IL SINDACO HA INCONTRATO I CARRISTI
Il sindaco di Viareggio Luca Lunardini ha incontrato i carristi dopo ripetuti appuntamenti chiesti e mai ottenuti dai costruttori. Stamani c’e’ stato finalmente un ‘faccia a faccia’ dopo che nei giorni scorsi c’era stata l’occupazione della Fondazione Carnevale proprio per sollecitare questo incontro e per avere e il saldo delle loro spettanze.
”Ho assicurato i carristi – dice il sindaco – che il restante 20% che devono avere, circa 30.000 euro a testa, lo avremmo suddiviso fra la meta’ di maggio, giugno e luglio, quindi il credito che vantavano del 2012 verra’ regolarmente saldato”.
”Per quanto riguarda invece il 2013, visti i tagli che sono stati annunciati dal governo Monti di circa 7 milioni, potrebbe variare la cifra che era stata messa in bilancio anche per il prossimo anno, circa un milione 850.000 euro. A questo punto se ci saranno dei tagli dovremo trovare delle entrate con la collaborazione della citta’ perche’ il Comune da solo, tenendo presente anche le altre priorita’ che ci sono, si troverebbe in difficolta”’.
Lunardini ha anche detto che ”per sostenere il Carnevale dovremmo aumentare l’Imu, ma non sarebbe giusto, quindi per il 2013 dovremo metterci seduti intorno ad un tavolo e vedere il da farsi”. Quanto alla partecipazione dei carristi al Carnevale estivo, Lunardini ha affermato che ”loro sentono che non vogliono essere presenti e questo mi pare una protesta immotivata; se poi ritengono che il Carnevale estivo non sia produttivo per la citta’, dovranno affrontare questo argomento con la Fondazione Carnevale. Personalmente ritengo invece che sia un veicolo promozionale per Viareggio”.
Foto di Letizia Tassinari
CARNEVALE SEMPRE PIU’ NEL CAOS
I carristi, per l’ennesima volta, hanno chiesto le dimissioni di tutti i componenti degli organi che gestiscono la Fondazione Carnevale. Lo hanno fatto con un documento ed una occupazione simbolica, durata alcune ore, degli uffici di Palazzo delle Muse. Nell’occasione hanno anche tentato di mettersi in contatto con il Sindaco Luca Lunardini, ma non ci sono riusciti anche perchè il primo cittadino era impegnato in riunioni fuori città. Alla fine, il Presidente Alessandro Santini ha dovuto chiamare il “Sindaco ombra” Giovanni Santini il cui intervento ha permesso di fissare un incontro per martedì mattina.
Da parte sua Lunardini afferma che l’incontro, da tempo sollecitato dai costruttori, ci sarebbe stato anche senza lo “show” dell’occupazione. Promette, inoltre, che il saldo dei compensi arriverà prima dell’estate ed aggiunge che il bilancio 2013 si preannuncia molto critico.
In tal contesto ieri mattina il vice Presidente della Fondazione Jacopo Bonuccelli si era recato in comune per consegnare le proprie dimissioni, ma il Sindaco gli ha chiesto di ripensarci.
CARNEVALE TRA IMMOBILISMO E DIMISSIONI
Non c’è, al momento, nessuna buona notizia per il presente ed il futuro del Carnevale di Viareggio. Il Presidente Alessandro Santini, in pratica, è sparito dalla circolazione anche perchè impegnato nella campagna elettorale di Camaiore. Dei soldi promessi dal Sindaco non c’è traccia. Antonio Vendettelli (al quale facciamo i nostri più sinceri auguri) per motivi di salute si è dimesso dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione. Annamaria Vassalle, invece, si è dimessa dal Consiglio di Indirizzo e cinque componenti hanno chiesto formalmente la convocazione di una seduta straordinaria per sostituire i sindaci revisori dimissionari. L a Commissione Eventi, inoltre, dopo aver svolto il proprio compito senza aver ricevuto neppure un grazie, chiede di sapere cosa deve e dovrà fare. Per finire il consigliere comunale e consigliere di indirizzo della Fondazione Carnevale Silvano Pasquali, in una intervista a Il Tirreno, attaccata Renzo Pieraccini accusandolo di essersi comportato così perchè voleva passare a sinistra e lo invita a mettere a disposizione la sua esperienza al Carnevale di Pietrasanta.
CARNEVALE: TUTTO TACE
Chi tocca il Carnevale muore, chi lo guarda negli occhi diventa di pietra. Analizzare la nostra manifestazione più amata vuol dire, oggi, fare una discesa negli ingranaggi della politica becera, della politica delle promesse, della politica delle classiche smentite. A un mese esatto dall’immolazione Pieracciniana cosa è cambiato? Ad oggi mancano a Burlamacco quel milione e 8 promessi a settembre dal magnanimo Lunardini. Sindaco che, alla scelta di quale bilancio preventivo adottare (c’erano anche due versioni più economiche) non ebbe dubbi e scelse il più caro. Bisognava mostrare i muscoli ad un anno dalle elezioni, vuoi mettere come è più bello sventolare la Burlamacca sulle tribune in un grande e fastoso carnevale?
Poi, quando il triste ragioniere tira le linee dei conti, mancano 1.800.000 euro. Soldi che spettano a chi ha lavorato per il grande e maestoso Carnevale. Soldi che vanno ai carristi e, attraverso essi, a tutti coloro che fanno muovere i colossali carri su cui il nostro Sindaco è tante volte montato. E se questi soldi non arrivano? Alla Cittadella, che grazie a Dio nessuna banca ha voluto (altrimenti c’erano altri guai da sistemare), arriveranno decreti ingiuntivi, precetti, pignoramenti. E quando i “maestri” dovranno iscriversi per il nuovo bando come compileranno il temuto DURC?
Ma dal Palazzaccio tutto tace, si usa il pallottoliere sì, ma per contare se i voti son 15 o 16 e non quanti euro mancano a saldare i debiti di chi lavora per Viareggio e per il Carnevale. E allora che si può fare? Innanzitutto si può essere presenti il 17 aprile 2012 al Consiglio Comunale e poi si può sfruttare quel potere enorme che il Carnevale ha e bloccare la città, dimostrare che il Carnevale è Viareggio e non chi l’amministra. Si può allontanare chi, con la scusa della casacca politica, rema in direzione contraria. E poi si deve studiare come cambiare il Carnevale, come coniugarlo col Pucciniano e con il resto delle voci di bilancio. C’è da capire che un carrozzone come la Fondazione Carnevale non serve a niente oggi che non deve più gestire la lotteria. Che le poltrone e le poltroncine per assettare politici o presunti tali non servono a nulla e che basta un buon ufficio cultura per mandare avanti la baracca magari condito di competenze che sappiano gestire e promuovere il marchio carnevale il resto deve farlo la città quella città che tante volte si mobilita e discute di Burlamacco e che oggi deve tornare a far vivere il Carnevale al posto di una politica che ha, evidentemente, fallito.
Chiara Romanini
Consigliere Comunale PD
CARNEVALE: RETROCESSIONI ED ELEZIONI
Il Carnevale non morirà. Il carnevale dovrà trasformarsi, rinnovarsi, adeguarsi ai tempi ed alle esigenze di un cambiamento ineludibile, economico e culturale. E a proposito di carnevale ecco due notizie: la prima riguarda le retrocessioni dalle Mascherate in Gruppo. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha deciso che saranno tre, e non due, i costruttori che scenderanno tra le Maschere Isolate. Si tratta di Mario Neri e Antonio Mastromarino (per somma di punti ottenuti negli utlimi tre anni) ed Alessandro Servetto che quest’anno aveva rinunciato a partecipare.
Nel pomeriggio, invece, è in programma l’assemble adei costruttori che dovrebbe stabilire la rinascita dell’Assocarristi al quale potrebbero essere designati Fabrizio Galli, in qualità di presidente, e l’avvocato Tiziano Nicoletti in quella di vice presidente e direttore.
LA PROPOSTA DI COSTAGLIOLA PER IL CARNEVALE
Diamoci da fare per lanciare il “febbraio viareggino” in occasione del Carnevale: un mese di eventi collaterali con l’obiettivo di far rimanere il turista almeno tre notti in hotel. Cinema, musica, teatro, danza e arte con nuove iniziative dal venerdì alla domenica per realizzare nel periodo del Carnevale un vero e proprio Festival d’inverno. E’ l’idea del vicesindaco e assessore alla cultura Ciro Costagliola per dare linfa alla più importante manifestazione folcloristica viareggina. Adesso alle prese con grossi problemi di bilancio, che dovranno necessariamente essere risolti. Ma non basterà, se non si introducono nuove idee. Di questo è convinto il vicesindaco Costagliola, per il quale è più che mai necessario creare un “sistema cultura”.
Il rapporto con gli sponsor – sostiene – va ripensato: “Potrebbero vedere il loro logo per tutte le iniziative di tutto l’anno e non solo per il Carnevale. Quindi anche al Pucciniano, nella stagione di Prosa, a Viareggio EuropaCinema e nella programmazione delle mostre. In pratica – spiega Costagliola – agli sponsor andrebbe offerto un pacchetto completo di manifestazioni all’interno delle quali essere sempre presenti. E per fortuna la nostra città organizza sempre qualcosa in ogni momento dell’anno, così gli sponsor avrebbero visibilità. Da parte mia – continua – c’è la volontà di concentrare gran parte degli appuntamenti culturali proprio nel mese di Carnevale per provare questa operazione di marketing. Dalla prossima settimana sono già in programma una serie di incontri anche con gli altri Comuni per provare a ragionare su un’unica grande stagione culturale”.
L’assessore alla cultura è dell’idea “che si debba pensare ad un unico responsabile del marketing e promozione per gli eventi. Penso a un solo referente che colleghi Carnevale, Pucciniano e altre manifestazioni importanti, di rilievo ormai nazionale, che sia in grado di dialogare con i grandi sponsor, offrendo opportunità articolate e complete. L’obiettivo – conclude – è consentire alle manifestazioni di trovare una maggiore autonomia finanziaria”.
LA FINE DEL CARNEVALE
“Finalmente è finito!” Qualcuno griderà! “Giustamente è finito!” Diranno quelli che credono che anche le cose belle debbano avere una fine. “Purtroppo è finito!” Dirà qualche appassionato. Siamo arrivati in fondo al Carnevale 2012, un Carnevale difficile per la crisi economica che attanaglia tutti e per alcune scelte sbagliate o strane che sono state fatte.
Un Carnevale che, però, è stato criticato su tutto fin dalla sua nascita, 6° corso, Carnevale estivo, compensi o tagli ai carristi, concorso del manifesto, contributo pubblico, feste rionali (qui anch’io attaccai i rioni) addirittura il Festival di Burlamacco ed i Carnevalari, Festival della canzonetta, poca affluenza, 7° corso, Andrea Mazzi, presidente (andando volgarmente sul personale), direttivo e chi ne ricorda ne aggiunga, troppo! Tutto questo senza mai proporre niente di costruttivo. Mi è venuta voglia di togliermi qualche sassolino dalle ciabatte, perchè io non porto le scarpe! Attacchi che sempre di più sapevano di prese di posizione già stabilite, già studiate, spesso fatte da strani personaggi già in campagna elettorale, nuovi politicanti già vecchi di mentalità, gruppi nati apposta per dar contro, che sicuramente tra pochi mesi troveremo in qualche lista, di destra o di sinistra tanto tutti sono all’opposizione del sindaco Lunardini, giornalisti pronti a sputtanare gli “amici” per uno scoop che non era neanche notizia!
Critiche, anzi non le chiamerei così in quanto non obiettive, attacchi aspri, cattivi, smisurati, su qualsiasi cosa, argomento, parola, idea. Non mi vergogno a passare x “Santiniano/Amico del Santini”, come qualcuno dirà o penserà (l’hanno già fatto), se gli altri sono questi. Sono d’accordo, il Carnevale non deve essere organizzato, amministrato, in questo modo, la manifestazione Carnevale deve essere sfruttata per quello che è: LA PIU’ IMPORTANTE MANIFESTAZIONE DI VIAREGGIO. E per far questo ci vuole che tutte le componenti, specialmente quelle che ne traggono un ritorno economico o d’immagine contribuiscano alla sua realizzazione, alla sua economia. Le attività in primis, specialmente quelle alimentari, e non solo quelle della passeggiata, invece di criticare, boicottare, dovrebbero essere in prima linea nel volere fortemente che la manifestazione sia fatta nel migliore dei modi. Sarebbe stato bello vedere gli incassi fatti durante le prime 3 domeniche di Carnevale se non ci fosse stato.
La nautica, altra colonna portante dell’economia Viareggina, potrebbe, dovrebbe, essere inclusa ne “pacchetto Carnevale” con un expo magari proprio in piazza Mazzini lungo un mese. Stesso discorso per la florovivaistica e per la Coldiretti coi “Chilometri 0”. I balneari e gli albergatori per promuovere la stagione estiva e pubblicizzare i propri stabilimenti. Ma potrebbe essere inserita qualsiasi tipo di attività, perchè no, anche sociale. Tutte le attività che vendono coriandoli, stelle filanti, vestiti, maschere, oggettistica varia dovrebbero portar il loro contributo sia che siano piccole o grandi. E con questo non intendo solo le attività all’interno del circuito ma anche quelle all’esterno come il negozio di giocattoli in periferia sud, la pizzeria con il pulman che si è fermato a pranzo, il ristorante bar all’uscita dell’autostrada, chi organizza feste prima/dopo/durante Carnevale e rioni. Le associazioni di settore dovrebbero spiegare, coinvolgere, invogliare le attività a far questo. I giornali che dovrebbero, almeno nel periodo del Carnevale, esaltare le costruzioni, la festa, l’atmosfera, parlare dei fatti recenti, invece di passare notizie che muovono negativamente l’opinione pubblica, facendo passare come nuove notizie vecchie di anni, sempre da dimostrare.
Senza dimenticare la classe politica, ancora legata alla guerra tra partiti, ferma a modi di far politica giurassici che hanno ridotto il Carnevale e tutta la città a quello che tutti vediamo. Perchè il bene della manifestazione, della città, non ha colore politico, non ha sponda, e le idee e le proposte da chiunque vengano, andrebbero ascoltate, valutate, e se buone, messe in atto con l’aiuto di tutti. Invece non si propone per paura che un idea venga “rubata” dagli altri, non si propone e non si aiuta perchè gli altri, nel loro mandato, devono fallire per poter poi tornare in auge alle elezioni successive. Così facendo però siamo fermi a secoli fa, stiamo lasciando decadere una struttura che negli anni non viene “ristrutturata”, ammodernata, migliorata. Viareggio ed il Carnevale vanno curati, siamo tutti d’accordo, continuare a dire che è malata senza mai proporre una cura, continuando questo polemizzare improduttivo non l’aiuterà di certo a guarire.
Solo stando uniti si può uscire da questa situazione e salvare una manifestazione che, pur non nel suo massimo splendore, continua a portare a Viareggio una boccata d’ossigeno in una stagione morta. Ci avviamo verso un momento in cui dovranno essere prese decisioni, forse anche impopolari, per ridisegnare il futuro. Chi ha da proporre lo faccia perchè le persone passano, le giunte e le fondazioni cambiano, i carristi cambiano ma il Carnevale c’era prima di noi e, finchè ci sarà una sola persona in grado di raccontare quest’anima popolare, il Carnevale di Viareggio esisterà. “…quel sentimento che non si può spiegà, ci si nasce da bamboretti, te lo lascino i vecchi, come un eredità…”
Mi scuso con gli Amici che si sentiranno tirati in ballo da questo mio lungo turpiloquio ma che sono certo ne comprenderanno il senso, mi auguro, altresì, che il messaggio arrivi laddove deve arrivare, se così non sarà non me ne farò comunque una ragione. Ah… vi risparmio le domande: Non mi candiderò per nessun partito o lista civica e, se mai, qualunque fondazione Carnevale di qualsiasi giunta mi chiedesse mai di far parte di una commissione per poter apportare qualche consiglio o un idea, se il tempo me lo permetterà, darò volentieri il mio contributo al Carnevale.
Simonini Simone, un cittadino.
IDEE E PROPOSTE PER IL CARNEVALE FUTURO
Un intero weekend di Carnevale? Secondo me è la ricetta vincente per il futuro. Questo fine settimana potrebbe essere un test importante per cambiare radicalmente il programma della manifestazione. Da giorni il dibattito è aperto su quanti corsi sia utile fare e su come calendarizzare meglio la festa. Il carnevale è troppo lungo? I commercianti della Passeggiata si lamentano? I Rioni sono in crisi? I carri in notturna sono più belli ? Una risposta a tutte queste problematiche potrebbe essere quella di far diventare i weekend di Carnevale la norma… e non un evento eccezionale.
Ogni sabato e domenica a Viareggio è Carnevale, 6 corsi concentrati nel periodo canonico, gran finale al Martedì Grasso, e la domenica successiva da “sfruttare” in caso di necessità per recuperare corsi andati male. I corsi al sabato sera farebbero da “traino” alle feste rionali, senza penalizzarle ma anzi, invogliando la gente che è già fuori a cenare al rione e proseguire la festa (come è successo lo scorso anno il martedì della darsena). La mia proposta per il 2013 è questa:
Primo weekend di carnevale
sabato: inaugurazione, alzabandiera e fuochi (a seguire festa rionale)
domenica: 1° grande corso mascherato alle 15
Secondo weekend di carnevale
sabato: 2° corso mascherato in notturna dalle 18 alle 20,30 (a seguire festa rionale)
domenica: 3° corso mascherato alle 15
Terzo week end di carnevale
sabato: 4° corso mascherato in notturna dalle 18 alle 20,30 (a seguire festa rionale)
domenica: 5° corso mascherato alle 15
gran finale martedì grasso col corso dalle 14,50 alle 18, fuochi e verdetti.
In questo modo avremmo la possibilità di apprezzare i carri in notturna almeno 2 volte e una domenica di quaresima come “salvagente” con la diretta Rai del martedì che eventualmente può pubblicizzarlo per tempo. Magari anche per i biglietti di ingresso potrebbe essere ideata la formula di 1 corso a 15 euro, 2 corsi a 20 euro.
La proposta è lanciata… che ne dite?
Stefano Polacci
DRAGHI DIVENTA ANCORA SCHETTINO
Ancora una clamorosa svista che riguarda il nostro Carnevale. Accade nel sito zingarate.com che, in un servizio fotografico sui corsi mascherati, pubblica una galleria di immagini con questo titolo: “Sarkò, Merkel e Mario Monti. Non poteva mancare Schettino e neanche Berlusconi, ancora protagonista del carro Santo Subito“. Il problema, però, è che sul carro di Fabrizio Galli (nella foto) non c’è il comandate Schettino, ma Mario Draghi.
LETTERA AI VIAREGGINI DA UN GIORNALISTA DI SKY
Quanto amore! Quanto amore ho sentito domenica scorsa a Viareggio… L’amore di un popolo per la sua tradizione, una tradizione ‘aperta’, pronta per essere donata a chi ha voglia di comprendere e sorridere. Ho visto la festa riflessa negli occhi delle mie figlie, bimbe tra tante, con gli occhi spalancati e col naso all’insù per guardare quei giganti d’allegria.
Un amore che annulla le età, che spegne i rancori, e che regala senso di appartenenza anche se è la prima volta che arrivi… Grazie a chi mi ha accolto con un sorriso aperto, grazie a chi mi ha raccontato storie e sentimenti legati a questo Carnevale. Amici e colleghi mi parlano di Rio, di Santiago de Cuba… Forse saranno mille Viareggio o forse solo la metà. Per quanto mi riguarda, io mi fermo qui. Davanti a questo mare di colori. Grazie ragazzi!
Roberto Inciocchi
Sky tg24
RIFLESSIONI SUL CARNEVALE DI MARCO LENCI
Mi sono preso una pausa carnevalesca. Per Viareggio il Carnevale rappresenta il periodo forte dell’anno e – a torto o a ragione – per almeno quattro settimane le notizie e i commenti attorno a tale evento monopolizzano giornali e blog locali. Continuare a proporre note di approfondimento storico-toponomastico mi è parso fuori luogo… un po’ come parlare di studio ad uno scolaro nel pieno delle vacanze estive. Approfitto della pausa che mi sono imposto per avanzare una qualche riflessione a fronte della drammatica crisi economica verso cui la nostra manifestazione – complice una sciagurata congiuntura meteorologica – sta incamminandosi.
Oggi, 22 febbraio, è il mercoledì delle Ceneri che segna la fine canonica del Carnevale… O meglio segnava la fine canonica del Carnevale quando ancora il tempo dell’esistere quotidiano nel nostro mondo segnato dalla tradizione cristiana era sincronizzato dal ritmo circolare della liturgia. Oggi la macchina del consumismo mercificato, dominatrice incontrastata di tutta la nostra esistenza, ha annullato il senso della rottura Carnevale/Quaresima… tutto è e deve essere improntato al consumo e, ancor di più, al profitto e quindi, in caso di minacciato flop economico, anche il Carnevale può anzi deve dilatarsi in maniera spropositata annullando ogni sacralità tradizionale.
Ancora – ma potrei sbagliare circa la data – negli anni Cinquanta per ottenere un prolungamento della manifestazione viareggina ci si doveva rivolgere ad un preventivo parere positivo da parte della curia arcivescovile di Lucca. Per solito la diocesi non si opponeva ed accettava che eccezionalmente a Viareggio venisse seguito il calendario liturgico meneghino (Ambrosiano) che assegna al Carnevale anche la prima domenica successiva al martedì grasso.
Oggi, giacché il mercato ha rimpiazzato in toto il magistero ecclesiastico, non c’è più bisogno di alcuna autorizzazione diocesana, si può proseguire il baccanale ben oltre la prima domenica di Quaresima sino alla seconda, alla terza domenica e (perché no?), in caso straordinario, sino alla stessa Pasqua? Il tutto “per far quadrare i conti”! Alla faccia della tanto strombazzata spensieratezza carnevalesca. Sappiamo che esperienze simili provate in passato non sono state troppo positive e, comunque, hanno arginato falle momentanee, senza mai allentare la fragilità complessiva di una manifestazione ancorata da sempre al ben volere di Giove Pluvio (vedi foto). Per questa via il fallimento rimane minacciosamente dietro l’angolo. La cura deve essere ben più radicale.
A mio parere si dovrebbe operare diversamente attuando un vero e proprio ritorno al passato. Il Carnevale dovrebbe coincidere – mi si scusi la tautologia – con il Carnevale ed incentrarsi sui dieci giorni compresi tra la domenica precedente il giovedì grasso sino al martedì di chiusura. I corsi dovrebbero essere tre (due nelle due domeniche ed uno, quello finale, il martedì), mentre il giovedì potrebbe essere riservato ad un grande – ma davvero grande! – evento. Feste rionali, veglioni, iniziative di contorno e quant’altro… insomma tutto il resto si dovrebbe concentrare in quei dieci giorni, che diverrebbero una vera e propria fiera del divertimento carnevalesco. Per chi viene a Viareggio in ognuno di quei dieci giorni troverà una festa, un corso, un evento ad attenderlo!
Restaurata così la “sacralità” del tempo di Carnevale, si dovrebbe procedere ad un drastico ridimensionamento dell’impegno di spesa con una sforbiciata di un buon 50% dei costi (attestando il budget a 2,5 milioni). Si ridurrebbe così la spettacolarità dei corsi? Non credo; i carri grandi potrebbero ridursi a otto (tanti erano negli anni 50 e 60… anni d’oro per la manifestazione!) selezionando solo i costruttori di provata e continuata capacità. Analogamente si dovrebbero ridurre le costruzioni di seconda categoria e le mascherate. Ne guadagnerebbe, per altro, la scorrevolezza del circuito oggi intasato spesso da un’eccessiva offerta di costruzioni talvolta francamente mediocri.
Si otterrebbe in partenza – anche su un budget fissato attorno a 2,5 milioni di euro – un avanzo primario di svariate migliaia di euro da spendere sul grande evento del giovedì grasso e su altre minori iniziative di contorno da progettare in modo che possano essere fruibili anche in caso di avverse condizioni meteorologiche e tutte da proporsi non gratuitamente ma sempre a prezzo calmierato.
La città deve sostenere il suo Carnevale e il suo aspetto più caratterizzante – i carri – con tutte le sue forze, ma non fino al suicidio. Si deve essere consapevoli che non è più possibile ricorrere alla mano pubblica per finanziare strutture elefantiache (e il nostro Carnevale è lo è da decenni… almeno da quando si abbeverò alla fonte avvelenata della Lotteria); la crisi odierna (che – ricordiamocelo! – è crisi epocale) impone tagli in ogni dove (sanità, scuola, università, pensioni…). Anche Burlamacco deve adeguarsi; può e deve farlo per rifulgere di una luce più intensa anche se più concentrata. L’alternativa è il buio assoluto di un collasso che potrà essere rinviato ma, nel medio periodo, non più evitato.
Oppure – come qualcuno ha proposto – optiamo per un Carnevale estivo il che equivarrebbe però a trasformarlo in qualcosa di radicalmente diverso come se un bel giorno a Siena si trasformasse il Palio in una banale corsa automobilistica… In un’Italia che in pochi anni ha rinnegato la radicata popolarità della scopa della Befana per il rituale plastificato della zucca di Halloween anche questa sciagurata ipotesi può avverarsi.
Marco Lenci
SPONSOR A VIAREGGIO E A CENTO
Ai viareggini ha sempre dato fastidio il confronto con il carnevale di Cento e sul piano dello spettacolo e dei carri, non c’è proprio paragone. Ma sul piano economico fatevi una idea. Ecco una carrellata degli sponsor che sostengono Viareggio rispetto a cento. Il confronto è impietoso e la cittadina emiliana intasca bei soldoni da sponsor di livello nazionale. Viareggio più che altro ci guadagna in “scambio” di servizi, ma potrebbe puntare molto più in alto. Per una manifestazione di livello internazionale, e con gravi problemi di bilancio, avere come sponsor viareggino.it, Reteversilia e Canale 39 temo non sia più sufficiente.
“MI TAPPO IL NASO E.. VI SCRIVO”
Lettera ai miei colleghi Caristi “mi tappo il naso… e vi scrivo” voglio essere sincero, sono consapevole che non potremmo mai essere buoni amici e la causa è che ci innamoriamo troppo dei nostri “figliocci”. Siamo arroganti, antipatici e testardi, ma sotto sotto siamo solo dei coglioni innamorati del proprio lavoro.
La cosa più preoccupante, però, è che siamo anche pigri ed evitiamo spesso di confrontarci con la realtà. Noi non abbiamo niente da nascondere, siamo gente che si fa il culo per fare il proprio lavoro e in più portiamo i nostri prodotti alla luce dove possono essere giudicati, sbeffeggiati, apprezzati o criticati da parte di tutti, al contrario di qualche burocrate stipendiato che si imbosca molto più facilmente. Credo sia arrivato il momento… credetemi è l’ultima chiamata, per far presente a tutti che non rubiamo nulla a nessuno, ma anzi, tramite il nostro lavoro riusciamo a portare a Viareggio tante persone che pur di venire a vedere il Carnevale di Viareggio sfidano la crisi ed il maltempo.
Mai come ora però è necessario essere presenti, mettendo un secondo da parte i personalismi. Se la manifestazione va rivista perchè a qualcuno sembra superata, noi non possiamo stare ad aspettare il verdetto senza portare le prove della nostra innocenza, perchè sarebbe come ammettere di essere colpevoli ed io scusate ma non mi sento affatto colpevole. Vanno fatte proposte, bisogna essere presenti e ATTENTI a tutto quello che significa Carnevale di Viareggio, bisogna parlare con la città senza paura, perchè (e lo dico senza falsa modestia) Noi siamo un patrimonio della città.
Credetemi, per me è stato veramente faticoso trovare la forza per scrivervi questo mio pensiero, ma
se vogliamo salvare il nostro mondo (che tanti ci invidiano) è il caso di aprire gli occhi, ma se qualcuno di voi preferisce continuare a far finta di niente aspettando solo le disgrazie altrui… allora gli faccio il mio più sincero “in bocca al lupo” (per non dire cazzi vostri).
Umberto Cinquini
CONFESERCENTI ESPRIME FORTI PERPLESSITA’ SUL 7° CORSO
Forti perplessità, sentendo in giro tra numerose attività commerciali suscita, la scelta della Fondazione Carnevale di prevedere un ulteriore nuovo corso di Carnevale, per Domenica 4 Marzo. Ferma contrarietà esprimiamo da subito, per il fatto che i possessori dei cumulativi, cioè in gran parte i cittadini di Viareggio, che sostengono già il Carnevale, acquistando il cumulativo e con la fiscalità generale, debbano pagare ulteriori 10 euro, per il corso del 4 marzo.
Purtroppo il maltempo ha fortemente penalizzato l’edizione del Carnevale di questo anno, e di fronte alle avverse condizioni climatiche c’è poco da fare. Comunque si avverte la necessità, ormai da tempo, di una rivitalizzazione dell’evento carnevale, che pure mantiene una vitalità, con migliaia di persone al corso, con il successo del carnevale estivo, ecc… La città continua ad essere ricca di intelligenze e passioni legate al mondo del Carnevale, che forse devono essere maggiormente valorizzate e rese protagoniste.
Invece di andare ad una dilatazione eccessiva del numero di corsi, penso che si debba proseguire e rafforzare l’impegno per riempire di eventi e di manifestazioni tutto il periodo del Carnevale, lanciando all’esterno (in Italia e fuori) il messaggio che a Viareggio durante il Carnevale è possibile trovare oltre a una grande manifestazione, eventi unici: festival della satira, del teatro di strada, mostre, rassegne cinematografiche magari in collaborazione con Europacinema, manifestazioni sportive, rassegne enogastronomiche, puntando sulla qualità dei nostri ristoratori e dei prodotti tipici, utilizzare palazzi e strutture museali per percorsi culturali, le piazze di tutta Viareggio per concerti tematici uno diverso dall’altro. Tutto questo di pari passo con una maggior vitalità e animazione del corso mascherato e con una Fondazione Carnevale dotata delle necessarie strutture e competenze manageriali, e di un rinnovamento della formula dei rioni.
Sono solo alcune idee, che possono essere sicuramente arricchite e se ne possono trovare molte altre. Ma seguendo questa strada, credo sarà possibile ricollegare pienamente tutta la città con la sua manifestazione principale e far tornare il carnevale di Viareggio, una delle manifestazioni di rilievo nazionale ed internazionale e produrre importanti ricadute sull’economia cittadina (alberghi, ristoranti, pubblici esercizi, negozi) per diverse settimane.
Il Direttore Confesercenti Versilia
Alessandro Cerrai
VIAREGGINITA’, IMMOBILISMO E ASPIRAZIONI EUROPEE (2012)
La sensazione, osservando le sfilate dei carri, in questi ultimi anni, è che una parte delle costruzioni non riesca a sostenere il confronto con il lavoro di alcuni costruttori che hanno intrapreso un percorso virtuoso di ricerca, di novità. Questa situazione, oltre a rappresentare una novità, ha messo in crisi un modo di concepire la performance che si consuma nel ed intorno ad un carro allegorico. Compaiono di fatto una serie di ruoli che contornano ed arricchiscono quella che è la costruzione in senso stretto.
Non è tanto la questione delle norme regolamentari sull’uso della “cartapesta”, che comunque sembra sempre più essere disattesa dalla maggioranza, ma il concetto che nel progetto scelto si muovono forme spettacolari che integrano volumi, movimenti, colori, ma che nel contempo tolgono spazio alla centralità del “Mascherone” inteso nella sua accezione storica. Penso che questa prospettiva debba essere governata (e con questo intendo dare il giusto valore alla politica che ha proprio il ruolo di fornire gli strumenti operativi) apponendo modifiche ai regolamenti, al senso del bando di concorso, alla struttura che organizza la lavorazione del carro. Questo, naturalmente, non va considerato come una coercizione o come norme che limitino la libertà di espressione, ma come una serie di opportunità per migliorare, sviluppare il proprio lavoro nella cittadella. Se analizziamo la situazione pensando al carrista come ad una figura romantica, così come la storia del carnevale ci dipinge i maestri del passato, non credo che facciamo un servizio a questa categoria. Per molto tempo anch’io ho pensato che questa professione appartenesse, per sua natura, alla categoria dell’arte ed immaginavo che la modernizzazione, la richiesta di strutturare il lavoro attraverso aziende avrebbe declassato, in qualche modo, l’immagine, l’autenticità, il rapporto con la città, la libertà di espressione, la natura stessa dell’artista che come tale ha una sua personalità, un suo carattere che si sarebbero potuti perdere nell’anonimato di una ditta artigiana.
Il carrista, in questo contesto rischia di rimanere ancorato a valori che le condizioni oggettive hanno già superato. Forse è triste riconoscerlo od accettarlo, ma l’idea del modellatore che dava e da anima alle figure in cartapesta, non è più sufficiente, o meglio non può essere la sola perché si sono presentate, e vi è anche la necessità di svilupparle, delle figure professionali nuove che riguardano la comunicazione, la musica, la teatralità nella rappresentazione dei figuranti, la scelta e la calibrazione del tema su cui eventualmente costruire la satira, la regia di tutto questo. Inoltre va ricordato che anche nei tempi storici del carnevale esistevano costruttori che non avevano grande dimestichezza con la creta, ma che, in compenso, sapevano coordinare una squadra dare comunque un’anima alla costruzione in cartapesta.
Per fare un esempio: come si può notare da queste osservazioni sintetiche il tutto somiglia a quello che accade nel cinema dove contribuiscono alla costruzione di un film molte figure professionali e, dove sempre più spesso, è il lavoro di squadra che permette al regista di compiere un capolavoro. O pensare di poter realizzare un film senza avere un testo di
riferimento, una sceneggiatura adeguata. Questo non vuol dire togliere spazio ad un carrista, ma il carrista deve comprendere che oggi non è più sufficiente azzeccare una battuta per fare un carro, che il mondo dello spettacolo nei vari settori ha fatto passi da gigante in questi ultimi anni e che il mercato che lo alimenta diventa sempre più spietato se non offri prodotti di qualità e soprattutto vendibili. Con le dovute proporzioni, pensate ad immaginare di sviluppare il ruolo del carpentiere, del coreografo, del musicista, del modellatore ed inserire il tutto in un ambiente non più chiuso da inutili personalismi, ma aperto ad incontri, a contaminazioni con altre culture a scambi di iniziative dove ognuno possa ritagliarsi un ruolo che valorizzi le competenze.
Questo vuol dire aprire la cittadella alla ricerca e alla sintesi delle esperienze. E’ proprio nella ricerca di valorizzare le professionalità, la maestria che derivano dalla nostra storia che dobbiamo affrontare il problema. Rimanere
ancorati ad un passatismo nostalgico, per certi aspetti può anche essere piacevole ed’è un vezzo che ritrovo anche in me stesso,, ma vuol dire anche tradire le nostre tradizioni che hanno da sempre inseguito l’innovazione, il coraggio di sperimentare e, se è necessario anche di rompere gli schemi del contingente. In un contesto di questo tipo anche le rivendicazioni sindacali, le polemiche sulla categoria privilegiata, i timori dovuti alla precarietà
possono essere affrontati con l’offerta di una professionalità adeguata ad una manifestazione preparata a vincere la sfida nel tempo della rivoluzione tecnologica e della comunicazione.
Ho pubblicato, aggiornandolo,nuovamente dopo un anno, questo articolo perché le condizioni che mi avevano portato a pensarlo non sono cambiate e anche perché allora decisi di mantenerlo in una cerchia ristretta senza aver avuto poi risposte convincenti.
Giovanni Galli
LO SFASCIO DEL CARNEVALE
La vicenda delle presunte frodi fiscali e contributive individuate a carico di alcuni carristi deve indurre a riflessioni immediate. E’ falso, come fa ipocritamente la Fondazione, sostenere che la questione investa esclusivamente i rapporti tra questi e le ditte fornitrici. Il problema coinvolge l’intero sistema Carnevale e trae origine dalla totale assenza di controlli, di verifiche, di lettura attenta dei bilanci. Ciò avviene da sempre, sia chiaro, con il tacito consenso di tutte le parti politiche, dei Sindaci, degli amministratori che si sono succeduti alla guida di Viareggio. Il mondo del Carnevale è stato sempre considerato una sorta di Vaticano de noantri, un terreno avulso dal rispetto delle regole, una terra di nessuno.
Alla totale assenza di verifiche analitiche dei bilanci ha fatto da pessima sponda la solita, infame ingerenza della politica nella scelta di amministratori privi di qualsiasi competenza gestionale messi sulla poltrone di palazzo delle Muse nel quadro dei consueti, sporchi giochi di distribuzione delle poltrone. E’ successo, per restare agli ultimi tempi, con Tofanelli, fedelissimo del marcuccismo ed allegro amministratore delle finanze altrui, con Maglione poi sacrificato per i giochi di potere interni al Pdl, per finire a Santini che per approccio mentale, scarsa attitudine al lavoro, inesistente capacità manageriale tutto avrebbe dovuto e potuto fare tranne che il Presidente di una macchina che fa girare milioni di euro ed incide pesantemente sulle casse già disastrate del comune.
Così come per gestire questo Comune sarebbe stato necessario un uomo dal polso fermo, esperto, capace di decisioni autonome e non un esecutore, peraltro timido, di ordini altrui come è stato Luca Lunardini così per frenare lo sfascio morale, amministrativo e gestionale del Carnevale occorreva affidare le chiavi di questo ad una persona al di sopra delle parti, rigorosa, attenta ai bilanci, capace di scelte anche impopolari invece di regalare un giocattolo con cui divertirsi a chi serve il padrone di turno.
Credo sia arrivato per questa città il momento delle scelte radicali che, in nome della trasparenza, della corretta gestione del denaro di tutti noi, dell’attenzione e del rigore, conduca ad una totale sostituzione dell’attuale classe dirigente.Viareggio è da tempo in ginocchio ed ha quasi perso quel minimo di dignità e di credibilità che il sacrificio atroce di tante vittime innocenti della strage del 2009 sembravano in parte averle restituito grazie all’impegno di coloro, cittadini comuni intendo, che si sono prodigati disinteressatamente per la difesa di chi è sopravvissuto ai propri cari.
Gian-Carlo Iannella
Vivere Viareggio
UN PROGETTO PER IL CARNEVALE
Sono un osservatore occasionale, durante il periodo di Carnevale, di blog o delle testate locali che appunto trattano di temi legati alla città e alla sua manifestazione di pregio. Ho avuto la sensazione di una diffusa difficoltà ad impostare un dibattito sereno (vedi lettera di Miliani) che dia prospettive. Questo problema, quindi, riguarda più in generale quello che avviene a livello cittadino, ma, visto che siamo ospiti in questo sito, anche le dinamiche di questo blog sulle quali vorrei fare qualche riflessione: sulla questione dei “blogger maleducati” posso dire che anch’io ho notato spesso, e per quanto mi riguarda non mi lascerò trascinare nella polemica come Miliani che ha fatto un’ingiusta generalizzazione, una aggressività ingiustificata verso chi esprime opinioni. Read more
FARE IMMEDIATAMENTE CHIAREZZA
Come se non bastassero la crisi, la neve, il freddo, il gelo, la non partecipazione, Barbara D’Urso e chi più ne ha più ne metta, ecco anche l’operazione “Dietro la Maschera” i cui risultati sono stati resi noti dalla Guardia di Finanza. Si tratta di un ulteriore gravissimo e preoccupante danno d’immagine e di credibilità ad una manifestazione, ma possiamo tranquillamente aggiungere ad una Città, che stanno vivendo un momento veramente difficile e pericolosamente condizionante rispetto al loro futuro. Read more
ABETONE CARNIVAL
Sabato 18 Febbraio le piste dell’Abetone si coloreranno di coriandoli e maschere portando con se lo spirito spensierato del carnevale, ABETONE CARNIVAL, un sabato in maschera, una giornata unica nel suo genere. Se vieni mascherato sulle piste, skipass giornaliero SAF (Ovovia + Pulicchio) a soli 20 euro. (Biglietteria presso Ovovia e Pulicchio, solo se ti presenti in maschera). Per maggiori informazioni cliccate qui.
SANTINI: FIDUCIA NELLA GUARDIA DI FINANZA
Preso atto del comunicato stampa diramato dalla Guardia di Finanza in merito all’operazione denominata “Dietro la Maschera” e dopo aver preso contatti con il Comando per meglio verificare e conoscere i fatti contestati, quest’ultimo ha riferito e confermato la completa estraneità della Fondazione Carnevale ai fatti oggetto dell’indagine. Il Presidente della Fondazione Carnevale Alessandro Santini ha convocato i consigli di indirizzo e amministrazione per riferire in merito. Naturalmente, gli organi preposti, con il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, garantiscono alla Guardia di Finanza la massima collaborazione al fine di assicurare trasparenza e preservare la totale rispettabilità del Carnevale di Viareggio e della sua storia lunga 139 anni, sperando che le ditte coinvolte riescano a dimostrare la propria estraneità.
DENUNCIATI QUATTRO CARRISTI
Il Carnevale di Viareggio e tutto il suo indotto economico è finito sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza, che ha scoperto un giro di fatture fasulle che coinvolgono quattro carristi, oltre a vari altri comportamenti non regolari. I controlli partono da lontano: lo scorso autunno la finanzaaveva scoperto una società di Viareggio che emetteva ingenti quantità di fatture false (in gergo vengono definite “cartiere” perché sono società costituite solo per produrre carte false) utilizzate da quattro carristi (tre di prima categoria e uno di seconda), per alzare fittiziamente i costi e abbattere l’utile da dichiarare al fisco: ammontava a 413.000 euro il totale delle fatture per operazioni inesistenti ricostruite dai verificatori e a cinque il numero dei soggetti denunciati all’autorità giudiziaria, risultato quasi normale nel settore penale tributario (si tratta infatti della frode fiscale più diffusa) che tuttavia ha aperto gli occhi degli investigatori su un mondo, quello del Carnevale, fino ad allora ritenuto immune da tentazioni. Da quel momento sono state pianificate delle attività di polizia economico-finanziaria ad ampio raggio, avviate all’inizio di questo mese in corrispondenza della prima sfilata dei carri e concluse ieri sera con vari interventi palesi, ancorché discreti, da parte di trenta finanzieri che, senza interferire sulla movida che vivacizza i vari rioni di viareggio, hanno conseguito risultati in tutti i campi.
Riunione del Cda. Per discutere del caso, il presidente della Fondazione Carnevale Alessandro Santini ha convocato per questa sera una riunione del Consiglio di amministrazione. Santini ha anche espresso “massima fiducia” nell’operato della Finanza, ribadendo però che nella vicenda la Fondazione non è in alcun modo implicata.
Sicurezza prodotti. Sono stati sequestrati oltre 450 prodotti non conformi agli standard, di cui 50 occhiali da vista, 70 borse termiche, 50 giocattoli e 290 maschere e costumi.
Stupefacenti. Sono 12 le persone denunciate per detenzione di sostanze stupefacenti (11 per cocaina; 1 per hashish).
Scontrini e ricevute. Solo mercoledì sera sono state registrate 10 mancate emissioni su 19 controlli (52%), per un totale di 25 violazioni su 76 (33%) interventi a partire dalla prima domenica di febbraio (prima sfilata), rispetto a una media generale annuale del 16%, confermando ancora una volta che in occasione dei grandi eventi un po’ ovunque le percentuali di evasione raddoppiano o triplicano.
Lavoro nero. Come era prevedibile in un periodo di forte afflusso di turisti è aumentata l’esigenza di manodopera nel settore della ristorazione e piu’ in generale turistico-alberghiero: sono stati identificati 59 dipendenti (22 durante i controlli sull’emissione di scontrini e 37 nel corso dei controlli sul carovita) sul conto dei quali sono in corso accertamenti sulla regolarità della posizione lavorativa, contributiva e previdenziale. Gli esiti saranno disponibili in pochi giorni.
LE VERE ORIGINI DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO
Secondo la storia ufficiale il carnevale a Viareggio nasce nel 1873 ad opera di alcuni giovani benenstanti che ritrovatisi al casinò decisero di organizzare una sfilata di carrozze per allietare il martedì grasso. Può darsi che da questa data cominciò in modo continuativo la tradizione del corso mascherato in via Regia ma ci sono documenti che testimoniano come ben prima di questa data a Viareggio si festeggiasse il carnevale seppur in forma diversa con vegliette e feste danzanti.
Il documento più antico da me reperito riguardante la manifestazione è infatti datato 1810 e riguarda dei permessi per poter svolgere delle vegliette nelle abitazioni; gli organizzatori devono segnalarlo al maire perchè secondo la vigente legge alle feste dev’essere presente un gendarme per mantenere l’ordine pubblico. Dobbiamo quindi supporre dato il numero dei richiedenti che già negli anni precendenti venissero organizzati tali eventi ma dato che non esistono documenti restiamo al 1810 come ipotetica data d’inizio . Negli anni successivi si sà che queste feste continuarono poichè esistono documenti relativi al carnevale negli anni 1825 – 27 -36 questi documenti testimoniano che durante il periodo antecedente alla quaresima era d’uso indire balli alla reggia che poi fu convertita in casinò proprio per le feste di
carnevale che vi si svolgevano e addirittura sappiamo che venivano organizzate delle recite nel teatro privato di villa Belluomini. In un articolo di Frediano Belli apparso su Viareggio in Maschera del 1926 egli conferma la nostra tesi quando parla del carnevale ai tempi di sua nonna che era nata nel 1805 e molto probabilmente si riferisce a questo periodo quando parla di paleocarristi come Dinelli, Ostino Ragghianti, Ceccho Pacini (fratello di Giovanni che sappiamo organizzava concertini per la festa) ed appunto Belluomini, il proprietario della casa dove alcune di queste feste che sono rimaste seppellite dal tempo vennero celebrate.
Fin qui si potrebbe sollevare l’obiezione che comunque le sfilate di carrozze non cominciarono prima del 1873 e che quindi il carnevale come lo conosciamo non esisteva prima di questa data ma continuando a leggere da Frediano Belli si apprende che negli anni successivi apparirono carri in via Regia che facevano la guerra di confetti e caramelle alle dame appostate sui terrazzi e mascherate che satireggiavano contro gli amministratori e illustra alcuni temi presi di mira in queste costruzioni rimaste fuori dal tempo: il Tram Viareggio – Camaiore, il milione andato in fumo, il re travicello piovuto ai ranocchi e in particolare la “vasca col getto d’acqua”, mascherata che polemizzava sulla mancata realizzazione dell’acquedotto da Stiava a Viareggio. Sul libro ” le mille e una notizia di vita viareggina” l’intenzione di costruire tale acquedotto viene riportata al giugno 1857 quindi possiamo ipotizzare che la messiscena della fontana possa aver preso piede nel 1858 ; questa è un ulteriore traccia che ci aiuta a scoprire tutta una parte della storia del nostro carnevale di cui ci siamo dimenticati, una festa che si svolgeva con brio e a cui gli storici forse perchè avevano bisogno di organizzare il carnevale del centenario fecero calzare a pennello la data del 1873 dimenticandosi di sessanta e forse più anni di folklore che sicuramente hanno contribuito molto di più a fare del carnevale di Viareggio quello che è rispetto alla favola del colpo di genio di alcuni ragazzi benestanti. Sicuramente dagli anni 70 del 1800 la festa è stata guidata con un altra
professionalità, comitati di ogni tipo hanno organizzato la festa e abbiamo documenti che testimoniano le mascherate e i carri di quegli anni ma è triste perpetuare nel raccontare delle bugie e l’aver perso quasi di proposito la memoria sulla parte più antica, anarchica, popolare del nostro baccanale.
(Le date citate e i riscontri fino al 1857 le possiamo ritrovare nel libro di Francesco Bergamini “Le mille e una notizia di vita Viareggina 1169-1940″ edito da Pezzini e nell’articolo “Carnevale di altri tempi” di Frediano Belli edito per la prima volta sulla rivista “Viareggio in maschera” del 1926)
Alessandro Vanni
VI RICORDATE IL CONCERTO DI BAGLIONI?
Si è tenuta ieri mattina in Tribunale un’udienza relativa al processo che vede imputate Cristina Ponzecchi e Guglielma da Prato, denunciate da Antonio Assante in merito al mancato concerto di Claudio Baglioni che si doveva tenere al Politeama il 14 febbraio 2009. Alla vicenda Il Tirreno di oggi, gli articoli sono firmati da Donatella Francesconi, dedica una intera pagina con la quale ricostruisce l’intera, intricata ed ancora non del tutto chiara vicenda. Colpisce, tra le altre cose, il fatto che la Fondazione Carnevale, all’epoca presidente Nanni Maglione, abbia rinunciato a fare causa a Versitalia srl, adducendo esclusivamente motivi economici e dimenticando il gravissimo danno di immagine che il fatto generò nei confronti del Carnevale di Viareggio.
LUIGI MILIANI, IL DISFATTISMO DI VIAREGGIOK, LE COLPE DI STEFANO PASQUINUCCI
Anche io ero presente all’incontro pubblico organizzato, presso la Fondazione Carnevale, da Renzo Pieraccini con il quale, ad un certo punto, ho avuto un “acceso” scambio di opinioni. Tra le pochissime persone presenti c’era anche Luigi Miliani, componente della Commissione Eventi, ex valente mascheratista ed uomo di teatro. Luigi non è intervenuto, ma ha deciso di inviarmi una lettera con la seguente premessa: ieri sera non mi 6 piaciuto. Abbi pazienza ma proprio non mi 6 piaciuto. Ti scrivo queste due righe. Fanne ciò che vuoi. Se la cestinerai rimarrà un segreto fra noi. Se la pubblicherai vuol dire che hai coraggio, ma non sei obbligato. Ormai serve tutto a poco.Questa città ha intrapreso un via senza ritorno. Almeno secondo me. Con affetto, Luigi. Ecco il testo integrale (stefano pasquinucci)
E’ incredibile che a parlare di distacco o disamore delle città di Viareggio e dei viareggini dal Carnevale sia proprio tu, caro Stefano.Tu che sei stato anche nel consiglio di amministrazione (C.D.A.) in altri tempi e non senza stipendio e non senza soldi, anzi. Parli proprio tu che ieri hai portato in Fondazione 5 o 6 persone neanche tanto preparate su cosa dovevano dire. Parli proprio tu che da anni porti su queste pagine il malcontento più becero ed inutile contro tutto e contro tutto. Il malcontento da bar dove si rasenta quotidianamente l’insulto gratuito senza una parola di positiva alternativa.
Pur essendo perfettamente a conoscenza dei “reali” problemi della città e del suo carnevale hai preferito cavalcare la spelacchiata tigre della critica fine a se stessa e non dirmi che i commenti sono la logica di una voce spontanea della città: l’hai sempre alimentata ad arte BEN sapendo le conseguenze che ne sarebbero scaturite. Non do colpe ai tuoi pochi e maleducati commentatori: ognuno è libero di esprimersi come vuole e, in ogni caso, dalla bocca di ciascuno esce quello che gli entrato in testa nella sua vita, dalle lettura che ha fatto, dagli studi che ha concluso, dalle esperienze che ha compiuto. Tu ieri quando hai alzato la voce per parecchi minuti eri già in campagna elettorale; e del carnevale, si capiva, non te ne poteva fregare di meno. Te volevi distruggere Renzo e ciò che rappresentava. Te hai fatto della filosofia “muoia Sansone con tutti i filistei” il copione della serata. E pensare che io stimavo in te un “costruttore” di idee e di eventi a tutto vantaggio di questa città. Tu rimproveri Renzo e la C.S.E. che poco o nulla è stato fatto e quello che è stato fatto è stato fatto male. O.k. è un tuo diritto ma facciamo un passo indietro.
Anch’io critico questa amministrazione ed intendo anche la giunta, non solo per quello che ha fatto ma per quello che NON ha fatto. E mi spiego meglio, specie per il tuoi affezionati scrittori: circa 4 anni fa i viareggini hanno chiesto, votando Lunardini, un profondo cambiamento. Non tutti gli elettori di Lunardini erano di destra o di centro ma moltissimi erano e sono di sinistra. Ebbene questo cambiamento doveva essere un’inversione di tendenza nei rapporti amministrazione-città, una forte inversione nei rapporti tra decoro cittadino e pessime abitudini dei cittadini stessi verso lo smaltimento dei rifiuti, la manutenzione delle abitazioni, dei terrazzi, la possibilità “reale” di partecipare alle scelte, a riappropriarsi della città anche come oggetto di amore per abitarci meglio e con miglior qualità della vita, e non vado avanti, ecc… E per tornare all’argomento di ieri, il Carnevale, si chiedeva una forte inversione di tendenza nei rapporti carristi-Fondazione e un lento ma inesorabile affrancamento economico della Fondazione dal finanziamento pubblico. E purtroppo così non è stato.
Ma anche la città non ha reagito come avremmo voluto: esempio clamoroso i rioni. Ma gli esempi, a mio avviso sono anche altri: gli imprenditori viareggini. Fin che hanno potuto hanno sfruttato la situazione florida economica quando Viareggio “tirava” e poi alla prima difficoltà si chiude o si trasforma l’attività in imprese più facili e redditizie.Certo che se anche gli imprenditori ed i commercianti sono i primi a non credere e a non investire sulla città allora è proprio la fine. Queste sono le cose che avresti potuto dire e stigmatizzare sul blog e ier sera in Fondazione. Hai preferito sprecare le tue e nostre energie rovesciando tutte le colpe su Renzo mentre miravi verso su più altri bersagli. Hai fatto come tutti i politici di razza: hai sparato a zero su questi amministratori solo perchè non sono del tuo colore fottendotene sulle difficoltà clamorose in cui operano anche per oggettive responsabilità di gestioni allegre passate di colore opposto. Ed a te molto vicino.
Mi hai profondamente deluso ma tanto non è a me che devi rendere conto ma casomai alla città per la velenosa opera disfattista che hai messo insieme da anni. E ricorda, e qui parlo allo Stefano che conoscevo e stimavo, ricorda che se un domani risalirai i gradini del Palazzo delle Muse con incarichi “pesanti” in Fondazione, e non te lo auguro, sarai solo e tutti quelli che ora ti fanno da codazzo cortigiano spariranno come neve al sole o peggio ce li avrai contro. Questo è l’atteggiamento tipico viareggino, da sempre, ma che certo non aveva bisogno del tuo autorevole incoraggiamento. Complimenti per il capolavoro svolto! Pur sempre con affetto personale,
Luigi Miliani
QUEI CARRI SILENZIOSI COME METAFORE
Lei lo sa bene, o anima persa di ragioniere, di quale putida e bigia pasta sia fatta la nostra noia di vecchi, in premonizione di quel purgatorio che ci toccherà in sorte di scontar seduti ad un baretto dell’Aldilà, girandosi i pollici, con davanti un caffè d’orzo che si va diacciando allO spiffero della trascendente tramontana; niente più ci distrae dal sonnecchiare sospesi e indifferenti al mondo che gira, sprofondati in atri pensieri d’ingravescente vasculopatia e d’alzheimer incipiente, solo guardando transitare brutta gente domenicale nell’evento di questa apertura di corso carnevalesco sulla passeggiata a mare di Viareggio dove stamane ci siamo acquartierati. Passano i carri di cartapesta, ragioniere, silenziosi e torreggianti che fanno quasi paura, per andarsi a piazzare sulla griglia di partenza prima della sfilata; che culo si ritrovano i viareggini, ragioniere, con tutta la penisola tartassata da neve, naufragi, liberalizzazioni, agitazioni di tassisti e una miseria che monta come panna, a trovare uno spiraglio di sole rifulgente per vender pizze, bomboloni, porchette a un volgo disperso.
Passano i carri, ragioniere, e nel loro migrare tentennanti, senza musiche e tùrbini di coriandoli, stelle filanti e ballettare di mascherine vispe e burlamacchi cenciosi, lugubri si ergono a stracche metafore d’una gloria mundi che comunque transit. Quanti mascheroni di mammozzi eccellenti hanno negli anni dondolato ridicoli agli ammicchi d’un popolaccio irriverente che ne venerava le caricature? Quanti di que’ testoni si sono andati ammucchiando a valanghe e poi sono stati risquagliati per diventar materia d’altri mammozzi?
E ora che anche i capoccioni di Bedusconi son finiti al macero e vengon su quelli di Monti, mi chiedo, ragioniere, se in Italia siamo alla terza repubblica o al trentesimo Carnevale. Tutto il resto è noia, come dice il profeta Califano.
Ettore Borzacchini
Il Tirreno
LA GIOIA D’ESSE NATI VI’
Ricordo con piacevole malinconia la mì Viareggio che si vestiva a festa per prepararsi al sù Carnevale! Bandiere, mascheroni,stelle filanti addobbavano i terrazzi e le piazze della città… Nel tentativo di rendere un pò più accogliente la nostra bella ma dimenticata Viareggio, e nella speranza di far scorrere nelle vene fin da subito lo spirito carnevalesco al nostro piccolo Diego, siamo lieti di mostrarvi un piccolo angolo del tempo che fù… Chi vuol esser lieto sia
Alfredo e Valentina
IL CARNEVALE DI VIAREGGIO
I casi curiosi della storia: la sfilata di carri del Carnevale di Viareggio affonda le radici nel 1873, quando alcuni ricchi borghesi si mascherarono per protestare contro le tasse, considerate troppo alte. Fra i molti temi affrontati quest’anno dagli artigiani viareggini ci sarà spazio anche per una protesta simile a quella dei loro padri del XIX secolo. Per esempio, attraverso la rappresentazione della cancelliera tedesca Angela Merkel come una dominatrice in pelle nera e del premier Mario Monti come il suo schiavo sadomaso.
Molti dettagli della sfilata sono ancora segreti e i carri allegorici vengono gelosamente custoditi in appositi hangar. Siccome però il loro debutto non è lontano (basta attendere il 5 febbraio), alcune immagini sono già disponibili. Stando a quel che si può vedere, la politica nazionale e internazionale la fa da padrone e accanto alla coppia Merkel/Monti non potevano mancare Umberto Bossi e il suo dito medio, Nicolas Sarkozy in versione napoleonica e Silvio Berlusconi incantato dalle sirene.
Le sfilate del Carnevale di Viareggio cominciano domenica 5 febbraio e continuano per ogni domenica del mese, più martedì 21 febbraio e sabato 3 marzo. Tutto è insomma pronto per tentare di superare il record stabilito nella terza sfilata dell’edizione 2011, quando oltre 325mila persone si assieparono lungo la passeggiata a mare viareggina per ammirare e applaudire i carri di cartapesta.
aldo fresia
blog.panorama.it
Foto di Jacopo Giannini
ALLA SCOPERTA DEGLI ANTICHI SAPORI DEL CARNEVALE
Può un sapore viaggiare nel tempo e rimanervi nascosto? Certo. Può riassumere in sé una antica tradizione e allo stesso tempo il gusto di una intera cittadina? Sicuro. E allora perché è rimasto nascosto finora? Questo non si sa. Lo si potrà scoprire solo la notte di Giovedì Grasso quando il palato di chi parteciperà al Gran Galà del Giovedì Grasso, al ristorante Il Principino, presso il Centro Congressi di Viareggio, si immergerà in un mondo rimasto sepolto nei secoli. E così dal passato spunterà fuori la ricetta di Anto’ di Gambacorta, di mestiere maniscalco, sedicente anarchico, scritta in un suo quadernetto di appunti nel lontano 1888. Più che un quaderno era un vero e proprio registro delle riunioni anarchiche che si tenevano in città. Riunioni che diventavano frugali convivi in cui si gustavano piatti oggi misteriosi. Anche perché redatti in codice. E così, decriptando quegli antichi segni ne esce un sapore nuovo.
Pare, che questi convivi venissero utilizzati nel periodo di Carnevale per comunicazioni in codice fra affiliati al gruppo segreto anarchico viareggino. La cena sarebbe dovuta servire a conoscersi fra adepti e comunicare in un codice segreto culinario. Sembra, ma il libello dato lo scarso stato di conservazione non ci dà certezze, che la ricetta e gli ingredienti fossero addirittura messaggi in codice fra affiliati, ma la cosa è alquanto misteriosa. Obiettivo del Gran Galà di giovedì 16 febbraio è anche promuovere la cultura del mangiar sano (anzi se vogliamo parlare in dotto idioma carnevalesco “del mangiar male… secondo i canoni degli artisti-cuochi figli della moda odierna) . Quindi con ingredienti sani, genuini, magari riscoprendone le caratteristiche. In cucina lo chef è Amelio Fantoni, una firma doc della cucina versiliese.
Il ricavato della serata andrà all’associazione Admo. Ma non saranno solo occasioni di libagioni carnascialesche. Oltre all’appuntamento del Giovedì, veramente grasso, il programma prevede una due giorni ricca di appuntamenti.
Si comincia, martedì 14 nelle sale di Palazzo delle Muse, con un vero e proprio FORUM TRA CUOCHI “VERI” TOSCANI (organizzato da Fondazione Carnevale e dalla scuola “Cuocersano”).
Mentre mercoledì 15, al Centro Congressi Principe di Piemonte, si passa dalla teoria alla pratica con la Scuola di Cucina per tutti i giornalisti invitati, che in qualche modo si occupano o parlano di cucina. Un vero e proprio soverchiamento dei ruoli: i cuochi assaggiano e i critici gastronomici cucinano. Location: il ristorante “Il Principino”. Una provocazione in tutti i sensi. Da cui si svilupperà un interessante dibattito alla scoperta della cucina e delle sue tradizioni.
ANCORA NIENTE ABBINAMENTO NOMI – MANIFESTI
Sinceramente rischiamo di venire a noia anche a noi stessi, ma la vicenda del concorso per il manifesto del carnevale 2012, non essendosi ancora chiusa, merita di essere seguita sino alla fine. Scriviamo questo perchè due giorni fa siamo stati contattati ufficialmente per comunicarci il fatto che, finalmente, entro poche pore sarebbero stati abbinati gli elaborati selezionati al nome e cognome di chi li aveva realizzati. Tale indicazione, infatti, era stata data a chi gestisce i contenuti del sito ufficiale della Fondazione. Ebbene, dopo due giorni, notiamo che il sito è stato aggirnato, ma di quanto promesso ancora non c’è traccia.
MA BURLAMACCO DOV’ERA?
In riferimento al comunicato della Fondazione Carnevale dal titolo: “Burlamacco ancora protagonista a Monaco” alcuni nostri lettori hanno espresso le loro “perplessità” derivanti dal fatto che l’immagine del Principe e della Principessa con alle spalle Burlamacco non coincide con il video ufficiale dell’evento, pubblicato dal sito ufficiale di Monaco e che potete valutare cliccando qui. E a proposito di Monaco, per chi non lo avesse visto, ecco anche il video del novembre scorso con protagonista, tra gli altri, l’Assessore al Turismo Nicodemo Pistoia alle prese con un krafen ripieno e con il “sintetico” saluto ufficiale.
















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