consolidata nel tempo che garantirà un’ora (e poco più) a ritmo frizzante, con molti personaggi che saliranno sul palcoscenico per raccontare le loro esperienze, per dimostrare ancora una volta che Viareggio e la Versilia costituiscono uno straordinario serbatoio di sportivi di grandissimo spessore tecnico e agonistico.
L’edizione del 2011, promossa come al solito da La Nazione, è la numero 25 dell’Oscar Versiliese dello sport e in questa occasione la nostra redazione ha voluto non solo premiare gli atleti (e le società) che hanno furoreggiato nel corso del 2011 ma anche coloro che dal 1987 ad oggi hanno portato in alto il nome della Versilia. Trenta personaggi e società da copertina. E da Oscar.
VIALI A MARE A SENSO UNICO
Viale a mare a senso unico. Ma solo nel tratto dal Molo a piazza Mazzini, dove sono iniziati i lavori di rifacimento della Passeggiata. E’ l’idea avanzata dagli assessori Roberto Bucciarelli (lavori pubblici) e Athos Pastechi (polizia municipale) per vietare definitivamente l’accesso dei mezzi commerciali e della raccolta rifiuti sull’area pedonale rinnovata. Questo comporterà la realizzazione di aree carico-scarico e isole ecologiche sul viale Manin, con perdita di posti auto. Per recuperare gli stalli di sosta i parcheggi saranno ridisegnati a pettine, la carreggiata si restringerà, e dunque sarà trasformata a senso unico. Probabilmente con direzione nord-sud, ma lo decideranno gli estensori del traffico. «Faremo una modifica sperimentale dopo la concertazione con le categorie — annuncia Bucciarelli — ma intendiamo avviarla tra la fine del Carnevale e prima dell’inizio dell’estate».
«Il senso unico — spiega l’assessore ai lavori pubblici — nasce dalle conseguenze dei lavori del Piuss in corso, dal Molo a Piazza Mazzini. Quando sarà pronta la nuova Passeggiata a mare intendiamo vietare l’accesso nell’area pedonale, come avviene oggi, ai camion dei fornitori delle attività commerciali, negozi, bar, ristoranti e bagni. Quindi sarà necessario realizzare sul viale a mare, lato Passeggiata, delle idonee aree di carico e scarico, da dove le merci saranno portate ai negozi con i carrelli. Lo stesso vale per la raccolta differenziata della Sea. Oggi i bidoni dell’umido delle attività di somministrazione sono sulla Passeggiata e i camion devono entrare nell’area pedonale. La stessa cosa accade per i cartoni. Quindi anche le nuove isole ecologiche dovranno essere sul viale a mare. Ma isole ecologiche e aree carico-scarico faranno diminuire i parcheggi».
SE VIAREGGIO NON E’ A VIAREGGIO
Pare che la finale del prossimo torneo di Viareggio, la più importante manifestazione di calcio giovanile in Italia, anche quest’anno non si giocherà a Viareggio, come vorrebbe la storia, la logica e il nome, ma alla Spezia. Ciò, per un motivo semplice: la città ligure paga per avere la finale, Viareggio no. Amen. Sul miraggio fallace del business, lo sport sta stravolgendo con lievità marzulliana il senso delle tradizioni e il concetto di geografia. Basti pensare che il Tour de France partirà da Firenze, che il Maccabi Haifa gioca le coppe europee e che la Parigi-Dakar parte da Mar de Plata in Argentina e arriva a Lima in Perù. Una sorta di mutamento copernicano non dettato dal cammino mutato degli astri ma dalla stella cometa illusoria e imbecille del denaro. Il sospetto è che, di questo passo, l’unico sport al quale potremmo dedicarci con passione fra qualche anno sarà quello di rincorrere la bellezza delle nostre tradizioni perdute.
di Stefano Cecchi
(dal quotidiano “La Nazione” del 5 gennaio 2012)
Segnalazione di David Nieri su Viareggiok Portale su Facebook
CALCIOSCOMMESSE GERVASONI FA IL NOME DI RICKLER
«Non so niente. Niente di niente. Cado dalle nuvole». Ricky Rickler, il 24enne difensore viareggino ora al Bologna, è stato tirato il ballo nell’inchiesta di «Scommessopoli» dal suo ex compagno di squadra Carlo Gervasoni, uno degli imputati eccellenti nell’inchiesta di Cremona.
«Non so niente — ha ribadito Rickler —: ho giocato con Gervasoni sei mesi: da gennaio a giugno. Era arrivato da Cremona nel mercato invernale. Non è neppure che avessi legato con lui in particolar modo. Ora mi trovo con il nome nel mezzo di un’inchiesta senza sapere alcunché». Ricky Rickler sta cercando un avvocato a cui affidarsi per la «tutela del nome e della professionalità». Gervasoni avrebbe detto che il giocatore viareggino si era prestato ad una partita combinata dell’anno precedente, la sfida fra il Chievo — club nel quale Rickler ha debutto nel massimo campionato di serie A — e Novara di Coppa Italia. Gervasoni ha fatto il nome dell’ex attaccante dell’Inter Nicola Ventola come personaggio ispiratore della taroccatura della gara, oltre a quelli di Rickler, Bertani, Turati e altri giocatori che attualmente sono impegnati nel campionato cadetto. Ricky Rickler di fronte a questa circostanza ha ripetuto un sintomatico «mi sembra di sognare: non so di che cosa parli Gervasoni».
«Aspetto di conoscere tutti gli altri dell’inchiesta e di capire per quale motivo il mio nome è stato tirato in ballo» ha concluso il giovane difensore viareggino. Non è da escludere che nei prossimi giorni possa essere ascoltato dalla Procura di Cremona come «persona informata sui fatti». A carico di Rickler ci sono solo le dichiarazioni di Gervasoni, uno dei personaggi più coinvolti in questo nuovo capitolo di «Scommessopoli».
LA PROCURA INDAGA PER “FALSA PERIZIA”
E’ stato un fine settimana di lavoro per i pubblici ministeri Salvatore Giannino e Giuseppe Amodeo che, insieme al procuratore capo Aldo Cicala indagano sulla strage ferroviaria del 29 giugno 2009. I titolari dell’inchiesta stanno valutando se esistono gli estremi per la dichiarazione di «falsa perizia» nei confronti del professor Dario Vangi e dell’ingegner Riccardo Licciardello, gli esperti nominati dal Gip Simone Silvestri.
I due periti, come si sa, hanno sposato la linea delle Fs e contraddetto la ricostruzione fatta dal consulente della procura (e degli altri di parte civile) in merito allo squarcio prodotto sulla cisterna. I Pm giudicano però la loro relazione troppo «lacunosa» e dopo aver provato a colpire nel segno evidenziando che uno dei periti (Licciardello) non aveva avvertito nessuno che stava contemporaneamente svolgendo una consulenza per conto del Ministero delle infrastrutture dietro pagamento di Rfi (azienda sotto accusa nell’inchiesta sulla strage), adesso aggiustano il tiro anche nei confronti dell’altro esperto del Tribunale, il professor Dario Vangi. Dagli esiti del confronto al Polo fieristico di Lucca, è emerso che Vangi è di fatto alla prima esperienza in fatto di incidenti ferroviari.
Vediamo i passaggi chiave, quando il Pm Salvatore Giannino chiede lumi sulla ricostruzione dinamica dell’incidente.
Pm Giannino: «In questa ricostruzione dinamica, il calcolo che vede il peso, il volume occupato, la velocità, il tempo, incide nel determinare la posizione finale di un carro e dei singoli carri? Sarebbe stato rilevante fare dei calcoli considerando tutte le variabili?».
Ing. Vangi: «Questi calcoli li riteniamo poco affidabili perché i carri si sono trovati in posizione distaccata, più o meno lontani, ma hanno avuto storie diverse. Ogni carro nelle varie fasi ha avuto differenti vicende…».
Pm Giannino: «Il fatto che la locomotiva fosse attaccata o meno al carro avete detto che non incide sul risultato finale. Da quanto tempo si occupa di incidenti?».
Ing. Vangi: «Circa 10 anni».
Pm Giannino: «Di che tipo?».
Ing. Vangi: «Principalmente incidenti stradali, aerei e sul lavoro»
Pm Giannino: «Di quanti incidenti ferroviari si è occupato?».
Ing. Vangi: «Questo è il primo».
Pm Giannino: «Se lei dovesse analizzare un incidente stradale con una roulotte lei considererebbe quest’ultima nella dinamica del sinistro?».
Ing. Vangi: «In questo caso sì».
Pm Giannino: «Quindi nel caso di incidente stradale è rilevante e in un disastro di questo tipo no?».
Ing. Vangi: «Sì, fare delle analogie è pericoloso perché nel nostro caso, nel caso di incidente stradale può essere essenziale capire che ruolo ha avuto la roulotte per lo sbandamento del veicolo per l’urto. Uno cosa è l’analisi dell’urto altra è l’analisi del post urto. Nell’incidente ferroviario non ha molto senso perché guardiamo il post urto quando i carri strisciano a terra. E’ chiaro che si scambiano delle forze ma non ci è stato chiesto nei quesiti i momenti di sgancio dei carri…».
Paolo Di Grazia
Lanazione.it
IL PUCCINIANO RISCHIA LA BANCAROTTA
Che ne sarà del Festival Puccini? I soldi pubblici non arrivano e la Fondazione è alla canna del gas. Né fa sperare la recente sortita del ministro dei beni culturali Galan: «Gli enti lirici sono un lusso che l’Italia non può permettersi”.La principale voce che ancora manca all’appello delle promesse per l’edizione trascorsa è il contributo interministeriale della società Arcus per 1 milione e 400 mila euro. Circola addirittura voce che non sarà erogato, provocando così una voragine nei conti altrimenti ottimali.
Con Arcus infatti il contributo pubblico copre appena il 40% del bilancio: il resto, il 60%, viene da risorse proprie cioè principalmente il botteghino, che è una delle migliori performance italiane. Senza contare che sul Festival grava un’assurdità: a carico della Fondazione ci sono 500 mila euro per manutenzione e ammortamento dei costi finanziari del teatro, il quale altrove è invece sul libro mastro del relativo comune. Ma anche il comune, che pure ha innalzato il contributo a 285 mila euro (neanche la scenografia di un’opera) versa una cifra ridicola rispetto a Pisa che dà al Verdi 1 milione e 250 mila euro, e Lucca che dà al Giglio 1 milione e 600 mila euro. Nel mondo ogni melomane conosce il Pucciniano, ma il Verdi e il Giglio che sono?
In passato il sottosegretario Carlo Carli, Puccini gli renda merito, aveva procacciato la legge 29 che erogava ogni anno 1 miliardo di lire. Ora il contributo è sceso a 237 mila euro: la politica dovrebbe rimpinguare la dotazione attingendo ai contributi a pioggia che lo Stato dà perfino ad enti finiti e decotti. Devono arrivare anche i soldi della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, cioè il contributo pari alla quota capitale del mutuo residuo di costruzione del teatro, altra assurdità a carico non del comune ma dell’ente lirico. Per fortuna, nonostante il crollo dei profitti bancari dovuto alla crisi, sono stati assicurati i 300 mila euro relativi alla scadenza della rinegoziazione dei mutui fatta dal presidente Paolo Spadaccini, coature di una bellissima stagione di valore pur nelle ristrettezze.
La provincia sta versando appena 76 mila euro, proprio una taccagneria da lucchesi. La Regione ha dato 260 mila euro, ma è anche vero che il governatore Rossi starebbe aspettando che Lunardini si decida ad aprire una nuova trattativa. Per dare serenità al Pucciniano mancano appena 900.000-1.000.000 di euro sul bilancio dello Stato, un’inezia. Al contrario il ministero ha dato 911 mila euro al Maggio Fiorentino per la disastrata tournée in Giappone, più copre la penale di 900 mila euro per la fuga dalle radiazioni. Soldi che risolverebbero gli affanni torrelaghesi. Del resto il Maggio ha un deficit di 27 milioni irrisolvibile, quello del Pucciniano è solo 1 milione. Lunardini dovrebbe coinvolgere la Regione. Purtroppo il sindaco, dall’insediamento, sembra occuparsi più della musica house dei pub che delle sempiterne arie pucciniane. Unicuique suum (e i democristiani non hanno bisogno della traduzione).
Beppe Nelli
Lanazione.it
PARCHEGGI IN MANO A POSTEGGIATORI ABUSIVI
Elisabetta (che ringraziamo) segnala questo articolo pubblicato da La Nazione ed aggiunge: “una gran bella pubblicità per la nostra città“. «Ho speso 1.500 euro di danni alla macchina in 3 giorni a Viareggio. E tutto per colpa dei parcheggiatori abusivi che hanno in mano le piazze della città». Alessandro Maiorano è un fiume in piena. Pratese, ha deciso di passare tre giorni di relax a Viareggio. Ma non gli sono andati molto bene. «Ho soggiornato in un albergo in passeggiata — dice — e il primo giorno, appena arrivato, sono andato a parcheggiare in piazza Mazzini. Appena sceso di macchina però mi sono visto avvicinare da alcuni extracomunitari che mi hanno detto che lì non ci potevo parcheggiare perché il posteggio era prenotato. Non vedendoci nessuno, io ho messo il gratta e sosta giornaliero e sono andato al mare. Tornato, ho trovato la macchina graffiata giro-giro».
La disavventura di Maiorano era solo agli inizi. «Il giorno successivo ho parcheggiato in piazza Piave — racconta — e lì ne ho trovati altri che mi hanno chiesto quanto sostavo. Ho fatto finta di non sentirli e sono andato in albergo. Tornato non ho trovato niente all’auto ma il giorno dopo non mi è andata altrettanto bene. Sono arrivato la mattina sul mare a un bagno davanti al Royal e ho parcheggiato la macchina mettendoci il gratta e sosta giornaliero. All’una circa ho fatto per andare via. Mi sono visto venire incontro sei extracomunitari che mi hanno chiesto di dargli il ‘grattino’. Ho detto di no e per tutta risposta mi hanno dato una borsata sulla macchina. Ho segnalato la cosa alle forze dell’ordine ma non mi hanno detto niente. E’ uno scandalo».
BLITZ ANTIBARBONI
Dalla “Nazione” di ieri. Erano circa una quindicina i barboni e senza tetto che si erano accampati la scorsa notte sotto le logge del mercato di piazza Cavour per dormire. Una situazione di degrado nel cuore del centro commerciale della città segnalato a più riprese dai residenti della zona e dai commercianti. Attorno alla mezzanotte il comando di vigili urbani — su imput del sindaco Luca Lunardini e dell’assessore al decoro urbano Athos Pastechi — ha messo in piedi uno specifico intervento. Nel corso del servizio sono stati individuati, identificati e successivamente allontanati una quindicina di senza tetto tutti d’eta compresa fra i 30 e i 45 anni.
La maggior parte sono di nazionalità italiana. Successivamente all’allontanamento delle persone, i vigili urbani hanno fatto intervenire il personale della Sea che ha provveduto a buttar via tutto il materiale (per lo più i giacigli di cartone) non di proprietà dei senza tetto. «Con questa operazione — ha detto il sindaco Luca Lunardini che ha assistito insieme all’assessore Pastechi al blitz notturno dei vigili urbani in piazza Cavour — abbiamo voluto dare un segnale forte. Ripetendo in futuro altri controlli del genere contiamo di scoraggiare questo fenomeno che crea allarme e preoccupazione in chi vi abita o fra i commercianti».
Mi domando se questo è un segno di buona politica, è mai possibile che per effettuare un normale e sacrosanto intervento, peraltro non risolutivo, e richiesto già da tempo dai cittadini si debba imbandire un teatrino mediatico con la presenza sul palcoscenico del sindaco di Viareggio e dell’assessore al decoro urbano? Che fine hanno fatto la “quindicina di barboni”? Ovviamente sono andati a dormire da un’altra parte della città. Non sono d’accordo con chi mi dice che questa è politica ed è così che si deve fare. Non abbiamo più bisogno di interventi d’immagine e d’apparenza, ma soluzioni concrete a problemi concreti.
Vincenzo Santoro
Sinistra Ecologia Libertà
I PREZZI METTONO KO LA VERSILIA
«Una rotonda sul mare…». Ah, bei tempi quando Fred Bongusto cantava alla Bussola. Gli Agnelli stavano smettendo di vestire alla marinara, ma la Versilia era ancora «Felix» e l’estate si consumava tra folle oceaniche di villeggianti, i precursori dello slogan «per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare». Oggi la Versilia immutata da decenni affronta una delle crisi turistiche più gravi della sua storia. Con tanti alberghi che non saranno esauriti neanche coi last-minute di Ferragosto. E quasi 10mila seconde case che a Viareggio sono desolatamente sfitte, con effetti catastrofici sul commercio: dei 1.500 negozi e pubblici esercizi viareggini, 200 sono chiusi.
Graziano Giannessi, storico gestore del Bagno Nettuno in Passeggiata e vicepresidente nazionale dei balneari Confcommercio, non nasconde il disastro: «Perfino a Ferragosto mancano i vacanzieri da 7 o 15 giorni. Tutto si riduce ai weekend. Da giugno abbiamo avuto perdite del 10-12%. Speriamo nella seconda quindicina, ma la gente ha paura a causa del crollo delle Borse e tentenna anche il mercato straniero». Meno drastica la presidente degli albergatori, Beatrice Taccola: «Credo che chi cercasse ora una camera d’hotel per 7 giorni non la troverebbe. Certo, dobbiamo variare i prezzi che sono più alti nei weekend e più bassi durante la settimana». Già: nell’anno della crisi gli alberghi della Versilia, che hanno appena 14.500 posti letto di cui 3.500 a Viareggio, non sembrano disponibili ad abbassare le tariffe. Sarà anche per questo che la gente scappa. C’è anche chi chiede 660 euro per una notte in doppia a 4 stelle. E il 75% della capacità ricettiva, le case da affittare, è ko. Troppi proprietari non hanno ammodernato gli appartamenti, pretendono locazioni mensili rigettate dai turisti, e chiedono 4-6.000 euro per tutto agosto. «Non abbiamo affittato nulla», aveva detto un mese fa Giorgio Grasseschi della principale agenzia immobiliare della Darsena viareggina. E, cosa inaudita, ha chiuso per ferie: tanto appartamenti da sorvegliare non ne ha.
«Ma va male anche nell’Adriatico — lamenta Esmeralda Giampaoli, una viareggina alla guida nazionale della Fiepet-Confesercenti — Sento gli operatori, sono tristi perfino a Forte dei Marmi perché la ristorazione soffre più di tutti. Il turista che arriva spende solo per dormire, il bagno, e tutt’al più un gelato la sera. Tutti tagliano ogni spesa superflua. Inoltre la Versilia non ha formule «all inclusive». Hanno prezzi accessibili solo le strutture extra alberghiere». Per esempio i camping di Torre del Lago, con bungalows dotati perfino di aria condizionata. Quelli che hanno accolto tra 700 e 1.200 clienti da tutta Italia per la «Settimana delle donne» al Mamamia (foto in alto), locale cult delle vacanze gay. Anche questo turismo specializzato risente della crisi, ma regge. E i gay sono per lo più spenderecci, come sanno i pubblici esercizi del paese di Puccini. Un’estate da dimenticare? Forse anche a Marina di Pietrasanta (ma Pietrasanta è strapiena ogni sera) e nella Forte dei Marmi che ha scelto prezzi a misura di russo: anche 35 mila euro al mese per una villetta, e non certo a Roma Imperiale. Con fuga della media borghesia parmense e milanese. Lido di Camaiore invece sorride: a differenza di Viareggio la Passeggiata è rifatta e fiorita, c’è il pontile, e gli alberghi sono pieni grazie alle politiche di buona accoglienza del presidente del Consorzio turistico Carlo Alberto Carrai. La rotonda sul mare qua rende ancora.
Beppe Nelli
Lanazione.it
CITTA’ MORTA E SENZA FUTURO
Interessante inchiesta proposta da La Nazione a firma di Francesco Bertolucci. Via da Viareggio e dall’Italia per cercare un lavoro e per vivere una vita migliore. Sono in tanti i giovani viareggini che hanno scelto di migrare all’estero perché stanchi di dover lottare con la mancanza di lavoro o i bassi salari se rapportati al costo della vita di tutti i giorni. In giro per il mondo, ce ne sono a bizzeffe e sparsi in ogni continente. Ne abbiamo raggiunti alcuni, tutti residenti nella vecchia Europa, e gli abbiamo chiesto il motivo della loro scelta.
CITTA’ MORTA. «A spingermi ad andare all’estero — confida Luca Laffi che lavora a Parigi come chef al prestigioso ristorante La Corte — il fatto che Viareggio é morta e non rinnova la sua mentalità. E all’estero è più facile trovare lavoro e mantenersi». Sono diversi anche i salari. «Per un lavoro normale di 39 ore a settimana — dichiara — in media pagano dai 1300 ai 1800 euro e, anche se gli affitti sono alti (700 euro di media mentre nel resto della Francia costa molto meno) qui é piu facile mantenersi perché c’é lavoro tutto l’anno e non solo per la stagione. Questo dà una stabilita grazie alla quale ho ben presto finito di pagare il mutuo di un bilocale nelle piu vicina periferia parigina. In Francia sto diventando uno dei migliori chef di cucina visto che il ristorante in cui lavoro ha ricevuto il premio di maestri della ristorazione e sono l’unico italiano ad aver avuto questo riconoscimento in Francia. Fossi rimasto a Viareggio sarei restato al livello di tutti perché la mentalità é chiusa».
SENZA FUTURO. Per Rodolfo Iacopetti, andato a Dublino in Irlanda dove lavora come ingegnere informatico, la scelta è arrivata perché resosi conto che a Viareggio e in zona, non aveva futuro. «Capisci di dover cambiare paese perché se sei giovane e laureato — dice Rodolfo che ha avuto anche esperienze a Cambridge e Londra — hai la consapevolezza di non avere un futuro dignitoso a Viareggio e più in generale in Italia. C’è l’evidenza di una totale assenza di futuro per chi ha professionalità e competenze specifiche». E chi ha competenze è pagato bene. «Un neolaureato — precisa — entra nel mondo del lavoro con stipendi sui 35 mila euro annuali, mai meno. Contratto permanente, pranzo e abbonamento ai mezzi pubblici pagati, bonus di fine anno calcolato in base ai risultati personali e dell’azienda. In Gran Bretagna un laureato può fare anche lo spazzino per qualche mese con la massima dignità perchè lo stipendio è comunque di almeno 25mila euro l’anno».
MERITOCRAZIA. «Sicuramente la differenza più grande che noto tra Italia e Inghilterra — ammette Daniele Sordi che lavora come tecnico informatico alla GroundSure di Brighton — è il concetto di meritocrazia che qui viene applicato, e, cosa fondamentale, essere il più furbo non paga. Essendo italiano è una soddisfazione incredibile». In Inghilterra c’è molta mobilità. «Il mondo del lavoro è molto mobile — osserva — perché c’è la tendenza a mettersi sempre in discussione. Ma rispetto all’Italia, il lavoro si trova molto meglio. Il costo della vita è più o meno lo stesso, però ci si mantiene meglio perché mediamente gli stipendi sono più alti».
AMMORTIZZATORI. Tiziano Matrone, che dopo esperienze in Inghilterra lavora a Parigi per la banca Société Generale spiega che una delle differenze più grandi che si vedono all’estero sono gli ammortizzatori sociali. «Sono incredibili gli aiuti che ricevi — ammette — mentre a Viareggio i maggiori ammortizzatori sociali si chiamano “genitori e parenti”. Qua la vita é cara all’incirca come Viareggio anche se. al contrario, c’è molto lavoro. Pagano anche gli stage, se va male 500 euro al mese e le università sono molto vicine al mondo del lavoro».
Alla domanda se torneranno la risposta è lapidaria. «Di Viareggio manca solo il sole, la cucina e gli affetti. Per il resto, stiamo meglio all’estero».
Francesco Bertolucci
Lanazione.it
GUERRA VIGILI URBANI – GIUNTA
E due. Dopo il caso Ratti, con presunta testata a un agente di Pm seguita da stato d’agitazione e sciopero, i vigili urbani dissotterrano di nuovo l’ascia di guerra nel pieno della stagione estiva in aperta protesta contro il comandante della polizia municipale Vincenzo Strippoli, l’assessore Athos Pastechi, il direttore generale del comune Edoardo Rivola, i membri dello staff di comando (cioè le posizioni organizzative, che in realtà nella questione non avevano e non hanno potere decisionale). Ieri l’assemblea dei lavoratori ha dato mandato unanime ai sindacati di avviare le procedure per lo stato di agitazione: il che significa niente straordinari, e cessazione di ogni incontro con l’amministrazione comunale e la commissione trattante.
Casus belli, l’ennesima modifica del progetto per i turni notturni, la presunta rottura dei patti per il regolamento di polizia munucipale, il mancato finanziamento nel bilancio 2011 della previdenza integrativa degli agenti di polizia municipale. All’assemblea di ieri si sono trovati d’accordo anche tutti i rappresentanti delle varie sigle sindacali: Cgil, Cisl, Csa-Fadel, Sulpm e Ugl. Nonostante la rabbia e l’insoddisfazione della truppa, l’assemblea ha deciso che i lavoratori appartenenti al Comando di polizia municipale, per senso di responsabilità, ottempereranno agli ordini di servizio a firma del comandante per salvaguardare la situazione estiva e notturna della città. Massima disponibilità dei lavoratori della Pm alla copertura dei turni per le esigenze della città, ma viene espressa una dura condanna all’assessore alla polizia municipale, al dirigente comandante, allo staff (posizioni organizzative della polizia municipale) e al direttore generale del comune, per la mancanza di una corretta informazione alle organizzazioni sindacali ed all’Rsu in merito al progetto che riguarda i servizi notturni nei mesi estivi. Il progetto consegnato ai sindacati è stato formulato in più versioni senza rispettare un corretto diritto di piena informazione. I lavoratori condannano con forza l’amministrazione comunale anche per non aver mantenuto gli accordi assunti nei numerosi incontri per la definizione del regolamento di polizia municipale. Primo fra questi il mancato inserimento in bilancio dei fondi per la previdenza integrativa prevista per legge ai sensi dell’articolo 208 del Codice della strada. Non c’è in merito nessuna delibera che renda concreto e reale l’impegno, ma solo una mera indicazione nella proposta di regolamento».
«Alle parole quindi non seguono i fatti — è scritto nel verbale dell’assemblea — e i lavoratori chiedono l’interruzione della procedura di approvazione del Regolamento di polizia municipale che appare improntata al disconoscimento di una seria concertazione nell’interesse della città e dei diritti democratici. I lavoratori hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali di avviare tutte le procedure per attivare lo stato di agitazione in tempi stretti». La rottura tra vigili e amministrazione comunale, l’ennesima, riguarda i servizi a progetto, già attivi ma non ancora finanziati (il bilancio 2011 sarà approvato, nella migliore delle ipotesi, il 28 luglio). Il progetto riguarda il turno aggiuntivo 22.30-4.30 al venerdì e sabato, intersecato al terzo turno normale. Con questo progetto il comune intendeva superare la questione degli straordinari notturni: servizi previsti, a luglio e agosto, dal regolamento di polizia municipale annunciato lo scorso autunno e non ancora approvato. I controlli però ci sono. Poi, dal 1° settembre, ricomincerà il caos organizzato come un anno fa: ma è possibile che quest’amministrazione non ne porti in fondo una?
LUNARDINI PERDE I PEZZI
Le critiche dei futuristi alla giunta Lunardini, che ieri con l’onorevole Italo Bocchino hanno ufficializzato la nomina di Eugenio Vassalle a coordinatore comunale del Fli, dovevano essere messe in conto. Ma l’insofferenza contro il «non fare» del Pdl s’allarga e i malumori si sentono anche dall’Udc. Che ha un solo consigliere in appoggio al centrodestra ma, e non è poco, è anche il presidente del consiglio comunale. Ebbene si sa che l’Udc ha deciso di reggere l’alleanza fino all’approvazione del bilancio di previsione — fa ridere chiamarlo così quando sarà approvato al tempo dell’assestamento d’autunno. Poi, o cambia la musica, e anche i suonatori, con la sostituzione degli assessori che non fanno nulla, oppure l’Udc abbandonerà Lunardini: e la fuga dalla nave che affonda sembra destinata a proseguire fino al 2013 o alle eventuali elezioni anticipate.
ANCHE Eugenio Vassalle, che sarà pure responsabile nazionale del Fli per la protezione civile, ha rilanciato l’idea di licenziare un po’ di assessori: «Io sono e resto nel centrodestra ma voterò solo le cose utili per Viareggio. Quindi no all’aumento della Tia, no a mettere le mani in tasca ai viareggini con l’addizionale Irpef, e piuttosto il sindaco ritiri le deleghe agli assessori senza portafoglio. Quando si perde, l’allenatore cambia squadra. Pensiamo alla politica turistica che non c’è, manca la concertazione».
E, secondo i leader del Fli, manca anche progettualità mentre il nuovo centrodestra dovrà basarsi su persone capaci, che vivono del loro lavoro e non di politica come la sinistra, eletti dalla base e non scelti dall’alto: «Dobbiamo essere al servizio dei cittadini, parlare di idee e realizzarle».
PIERLUIGI Cinquini non s’è lasciato scappare l’occasione per togliere i sassolini, o le pietre, dalle scarpe dopo il licenziamento dalla giunta di un anno fa: «Detti le dimissioni perché mi furono chieste in quanto aderii al Fli. Ma ringrazio chi mi ha licenziato, perché con quel che ha fatto avrebbe danneggiato il mio buon nome e la mia professione. Lunardini non credeva di vincere le elezioni e Forza Italia e il Pdl non hanno sviluppato un progetto, navigando a vista. Fanno solo qualche asfaltatura, magari d’estate per rompere le scatole ai turisti. Da assessore dicevo di non spendere soldi per la promozione perché qua i turisti arrivano da soli, ma di usare le risorse per pulire il verde e le Pinete che sono i Central Park del Mediterraneo. Portai Boardland a Viareggio e ora è scappato a Lido, dove ha riempito gli alberghi, perché l’organizzatore ha detto che a Viareggio non può fare nulla. Ho portato appena 26 milioni del Piuss, ora vediamo se il Pdl riesce a spenderli. E ne voglio dire un’altra: a giugno scorso avevo detto di fare la gara per gli arenili sociali, poi mi hanno buttato fuori e la giunta non ha fatto la gara perché gli uffici non trovavano l’accordo. E pensare che il comune ha perso 300 mila euro l’anno di canone. Niente regolamento urbanistico a 3 anni dalla bozza Allegretti, e leggo cose strane sulla Bolkestein delle concessioni comunali. Meno male che mi hanno cacciato».
NEL PDL si sono rallegrati del fatto che ad ascoltare Vassalle, Cinquini, Bocchino e l’ex presidente del Pucciniano Massimiliano Simoni c’erano poche persone. Il circolo di Viareggio conta 50 iscritti, la Versilia 520, ma la partita è appena iniziata. Quella di Viareggio invece sembra già finita, almeno per il 2011, visto che nella migliore ipotesi il bilancio sarà approvato a fine luglio. Sette mesi su 5 sono stati «amministrati» per dodicesimi, non c’è un piano degli obiettivi dei dirigenti, chissà se ci sarà il tempo di varare le alienazioni, la giunta discute ora le iniziative per regolamentare l’estate e i frutti si vedranno forse nel 2012, come insegna l’esperienza del regolamento della musica. E siccome anche da sinistra non si vedono segnali incoraggianti, Viareggio rischia di restare permanentemente bloccata in mezzo alla palude.
Beppe Nelli
Lanazione.it
SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO
La giunta Lunardini doveva approvare lo schema del bilancio comunale 2011 pena il commissariamento. L’ha fatto nel tardo pomeriggio di giovedì, per poi passare al consiglio comunale per la relazione del sindaco. Perché per tutto il giorno gli uffici hanno ricalcolato, settore per settore, le singole tariffe Tia col rincaro appena votato del 19%. Ora ci vorranno 7-10 giorni per il parere dei revisori dei conti; e quando il bilancio sarà consegnato ai consiglieri comunali, 20 giorni regolamentari, almeno, per l’approvazione definitiva. Si va a fine luglio. Poi ci saranno le ferie di agosto, e a settembre bisognerà preparare la presa d’atto dell’equilibrio di bilancio. Del 2011 resteranno 3, 4 mesi al massimo per amministrare. Anche perché ieri è arrivata l’incredibile novità. «Mi ha telefonato il presidente dell’Anci — spiega il sindaco Luca Lunardini — e mi ha annunciato che la proroga per l’approvazione dei bilanci locali è stata spostata al 31 agosto». Tutti al mareeeeeee….
NEL FRATTEMPO gli effetti si vedono. Il regolamento dei vigili urbani che doveva risolvere tanti guai e istituire le pattuglie H24 proprio da oggi, ancor non c’è. C’è la determina dei 50 mila euro per straordinari notturni annunciata dall’assessore Athos Pastechi? Chissà. Non a caso, il Libero comitato (Ascom) del Piazzone lamenta l’invasione di piazza Cavour da parte di «centinaia di senzatetto» che trascorrono la notte sotto le logge e tra i banchi. L’effetto è, al mattino, una distesa di rifiuti ed escrementi che i commercianti devono pulire prima di aprire: «L’amministrazione Lunardini deve mantenere il territorio pulito come fanno i comuni vicini». Già, ma come? Con gli appena 108 vigili urbani a libro paga e ammassati negli uffici? Si lamenta anche la Confesercenti, per l’ancor chiusa rotatoria della Bufalina che secondo Alessandro Cerrai, causa lavori Anas in piena stagione turistica, danneggia i negozi di Torre del Lago perché i turisti non passano.
MA I LAVORI pubblici in zone turistiche sono un segno distintivo della giunta Lunardini, e della gestione Bucciarelli-Raffaelli. Al Campo d’aviazione, pieno zeppo di seconde case estive, si lavora all’asfaltatura di via dei Lecci dopo più di 5 anni in cui è stata ridotta peggio del tracciato della Parigi-Dakar. Bene, quindi. Ma perché qua i lavori si fanno solo a luglio? Bucciarelli ha promesso che tutto sarà finito entro oggi. Intanto i vigili, ma guarda un po’, avevano messo una transenna chiudendo una delle tre traverse di via Mei all’ingresso da via Pisano. «Per far capire agli automobilisti che da lì non si poteva andare in via dei Lecci dove c’erano i lavori», ha detto l’assessore Athos Pastechi. Ma in comune c’è qualcuno che conosce la città? Da quella transenna, per raggiungere via dei Lecci, serve l’elicottero. In compenso nessuna traversa di via dei Lecci è stata transennata e da due giorni auto, camion, motorini e bici circolano liberamente sulla via scarificata e in mezzo alle macchine del cantiere. Il quale non riposa neanche nell’intervallo del pranzo: forse queste ditte vengono a fare i lavori a Viareggio in piena estate perché nei comuni vicini, quelli veramente turistici, i regolamenti vietano di rompere le scatole a residenti e villeggianti?
BILANCIO o non bilancio, questa è la gestione del centrodestra da tre anni. Anche in centro, in via S.Antonio, ieri è apparso un divieto di sosta per asfaltatura. Ma i lavori non sono cominciati. Certo, Bucciarelli non ha tutti i torti: al Campo d’aviazione, ad eccezione di chi ha comprato la casa al mare negli anni d’oro, turisti non se ne vedono più. Lo conferma Giorgio Grasseschi dell’agenzia La Pineta: «A inizio anno abbiamo avuto qualche telefonata di informazioni sulle locazioni estive, poi più nulla. Quest’anno non si affitta neanche un bilocale». Perché la mamma dei cretini è sempre incinta, ma i pargoletti al mare a Viareggio non ce li manda più. Turisti cretini sì, ma fino a un certo punto.
DEL RESTO, anche a quelli che nel weekend di S. Giovanni, baciato dall’esodo patronale fiorentino, hanno riempito i pochi alberghi rimasti, che ha offerto la città? Erbacce, sporcizia, e via elencando quel per cui protestano da tempo i viareggini che ora pagheranno anche lo stonfo Tia: stangata, ma non per tutti. Questi sono i tempi della politica, e di palo in frasca con gli occhi ai soldi del bilancio, sono state fatte le delibere di pacificazione con la giuria del Premio Viareggio Rèpaci? Risposta semplice, no. Sono state assegnate le case dell’emergenza abitativa pronte da 3 anni? No. Antonio Batistini, capogruppo Pd che pure sostenne la giunta Marcucci, la «madre» di tutti i debiti, chiede ora al comune il resoconto delle case pro sfrattati prese in affitto coi fondi del sociale, e vuole anche l’elenco dei proprietari. Se ne potrebbe vedere delle belle. Nel frattempo chiede anche: «Il 28 giugno il dirigente del sociale (lo stesso delle finanze e bilancio; Ndr) ha sospeso l’atto di decadenza di una casa popolare del Varignano a una persona che avrebbe superato il limite di reddito, si parla di 105 mila euro anche se non ho visto gli atti. Vorrei sapere se è stata rispettata la procedura anche di informazione ai responsabili dell’ufficio casa e alla commissione casa in cui ci sono i sindacati. Credo ci sia bisogno di sentire che ne pensano».
Beppe Nelli
Lanazione.it
PER I RIFIUTI PAGHIAMO PIU’ DI TUTTI
Dalle 19 alle 3,20 del mattino dopo per approvare i regolamenti dei vari aumenti fiscali. Un consiglio comunale mostre, per di più interrotto per 1 ora e mezzo perché le date dei documenti del piano finanziario Tia non collimavano, ha comunque rinviato l’approvazione del consuntivo 2010. Mai il venbo «rin viare» è stato così gettonato: ieri infatti la giunta Lunardini ha rinviato a oggi l’approvazione dello schema del bilancio 2010, in mancanza della quale arriverà il commissario prefettizio. Perché ovviamente non era pronta la delibera della Patrimonio sulla varia scansione tariffaria Tia, per categoria, con l’aumento votato del 19%.
L’incongruenza delle date è stata scoperta da Andrea Palestini (nella foto mentre discute col Dg Edoardo Rivola: «La delibera del piano tariffario Tia è stata trasmessa in due versioni diverse alla commissione bilancio, e anche fuori dei termini. Il piano finanziario Sea è stato protocollato il 22 giugno, mentre la delibera di giunta e i pareri tecnici erano datati 21 giugno, il giorno prima del ricevimento. Come hanno fatto ad approvare il giorno prima di ricevere l’atto? La delibera riporta che l’atto modificato è stato ritrasmesso il 22 giugno. La giunta e il segretario generale hanno detto che era stata sbagliata la copiatura della camicia della delibera in bella, secondo me hanno fatto come ‘1984’ di Orwell dove le notizie del passato venivano corrette per adattarle al presente. Comunque l’atto di Sea è protocollato il 22, le incongruenze sono palesi anche se non metto in dubbio la parola della dottoressa Priore. Su questa faccenda hanno sospeso il consiglio per un’ora e mezzo, sembrava ritirassero la delibera per portarla il 30, ma se avessero votato dopo la mezzanotte sarebbe saltato tutto. Inoltre quelli che sono stati presentati come risparmi sono in realtà rinvii, sia per Veolia sia per Sea che l’anno prossimo recupera quel che non riscuote quest’anno. Nel 2012 ci sarà un altro ritocco della tariffa, a meno che come ha detto il dirigente Allegretti non diminuiscano le quantità portate a Falascaia per compensare in parte gli aumenti che rischiano di diventare strutturali».
Ma c’e’ di peggio: «A settembre 2010 i 6 comuni del Cav approvarono all’unanimità la tariffa di 159 euro a tonnellata per lo smaltimento con Tev, perché con l’impianto chiuso non tutte le componenti di costo dovevano essere pagate. I dirigenti Allegretti e Nieri hanno controdedotto l’accordo dicendo che la tariffa non andava bene perché Tev non ha contestato il contratto Daviddi per la sua risoluzione, ma un articolo sui lavori in danno per mettersi a norma. la giunta non ha deliberato e da mesi alcuni comuni pagano 159 euro, e Viareggio paga 177 euro a tonnellata. E’ grave che tutti vadano in ordine sparso».
DISASTRO FIRMATO MARCUCCI & LUNARDINI
Ancora un interessante articolo di Beppe Nelli che rende ancor più chiaro il “distrato” bilancio comunale Nel segnalarverlo evidenziamo un errore; la più grande azienda versiliese è la Ausl12 che ha circa 2000 dipendenti. Dopo anni di inutili “attenti al lupo”, il lupo è arrivato e morde i viareggini nelle tasche. La ricreazione è finita. Il Paese dei Balocchi che la città credeva di essere il carretto dell’Omino di Burro. E i ciuchini comunali scalpitano. Perché dalla giunta Costa in poi hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità. Ci sono molti esempi del tempo perso, e delle criticità strutturali di questo comune che dovrebbero essere risolte. Ne facciamo alcuni, più che certi che né questa giunta, né l’opposizione se e quando tornerà a governare, vorranno metterci mano.
Il comune di Viareggio ha un po’ più di 500 dipendenti. Il 60% della spesa corrente di questa che è la più grande azienda versiliese se ne va in stipendi lordi. Ma che fanno i comunali, di concreto, per la comunità? Poco o nulla, nel senso che producono poco o nulla: la stragrande maggioranza si occupa direttamente o indirettamente di incassare dai cittadini-sudditi le risorse che per più della metà servono a mantenere questa burocrazia. Il settore parchi e giardini è stato smantellato dal centrosinistra. Franco Allegretti prova a ricostituire con i pochi operai comunali una squadra di taglia erba, su disposizione dell’assessore Athos Pastechi. Roba di appena 2 settimane fa, infatti basta vedere le foreste d’erba e ceppaie ovunque, anche sul viale dei Tigli. Quanti dei 108 vigili urbani vedete in giro? Che fanno negli uffici? Pratiche edilizie, ambientali, multe… Procacciano risorse. Certo, settori come l’annonaria si spaccano la schiena. E il resto? Per l’assistenza alle manifestazioni vengono pagati dai privati; per la scorta ai navigli vengono pagati dalle aziende; per i turni notturni la giunta non ha risolto nulla e siamo a luglio. E all’ufficio tecnico? Che producono per la collettività? Controlli, pratiche edilizie, oneri d’urbanizzazione non sono la costruzione di qualcosa di concretamente utile per la gente, ma pur sempre procacciamento di risorse. Se fanno il progetto di un’opera pubblica, vengono pagati extra. Se ai vigili si dà l’incarico di verifiche per l’assegnazione delle case, si pagano extra. L’attività notturna è extra. E la giunta Marcucci s’inventò un’infornata di società partecipate con relativa campagna assunzioni per aggirare il blocco del turn over in comune. La giunta di Luca Lunardini ha fatto tagli, ma gli assunti sono rimasti e aumentano: e quelli della Patrimonio, per esempio, fanno quasi esclusivamente la raccolta dei tributi comunali che foraggiano la spesa corrente che per il 60% se ne va in stipendi. Il gatto, anzi il ciuchino di Collodi, si mangia la coda.
Passiamo ad altro. La spesa per la cultura. Un caso per tutti, il Carnevale: quest’anno (dati del presidente Alessandro Santini) riceve dal comune un contributo di 1 milione e 847 mila euro (200 mila gli sono stati tolti per salvare il Pucciniano, che prende dal comune appena 285 mila euro, ridicoli per una manifestazione lirica). Ebbene il Carnevale, prima manifestazione commerciale cittadina, ha venduto 28.223 cumulativi e appena 89.547 biglietti. Ha richiamato cioè, da fuori città, appena 89 mila turisti veri e propri, anche per un sol giorno. Ebbene, per ogni turista forestiero il comune ha messo 20,62 euro. Uno sproposito. Certo, ha fatto brutto tempo: ma un anno fa i forestieri furono 109 mila, e il contributo pro capite analogo. Il comune deve smettere di fare il Carnevale? Certo che no, ma se i viareggini non si decidono a cambiare la struttura dei costi della manifestazione, arriverà il giorno che i mascheroni faranno la fine dei ciuchini dell’Omino di Burro. Mentre le manifestazioni culturali minori, oggi come ai tempi della giunta Marcucci, assomigliano a una pioggia di contributi ieri a sinistra, oggi altrove. Alcune mostre, talvolta, furono e sono «mostriciattole».
Che dire poi della spesa sociale, altro intervento obbligatorio. Anche qua, in tre anni, la giunta Lunardini non ha toccato la struttura dei costi dell’assistenza, per dare assistenza spendendo meno e meglio, lasciandola come l’hanno costruita tre precedenti giunte di centrosinistra. Anzi, il centrodestra non ha ancora assegnato le case per l’emergenza, e continua a spendere più di 600 mila euro solo per tenere gli sfrattati nelle pensioni. E dei voucher lavorativi che sostituirebbero il minimo vitale si son sentite solo chiacchiere. Anche qua arriverà il giorno in cui il settore dichiarerà bancarotta, e se si fa qualche controllo, come si è visto, va pagato extra.
In questa situazione i viareggini meno sprovveduti hanno già capito da soli che il centrosinistra non ha poi amministrato così bene in passato, come dicevano i fans di Marcucci, ma anche il centrodestra non è stato capace di modificare alcunché di concreto o, per dirla con Karl Marx, “strutturale”. E allora, parlando di soldi buttati al vento, a che servono tre assessori della giunta Lunardini che tutti sanno, magari per carenza di fondi o altro, non aver fatto nulla in 3 anni? Il sindaco li tagli, e risparmi anche sulle loro indennità. Il che sarebbe un bel gesto, visto che al contrario il bilancio 2011 si presenta come il classico documento del contabile che, proteggendo i protetti dalla legge del pubblico impiego, rimette il conto ai cittadini-sudditi chiamati a tappare le magagne di tasca propria. Mentre evasori e «categorie fiscalmente protette» se la ridono.
Beppe Nelli
Lanazione.it
DUE ANNI SENZA IL CENTRALE. CHIUDE ANCHE L’EOLO
Oggi si celebra il secondo anniversario della chiusura del cinema Centrale, con il “Pidocchino” ancora malinconicamente abbandonato e la via Battisti meno animata e meno illuminata dal punto di vista culturale. Ma, ironia della sorte, la ricorrenza rischia di diventare ancora più triste — almeno per chi è affezionato alle sale di tradizione — per la chiusura del cinema Eolo, sala storica della Passeggiata. Infatti l’antico cinematografo di Ciro Barsanti, che viene raccontato da Mario Tobino sulle pagine di “Sulla spiaggia e di là dal molo”, da settimane è chiuso per lavori. E non riaprirà, perché la proprietà considera antieconomica la gestione della sala. Da tempo giace in Comune la domanda di trasformare l’Eolo in un negozio della multinazione dell’abbigliamento Zara. Nonostante i pareri contrari delle associazioni commercianti, l’obiettivo rimane quello.
Dunque siamo a meno due, e sembrano lontanissimi i tempi in cui la nostra città era la seconda piazza cinematografica della Toscana, prima della rivoluzione delle multisale. Allora (si parla di 18-20 anni fa) Viareggio era un’isola felice, con il record nazionale della vendita di biglietti in proporzione al numero degli abitanti. Poi, appunto, multisale e multiplex hanno rivoluzionato l’esercizio cinematografico e Viareggio è andata in caduta libera.
Sono chiusi Centrale ed Eolo, ma è saltata anche l’ipotesi di acquisto dell’Eden da parte del Comune, con i fondi Piuss. Il piano sarebbe anche stato approvato, ma poi il Comune ci ha ripensato, ufficialmente per gli oneri finanziari, solo in parte coperti dal Piuss. Servivano un milione e 800mila euro per la sistemazione del palcoscenico, più l’acquisto dello stabile (o eventuale permuta con un altro fabbricato di proprietà comunale). Viareggio avrebbe avuto il suo teatro comunale, ed era pronto un piano di gestione da 540mila euro l’anno, da coprire con i ricavi e con il risparmio delle spese di affitto per la stagione teatrale. Per fortuna almeno l’attività cinematografica proseguirà con la gestione di Fabrizio Larini, subentrato ai primi di maggio. Larini, ex sindaco di Massarosa e presidente della Salt, è un imprenditore di successo che da molti anni ha rilanciato il cinema Goldoni, raddoppiandone gli schermi e puntando su una programmazione di sicuro richiamo commerciale. Il contratto per la gestione dell’Eden ha scadenza nel 2022.
Ma torniamo al Centrale.
Il Comitato “Salviamo il Centrale” e il Cineforum Belvedere danno appuntamento stasera alle 18,30 davanti alla sala di via Battisti. Interverranno l’attore Andrea Buscemi e il regista Paolo Benvenuti, è l’invito è rivolto alle persone impegnate nella cultura cittadina, alle associazioni culturali e agli amanti del cinema. “Dopo due anni — scrivono i promotori della manifestazione — né la parrocchia, né la curia, né le istituzioni hanno fatto niente per garantire la riapertura del cinema». Il Comitato sottoporrà a tutti «una proposta concreta per riattivare il cinema Centrale, spazio culturale del quale la città è stata deprivata».
In realtà sembra difficile tornare indietro, come si intuisce anche dalle dichiarazioni del parroco di Sant’Andrea. Passa il tempo e qualcuno fa confusione: capita di leggere di un Centrale chiuso per mancanza di pubblico, per l’incapacità di tenere il passo con i tempi nuovi. La realtà invece è diversa: la gestione di Mario Carmignani era sana, poteva contare su un pubblico motivato e fidelizzato. Sicuramente il Centrale avrebbe continuato il suo percorso se la parrocchia, proprietaria dello stabile, non avesse voluto a tutti i costi lo sfratto. Perché? A suo tempo fu detto che la parrocchia intendeva gestire direttamente il cinema. In questi due anni non è stato così. C’è poi un progetto di riqualificazione edilizia, presentato a suo tempo in Comune, che prevedeva una sala più piccola e volumi da recuperare per uso abitativo e commerciale. E’ un progetto ancora valido per la parrocchia? Adesso il Comitato ha sottoposto al curato un piano per far ripartire il Centrale. I dettagli saranno resi noti oggi.
U.G.
Lanazione.it
POVERA VIAREGGIO CHI TI SALVERA’
“O Viareggio bella fata...”, suona una famosa canzone del Carnevale. Ma pure la fata è scappata, e nessuno fa più magie. La Versilia Felix sembra sparire in un vortice di delinquenza senza rimedio. L’ultimo delirio due notti fa, marocchini si sono scontrati a colpi di pistola alla rotonda della Bufalina che dall’Aurelia porta a Torre del Lago. Sul confine provinciale. Un ferito rischia la paralisi, un altro meno grave ha una contusione cranica. E tutto per lo spaccio della droga.
Appena la scorsa settimana un’aggressione alla Stanley Kubrick in via Leonardo, nel pieno centro di Viareggio. Tre slavi incappucciati, in stile «Arancia Meccanica», hanno aggredito in casa un’imprenditrice turistica e il marito medico: li hanno massacrati di botte fino a farsi consegnare denaro, gioielli, tutto quel che di prezioso c’era nell’appartamento. Succede ovunque nel mondo, per carità. Ad esempio nella famosa Pineta di Ponente, in mezzo ai quartieri nobili in cui le case costano dal milione di euro in su: qui ancora degli stranieri, stavolta maghrebini, avevano creato un fiorente mercato di coca e eroina non solo di notte, ma anche di giorno tra mamme e bambini. Massicce campagne di carabinieri e polizia hanno migliorato la situazione.
Ma la coperta è corta. Negli ultimi venti anni nessun governo ha mai realmente e stabilmente rinforzato commissariato e Arma di un territorio che ogni week end raddoppia la popolazione ed è attrazione di criminalità micro e maxi. Quando nel ’68 contestazione e spari alla Bussola lasciarono a terra un ferito paralizzato, la Versilia scoprì che gli anni ruggenti erano terminati. Ora ruggiscono ben altre belve. Esotiche. Si prostituiscono alla stazione centrale, in piazza Dante, dove ogni tanto volano bottiglie nelle risse. Quelle nordafricane, che sempre per droga tre anni fa ammazzarono un immigrato sulla spiaggia di Torre del Lago, e fracassarono le vetrate di un locale dove s’era barricato il complice tra i clienti terrorizzati. E glissiamo sull’invasione dei vu’ cumprà e dei furti a ripetizione.
«Purtroppo tanti clandestini vivono in quella terra di nessuno che è la Pineta Salviati — ammette sconsolato l’assessore torrelaghese Athos Pastechi — E’ territorio pisano e le nostre forze dell’ordine non possono andarci, ma è lontano da Pisa e i pisani non se ne curano. Così, indisturbati, bivaccano nel Parco e vengono a rubare e spacciare droga da noi. Non ce la facciamo più, qua ci vuole l’esercito». O un miracolo. Come quello di un burlone pochi anni fa sul molo. Quando le madonne piangevano sangue, dipinse lacrime rosse sul busto di Lorenzo Viani e gli mise al collo una pasquinata: «Povera Viareggio, chi ti salverà».
Beppe Nelli
Lanazione
LO SCANDALO DELLE SPIAGGE ATTREZZATE
Ancora promesse disattese ed ancora conferme che in comune non tutto va come dovrebbe. Parliamo della gara per l’affidamento delle spiagge al Vialone e a Torre del Lago. Dopo l’inaccettabile ed incomprensibile gestione burocratica che avevamo già segnalato, ci eravamo rassicurati leggendo, sui quotidiani locali, le assicurazioni e le promesse che garantivano un ritorno alla normalità a partire da domenica 22 maggio. La domenica, però, è passata ed oggi La Nazione (l’articolo è di Beppe Nelli) rende noto che tutto è ancora in “alto mare” e, addirittura, che la stagione rischia di saltare. Se così fosse però, ma non osiamo pensarlo, dovrebbero saltare anche i responsabili, nessuno escluso, di questo vero e proprio scandalo.
IL PRINCIPINO? MEGLIO NON VENDERLO
Vendere il Principino? No, meglio investire un po’ di soldi e mantere la gestione pubblica. Chi lo dice è Riccardo Cima, nominato dal Comune nell’agosto dello scorso anno liquidatore della struttura. In meno di un anno il liquidatore si è accorto che la vendita non soltanto è rimasta nei desideri dell’amministrazione per mancanza di acquirenti, ma che anzi, forse, il Principino, a determinate condizioni, potrebbe portare degli utili.
Circa 700 mila euro dalla gestione del bagno, altri, titti ancora da stimare, dall’attività congressuale. Secondo Cima con un investimento pubblico di due-tre milioni (magari riuscendo ad attingere a finanziamenti europei) il Principino potrebbe essere rimesso a nuovo e rappresentare un esempio di come gestire 12 mesi l’anno un’attività balneare.
“Credo — dice Riccardo Cima — che sia giunto il momento di aprire un confronto e un dibattito in consiglio comunale. Le opzioni sono tre: o si vende il bagno, o si lancia una sorta di azionariato pubblico-privato, oppure, previo congruo investimento, si può pensare di rilanciare la struttura sia per l’estate che per l’inverno”. Il dibattito sul futuro del Principino, insomma è aperto. “La privatizzazione — spiega il liquidatore Riccardo Cima — da una parte ti consente di fare cassa, ma dall’altra ti impedisce di sfruttare un bene che, ripeto, potrebbe portare nelle casse comunali degli utili interessanti ogni anno. Va da sé che se però lo vuoi tenere, devi fare degli investimenti. E credo che il Comune dovrebbe trovare la forza, oltre che le risorse, di immettere almeno due-tre milioni di euro”.
Il tutto deve però passare dal consiglio comunale. “E’ evidente — prosegue Cima — perché questa è una scelta che devono fare politici e amministratori. I politici, e parlo in questo caso da comune cittadino, devono decidere una volta per tutti se credere o meno nel turismo balneare e non solo. Se lo si fa, bisogna farlo con i fatti e non solo a parole”. E i fatti, per Cima, sarebbero un sostanzioso investimento nella riqualificazione dello stabilimento balneare Principe di Piemonte “che — ricorda — è la porta d’ingresso del nostro turismo. Presentare ai visitatori una struttura bella e funzionale rappresenterebbe una bella spinta per il rilancio del turismo e dell’economia locale”.
Ieri intanto proprio il Principe di Piemonte, per dare un esempio ai tanti privati, ha inaugurato la stagione piazzando sulla spiaggia i primi dieci ombrelloni. “Per tutto il mese di aprile — ha detto Cima — saranno gratuitamente a disposizione dei clienti fissi del bagno e pagamento per gli altri”.
LA PINETA DI PONENTE: “FATTI”
Martedì scorso, La Nazione ha pubblicato un articolo, nel quale, corredato con una mia foto da “spazzino”, si denunciava lo stato di abbandono del “Parco” in termini di pulizia e di sicurezza. Il giorno dopo, l’assessore Pastechi contestava il mio comportamento, asserendo che cercavo di farmi vedere per ottenere l’apertura del Viale Capponi, a pro del mio locale “Il pino sul tetto” e che Lui avrebbe risolto il problema della pulizia e che non c’erano emergenze “sicurezza”. Nel pomeriggio dello stesso giorno, chiamavo la redazione de La Nazione, contestando le assurde asserzioni difensive dell’Assessore, riferendo ad una Signorina, apparentemente molto attenta, che non ero interessato a polemiche, che mi interessavano i fatti, e che l’Assessore aveva riposto “fischi per fiaschi” , per una sterile difesa della sua inerzia.
Si è attaccato ad un episodio di circa un anno e mezzo fa, quando, per provocazione, richiesi l’apertura del Viale Capponi, sintanto che non fosse messa in sicurezza la zona, con luci, telecamere, pattuglia di Vigili. Si, di “Vigili”. E continuo a chiedermi: Quanti sono e dove si trovano i Vigili di turno alla sera? E’ possibile approfondire la circostanza: non chiacchiere; ma fatti. Scusate, mi faccio prendere la mano; ma forse una sofferenza di otto anni di disagi e di rabbia per l’incapacità degli amministratori della mia Città, che sta morendo, potrebbe anche giustificarmi un po. Tornando a bomba e sempre i fatti, stamani dalle 8 alle 9 e 30, ho ripreso la mia opera di spazzino un “intervento” modesto, ma mi pare efficace anche se ristretto a causa dei miei attuali, diversi, impegni.
Datemi 5 persone e qualche volontario, dalle 7 alle 13 e in cinque giorni, in pineta, non risucirete a trovarci neppure una cicca: a parte rami, ciocche ed erba alta; ma quello è un altro discorso ancora. Nota finale: devo meravigliarmi per il fatto che La Nazione abbia lasciato l’ultima parola all’Assessore Pastechi, alla sua discutiile replica, fuori tema, oppure è stato giusto così, in quanto ormai non c’era più “notizia” e la mia replica (che ritengo forse erroneamente) legittima, non interessava più a nessuno, nonostante il suo fondamento sui fatti e non sulle chiacchiere?
Augusto Barsotti
“MINACCE DI MORTE”
Ieri sul Nuovo Corriere della Versilia e su La Nazione sono apparsi due articoli in cui la consigliera comunale Romina Cortopassi segnalava il contenuto di alcuni commenti inseriti da Daniele B. nel post “Campagna elettorale o cosa?“, in cui erano contenute frasi inneggianti la riapertura di campi di concentramento per politici e presunte minacce di morte (interventi che, appena letti, abbiamo cancellato). Negli articoli si legge anche che, per questo motivo, è stato chiesto l’intervento della Polizia Postale. Nel segnalarvi la vicenda vogliamo dire alcune cose. Riteniamo inaccettabile, e lo abbiamo anche scritto, che possano essere “pensate e scritte” frasi del genere. Pensiamo che oggi, più che mai, la nostra Città e la nostra Società abbiamo bisogno di persone che vogliano e sappiano confrontarsi senza offendere, minacciare, denigrare, escludere od ignorare gli altri. Siamo convinti che nessuno possa pensare di “fuggire” alle proprie responsabilità, qualunque esse siano. Ci auguriamo, infine, che Daniele B. senta il bisogno di “rimediare” magari contattando direttamente la signora Cortopassi per fissare con lei un incontro chiarificatore. Da persona a persona, guardandosi negli occhi.
viareggiok
UN’UNICA GIURIA PER GIUDICARE I CARRI
Sarà un’unica giuria composta da 11 persone a decretare i carri vincitori per ogni categoria. Lo ha deciso la Fondazione che ha definitivamente abbandonato (o forse meglio accantonato per quest’anno) l’idea di dare vita a una giuria popolare da affiancare a quella tecnica. Erano già stati estratti i nomi dei 1.200 viareggini che sarebbero stati chiamati a esprimere un voto. Ma non se ne farà di nulla. La Fondazione ha deciso di soprassedere accettando il parere negativo espresso al riguardo dai carristi. In una nota di poche righe firmate dal presidente dell’associazione costruttori Roberto Vannucci, infatti, i carristi hanno invitato la Fondazione a ripensare alla scelta di una giuria popolare.
“Riteniamo — scrive Vannucci nella lettera inviata ala Fondazione — che la giuria popolare non garantisca una valutazione tecnica e obiettiva nella valutazione delle costruzioni. Vista l’importanza del verdetto con l’avanzamento e retrocessione la valutazione della costruzione e del carrista deve essere molto tecnica e attenta ai valori delle varie opere. Pertanto chiediamo che venga mantenuta la giuria tecnica che riteniamo più adatta alla valutazione delle opere. Quella a schede tipo l’anno scorso o a discussione riteniamo sia garante di un verdetto obiettivo”.
I carristi, insomma, invitano la Fondazione a non cambiare metro di giudizio in corso. In sostanza siamo nel pieno di un bando triennale e la paura dei costruttori è che le sorti future dei un’azienda, in caso di retrocessione, non possa essere delegato a un semplice giudizio popolare. Anche perché poi non era facile, alla fine dei conti, valutare il peso della giuria tecnica e di quella popolare nella valutazione complessiva.
La Fondazione ha accolto le indicazioni dell’Assocostruttori e ha deciso di tornare all’antico. Via libera quindi a una giuria tecnica, che sarà una sola, composta da 11 persone, chiamate a valute i carri di Prima, di Seconda, le mascherate di gruppo, le maschere isolate e i premi speciali. L’idea del presidente Alessandro Santini è anche quella di ripristinare il premio della critica chiedendo un giudizio ai rappresentanti della stampa e delle tv.
Un’innovazione rispetto allo scorso anno comunque ci sarà. Scartata l’ipotesi di riunioni collegiali fra i giurati, viene riproposta la scheda individuale che ciascuno giurato, autonomamente, e in gran segreto consegnerà al notaio. La scheda sarà diversa però rispetto allo scorso anno: il giurato dovrà semplicemente comporre la sua classifica e dovrà esprimere a margine i motivi che lo hanno indotto a fare tale scelta.
Paolo Di Grazia
Lanazione.it
















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