LA CENSURA DEI SINDACATI PER IL PRIMO MAGGIO

by · 2 maggio 2012 · Categoria: Comunicati 
6 Commenti

Per il 1° Maggio, assieme ad Assemblea 29 giugno, abbiamo deciso di essere presenti alle iniziative di Seravezza e Stiava, come negli anni passati. Per nostra sollecitazione, la sera prima, ci è stata data la possibilità di prendere la parola per spiegare succintamente le iniziative e l’iter processuale della strage di Viareggio. A Seravezza ha parlato per alcuni minuti Claudio, a Stiava avrei dovuto parlare io. Ho chiesto se poteva salire sul palco anche Riccardo per spiegare la sua situazione rispetto al licenziamento in quanto conseguenza della mobilitazione per la verità, la giustizia, la sicurezza: era il giorno di Riccardo, come di tutti quei lavoratori che subiscono questi ricatti! Questa richiesta ci è stata negata dai rappresentanti sindacali promotori del 1° Maggio con una motivazione a dir poco insolita e ridicola: “l’intervento di Riccardo avrebbe diviso la piazza …”. Intervenire tre minuti per dire che:

- l’art. 18 è una tutela che dobbiamo assolutamente difendere,
- l’udienza del suo licenziamento si terrà al Tribunale del lavoro di Lucca il 5 luglio prossimo,
- sono in programma prossimi appuntamenti fino al 29 giugno 2012 (manifestazione – fiaccolata in occasione del 3° anniversario della strage),
- i familiari di altre immani tragedie hanno dato vita al Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per sviluppare e rafforzare la solidarietà e l’unità affinché simili stragi non siano dimenticate, non rimangano impunite e non abbiano a ripetersi.

Queste considerazioni e informazioni avrebbero spaccato la piazza?! Ma vogliamo scherzare?  In piazza non abbiamo fatto alcuna polemica. Pensiamo, però, giusto informare di questo fatto che giudichiamo molto grave e vergognoso, auspicando che non si ripeta. Consideriamo questa censura una grave caduta di stile, offensiva nei confronti di noi familiari che sosteniamo la reintegrazione di Riccardo, oltre che nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrice che i sindacati dovrebbero rappresentare e rispettare.

Daniela Rombi
Presidente dell’Associazione
“Il mondo che vorrei” – onlus

ANCORA MORETTI… MA BASTA!

by · 19 aprile 2012 · Categoria: Comunicati 
4 Commenti

Regione Toscana e Lega Ambiente hanno promosso una Conferenza nazionale “Sulla mobilità ferroviaria e l’innovazione del trasporto pubblico locale” venerdì 20 aprile a Firenze, Piazza Adua 1, stazione di S. Maria Novella, sala convegni Pala affari. Il “cavalier-Moretti” partecipa alla 1^ sessione alle ore 10.00, assieme a Ermete Realacci e Enrico Rossi. Oltre a loro vi sono assessori, presidenti, amministratori delegati…

Invitare il sig. Moretti a partecipare a convegni, seminari, conferenze ci vuole un bello stomaco. Noi siamo tra coloro che né lo invitiamo, né siedono al suo fianco. Perché?

- E’ indagato nella strage di Viareggio (32 vittime, feriti gravi e gravissimi …) in qualità di Amministratore delegato;
- a poche ore dalla strage e nei mesi successivi ha rilasciato dichiarazioni vergognose ed offensive nei confronti delle vittime della strage di Viareggio;
- è responsabile di una politica aziendale che ha contribuito a penalizzare la sicurezza in ferrovia: la strage di Viareggio è figlia di tutto ciò;
- ha diffidato i due ferrovieri che partecipavano all’incidente probatorio nella ricerca della verità e della giustizia facendo sì che uno abbandonasse l’incarico;
- ha sospeso prima e licenziato poi il ferroviere che non ha subito intimidazioni, ricatti e minacce;
- ha licenziato e sospeso, in questi anni, ferrovieri ed Rls perché impegnati su sicurezza e salute in ferrovia;
- ha spudoratamente dichiarato, in un incontro alla Regione (14 settembre 2009) che quel ferroviere di Viareggio, prima o poi, lo avrebbe licenziato;
- ha, attraverso i suoi avvocati, intimorito i familiari minacciando lo spostamento del processo dalla sua giurisdizione perché a Viareggio non vi sarebbe un clima sereno;
- ha, attraverso i suoi fiduciari, praticato forme subdole di intimidazione nei confronti di giornalisti e consulenti di parte;
- ha sul libro paga di Rfi (Rete ferroviaria italiana) l’ingegnere perito del Gip nell’incidente probatorio;
- ha una paura fottuta del processo sulla strage di Viareggio perché sa che non sarà il solito processo dove i suoi attuali consulenti di fiducia erano Ctu della procura e dove ai macchinisti deceduti fu vigliaccamente accollata la responsabilità del disastro (vedi disastro ferroviario di Crevalcore);
- ha una vergona indicibile nel guardare le foto dei nostri cari morti bruciati, lo disturbano.

Moretti deve:

- ritirare i provvedimenti disciplinari (licenziamenti, sospensioni, ecc.) nei confronti dei ferrovieri impegnati sulla sicurezza;
- rassegnare le dimissioni da Ad del Gruppo ferrovie dello Stato italiane;
- affrontare l’iter processuale senza alcun colpo di mano.

Allora sì! Che accetteremmo le sue scuse perché sincere e convinte. Mentre non accetteremo mai quelle che propaganda: scuse ipocrite e fuori tempo massimo, ora è il tempo del processo! Infine, ci chiediamo: come si fa ad invitare una simile persona e a discutere assieme di cose nell’interesse della collettività? Sappiate che il suo interesse per la “collettività” è meno di niente! Viareggio e tutti gli altri incidenti in ferrovia lo dimostrano amaramente. Cari presidenti Rossi e Realacci, non vorremmo che un giorno dobbiate pentirvi di queste “conferenze”! Basta, basta con Moretti! E con chi oggi lo “coccola” o addirittura si genuflette.

Associazione “Il mondo che vorrei” – onlus
La presidente Daniela Rombi

INFORMAZIONE E DENUNCIA

by · 14 aprile 2012 · Categoria: Comunicati 
2 Commenti

Il giorno 13 aprile un gruppo di familari delle Vittime della tragedia del Moby prince (140 morti il 10 Aprile 1991) e della tragedia della stazione di Viareggio (32 morti 29 Giugno 2009) si sono recati all’isola del Giglio, per portare la loro solidarietà alle famiglie delle Vittime della costa concordia, per ringraziare la Comunità gigliese della disponibilità mostrata, e per presenziare a un convegno organizzato dalla regione Toscana e dalla Comunità Europea sulla sicurezza della navigazione e dei trasporti passeggeri. Dopo aver effettuato il nostro intervento al convegno abbiamo accettato la richiesta di alcuni giornalisti presenti di aprire i nostri striscioni nella piazzetta vicino al locali dove si svolgeva il convegno, poche immagini (anche per la pioggia) quando siamo stati avvicinati da un signore che piu’ volte ci ha fotografato e successivamente ci ha chiesto cosa facevamo, chi eravamo e le motivazioni della nostra presenza. Sinceramente mi sono meravigliato di tali domande, i due striscioni sono chiari:

Moby Prince 140 morti nessun colpevole
Verità giustizia sicurezza per Viareggio

frasi chiare lampanti che certo denunciano ma non offendono la sensibilità di nessuno, inoltre avevamo appena preso la parola al convegno e quindi detto chiaramente nome cognome e chi eravamo. Sinceramente le domande rivolte a Daniela madre di una delle ragazze deceduta a Viareggio, che aveva anche una maglia con la foto sorridente di sua figlia, mi hanno disturbato, che cosa ci fa qui, come si chiama, col tono accusatore di chi ti pesca sul fatto. Credo che non esistano leggi che impediscano a una madre di chiedere giustizia per sua figlia soprattutto se lo fa con dolore ma con compostezza, con rabbia, ma con rispetto. Ecco Signor ministro mi rivolgo alla sua sensibilità di donna, si adoperi perchè i funzionari che vengono mandati a fare controlli usino RISPETTO, il dovuto a chi ha perso in maniera tragica un familiare e aspetta Giustizia, altrimenti è meglio che restino negli uffici e negli archivi a fare altro.

Colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti.
Loris Rispoli
Presidente associazione “140”
Familiari Vittime moby prince

Alla Dottoressa Annamaria Cancellieri
Ministro dell’Interno

e per conoscenza a Mario Monti
Presidente del Consiglio dei Ministri
e a Enrico Rossi
Presidente regione Toscana

LETTERA DI DANIELA ROMBI A MARIO MONTI

by · 28 febbraio 2012 · Categoria: Comunicati 
3 Commenti

Illustrissimo Presidente del Consiglio, mi chiamo Daniela Rombi e sono la presidente dell’associazione onlus “Il Mondo Che Vorrei”, che riunisce i familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Quel treno, quella notte, ha portato via 32 persone innocenti, che riposavano nella sicurezza delle loro case, ha distrutto un intero quartiere ed ha lasciato segni sconvolgenti sul corpo di molte persone, per sempre. Per tutti noi la ricerca della verità, la necessità di avere giustizia e l’obiettivo che non accada mai più, sono diventati il respiro dei nostri giorni, uno dopo l’altro. Il 29 giugno 2011, in occasione del secondo anniversario della nostra tragedia, abbiamo costituito il “Comitato dei Comitati”, una rete che riunisce molte delle troppe tragedie di questa Italia: dalla Tyssen a L’Aquila, dal Vayont a San Giuliano di Puglia, da Casalecchio di Reno a Livorno della Moby Prince, ecc.

Perché questo Comitato dei Comitati? Per non essere soli di fronte alla tragedia, per unire le nostre forze e il nostro bisogno di verità e giustizia, perché la nostra voce sia più forte ed arrivi fino a Voi per dirVi “Fate qualcosa, non deve accadere mai più!” Ma quante volte, signor Presidente, anche tutti Voi avete detto “non deve accadere mai più”? E poi? E poi niente, dopo qualche tempo ecco che accade un’altra strage annunciata. Tutto questo per dirLe che almeno Lei, al quale qualcuno a cui è veramente accaduta “la fine del mondo”, lo avverte, lo informa, le spiega, almeno Lei Presidente Monti, faccia veramente qualcosa di tangibile per non peggiorare ancora di più la sicurezza in ferrovia, che non sia una mera lista dei costi, una bieca valutazione di quanto può valere una vita umana.

Mi riferisco precisamente al parere contrario fornito dalla Sua Presidenza all’emendamento all’articolo 53, comma 3, proposto dal Ministro Passera. Quando noi familiari e tutta Viareggio, leggemmo sul quotidiano “Il Tirreno” del 16 febbraio u.s., quanto scritto dal Ministro Passera alla Senatrice Granaiola, eravamo felici; il Ministro dei Trasporti, dei trasporti dei cittadini italiani affermava: “ Naturalmente occorrerà promuovere, e di questo l’Italia se ne farà carico nelle debite sedi, un’attività di studio a livello internazionale atta a valutare quali componenti infrastrutturali possano costituire potenziali fonti di rischio in caso di impatto con il materiale rotabile che abbia sviato dalla sua sede naturale. Ciò al fine di rimuovere il più possibile eventuali elementi di pericolosità” Queste sono parole importanti, che moltissimo abbiamo apprezzato e condiviso.

Poi, il giorno dopo, ecco la risposta della Sua Presidenza in merito all’emendamento “….si ritiene che l’intervento normativo proposto non riveste attualità in quanto, gli “obiettivi comuni di sicurezza” non sono ancora stati definiti” Ma che risposta è questa? Si sbriga in tre righe la sicurezza in ferrovia in tema di liberalizzazioni? Se è vero che i CTS non sono ancora stati definiti, perché questo comma? L’art. 53, comma 3, in relazione alle eventuali modifiche da attuare in materia di sicurezza, recita: “devono essere accompagnate (le modifiche) da una stima dei sovraccosti necessari per garantire i livelli superiori a quelli minimi definiti dai CST e da un’analisi di sostenibilità economica e finanziaria per il gestore dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie, corredata da stime ragionevoli anche in termini di relativi tempi di attuazione. La loro efficacia è subordinata all’individuazione delle risorse pubbliche necessari per coprire tali sovraccosti”

QUESTO CONCETTO E’ STRAVOLGENTE!!!

Significa semplicemente che se non ci sono soldi pubblici è permesso non attuare interventi migliorativi della sicurezza, quindi le persone normali possono continuare a morire.

E’ QUESTO CHE VOLETE?

Perché è questo che chiedono le imprese con questo articolo, solo ed esclusivamente il loro massimo profitto, niente altro. Che significato hanno la Commissione per le Investigazioni Ferroviarie del Ministero e l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza in Ferrovia? Potete chiuderle, non hanno motivo di esistere, non serve a niente il loro lavoro, è tutto tempo perso e soldi pubblici sprecati?! E a proposito di ANSF: certamente avrà letto anche Lei sulla conferenza stampa che il Direttore dell’Agenzia ha rilasciato il 23 febbraio u. s.: l’ingegner Chiovelli esprime forti criticità nella manutenzione dei rotabili e dell’infrastruttura (Viareggio ne è un esempio lampante) e nel trasporto di merci pericolose; gli incidenti “gravi” nel 2011 sono stati 117, superando il valore della media tra il 2005-2011. Ed ancora, vediamo come in un grafico viene mostrato come in sei anni presi in esame (2005-2011) non sia possibile apprezzare un avvicinamento dei valori di incidentalità totale allo “zero”; accadono veramente ancora troppi incidenti, nel 2011 ancora 74 morti e 36 feriti gravi, non si può andare avanti così!

Egregio Presidente Monti, crediamo sia opportuno che riveda urgentemente la Sua decisione di non accogliere l’emendamento all’art. 53 proposto dal Ministro Passera; crediamo opportuno che venga mantenuto e votato senza esitazioni; non vorremmo pensare che questo Governo, da Lei presieduto, voglia essere complice consapevole di altri incidenti che, vista la situazione fotografata da ANSF, accadranno ancora. Noi familiari di innocenti vittime vorremmo un Governo che protegge e riconosce l’immenso e unico valore che ha una vita umana e non accolga le solite richieste delle imprese, richieste indirizzate solo al massimo profitto. Mia figlia si chiama Emanuela, aveva 21 anni, è morta bruciata dopo 42 giorni di agonia. Potrei raccontarle di altre 31 vite umane che non ci sono più, bambini, donne, giovani, ma non voglio angosciarla.

Auguro buon lavoro a Lei e a tutti i suoi collaboratori e si ricordi, noi attendiamo una Sua risposta positiva in merito, al più presto. Grazie per l’attenzione che ha voluto concederci, porgo cordiali saluti da parte di tutta l’associazione.

La Presidente
Daniela Rombi

DONAZIONE DEI DIRITTI D’AUTORE DEL CD

by · 2 febbraio 2012 · Categoria: Ok 
Lascia un commento

Sabato prossimo, 4 febbraio alle ore 11,30 presso lo studio di registrazione Ocean Trax Records di Via Ponmchielli 1 (davanti al nuovo parco giochi), gli autori G. Bini e L. Oriundo, con gli interpreti Francesco Gabbani e Paolo Vallesi, doneranno il ricavato dei diritti d’autore incassati con il CD musicale intitolato: “29 GIUGNO 2009 IO CI SARO”, già regalato come allegato al quotidiano Il Tirreno in occasione del primo anniversario della strage, prodotto con il contributo della Banca di Credito Cooperativo della Versilia e della Lunigiana.

La Presidente de “Il Mondo che Vorrei” O.n.l.u.s.

Daniela Rombi

SIATE UOMINI, NON SCAPPATE SEMPRE!

by · 21 gennaio 2012 · Categoria: Comunicati 
Lascia un commento

In riferimento all’articolo apparso stamani sui quotidiani locali, l’associazione “Il Mondo Che Vorrei”onlus, vuole fare alcuni precisazioni. Quello che appare veramente straordinario è l’arroganza e la supponenza che il gruppo F.S. continua a mostrare sulla strage di Viareggio. C’è una Procura che sta indagando sul perché sono state ammazzate 32 persone che riposavano tranquillamente nelle loro case e deve chiedere loro il permesso? Ma F.S. sono parte indagata! Dovrebbero solo stare zitti ed augurarsi di arrivare presto ad un dibattimento dove tutte le responsabilità, che ci sono, possano venir chiarite e porre rimedio per il futuro, affinchè non accada mai più.

Perché le indagini sono tardive? Ci risulta che le indagini non sono ancora state chiuse, quindi la Procura ha il diritto/dovere di indagare, indagare e ancora indagare, lo deve a 32 persone che non ci sono più lo deve a tutti noi, a tutti i cittadini che pretendiamo verità, giustizia e sicurezza. Perché meno affidabili? Ma se trovano soluzioni ai delitti, gli assassini, ahime, anche dopo 20 anni, di quale non affidabilità si parla? Per quanto la pericolosità dei picchetti non devo io ricordarvi la circolare n° 3 del 28/12/32, il disposto della legge 191 del 1974 e del DPR 469 del 1979 (reg. di attuazione)vero? Ma volete anche avere l’arroganza di cambiare le regole della giustizia? Preoccupatevi delle vostre regole e per favore, siate uomini, non scappate sempre!!!

La presidente
Daniela Rombi

A LUISELLA

by · 13 gennaio 2012 · Categoria: Contributi 
5 Commenti

“Chi vivrà… vedrà… certo che con le offese gratuite si fa poca strada“. Con queste parole la Signora-Signorina Luisella, nella sua risposta alle contumelie del sito , che lei stessa si è costruite con la sua lettera, dice due verità che condivido, come uno degli estensori della lettera al Sindaco. Ed allora vediamo di affrontare il tono e il merito delle sue affermazioni.

TONO DELLA RISPOSTA DEL 6 GENNAIO. Con la frase <<ah! a me il carbone non l’ha portato, volete regalarmelo voi??? Ahahahahah>> prendo atto che Luisella crede ancora alla Befana e ride, ride in modo sguaiato, come fece l’Imprenditore Francesco Maria De Vito Piscitelli la notte del terremoto dell’Aquila, pertanto ritengo che sia giovane e per questo occorre essere pazienti con i giovani ed esporLe correttamente i fatti.

Con la frase <<e qui mi sa che siete tutti fermi al palo>> beh anche Lei è ferma al palo , e non se ne rende conto, quando afferma <<e comunque la Rombi l’aspetto tra i candidati a sindaco o al consiglio comunale nelle fine del pd o di Sel… la sto aspettando….!!!>>. Visti i miei capelli bianchi, e visto che Lei è giovane, mi permetto di darLe del tu. Ti consiglio nel frattempo e, nell’attesa vana di aspettare (chi non arriverà mai ) e come dici tu in modo sprezzante, “la Rombi” (come se fosse una cosa), di studiarti bene le questioni prima di esprimerti. Il rischio altrimenti è, successivamente, di obbligarti a difendere  affermazioni dovute solo alla tua ignoranza ( ignoranza nel senso che non conosci le cose che dici ). L’unico obiettivo che hai raggiunto con la tua mail, non so se consapevole, (sarebbe un segno d’intelligenza politica), di distrarre tutti quelli che hanno risposto sul sito dai problemi posti dalla lettera al Sindaco, per concentrare l’attenzione solo sulle contumelie nei tuoi confronti, nel replicare ti poni come una novella Giovanna D’arco in difesa del suo eroe.

IL MERITO DELLE TUE AFFERMAZIONI. La tua lettera esprime la stessa situazione di chi, richiesto dove andasse risponde “son cipolle” ed avendo in mano un sacchetto, alla seconda domanda che cosa ci fosse nel sacco dice “vado a Roma”! Uscendo di metafora: la nostra lettera vuole esprimere un disagio morale, disagio compreso molto bene da Elena Tozzi, e di questo la ringrazio sia per la mail del 4 gennaio sia per quella del 6 con la sua giusta indignazione, e non vuole assolutamente entrare nell’ambito politico, ne tanto meno nel “politicume” come sa bene, conoscendoci, il destinatario. Tu Luisella, senza entrare nel merito delle cose da noi dette parti sparata nel “politicume parlando delle responsabilità di Rossi, delle non competenze del Sindaco ed infine la perla delle tue affermazioni : <<queste facce si modificano a seconda degli interessi che le muovono… ci vorrebbe più onestaà intellettuale. e comunque la Rombi l’aspetto tra i candidati a sindaco o al consiglio comunale nelle fine del pd o di Sel… la sto aspettando….!!!>>

1 ) RESPONSABILITÀ DI ENRICO ROSSI. Lo sai perché Enrico Rossi è stato nominato COMMISSARIO STRAODINARIO e così tu puoi affermare: <<ma non addossategli anche le colpe che non ha e che NON DOVEVA AVERE perchè non erano di sua competenza>>?  Perché a richiesta del Governo il nostro Sindaco ha rinunciato a questo incarico ! Scommetto che non lo sapevi. Io ho le mie idee su questa rinuncia, ma tu chiedi a Lui le motivazioni del rifiuto.
2) DELIBERA. Lo sai che cos’è una delibera di giunta? Lo sai chi si esprime sul bilancio del ? Lo sai che cosa è una Giunta comunale ? Bene io non te lo dico! Informati e studia!  Ti comunico però che la delibera in questione è la n° 543 del 28 novembre 2011. Vai a vedere chi l’ha firmata e scoprirai che non si chiama Enrico Rossi.
3 ) PERLA FINALE. Se fosse capitato a te quello che è capitato alla cittadina Daniela Rombi, secondo la visione che tu esprimi per gli altri (ma che in realtà non è altro che la proiezione dei tuoi desideri), tu avresti fatto quello che sta facendo Daniela solo per ambire ad un posto di consigliera comunale! “Usare” cioè il sacrificio della vita di una figlia per ambire ad un posto in Consiglio comunale? Ma ti rendi conto di quello che dici? Forse, anzi, senz’altro no ! perché tu appartieni probabilmente a quella generazione di donne che mercificano tutto per apparire, per ambire, per arrivare e poi arrivate non saper fare. Il paese è ridotto cosi per queste mentalità televisive costruite, a sommo studio, da chi ha il solo interesse di governare un paese di allocchi (come dice bene il filosofo francese Guy Debord: «Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio» ne “LA SOCIETA’ DELLO SPETTACOLO” ).

Massimo Mencarini

IL PERSONAGGIO SIMBOLO 2011 E’ DANIELA ROMBI

by · 10 gennaio 2012 · Categoria: Redazione 
5 Commenti

Il Personaggio Simbolo, in positivo, del 2011 viareggino è, senza dubbio, Daniela Rombi che i nostri lettori hanno scelto tra le nomination che avevamo proposto. La presidente dell’Associazione “Un mondo che vorrei” è seguita da Riccardo Antonini e dalla chiusura di Falascaia. Lascia perplessi, invece, la qualità dell’aria della nostra Città sulla quale ci sarà molto da lavorare nei prossimi mesi. Tra i fatti rimasti in sospeso anche la scomparsa di Carmazzi e Semeraro, le due donne di cui ancora oggi si ignora ufficialmente il destino, e la vendita della Cittadella. In negativo, infine, “trionfa” Luca Lunardini che “stacca” di parecchie lunghezze Roberto Monciatti e, non certo a sorpresa, i viareggini, ovvero tutti noi.

LETTERA APERTA AL SINDACO DI VIAREGGIO

by · 4 gennaio 2012 · Categoria: Comunicati 
26 Commenti

Egregio Signor Sindaco, il giorno 5 luglio 2011 in cui il nostro concittadino e rappresentante dell’Assemblea 29 Giugno Riccardo Antonini, ferroviere e consulente tecnico di familiari della strage di Viareggio, ha ricevuto la lettera di diffida dalle ferrovie a continuare quest’incarico minacciando lui e il suo collega Filippo Cufari d’ulteriori provvedimenti, Riccardo ne ha parlato in Assemblea ad oltre 50 persone, tra cui familiari dell’Associazione “Il Mondo che vorrei”. Di fronte alle preoccupazioni ed ai nostri inviti alla prudenza, Riccardo, con voce ferma e gran dignità, consapevole delle parole e delle conseguenze delle sue decisioni, ha espresso la sua volontà con queste parole semplici ma piene di significato: “COSA VOLETE CHE SIANO UNO O DUE LICENZIAMENTI DI FRONTE A 32 MORTI?”.

Riccardo è stato licenziato il 7 novembre. Lei si chiederà, perché Le raccontiamo quest’episodio gelosamente custodito nel cuore e nella mente della nostra attività? Dopo la sua decisione e quella della giunta di accettare, unilateralmente, un rapporto con le Assicurazioni degli indagati della strage è palese il confronto di dignità tra Lei e chi, pur non avendo alcun familiare tra le vittime, non avendo alcun danno mobiliare o immobiliare, ha messo in gioco, nell’interesse dei familiari e della città di Viareggio, uno dei beni necessari alla propria vita: il posto di lavoro. Lei, con la sua scelta, ha deciso di rappresentare solo i desiderata del suo partito e la sua carica politica, dimenticando che la sua carica non è quella datale dal suo partito ma è quella di rappresentare tutta la città ed in modo particolare il dolore di questa città, nella tragedia più grande che Viareggio abbia mai vissuto dopo la guerra.

Lei non s’immagina quanto ha umiliato, per primi, i familiari delle vittime e quelli che si battono per valori di “ALTA” politica quali la VERITA’,LA GIUSTIZIA E LA SICUREZZA. E’ evidente a tutti il suo atteggiamento e le sue scelte di baratto, venale e morale, nei confronti dei suoi concittadini impegnati direttamente e di quelli solidali con i valori indicati di politica normale. Valori normali, in un paese normale e civile, e che invece, purtroppo, si debbono definire valori di “POLITICA ALTA” per il livello di qualità a cui i politici hanno ridotto la politica. Abbiamo manifestato il nostro civile disappunto, fermi alla casa comune della nostra città, accompagnati dalle foto dei nostri cari, il giorno 10 dicembre con il presidio al Comune. Non abbiamo voluto partecipare alla manifestazione dei partiti, d’opposizione alla sua giunta, perché non è né nostro ruolo, né nostro compito trasformare il nostro dolore e la nostra dedizione politica in quella, seppur legittima, del dissenso politico dei partiti della città.

Lei si è lamentato più volte della presenza di bandiere di colore alle manifestazioni ma, Le chiediamo, dove erano le “SUE” bandiere in questi due anni mezzo? Dov’era il suo impegno, oltre a quello per il quale non ne poteva fare a meno?Lei è il Sindaco di tutta la città di Viareggio, anche di quelle bandiere! Troppo spesso ci siamo sentiti soli nel rapporto con le istituzioni e i poteri cosiddetti forti, confortati solo dal calore dei nostri concittadini quando li abbiamo invitati a starci vicino. Si è chiesto del danno morale e giuridico, che procurerà questo suo comportamento? Si è chiesto del tormento dei familiari, in bilico tra accettare le condizioni delle Assicurazioni o costituirsi parte civile? Quale conforto ed esempio avranno nel sapersi abbandonati dal “primo cittadino” della propria città che mostra più attenzioni al denaro che alle sue ferite nonostante sia un medico? Si è chiesto delle attenuanti giuridiche che Lei ha regalato, in un piatto d’oro, ai difensori degli indagati con il suo gesto di baratto per una carica politica che è carica solo transitoria?
Si è chiesto quale ruolo si è scolpito, con questo suo gesto, nella memoria della gente e nella storia della sua città?

Ebbene questo buco nero, nella dignità di questo popolo generoso, da Lei voluto, nonostante quello che le ha risposto il giorno prima ad una sua chiamata Daniela Rombi, fortunatamente è e sarà riempito dagli alti esempi di Riccardo e di quelli che, come lui, si battono per i valori di una vera società civile. Questo solo si ricorderà nella storia di Viareggio, altro passa e va. Mediti signor Sindaco, mediti, per recuperare quel ruolo che tutti noi ci aspettiamo e ci aspetteremmo da chi, oggi, ci dovrebbe rappresentare.

Daniela Rombi presidente dell’Associazione “Il Mondo che vorrei”
Massimo Mencarini rappresentante dell’Assemblea 29 giugno

GIOVEDI’ RIUNIONE DI ASSEMBLEA 29 GIUGNO

by · 20 dicembre 2011 · Categoria: Comunicati 
Lascia un commento

La prossima riunione di Assemblea 29 Giugno è in programma giovedì 22 dicembre, alle 21,15 presso il Dopo Lavoro Ferroviario. All’ordine del giorno il resoconto dell’incontro con la Commissione ministeriale di mercoledì 21/12 a Roma; il bilancio del mercatino dell’usato tenutosi domenica 18 dicembre al Dlf; il licenziamento di Riccardo Antonini; l’applicazione della “Legge Viareggio” rispetto agli emendamenti presentati dalla sen. Granaiola, dal sen. Baldini ed altri e l’andamento processuale e prossime iniziative.

Di seguito la mozione approvata all’unanimità da parte del Consiglio comunale di Massarosa tenutosi giovedì 15 dicembre. Hanno preso la parola anche Riccardo Antonini e Daniela Rombi a nome dell’Associazione “Il mondo che vorrei”.

Il Consiglio  Comunale di Massarosa,
riunito in data 15 dicembre 2011, nel merito del licenziamento di Riccardo Antonini, lavoratore dipendente da RFI (Rete ferroviaria italiana), società del Gruppo ferrovie dello Stato italiane;
preso atto che Antonini svolge un ruolo di consulente di parte civile nell’incidente probatorio per l’inchiesta lucchese sulla strage ferroviaria del 29 giugno 2009 di Viareggio;
sottolinea che lo stesso è portavoce dell’ ”Assemblea 29 giugno” che supporta il difficile compito dei familiari delle vittime della strage nella ricerca di verità e giustizia per quanto accaduto;
ricorda che il dipendente era già stato oggetto di un provvedimento disciplinare intimidatorio da parte di RFI che gli ha inflitto 10 giorni di sospensione dal lavoro;
preso atto che, mentre l’amministratore delegato di Ferrovie usa il “pugno di ferro” contro Antonini, tollera che uno dei periti del GIP per l’incidente probatorio abbia un incarico retribuito dalla stessa RFI e quindi in palese conflitto di interessi nello svolgere consulenze sull’incidente che vedono i maggiori dirigenti di RFI indagati per la strage del 29 giugno;
rileva come il metodo dell’intimidazione e della punizione verso chi denuncia, in maniera documentata, la mancanza di sicurezza nell’esercizio ferroviario siano ormai prassi consolidata (basti ricordare la vicenda nota del macchinista Dante De Angelis licenziato per ben due volte e poi riassunto per decisione del giudice del lavoro);
esprime all’unanimità
solidarietà nei confronti di Riccardo Antonini, ingiustamente licenziato da RFI.
Ravvisando nel provvedimento un atto di ingiustizia e di offesa nei confronti delle vittime della strage e dei loro familiari, ma anche nei confronti di tutta la comunità versiliese,
chiede all’unanimità
con forza all’amministratore delegato di Ferrovie, Moretti, di ritirare il provvedimento disciplinare a carico di Riccardo Antonini, per ristabilire un clima più disteso, necessario per capire le cause e le responsabilità di quanto accaduto affinché questo non debba più ripetersi.

Dà mandato al Sindaco di trasmettere al Presidente della Repubblica, al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e all’AD di Ferrovie il presente ordine del giorno

PRESIDENTE INCONTRI DANIELA ROMBI

by · 14 dicembre 2011 · Categoria: Comunicati 
Lascia un commento

Illustrissimo Presidente Giorgio Napolitano, Le scriviamo a nome della Casa delle donne di Viareggio. La Casa è presente sul territorio con un progetto politico culturale e sociale che riguarda la cittadinanza di genere e che ha prodotto in questi anni numerosi percorsi, iniziative e progetti stabili. All’interno della Casa delle donne è operante dal 2001 anche un Centro Antiviolenza che svolge un servizio essenziale, in modo del tutto volontario per prevenire, rilevare e contrastare la violenza di genere e quindi proteggere le donne che la subiscono. Ben 830 sono le donne che finora abbiamo accolto.
Tutto questo per farle sapere che siamo radicate nel territorio ed abbiamo a cuore gli avvenimenti che coinvolgono la cittadinanza.

La strage avvenuta a Viareggio nel giugno 2009, in cui 32 persone hanno perso la vita, è stata per tutte noi una grande tragedia che ha sconvolto e che continua tuttora a sconvolgere il nostro vivere quotidiano. Lei ne è senz’altro a conoscenza anche perché era presente ai solenni funerali di Stato. Non riusciamo a comprendere come si possa morire nelle proprie case in modo così assurdo e violento a causa di logiche economiche incuranti della vita umana. Seguiamo e sosteniamo i percorsi che i familiari con coraggio e determinazione hanno intrapreso per capire la verità dell’accaduto ed ottenere giustizia, affinché non si ripetano episodi così drammatici.

In particolare abbiamo stretto una relazione più forte con Daniela Rombi, che ha subito la perdita della sua giovane figlia Emanuela e che opera in prima persona nell’associazione “Il mondo che vorrei”, di cui è presidente. Siamo consapevoli che il loro impegno è anche per il bene  di tutta la collettività. Insieme abbiamo realizzato un convegno, il 5 novembre scorso, intitolato Vivere Senza, con la partecipazione di molte Associazioni nazionali formate da persone che hanno subito eventi disastrosi, come Thyssen Krupp, Terremotati Aquila, Comitato Matteo Valenti Vittime sul lavoro, Comitato vittime della scuola di San Giuliano di Puglia ed Associazione Vittime della Moby Prince.

In questo contesto ci preme comprendere come sia potuto accadere quanto successo a Roma ai familiari della strage di Viareggio, il 14 novembre u.s. in occasione della inaugurazione della nuova stazione Tiburtina, alla Sua presenza. Sono stati respinti con violenza dalla polizia in assetto antisommossa mentre manifestavano pacificamente il loro dissenso nei confronti dell’ing. Moretti, che non solo non si è assunto alcuna responsabilità e non ha saputo fin dall’inizio stare vicino ai familiari delle vittime, ma anzi è stato gratificato con l’onorificenza di Cavaliere ed ha continuato a minimizzare la portata della tragedia. Inoltre si è adoperato per licenziare un addetto alle ferrovie,  Riccardo Antonini, considerato colpevole solo  per l’impegno  dimostrato nella ricerca della verità.

Come Casa delle donne ci accomuniamo alla protesta dei familiari, di tutta la cittadinanza e della senatrice Granaiola, che sono stati umiliati ed offesi. La preghiamo vivamente di accogliere la richiesta della Presidente dell’Associazione “Il mondo che vorrei”, Signora Daniela Rombi, di incontrarLa affinché Lei possa ascoltare la viva voce dei familiari, che continueranno a cercare, comunque, verità e giustizia. La preghiamo di farlo sia per la carica istituzionale da Lei ricoperta sia per la sensibilità e il riconoscimento che ha dimostrato in varie occasioni per le donne e per il loro lavoro politico.
La ringraziamo per l’attenzione che ci riserverà e siamo fiduciose di una Sua risposta positiva.

Per il Comitato della Casa delle Donne
la presidente, Ersilia Raffaelli

LA7: REPLICA DEI FAMILIARI DELLE VITTIME

by · 12 dicembre 2011 · Categoria: Segnalazioni 
2 Commenti

Per vedere il filmato cliccate sul titolo.

GENTILE SIGNORA ROMBI…

by · 8 dicembre 2011 · Categoria: Contributi 
2 Commenti

Dopo più di due anni di continua denuncia, su queste ed altre pagine nonchè sui, presunti, organi di informazione locale, finalizzata ad evidenziare la vergogna morale e l’analfabetismo di questa amministrazione, noto con piacere la presenza di nomi nuovi sinora mai apparsi, perlomeno con questa intensità e frequenza. Mi riferisco, in particolare, ad Antonella Serafini ed a Rossella Martina che stanno intervenendo con passione e chiarezza per stigmatizzare l’ennesima dimostrazione di nullità fornita da quello che ho sempre definito il PRESUNTO Sindaco di Viareggio.

Circa tre mesi fa, in solitudine, ho partecipato all’incontro pubblico con la giunta organizzato da ReteVersilia davanti alla Misericordia. C’erano 40 persone,non di più, per la maggior parte anziani interessati a chiedere lo spostamento dei cassonetti davanti casa loro e ragazzotti della Misericordia precettati per fare numero. Vista l’abitudine del presunto sindaco di evitare gli incontri pubblici quella era un’occasione unica per mettere lui e la sua squadra di incapaci di fronte alle sue vergogne amministrative. Non partecipò nessuno, dico nessuno, di quelli che, con piacere, leggo indignati di fronte a questo nuovo schifo. Di quella serata esiste la registrazione. E vengo al punto.

Ad una mia domanda finalizzata a rammentargli alcune sue confidenze fattemi in privato circa il valore morale, amministrativo e, persino, penale dei suoi assessori il presunto sindaco, dichiarando di non ricordare nulla di tutto ciò, rispose che all’epoca dei fatti aveva dovuto occuparsi di altro per salvaguardare i diritti dei familiari delle vittime della strage.Da consumato mentitore simulò uno sforzo per non cedere all’emozione. Vedete, io non sono un viareggino docg come direbbe la Sarzi Serbelloni Viendalmare ed è probabile che in tempi brevi possa lasciare questa città così sconfitta e priva di una dignità smarrita da anni ed avrei potuto, in quella come in altre occasioni, dire a me stesso “ma che te ne fotte? Ci pensino i veri viareggini che “amino” la propria città che ricordino i be’tempi, che vogliono morire qui perchè son nati vi etc. Eppure quel richiamo gratuito e falso alla memoria di povera gente bruciata viva ma già in vita dimenticata ed emarginata (DA TUTTI E DA TUTTE LE PARTI POLITICHE COMPRESE QUELLE CHE ORA SI INDIGNANO) per l’assenza delle verifiche urbanistiche, amministrative, strutturali etc. che, se effettuate, avrebbero potuto, forse, evitare o almeno mitigare, gli effetti della tremenda strage, mi fece profondamente schifo e mi spinse a continuare in una mia personale ed abbastanza solitaria battaglia.

Vede Signora Rombi, io non la conosco personalmente ma ho assistito al Suo intervento in uno degli ultimi consigli comunali.Ho provato tenerezza per Lei, per il Suo dolore di madre e per la dignità con cui ha parlato. Ho provato disprezzo per un presunto sindaco che SEMBRAVA seguirla rapito, quasi commosso mentre il resto dei membri della giunta faceva finta di nulla. Sapevo che il Suo appello alla giustizia ed alla correttezza morale nella fase di utilizzo dei fondi sarebbe caduto nel vuoto. Ma ha visto i banchi dell’amministrazione? Ha notato la presenza, discreta eppure “minacciosa” del vero Sindaco di Viareggio, il consigliere regionale Giovanni Santini, nei confronti dei consiglieri qualora questi, dimentichi di favori, ricevuti o promessi, avessero osato provare uno scatto di orgoglio, di dignità e dire basta a questa vergogna? Ha verificato l’atteggiamento del Presidente del Consiglio Comunale, si proprio quello che Lei, educatamente, aveva persino ringraziato per averLe offerto il microfono “contravvenendo le regole di gestione delle sedute consiliari” (sai che sforzo,che coraggio…..)?

Credo e spero, Signora Rombi, che Lei sia circondata da persone che Le vogliono bene che capiscono o che almeno provano a farlo il Suo dolore. Non vogliono o non possono farlo quei politici che, in questo paese infame in cui anche per la difesa dei propri diritti occorre ottenere l’appoggio o la protezione della politica e non, come dovrebbe essere, delle sole leggi, fondano il proprio potere sulla possibilità di tenere sotto scacco la gente che gli si rivolge. Non vada più in Consiglio Comunale.Non onori con la Sua presenza e con quella degli altri figli, genitori, fratelli, sorelle delle vittime un luogo che, ben lungi dall’essere consesso di tutela dei diritti e degli interessi della collettività, è da troppo tempo luogo di semplice certificazione e difesa degli interessi di pochi. Non chieda più le dimissioni dell’A.D. Moretti messo lì, come sempre, dalla politica e dai sindacati.Si proprio quelli, in questo caso la Cgil, che ora si stracciano le vesti gridando alla scandalo per il modo in cui Lei e gli altri familiari siete stati trattati. Nessuno Le risponderà.

A Lei ed agli altri resta solo la speranza, non la certezza purtroppo, di far scattare nella gente comune, nella gente di questa città la fiamma della ribellione contro questo stato di cose. Se riuscirà in questo intento i morti di questa ennesima vergogna italiana si vedranno restituire la propria dignità perduta, schiacciata, bruciata ancora una volta sull’altare del’ambizione personale e dell’interesse di pochi

Gian-Carlo Iannella

LETTERA AL MINISTRO CORRADO PASSERA

by · 18 novembre 2011 · Categoria: Comunicati 
1 Commento

Ill.mo Ministro Dott. Corrado Passera, anzitutto colgo l’occasione per salutare con molto piacere il suo insediamento presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e di poter avere in lei il nostro diretto interlocutore. Nel contempo le chiedo di perdonare la tempestività con la quale le scriviamo, dovuta al fatto che per noi, famigliari delle vittime della Strage di Viareggio, i giorni trascorrono ed il tempo diventa l’unica cosa preziosa cui non possiamo sprecare, colmi di preoccupazione e sconcerto come appresso le spiegheremo. Le invio la presente in qualità di presidente dell’Associazione “IL MONDO CHE VORREI” onlus che, come saprà, riunisce i famigliari delle persone vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009.

Come famigliari di uomini, donne e bambini uccisi quella maledetta notte, sentiamo la necessità di scrivere a Lei, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti perché la comprendiamo come l’autorevole e massima figura che deve rappresentarci e tutelarci in una drammatica vicenda che si è palesata il 4 di Novembre 2011, giorno della ultima udienza per la chiusura dell’Incidente Probatorio del Procedimento Penale “Strage di Viareggio” svoltasi al Tribunale di Lucca. Sono trascorsi già troppi giorni da quando abbiamo scritto la nostra lettera di seguito riportata, alla Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario, organo dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che a sua volta partecipa al Procedimento Penale della “Strage di Viareggio” con i suoi Commissari. Ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Come già anticipato nella nostra precedente lettera, desidero nuovamente esprimere a Lei Ministro ed alla Direzione Generale il nostro apprezzamento su come, dal Marzo 2011 al 4 Novembre 2011, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la sua Direzione hanno partecipato e presenziato all’incidente probatorio attraverso il competente, imparziale ed attento lavoro dei Commissari ing. Lucani, ing. Loreto e ing. Branciamore da voi nominati.

Ma non possiamo far altro che manifestare preoccupazione e incredulità per quanto abbiamo assistito in aula durante l’ultima giornata di udienza quando si è scoperto che l’Ing. Riccardo Licciardello – citiamo i verbali – ha “ricevuto da RFI dei pagamenti” nell’ambito di un contratto quadro stipulato tra la Direzione Generale dei Trasporti Ferroviari ed RFI. Abbiamo appreso altresì dalle parole dell’Ing. Licciardello, citando ancora i verbali di udienza, che “la prestazione professionale è nei confronti della Direzione Generale dei Trasporti Ferroviari” cioè nei confronti del Ministero dei Trasporti, nell’ambito del “contratto di programma registrato alla Corte dei Conti l’11 dicembre 2007, ove si prevedono diverse attività che devono essere svolte dal Ministero e da RFI”. Abbiamo anche ascoltato ed appreso in quella sede, citando testualmente l’intervento dell’avvocato Alessandri di parte indagata FS, che: “RFI È tenuto – come gestore – a provvedere secondo quanto riportato in una specifica convenzione che il gestore stipula con il Ministero dei Trasporti […] agli oneri del Ministero dei Trasporti, per l’espletamento delle proprie attività istituzionali, connesse alla sicurezza della circolazione ferroviaria”

Abbiamo appreso che l’ing. Licciardello gode di un compenso complessivo “spettante per l’espletamento dell’incarico in considerazione di un impegno lavorativo di circa 4 mesi” pari ad Euro 12.000 comprensivo degli oneri previdenziali, assistenziali ed erariali, al netto dell’I.V.A e che tale compenso sarà corrisposto appunto ai sensi dell’articolo 4, comma 3, lettera R) del vigente contratto di programma 2007 – 2011 e della apposita convenzione tra Ministero ed RFI S.p.a., a cura di RFI stessa. E abbiamo compreso, anche con sgomento, che il Giudice si è il pronunciato a sfavore della ricusazione del perito ing. Licciardello chiesta dal PM dott. Giuseppe Amodeo soltanto in virtù del fatto che “il credito che l’Ingegner Licciardello attualmente vanta nei confronti di RFI, non sottostà ad un rapporto diretto tra lo stesso e la società, ma ad un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti” ritenendo quindi che “tale quadro contrattuale non implichi una situazione di sudditanza psicologica del Perito nei confronti di RFI, condizione da ritenersi necessaria in via interpretativa per l’applicazione delle cause di estensione di cui all’articolo 86, lettera a) C.P.P.”.

Ma non comprendiamo il silenzio imbarazzante della Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che nulla ha dichiarato riguardo questa vergognosa situazione venutasi a creare tra intrecci di pagamenti di RFI, che è parte indagata nel processo per accertare le responsabilità della morte dei nostri 32 cari, e l’ing. Licciardello che avrebbe dovuto accertare la verità! Non comprendiamo il silenzio della vostra Direzione e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, fino a prova contraria, rappresenta gli interessi primariamente della sicurezza del trasporto ferroviario e di tutti i cittadini che ne usufruiscono, o, quando essa è precaria, ne muoiono anche stando chiusi nei loro appartamenti, e non perché sono saliti a bordo dei treni che circolano, fino a prova contraria, sotto la vostra “giurisdizione”. Non comprendiamo questo vostro silenzio per l’imbarazzante, quanto indiretto, salvacondotto che è stato garantito all’ing. Licciardello per via di una copertura contrattuale, a nostro umile parere, ai limiti dell’impossibile. Per questo chiediamo a lei e a tutta la Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che rompiate il silenzio ora, ci manifestiate perlomeno solidarietà e vi dissociate dall’operato dell’ing. Licciardello che non ha pensato bene di far presente al Giudice e soprattutto a noi tutti questi anomali rapporti contrattuali. Perché, se la forma permette un salvacondotto, la sostanza rimane sempre di vergogna.

Egregio Ministro, noi confidiamo, noi dobbiamo confidare, nella sua persona perché non abbiamo altro; non abbiamo altro che riporre le nostre speranze di ascolto e di giustizia perché non ci rimane che questo da fare in memoria dei nostri figli, i nostri padri, le nostre sorelle che non torneranno più. Lo sappiamo. Ma vogliamo, dobbiamo, piangerli con la pace nel cuore di aver donato loro un poco di giustizia e la certezza che la loro morte non sia stata vana. In aula di udienza il 4 Novembre, ci è stato strozzato un urlo di gioia, di giustizia, più che di gioia, in gola: mentre ascoltavamo la richiesta formulata dal Procuratore Dott. Giuseppe Amodeo di sostituzione del Perito ing. Licciardello, ci è stato richiesto silenzio e rispetto. E noi famigliari, abbiamo compreso l’istituzione che avevamo davanti, e abbiamo ascoltato in silenzio. Un silenzio diventato assordante quando esterrefatti abbiamo appreso che l’ing. Licciardello avrebbe goduto del salvacondotto offerto involontariamente dal Ministero che le rappresenta. Le scrivo come Presidente della Associazione dei famigliari delle vittime, e come mamma di mia figlia che non c’è più: ci è stata tolta la vita, Le chiedo di ascoltarci e darci una speranza che ci siano ancora uomini con coscienza e dignità, pronti a rispondere per le loro responsabilità e non a mentire sempre e comunque, coprendosi di vergogna, per bassi scopi di interesse e di potere.
Chiediamo solo verità, giustizia e sicurezza affinché non avvenga MAI PIU’ un 29 giugno 2009.

Rimanendo in attesa di un Suo gentile riscontro,
La ringrazio con il cuore e Le porgo distinti saluti.

La Presidente
Daniela Rombi

RICHIESTA DI CHIARIMENTI

by · 11 novembre 2011 · Categoria: Comunicati 
Lascia un commento

Ill.mo ing. Fumero (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), Le invio la presente in qualità di presidente dell’Associazione “IL MONDO CHE VORREI”   onlus che, come saprà, riunisce i famigliari delle persone vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Come famigliari di uomini, donne e bambini uccisi quella maledetta notte, sentiamo la necessità di scrivere a lei e a tutta la Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che è un organo dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  e che a sua volta partecipa al Procedimento Penale della “Strage di Viareggio” con i suoi Commissari.

Desidero anzitutto esprimere a Lei ed alla Direzione Generale il nostro apprezzamento su come, fino al 4 Novembre 2011, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la sua Direzione hanno partecipato e presenziato all’incidente probatorio attraverso il competente ed attento lavoro dei Commissari da Voi nominati. Ma non possiamo far altro che manifestare preoccupazione e incredulità per quanto abbiamo assistito in aula durante l’ultima giornata di udienza quando si è scoperto che l’Ing. Riccardo Licciardello – citiamo i verbali -  ha “ricevuto da RFI dei pagamenti” nell’ambito di un contratto quadro stipulato tra la Direzione Generale dei Trasporti Ferroviari ed RFI. Abbiamo appreso altresì dalle parole dell’Ing. Licciardello, citando ancora i verbali di udienza, che “la prestazione professionale è nei confronti della Direzione Generale dei Trasporti Ferroviari” cioè nei confronti del Ministero dei Trasporti, nell’ambito del “contratto di programma registrato alla Corte dei Conti l’11 dicembre 2007, ove si prevedono diverse attività che devono essere svolte dal Ministero e da RFI”.

Abbiamo anche ascoltato ed appreso in quella sede, citando testualmente l’intervento dell’avvocato Alessandri di parte indagata FS, che:

RFI È tenuto – come gestore -  a provvedere secondo quanto riportato in una specifica convenzione che il gestore stipula con il Ministero dei Trasporti […] agli oneri del Ministero dei Trasporti, per l’espletamento delle proprie attività istituzionali, connesse alla sicurezza della circolazione ferroviaria

Abbiamo appreso che l’ing. Licciardello gode di un compenso complessivo “spettante per l’espletamento dell’incarico in considerazione di un impegno lavorativo di circa 4 mesi” pari ad Euro 12.000 comprensivo degli oneri previdenziali, assistenziali ed erariali, al netto dell’I.V.A e che tale compenso sarà corrisposto appunto ai sensi dell’articolo 4, comma 3, lettera R) del vigente contratto di programma 2007 – 2011 e della apposita convenzione tra Ministero ed RFI S.p.a., a cura di RFI stessa.

E abbiamo compreso, anche con sgomento, che il Giudice si è il pronunciato a sfavore della ricusazione del perito ing. Licciardello chiesta dal PM dott. Giuseppe Amodeo soltanto in virtù del fatto che  “il credito che l’Ingegner Licciardello attualmente vanta nei confronti di RFI, non sottostà ad un rapporto diretto tra lo stesso e la società, ma ad un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti” ritenendo quindi che “tale quadro contrattuale non implichi una situazione di sudditanza psicologica del Perito nei confronti di RFI, condizione da ritenersi necessaria in via interpretativa per l’applicazione delle cause di estensione di cui all’articolo 86, lettera a) C.P.P.”.

Ma non comprendiamo il silenzio imbarazzante della Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che nulla ha dichiarato riguardo questa vergognosa situazione venutasi a creare tra intrecci di pagamenti di RFI, che è parte indagata nel processo per accertare le responsabilità della morte dei nostri 32 cari, e l’ing. Licciardello che avrebbe dovuto accertare la verità!
Non comprendiamo il silenzio della Vostra Direzione e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, fino a prova contraria, rappresenta gli interessi primariamente della sicurezza del trasporto ferroviario e di tutti i cittadini che ne usufruiscono, o, quando essa è precaria, ne muoiono anche stando chiusi nei loro appartamenti, e non perché sono saliti a bordo dei treni che circolano, fino a prova contraria, sotto la vostra “giurisdizione”.

Non comprendiamo questo vostro silenzio per l’imbarazzante, quanto indiretto, salvacondotto che è stato garantito all’ing. Licciardello per via di una copertura contrattuale, a nostro umile parere,  ai limiti dell’impossibile. Per questo chiediamo a Lei e a tutta la Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che rompiate il silenzio ora, ci manifestiate perlomeno solidarietà e vi dissociate dall’operato dell’ing. Licciardello che non ha pensato bene di far presente al Giudice e soprattutto a noi tutti questi anomali rapporti contrattuali. Perché, se la forma permette un salvacondotto, la sostanza rimane sempre di vergogna.

I nostri figli, i nostri padri, le nostre sorelle non torneranno più, lo sappiamo; ma vorremmo piangerli con la pace nel cuore di aver donato loro un poco di giustizia e la certezza che  la loro morte non sia stata vana. Ci è stata tolta la vita, non toglieteci anche questa speranza, la speranza che ci siano ancora uomini con coscienza e dignità, pronti a rispondere per le loro responsabilità e non a mentire sempre e comunque, coprendosi di vergogna, per bassi scopi di interesse e di potere. Chiediamo solo verità, giustizia e sicurezza affinchè non avvenga MAI PIU’ un 29 giugno 2009. Rimanendo in attesa di un Suo sollecito riscontro, La ringrazio e porgo distinti saluti.

La presidente Associazione “Un mondo che vorrei”
Daniela Rombi

SEGNALAZIONE DI DANIELA ROMBI

by · 7 novembre 2011 · Categoria: Segnalazioni 
3 Commenti

Vi segnalo vivamente questo link dove, un giovane e bravo avvocato “pianista” è riuscito a scrivere le domande dei nostri periti, avvocati e procura ai due periti del GIP e le loro risposte. Vi invito caldamente a leggerle, perchè se non pensate alla strage di Viareggio, farete delle belle risate. (P.S. I periti del giudice dovevano essere una “parte terza”) Buona lettura e…tante risate. Daniela Rombi

RICHIESTA INCONTRO CON IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE

by · 18 ottobre 2011 · Categoria: Comunicati 
Lascia un commento

Illustrissimo Presidente del Tribunale Ordinario di Lucca Dottor G. Ferro, le invio la presente in qualità di presidente dell’Associazione “Il Mondo che vorrei”  onlus  che, come saprà, riunisce i famigliari delle persone vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. E’ da tempo che l’associazione che rappresento aveva intenzione di contattarLa, ma sinora abbiamo ritenuto inopportuno  compiere questo passo, sia per rispetto del lavoro degli organi inquirenti che di tutti i soggetti coinvolti nello svolgimento delle operazioni peritali.

Tuttavia è oramai prossima la scadenza prevista per il deposito della relazione dei Prof Vangi e Licciardello  e quindi  riteniamo che sia giunto il momento di incontrarLa  senza che ciò possa essere ritenuto inopportuno. Come famigliari di uomini, donne e bambini uccisi quella maledetta notte, sentiamo la necessità di avere un dialogo con Lei, nella Sua qualità di Presidente del Tribunale impegnato nell’accertamento della verità, volendo  rappresentarLe il nostro stato d’animo, le nostre paure ed emozioni , in relazione anche  a quanto pubblicato dalla stampa locale in questo fine settimana.

Ed avere da Lei garanzie che sarà fatto tutto quanto necessario in termini organizzativi affinchè si possa giungere all’accertamento della verità prima possibile e nel più rigoroso rispetto della Legge. Siamo certi che comprenderà le ragioni della nostra richiesta  e rimaniamo pertanto in attesa di un Suo cortese riscontro.

Daniela Rombi

SU SERVIZIOPUBBLICO.IT INTERVISTA A DANIELA ROMBI

by · 18 ottobre 2011 · Categoria: Segnalazioni 
Lascia un commento

Su www.serviziopubblico.it, lo spazio web di Michele Santoro e della sua redazione, Giulia Bosetti intervista Daniela Rombi, che ha perso la figlia Manuela nell’esplosione di un treno alla stazione di Viareggio ed è il Presidente dell’Associazione Il Mondo che Vorrei.

QUELLA PAGINA E’ UNO SCHIFO

by · 11 ottobre 2011 · Categoria: Segnalazioni 
14 Commenti

«Denunciamo Nonciclopedia per la pagina sull’incidente di Viareggio“: è l’appello su Facebook, dopo che qualcuno ha scovato la pagina nel sito recentemente autosospesosi dal Web, e poi riapparso, in seguito al contenzioso con Vasco Rossi. La storia della strage del 29 giugno 2009 è reinventata in poche righe che Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” nata per riunire le famiglie delle vittime del disastro ferroviario, definisce come «uno schifo».

Il bilancio della strage – si legge nella pagine di “Nonciclopedia” – «è di 32 vittime più un paio di occhiali. E siamo a 34. Quante altre persone dovranno ancora morire? Boh, nessuna, dato che quelli che erano ustionati sono morti tutti. Allora, diciamo…quanti altri dovranno piangere le morti dei morti? E per quanto? Sicuramente fin quando non saranno a loro volta morti…». E così continuando. «Giocare su una tragedia, perché di questo si tratta – commenta Daniela Rombi che nel disastro ha perso la figlia Emanuela Menichetti, di soli 21 anni – è diabolico. Non si tratta di satira e neppure di ironia: è solo stupido e vergognoso». Sulla pagina di protesta nata via Facebook c’è già chi racconta di essersi recato a segnalare il caso alla polizia postale: «La strada è quella dell’esposto», così raccontano il consiglio ricevuto.

Dal canto suo “Nonciclopedia” rende noto che «a seguito di una segnalazione la pagina su Anna Frank (morta per autocombustione, si legge nel sito, ndr) così come altre simili è già sotto revisione da parte del team di Nonciclpedia. Molte pagine pessime o che fanno uso di un umorismo troppo offensivo esistono perché è impossibile da parte della comunità controllare tutto. Ma quando qualcuno ci segnala problemi interveniamo sempre». Sui siti viareggini e via Facebook il dibattito si fa caldo: «Tutelare Nonciclopedia ad ogni costo», è l’opinione di Enrico Santambrogio, esponete dei Grillini. Che pure giudica «l’articolo su Viareggio quanto di più odioso possa essere scritto al mondo».

Per chi sottolinea come «Nonciclopedia scherza su ogni cosa: è nata per questo», le risposte arrivano a tempo di clic: «Allora deve essere soppressa: si prende per i fondelli su altre cose, non sui morti»; «La mancanza di rispetto non fa ridere»; «Davanti a certi eventi non c’è satira». Molti di questi messaggi arrivano dalle donne. «Mi si allarga il cuore a leggerli – conclude Daniela Rombi -: da due anni Viareggio è vicina ai nostri morti e alle nostre famiglie. Questa reazione collettiva non fa che confermarlo. Davvero grazie a tutti».

Donatella Francesconi
Iltirreno.it

L’APPELLO DI DANIELA ROMBI

by · 22 giugno 2011 · Categoria: Persone 
1 Commento

Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti” è l’appello di Daniela Rombi, madre di una delle vittime della strage di Viareggio in vista del secondo anniversario del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 in cui morirono 32 persone. Ascolta l’appello su iltirreno.it.

UDIENZA ANTICIPATA AL 18 MAGGIO

by · 17 maggio 2011 · Categoria: Cronaca 
Lascia un commento

“L’organizzazione ‘perfetta’, trovata nelle officine della Lucchini a Lovere (Bergamo), consentirà di anticipare le prossime udienze dell’incidente probatorio per la strage di Viareggio”. A dichiararlo è Daniela Rombi, presidente dell’Associazione ‘Il mondo che vorrei’, che stamani era in Lombardia insieme ai periti, ai consulenti e agli avvocati delle vittime della strage causata dall’esplosione del gpl fuoriuscito da un vagone cisterna deragliato alla stazione di Viareggio il 29 giugno 2009.

“La prossima udienza – dice Rombi – è stata anticipata dal 21 al 18 maggio, e probabilmente saranno anticipate anche tutte le altre già in calendario”. Nelle officine della Lucchini sono iniziati gli accertamenti ‘irripetibili’ sull’asse, la cisterna, il picchetto e altri componenti ferroviari, che serviranno a ricostruire le cause del deragliamento e dello squarcio che si creò nella cisterna. Dovrebbero concludersi entro la fine di giugno.

“Siamo soddisfatti per come sono andate oggi le cose – continua Rombi, che insieme ad altri familiari delle 32 vittime ha atteso fuori dai cancelli la conclusione dell’udienza -. All’interno c’erano i nostri periti che hanno constatato che i container erano intatti al momento dell’apertura. Tutta l’udienza è stata ripresa dalla telecamere della polizia scientifica”. Daniela Rombi, sembra più sollevata: “noi vogliamo avere fiducia nella giustizia che deve fare bene e nei tempi più brevi possibili per capire cosa è successo e chi è responsabile. Siamo qui a guardare i giudici ma anche a sostenerli”.

Lanazione.it

PRESIDENTE PRIMA DI FIRMARE CI INCONTRI

by · 18 aprile 2011 · Categoria: Comunicati 
1 Commento

Egregio Presidente, lei ben sa che noi abbiamo manifestato più volte in questi anni per chiedere giustizia per i nostri morti, lo abbiamo fatto anche ieri nelle ore in cui veniva votato il DDL sul “processo breve”, un decreto che (noi condividiamo l’allarme che viene dalla Magistratura) impedirà di fatto che si tengano procedimenti come il nostro (strage della stazione di Viareggio), Casa dello studente, L’Aquila e altri.

Noi non ci fidiamo delle parole dell’onorevole Paniz o altri che ci assicurano che niente cambierà, altrimenti non vediamo la necessità e l’urgenza di redigere e votare questo decreto. Le abbiamo già scritto in merito nei giorni scorsi, ma lo rifacciamo oggi, chiedendoLe di fissare al più presto l’incontro che dovevamo tenere, sappiamo che Lei ha molto impegni Istituzionali e che forse sta ancora aspettando il materiale dai due Tribunali, ma per noi è importante che questo incontro si tenga prima della Sua firma del decreto. Facciamo appello signor Presidente alla Sua forte sensibilità di uomo di Stato, ci comprenda e ci permetta di rivolgerLe personalmente questa preghiera, abbiamo affrontato di tutto per sapere perchè e chi ci ha strappato i nostri familiari,  lo faremo ancora perché per noi le parole Verità e Giustizia sono sacre.

Loris Rispoli
Associazione “140″
familiari Vittime moby prince

Daniela Rombi
Il mondo che vorrei
familiari Vittime stazione di viareggio

GIORGIO NAPOLITANO
Presidente della Repubblica
Quirinale – Roma

NON HO PIU’ MIA FIGLIA LASCIATEMI LA GIUSTIZIA

by · 13 aprile 2011 · Categoria: Segnalazioni 
13 Commenti

«Emanuela era una splendida ragazza di 21 anni con tante cose ancora da fare». Daniela Rombi parla di sua figlia con la voce rotta dall’emozione, nonostante siano passati due anni da quella notte del 29 giugno 2009, la notte dell’esplosione alla stazione di Viareggio. Emanuela ha combattuto in ospedale per oltre 40 giorni. Poi non ce l’ha fatta. 32 in tutto le vittime. Un processo per strage che se tutto va bene inizierà nei primi mesi del 2012. «Non ci togliete la giustizia, almeno quella ce la dovete lasciare» ripete Daniela, divenuta presidente della onlus Il Mondo Che Vorrei, associazione che raduna i parenti delle vittime della tragedia versiliana. «Il processo breve o meglio la prescrizione breve sono un problema reale per noi come per i parenti de L’Aquila, della Moby Prince e di tante altre stragi rimaste senza un colpevole».

Denuncia Daniela: «Nel procedimento per Viareggio tutti o quasi gli indagati sono incensurati, se passa la norma non arriveremo mai nemmeno a dibattimento». Un esito che Daniela è decisa ad impedire con tutte le sue forze, «a mia figlia questo glielo devo, e lo dobbiamo a tutti quelli che sono morti». E’ difficile trovare una spiegazione davanti alla morte di una figlia di vent’anni, investita da una tempesta di fuoco mentre era in casa. Ma Daniela lo pretende, «una spiegazione qualcuno me la deve dare».

Corriere.it

 

I FAMILIARI DELLE VITTIME CONTRO L’AMNISTIA

by · 11 aprile 2011 · Categoria: Cronaca 
14 Commenti

Mercoledì andranno davanti al Parlamento, con gli striscioni e le fotografie dei loro morti al collo, per protestare contro la prescrizione breve. Dall´Aquila a Viareggio, dal terremoto al treno carico di gpl che ha incendiato le case in una notte del 2009. Andranno lì con la stessa paura, quella di non arrivare ai colpevoli.

«Rivendichiamo il diritto alla giustizia» scrivono ai parlamentari della maggioranza dal Comitato dei famigliari delle vittime della Casa dello Studente e di altre associazioni dell´Aquila. «Il processo breve uccide di nuovo i morti aquilani – si legge nel documento – il giorno in cui passerà la legge sarà un lutto cittadino, per noi e per quei genitori che dal resto d´Italia avevano mandato i loro figli a studiare all´Aquila e non a morirvi». E a proposito del ddl: «Sarebbe una mannaia sui crolli assassini, un´amnistia generalizzata per gli infortuni mortali avvenuti sul posto di lavoro, per i morti di amianto, di uranio, di frane, di alluvioni, di Viareggio e per molti reati contabili e societari».

Interviene per il Pd Donatella Ferranti, capogruppo in Commissione Giustizia della Camera: «Il ministro Alfano ancora non ha spiegato che tipo di impatto avrebbe questo progetto di legge sull´ordinamento. È davvero assurdo che si approvi un testo senza sapere a quali conseguenze si andrà incontro, si corre il rischio serio che per salvare una sola persona si annullino migliaia di processi». Replica il pdl Enrico Costa: «Gli esponenti del Pd mentono sapendo di mentire quando sostengono che l´approvazione del testo sul processo breve determinerebbe l´annullamento di migliaia di processi. Quanti dibattimenti, che non si sarebbero comunque prescritti, si annullerebbero? Zero».

«Mi toglie il sonno pensare di non arrivare nemmeno a un processo» dice Daniela Rombi, che nella strage di Viareggio ha perduto sua figlia Emanuela, 21 anni. Emanuela è la faccia sorridente in primo piano, in un manifesto che questa donna ora si porta al collo ad ogni manifestazione. «Ci saremo anche noi dell´associazione “Il mondo che vorrei” davanti a Montecitorio perché i nostri morti non sono un condono edilizio, sono la croce che ci portiamo addosso tutti i giorni». Tra rabbia e dolore, la voce fa una crepa: «L´ho detto anche al presidente della Repubblica Napolitano: contrasti la prescrizione breve o non avremo mai giustizia, faccia tutto quel che può, glielo chiedo in ginocchio». È quasi una preghiera: «Ho paura che non si arrivi nemmeno a un processo: 32 morti per l´esplosione del Gpl in mezzo alle nostre case, decine di feriti, quei lutti e quella devastazione senza un colpevole perché la maggior parte dei possibili imputati sono incensurati». Prosegue Daniela Rombi: «Non tacerò, vorrei che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi provasse a calarsi per un attimo dalla mia parte: ho passato più di quaranta giorni in ospedale, seduta fuori dal reparto grandi ustionati dove mia figlia lottava per vivere e invece moriva un po´ ora dopo ora, fra mille sofferenze. Io pregavo e speravo, poi ho dovuto arrendermi. Nessuno mi restituirà Emanuela, ma se ha ancora un senso vivere è per trovare i responsabili di quel disastro. Vale per Viareggio come per l´Aquila, vale per il Paese: i processi vanno fatti, certe inchieste sono lunghe e complicate, hanno bisogno di tempo, non si può mettere un timer alla giustizia, né una scadenza alle responsabilità di chi ci ha tolto i nostri figli».

Dirittiglobali.it

Sul tema l’avvocato Di Figlia segnala anche l’intervista di Ernesto Manfrè di Radio Capital a Daniela Rombi.

PRESIDIO DAVANTI A MORETTI

by · 17 febbraio 2011 · Categoria: Cronaca 
2 Commenti

Dimissioni dell’ad di Ferrovie Mauro Moretti e modifica della legge Viareggio per i risarcimenti. Sono queste le richieste dei parenti delle vittime della strage del 29 giugno 2009, quando un treno-cisterna carico di gpl esplose alla stazione di Viareggio uccidendo 32 persone. Se il primo obiettivo resta difficile da raggiungere, il secondo oggi è più vicino.

La giornata era cominciata con la contestazione dei parenti delle vittime sotto la sede della presidenza della Regione a Firenze, nella centralissima piazza Duomo. All’interno si stava svolgendo un incontro tra il presidente della Regione, Enrico Rossi, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, e l’ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, per discutere della Tav che attraverserà la città. A dare manforte ai manifestanti viareggini c’era anche il comitato “no Tav” di Firenze.

L’arrivo di Moretti, che è entrato senza farsi riconoscere, è stato salutato da una selva di grida:  “vergogna” e “assassino”. La contestazione a Moretti si è estesa anche al presidente Rossi: i manifestanti hanno chiesto al presidente di non trattare alcunché con l’ad di Ferrovie. “Si sarebbe già dovuto dimettere“, hanno detto.

Iltirreno.it