PROBLEMATICHE QUARTIERI VARIGNANO – COTONE – BICCHIO

by · 16 aprile 2013 · Categoria: Contributi, Viareggio 
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cotone-bicchio-varignanoLa zona interessata alle nostre osservazioni e proposte riguarda i Quartieri Bicchio – Cotone -Varignano.
Tale zona presenta una peculiarità rispetto agli altri Quartieri di Viareggio; ha subito una trasformazione
radicale sia dal punto di vista urbanistico che ambientale, (la costruzione del “PIP Comparini”, l’espansione
urbanistica di Bicchio e Varignano, la costruzione di nuove infrastrutture come l’uscita della superstrada ed
il nuovo Asse di Penetrazione) passando da zona agricola di periferia con poche abitazioni e campi coltivati
ad un ammasso di Capannoni , Serre, Attività industriali e imponenti insediamenti abitativi.  In questo contesto i cittadini ivi residenti stanno attendendo da ormai oltre dieci anni il Nuovo Regolamento Urbanistico che dovrebbe mettere ordine e regole a questo stato di cose.

La Razionalizzazione è stata una delle “parole guida” che più abbiamo sentito in questi anni… un governo
del territorio che vedesse, appunto, la logica come luce che orientava le future scelte, nell’ottica di un
razionale e fruibile sviluppo del territorio. Per questo motivo alcuni residenti , riuniti in Comitati e/o Movimenti presentano alcune osservazioni e proposte, che riteniamo utili, alle future forze politiche affinché ne prendano atto e le facciano loro al fine di migliorare la situazione ambientale e di vivibilità della zona. Nello specifico siamo andati ad individuare le problematiche divise per Quartiere per poi andare a formulare conclusioni, proposte ed anche una serie di domande di cui gradiremmo risposta scritta da parte di tutti i destinatari della presente.

BICCHIO

La zona di Bicchio, che secondo le dichiarazioni in campagna elettorale della passata Amm. Comunale,
doveva diventare “un giardino” in realtà è stata abbandonata a se stessa, ed abbiamo corso il rischio che ci
venisse anche “regalato” (nella vicina zona industriale), come ciliegina sulla torta un bel” Barbecue“ sotto
forma di inceneritore a biomasse. La zona di Bicchio che negli ultimi anni ha avuto un forte sviluppo nell’insediamento abitativo risulta tuttavia priva di servizi fondamentali come:

1)  Fognatura nera, non esiste una rete di fognatura nera a cui potersi allacciare e molte abitazioni
hanno ancora le fosse Imhoff  bicamerali con l’annessa “fossa a perdere” per la porte liquida che
disperde nella falda residui di saponi ed altre sostanze + o meno inquinanti. Non considerando poi
che nella zona di Torre del Lago ci sono ancora abitazioni che scaricano direttamente tutto verso il
lago.

2)   Parcheggi, tranne che nella zona della “Piazza” , non sono state previste e realizzate adeguate zone
di sosta delle autovetture dei residenti e non residenti che si fermano per usufruire delle varie
attività commerciali, tabacchi, bar, cartolerie ecc.. Si assiste quotidianamente a scene di sosta
“selvaggia” anche in doppia fila che costringono il malcapitato pedone o ciclista a spostarsi fino sul
centro-strada, mettendo a repentaglio la sicurezza della circolazione e quella del pedone/ciclista.

3)  Marciapiedi, non esistono marciapiedi, basta recarsi in prossimità della scuola o dell’asilo la mattina
prima dell’entrata degli alunni per rendersi conto che genitori e bambini sono costretti a
camminare all’interno della carreggiata esponendosi a continui rischi, per non parlare poi di
quando a causa della pioggia e delle molte buche sul manto stradale vengono letteralmente
inondati d’acqua al passare delle autovetture che sfrecciano sulla via Aurelia.

4)  Pista ciclabile; attualmente non esiste un percorso ciclabile che dia un minimo di sicurezza ai ciclisti
che si spostano lungo la Via Aurelia tra via del Comparini e Torre del Lago. Ci auguriamo che come
per il tratto del Cotone si possa procedere ad una messa in sicurezza “decorosa” della viabilità,
anche per dare un senso ed una continuità a quanto già realizzato che altrimenti risulterebbe come
l’ennesimo inutile spreco dell’Amm.ne Pubblica.

5)  Aree a verde attrezzate, nella zona di Bicchio così come al Cotone, non esiste una zona con verde
attrezzato o non attrezzato dove i bambini possano giocare. L’unica opera realizzata a “servizio”
della comunità è stata la piazza, intervento mal progettato ed ancor peggio realizzato, dove non c’è
un albero che faccia un minimo di ombra nel periodo estivo e dove è stata installata una “fontana”
che non è altro che un buco per terra da dove esce lo zampillo (quando funziona).

Abbiamo invece un’alta concentrazione di serre

Tutti gli spazi aperti ,una volta campi ben coltivati sono stati ricoperti da serre alte anche 7 metri la maggior
parte opere così dette “Temporanee” o “provvisorie” che di temporaneità aimè non hanno nulla, dato che
una volta installate non vengono più rimosse nemmeno quando non più utilizzate. La normativa prevede un
periodo di temporaneità, trascorso tale periodo la serra temporanea dovrebbe essere smantellata ed il
terreno su cui insisteva bonificato e adibito a colture a cielo aperto che ne rigenerino le qualità originali.
Questo a nostro avviso non è mai successo, le serre temporanee non vengono smontate i permessi
vengono rinnovati senza nessun intervento di bonifica ambientale, ed addirittura ci sono casi di serre
dismesse o adibite a rimesse di attrezzi e macchine con teloni svolazzanti ed una palese incuria del
territorio. Nelle serre attive ci sono poi i bruciatori per il riscaldamento delle stesse che per colpa di una
legislazione vecchia di decenni non vengono assoggettati a nessun controllo perché di scarsa potenza, non
considerando il fatto che essendosi alzate le altezze delle serre fino a 7 metri di questi bruciatori ce ne sono
uno ogni 10 metri di sviluppo della serra e tutte le emissioni sommate anche se i bruciatori fossero
perfettamente a norma e funzionanti contribuirebbero non poco all’inquinamento dell’aria che respiriamo.
Non ci dimentichiamo poi dei prodotti che vengono utilizzati nel floro-ortovivaismo vuoi come correttori di
PH (Acido Nitrico) vuoi come antiparassitari erbicidi e chissà cosa altro che non sappiamo come non
possano andare ad aggravare ancor la già pessima qualità delle acque di falda.

Abbiamo due belle discarche a cielo aperto

Nel territorio di Bicchio ai margini Lago di Massaciuccoli ed all’interno della zona Parco insistono ormai da
decine di anni due belle discariche a cielo aperto. La prima “LE CARBONAIE” oggetto di bonifica e
trasferimento di tutta la massa di rifiuti su due vasche adiacenti che teoricamente, (se le guaine sottostanti
non si rompono per l’elevato peso e la sottostante presenza di sabbia e torba, suolo non proprio stabile)
dovrebbero garantire l’isolamento tra la falda ed i rifiuti. La seconda apparentemente un campo incolto,
Privato sempre ai margini del canale LE QUINDICI , dove personaggi irresponsabili si sentono autorizzati a
scaricare di tutto dalle batterie ai vecchi frigo ai bidoni di sostanze non ben identificate. Sotto la poca erba,
spesso brucata dalle pecore del pastore locale, però si nascondono metri di rifiuti che al pari delle vicine
Carbonaie galleggiano parzialmente immersi nella acqua di falda. La stessa acqua che poi viene utilizzata
per irrigare tutte le colture della zona che siano floricole od orticole e che sappiamo per certo contenere
alte concentrazioni di nitrati, bromuri ed addirittura arsenico.

COTONE

Per questo Quartiere è necessario che tramite il Regolamento Urbanistico, si punti ad una riconfigurazione
prevalentemente a carattere residenziale della zona predisponendo tutte le infrastrutture ad essa correlate
ed in particolare:

a)  Riconversione degli attuali volumi, (via Aurelia lato mare)da capannoni
industriali/artigianali in civili abitazioni e/o uffici e/o commerciali di altezza limitata
b)  Consentire aumenti di volumetrie ad edifici storici con volumetrie bloccate dagli anni ‘60
c)  Realizzare gli standard caratteristici di una zona residenziale come; marciapiedi, fognature,
parcheggi, spazzi a verde pubblico ecc.
d)  Adeguare la regolamentazione della classe acustica della zona passandola da Classe IV a
Classe III
e)  Estendere il servizio pubblico di Bus linea Urbana
f)  Completare le piste ciclabili le rotonde e le segnaletiche verticali ed orizzontali
g)  Negare il consumo di territorio ancora disponibile, (vedi zona mercato dei fiori) e
preservarlo come polmone a verde e zona di cuscinetto per una futura espansione abitativa
nel rispetto della zona e con eventuale coinvolgimento decisionale da parte della
collettività.
h)  Predisporre un monitoraggio costante delle attività della zona (PIP e limitrofe) con
possibilità di accesso e verifica dei dati da parte dei cittadini interessati
i)  No ad ulteriori esperienze di insediamenti ROM a “La Lisca” come proposto sulla stampa
locale
j)  Studio e risanamento del zona Cotone che, secondo uno studio del Consorzio di Bonifica, a
causa della cementificazione e della mancanza di adeguati canali di scolo risulta a rischio
inondazione
k)  NO DEFINITIVO AD IMPIANTI A BIOMASSE NELLA ZONA

VARIGNANO

Uno dei problemi principali e più sentiti per questo Quartiere è sicuramente quello della sicurezza, furti
vandalismo e movimenti quantomeno sospetti sono all’ordine del giorno, ma ci sono anche problemi non
meno pressanti come:

a) Mancano le piste ciclabili e marciapiedi che consentano una sicura circolazioni a ciclisti pedoni e disabili.
b)  Manca una manutenzione conservativa delle poche aree a verde rimaste, che risultano sporche e invivibili.
c)  Manca una manutenzione adeguata del fondo stradale e della segnaletica
d)  Mancano controlli sull’inquinamento dell’ambiente da parte di vecchie discariche ed attività della zona
e)  Manca una adeguata accessibilità e valorizzazione del teatro pubblico all’aperto in zona Vetraia
f)  Manca la presenza “Visibile” del Vigile di Quartiere
g)  Manca una adeguata sensibilizzazione dei proprietari dei cani al mantenimento del decoro  urbano
h)  Mancano e sono insufficienti le corse dei trasporti pubblici in orari congrui al trasporto degli studenti da e verso gli istituti presenti nel nostro Comune
i)  Basta con la costruzione di condominii che trasformino sempre di più la zona in Quartiere “Dormitorio”

Abbiamo attività di dubbia salubrità ambientale ai bordi del Lago che preoccupano e coinvolgono tutta la zona Bicchio-Cotone-Varignano.

Nella zona PARCO nelle immediate vicinanze del canale LE QUINDICI insistono piccole e grandi attività la cui
salubrità per il territorio sarebbe tutta da verificare. La W. B. non riusciamo a capire come possa aver avuto
il permesso per installare una ditta di produzione e insacchettamento di materiali edili quali colle, intonaci
e cementi sui bordi del lago ed all’interno di una zona Parco. Ci chiediamo se queste ditte vengano in
qualche modo controllate a livello di scarichi delle acque di lavorazione e acque di dilavamento di prima
pioggia. La “morina” sempre interna alla zona parco dove vengono “Cippati” materiali lignei spesso però
composti anche da parti di mobili verniciati o composti da truciolari o altre materie che una volta tritati
vengono parcheggiati sul terreno adiacente in attesa di essere trasportati a destinazione ed esposti al
dilavamento delle intemperie. Esiste un sistema di raccolta di tali acque? Per concludere ci siamo fatti alcune domande che abbiamo poi rivolto agli organi competenti, ma di cui a
tutt’oggi nessuno ci ha dato risposta:
•  Ai bordi della discarica delle Carbonaie ci sono dei bei campi di granoturco che cresce rigoglioso con
le radici immerse nella stessa acqua dove sono immersi pochi metri distanti montagne di rifiuti di
ogni genere. Quel granturco che poi ritroviamo sulle nostre tavole siamo sicuri che non risenta
dell’inquinamento provocato dalla discarica??
•  Il formaggio delle pecore che vengono portate a pascolare su discariche e che finisce come
prodotto a km zero sulle nostre tavole sarà salutare?
•  L’aria che tutto ad un tratto nelle sere d’estate diventa acre e irrespirabile e ci costringe a chiuderci
in casa, sicuramente non viene da fenomeni naturali, ma nessuno riesce o vuol riuscire a capirne
l’origine e la causa!?

La salute e la sicurezza dovrebbero essere salvaguardate in primis rispetto ad ogni altro intervento od
autorizzazione rilasciata, ma purtroppo gli interessi di pochi spesso vincono su quelli della collettività ed a
farne le spese sono i cittadini delle future generazioni.

Conclusioni

In conclusione tutti i tre Quartieri risentono di una marcata carenza di Infrastrutture fondamentali per una
zona residenziale:
•  Per i tre Quartieri c’è solo una Farmacia al Varignano
•  Per i tre Quartieri c’è solo un Uff. Postale sempre al Varignano
•  Se e quando il passaggio a livello sulla via Aurelia verrà chiuso come sarà garantita la contiguità ed i
servizi tra i tre Quartieri
•  Nei Quartieri Cotone e Bicchio manca un servizio Bus Urbano e bisogna quindi pagare la tariffa
extraurbana non a tempo come quella urbana
•   Nei Quartieri Cotone e Bicchio mancano completamente parchi giochi e zone a verde attrezzato
•  Il solo marciapiede realizzato nelle zone Bicchio e Cotone è sulla via Aurelia al Cotone e non risulta
attualmente collegato ad altri percorsi pedonali e quindi isolato.
•  Nei Quartieri di Bicchio e Cotone non esiste la figura di “Vigile” di Quartiere
•  C’è in generale una scarsa pulizia e manutenzione ambientale, spesso i pochi cassonetti dei rifiuti
sono contornati di oggetti di ogni genere che rimangono per giorni ai bordi delle strade
.
Si ha l’impressione che l’amministrazione abbia relegato il territorio a Sud di Viareggio ad una sorta di zona
franca da vincoli di tutela ambientale e dal rispetto della dignità delle persone, dove sia possibile fare ciò
che altrove non è consentito in nome di un presunto maggior prestigio; senza considerare che proprio
questa logica di accumulo di “emarginazione” concentrato in una certa zona vi innesca un processo di
degrado progressivo, fino a renderlo forse irreversibile, e, in ogni caso, contraddice in pieno al
fondamentale principio dell’equilibrio e dell’armonia dell’intero territorio comunale, al quale ogni buona
amministrazione dovrebbe tendere.

MA ANCHE NOI PAGHIAMO LE TASSE COME TUTTI GLI ALTRI CITTADINI DEL COMUNE
DI VIAREGGIO E NON CAPIAMO PERCHE’ VENIAMO TRATTATI DIFFERENTEMENTE

Alcune domande a cui vorremmo rispondeste per Scritto per poter conoscere le Vs. intenzioni nell’eventualità di una Vs. elezione alle Comunali P.v.

1)  Vorremo avere il Vs. Programma elettorale completo e Sottoscritto dal Candidato Sindaco
2)  Vorremo sapere cosa intendete fare per le problematiche sopra evidenziate (se non già presenti nel
Vs. Programma)
3)  Vorremo sapere come intendete reperire i fondi necessari per cercare di risanare le casse Comunali
e poter sviluppare quanto inserito nel Vs. programma elettorale.

Comitato di cittadini SalviamoViareggio
Alle Forze Politiche, Liste e loro candidati Sindaco

PROCEDIMENTO CONTRO TEV E VEOLIA

by · 16 febbraio 2013 · Categoria: Comunicati 
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Abbiamo appreso ieri  che l’Avvocatura dello stato (delegazione Toscana) ha espresso parere negativo alla costituzione come parte civile del Ministero dell’ambiente nel processo contro TEV Veolia. Parere che ha condizionato la successiva decisione della Presidenza del Consiglio nonostante l’impegno assunto dal ministro Clini. Abbiamo insistentemente cercato di contattare l’Avvocatura dello stato e l’avvocato responsabile del procedimento senza poter rintracciare nessuno.

Nel tardo pomeriggio lo stesso CAV ha inviato un fax per sollecitare il rispetto degli impegni assunti dal ministro. Solo questa mattina, a udienza avviata, e quindi a tempo scaduto siamo riuscite a contattare l’avvocato il quale ha dimostrato di non conoscere correttamente i termini della questione. Siamo rimaste allibite e sconcertate da tanta approssimazione e dalla non considerazione da parte di un istituto che dovrebbe tutelare gli interessi dello stato e quindi di tutti i cittadini di una questione così grave.

A chiarimento della situazione abbiamo ufficialmente richiesto all’Avvocatura tutta la documentazione  per verificare le motivazioni che hanno portato l’amministrazione ad esprimere un parere negativo alla costituzione di parte civile da parte del ministero.

Sen. Manuela Granaiola, On. Raffaella Mariani

LA NOMINA DEL DIRETTORE AVVERRA’ TRA POCHI GIORNI

by · 9 febbraio 2013 · Categoria: Comunicati 
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Pur comprendendo a pieno le preoccupazioni delle associazioni riguardo alla necessità che il Parco sia tempestivamente messo nelle condizioni di poter svolgere tutte le sue funzioni dando completezza all’organizzazione della struttura amministrativa con la nomina del nuovo direttore, per il Presidente Fabrizio Manfredi risulta invece del tutto privo di fondamento qualsiasi timore riguardo al fatto che l’Ente non stia assolvendo le proprie funzioni istituzionali in termini di realizzazione di attività progettuali, oppure che stia rischiando di rinunciare a parte delle entrate garantite dai servizi o di perdere risorse finanziarie di alcun genere.

Poiché la gestione dell’ordinaria amministrazione è infatti pienamente operativa e le attività progettuali avviate procedono senza criticità, la Presidenza dell’Ente Parco intende pertanto rassicurare chiunque riguardo al fatto che le questioni sollevate nel comunicato possano avere nocumento a causa dell’assenza di un direttore in pianta stabile: «Le attività del Parco già in corso o in fase di programmazione non stanno risentendo di contraccolpi di sorta – è il commento del Presidente, – tant’è che è già in essere da alcune settimane, con numerose riunioni da me svolte con i responsabili dei vari servizi, la predisposizione del bilancio 2013, unitamente alla relazione previsionale e programmatica, che sarà presumibilmente portato ad approvazione del Consiglio direttivo già entro la fine del mese di febbraio.

Ribadisco la mia condivisione di quanto sostenuto dalle associazioni ambientaliste circa il bisogno di arrivare in tempi rapidi alla nomina del direttore, ma occorre con altrettanta fermezza sgombrare il campo da qualsiasi allarmismo – prosegue Manfredi: – escludo che in questo periodo in cui la conduzione dell’Ente Parco è stata comunque affidata ad un direttore facente funzioni, nel pieno rispetto delle regole e proprio per garantire il corretto funzionamento degli uffici, vi sia stata alcuna conseguenza negativa nell’amministrazione dell’area protetta.

Da alcune settimane è peraltro in corso un’interlocuzione con le istituzioni locali al fine di garantire una più ampia condivisione circa l’individuazione della figura più idonea a ricoprire tale prestigioso incarico: la scelta è però delicata e comporta una riflessione seria ed accurata. La nomina del Direttore del Parco – conclude il Presidente – avverrà in ogni caso nel giro di pochi giorni.»

la Presidenza dell’Ente Parco

A QUANDO IL DIRETTORE DEL PARCO?

by · 9 febbraio 2013 · Categoria: Comunicati 
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A due mesi dalla chiusura dei lavori della Commissione che ha individuato un elenco di idonei, e a tre mesi dalla conclusione dell’incarico di Sergio Paglialunga, il Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli continua ad essere privo di Direttore.

La selezione pubblica ha prodotto un elenco segreto, ignoto anche al Consiglio Direttivo. La scelta del Direttore è assegnata, da statuto, al Presidente, e ufficialmente non ci sono confronti istituzionali in corso, dato che la Comunità del Parco, che riunisce i sindaci e i presidenti delle province del Parco, non si è mai riunita sull’argomento. Perché e per cosa allora la decisione non si sblocca? Chi e perché pone veti su una nomina di importanza vitale per il funzionamento e la credibilità del Parco? E perché se ci sono problemi non si affrontano in un dibattito pubblico, dato che stiamo parlando di un Ente Pubblico?

Nel frattempo, secondo molti dipendenti e le organizzazioni sindacali interne, la situazione negli uffici del parco, sia della gestione diretta che indiretta, è tesa e complicata.  Da alcuni mesi, ci sono pratiche, gare e decisioni da prendere che rimangono congelate in attesa dell’arrivo del nuovo Direttore e della conseguente nomina del Dirigente di San Rossore,  con conseguenze gravi sia per il Parco che lavora con il freno a mano tirato, sia per le ditte, le cooperative e le associazioni che operano per esso e con esso. Questa paralisi amministrativa in un momento importante tra la fine e l’inizio dell’anno non è più sopportabile.

Alcuni progetti non possono partire perché manca il Direttore per la firma dei contratti. Ad esempio il progetto per favorire la nidificazione del Falco Pescatore nel Lago di Massaciuccoli, o quello per il ripristino delle sfagnete, i preziosi habitat di origine glaciale, che in tutto il Mediterraneo solo qui sono presenti al livello del mare. Rischiamo, anzi è quasi certo, di non poter effettuare i lavori nei tempi disponibili, prima della primavera, e vanificare anni di studi e ricerche e decisioni prese. Inoltre rischia di arenarsi, ed è di fatto bloccato, anche con danno economico oltre che ambientale, l’acquisto dei terreni alla Piaggetta, operazione di ripristino degli ambienti palustri che coinvolge Comune di Massarosa e Consorzio di bonifica, con soldi già stanziati dopo che l’ex direttore aveva preso accordi con la proprietà.

Infine, ma l’elenco potrebbe continuare, e ci limitiamo solo ad alcuni esempi, la vicenda della Tenuta di San Rossore che rimane in attesa di una nuova gara di appalto per l’assegnazione dei servizi di visite a piedi, a cavallo, in bici, in carrozza etc. con un danno di immagine ed economico sia per gli operatori sia per il Parco che rischia di rinunciare a parte delle entrate garantite dai servizi. Questo immobilismo contrasta con le molte prese di posizione sul ruolo propulsivo che il Parco intende svolgere sul turismo, l’economia locale, il restauro e l’utilizzo degli edifici. Alle dichiarazioni non ci sembra seguano atti concreti, anche perché senza il direttore nessuno può assumerli.

Probabilmente qualcuno penserà che queste questioni non sono di competenza delle associazioni ambientaliste. Peccato che nessun altro, né nel mondo della cultura né in quello delle istituzioni, senta il dovere di sollevarle, preferendo allinearsi a un gioco che non conosciamo, ma che, in quanto abbiamo a cuore il corretto funzionamento del Parco, ci preoccupa molto. Rinnoviamo al Presidente Manfredi un accorato appello: decida presto e bene, non ha senso proseguire in questa attesa, inutile e dannosa per tutti. Se questo non avverrà in pochi giorni, chiederemo l’intervento della Regione.

Legambiente Pisa, Versilia, Valdera
LIPU Pisa e Massaciuccoli
WWF Pisa e Lucca
Italia Nostra Versilia

BIOMASSE: NESSUNA RISPOSTA AI CITTADINI

by · 1 gennaio 2013 · Categoria: Comunicati 
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Rispetto al 2010 in Provincia poco o nulla è cambiato. Stesso il Presidente della Provincia, stessi gran parte degli Assessori. E soprattutto, stesso il trattamento che ricevono i cittadini: nemmeno una risposta alla legittima richiesta di un Consiglio Provinciale aperto sulla grave questione degli inceneritori di biomasse. Così successe nell’autunno 2010, quando il Presidente del Consiglio Provinciale era Giovanni Gemignani, e così è successo recentemente con l’attuale Presidente del Consiglio Provinciale, Andrea Palestini.

Eppure Palestini, il 4 ottobre 2012, in un incontro con i delegati di 11 Comitati/associazioni della Provincia, si era dichiarato sensibile alla problematica. E l’8 ottobre, durante la riunione dei Capigruppo, lo stesso Palestini evidenziava la preoccupazione dei cittadini riguardo la sommatoria dei vari impianti a biomasse nel raggio di pochi chilometri e soprattutto riguardo al grosso impianto dell’Alce a Fornoli. E in quella riunione tutti i Capigruppo e anche  la vicepresidente della Provincia Maura Cavallaro si dichiararono totalmente favorevoli a fare il Consiglio straordinario e aperto e fu ipotizzata concordemente la data dell’8 novembre.

Successivamente però i Comitati non hanno più saputo niente in proposito, nemmeno il garbo di una risposta in merito alla loro  richiesta, peraltro più volte reiterata. Chi e perché è intervenuto a placcare i buoni propositi di Palestini e dei Capigruppo? Chi e perché vuole eludere la discussione pubblica e il confronto su un tema di così grande rilevanza ambientale e sanitaria? Noi un’idea ce la siamo fatta ed è che Baccelli e la sua Giunta, espressione del PD, abbiano posto il veto al Consiglio Provinciale sulla questione biomasse e in particolare sulla questione Alce. Eppure la Provincia ha il preciso compito istituzionale di far valere la propria prerogativa pianificatoria assumendo ADEGUATE E PARTECIPATE LINEE DI INDIRIZZO a cui far rispondere i processi autorizzativi. Un Consiglio provinciale aperto sarebbe la migliore occasione istituzionale per confrontarsi ed esprimersi su un tema di stretta competenza della Provincia.

La chiarezza e la trasparenza delle scelte deve sempre prevalere su ogni calcolo di opportunismo politico o, peggio ancora, di interessi particolari. Un Consiglio Provinciale che non affronti le questioni dirimenti, ancorché scomode, non è in grado di governare il territorio e può solo svolgere attività di ordinaria amministrazione. In tal caso, l’abolizione della Provincia non comporterà danno alcuno ed anzi è auspicabile poiché si eviterà un inutile spreco di soldi pubblici.

Comitato Ambiente e Salute di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca
Comitato Aria Pulita – Lucca
Comitato Ambiente Diecimo e Valdottavo
Osservatorio Politiche Locali del Territorio Barga
Coordinamento Salviamo le Apuane
Rete Ambientale della Versilia
(Amici della terra Versilia, Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia , Comitato Capezzano Vive, Comitato dalla parte del Cittadino Forte dei Marmi, Comitato Marco Polo, Co.As.Ver., Comitato Pantaneto Massarosa , Comitato Pedona Ambiente e Salute, Comitato Piano del Quercine, Comitato Salviamo Viareggio , Italia Nostra Versilia, Medicina Democratica Viareggio – Movimento Di Lotta Per La Salute)

L’ATTEGGIAMENTO DI SUPPONENZA DI ISALIANA LAZZERINI

by · 17 dicembre 2012 · Categoria: Comunicati 
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L’atteggiamento supponente e di sfida, della consigliera provinciale della Federazione della Sinistra, Isaliana Lazzerini verso i firmatari della diffida extragiudiziale merita una ferma risposta. La diffida invitava i consiglieri provinciali a non votare il piano interprovinciale dei rifiuti perché contenente vistose irregolarità. Siamo al fianco di Medicina democratica e della Rete Ambientale, che sono le realtà firmatarie della diffida e che sono da sempre in prima fila per raggiungere l’obbiettivo dei “rifiuti zero” e impedire l’apertura di nuovi inceneritori che minacciano la salute della collettività.

Si denota che Lazzerini ignora il merito delle contestazioni; e invece di prendere provvedimenti contro il piano invita i suoi colleghi a prenderli contro quei cittadini che si sono mobilitati contro un progetto insensato e costoso. Auspichiamo che la consigliera Lazzerini; la quale fino a poco tempo fa ricopriva un doppio carico istituzionale, essendo anche consigliera comunale, si attenga a quella che è la linea del suo partito e che invece finora sta disattendendo. Adesso che anche il sindaco Cosimi di Livorno ha espresso contrarietà al progetto non capiamo questo atteggiamento ostinato di Lazzerini. Se continuerà a mostrare insensibilità verso i movimenti e a favorire lo scollamento tra le istanze dei cittadini e le istituzioni., non potremo far altro che invitarla con coerenza a rassegnare le proprie dimissioni.

Coordinamento Anticapitalista Versiliese
Partito Comunista dei Lavoratori
Sinistra Critica
Spazio Antagonista di Resistenza Sociale

PIANO RIFIUTI; DIFFIDA ALLA PROVINCIA

by · 17 dicembre 2012 · Categoria: Comunicati 
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Ai Sigg. Presidente, Assessori e Consiglieri dell’Amministrazione Provinciale di Lucca. I Soggetti firmatari della diffida presentata, in data 13 Novembre 2012 in merito al Piano dei Rifiuti dell’ATO Costa, tengono a precisare che: rappresentano chi pagherà i costi di decisioni sbagliate e tardive, tengono a fare chiarezza sul senso civico che ha ispirato tale documento, in risposta alla disattenzione e al mancato rispetto delle normative sulla Partecipazione.

Sia a livello europeo (convenzione di Aarhus, Direttiva 2003/35/CE sulla partecipazione del pub-blico nell’elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e all’accesso alla giustizia)
Sia a livello regionale (Statuto della Regione Toscana, L.R.T. 1/2005 -Norme per il Governo del ter-ritorio-. L.R.T. 69/2007 -norme sulla promozione della Partecipazione alla elaborazione delle politi-che regionali e locali-, L.R.T. 10/2010 L.R.T. 11/20101 sulla valutazione di VAS, VIA e VI).

Così come è stata disattesa in ogni sede politica e istituzionale , qualsiasi nostra perorazione sulla strategia “RIFIUTI ZERO” nonostante l’assenso verbale sui suoi principi sottoscritto da molte forze politiche.
Certamente può apparire non democratico il fatto che i cittadini si rifiutino di attendere democraticamente l’adozione del piano, per fare le proprie osservazioni nei tempi stabiliti, democraticamente attendere l’esame delle osservazioni, democraticamente accettare l’esito di questo esame, che democraticamente finirebbe facilmente con il rigetto in blocco delle osservazioni fatte; così come è accaduto per le osservazioni dei cittadini dell’ATO CENTRO dove nella riunione di lunedì 17 dicembre a Firenze si approverà il piano “tal quale” come è stato presentato originariamente. Questo è l’iter prediletto da chi si ritiene democratico?

Invece di criticare la forma delle note inviate con notifica, avete letto il merito delle nostre notazioni? Perché non ci rispondete su questo? E’ possibile che un gruppo di cittadini sia costretto a spendere soldi e tempo per richiamare l’attenzione di chi è stato messo nei posti di governo pro-prio al fine di far valere le sue istanze? Ma per chi state governando? E fate il broncio se poi qual-cuno alza la testa da cittadino, invece di ringraziare per il lavoro svolto per il bene di tutti?! Alla luce dell’attività svolta in questi anni proprio da questi cittadini a servizio della comunità, la politica partitocratica dovrebbe essere felice di interagire con loro al fine di dare piena attuazione a forme di politica dal basso.

SI! “Attendiamo una risposta forte” ma riguardo alle nostre richieste che ribadiamo nelle note se-guenti:
E’ vero o non è vero che il decreto legislativo 205/2010, recependo la direttiva europea del 19/11/2008 n.2008/98/CE ha previsto “l’affidamento esclusivo della gestione della raccolta diffe-renziata ai Comuni nel territorio dei quali la raccolta medesima deve svolgersi”? Mentre invece il gestore unico individuato, della società’ di nuova costituzione RETI AMBIENTE SPA, deterrebbe tutto il ciclo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti ? Non basta dire che tutti i Comuni, cia-scuno per la sua quota, partecipano alla nuova società per affermare che gestirebbero in proprio il servizio ! Noi sosteniamo che l’Autorita’ d’Ambito “ sia un soggetto giuridico ed operativo comple-tamente diverso dai singoli Comuni che la compongono, esattamente come si potrebbe sostenere che una società sia la stessa cosa di un suo socio .

E’ vero o non è vero che il piano prevede lo spostamento al 2020 dell’aumento della raccolta differenziata al 65%, livello che invece doveva essere raggiunto al 31/12/2012 da tutti i Comuni? Oggi l’obbiettivo del 65% e’ ben lontano dall’essere raggiunto e questo spostamento porterà la maggior parte dei Comuni ad essere inadempienti e la conseguenza di tale comportamento porte-rà i cittadini a dover pagare l’ECOTASSA europea per molti anni ancora con notevole aggravio della tariffa di smaltimento dei rifiuti.
E’ vero o non è vero che la costituzione della società RETI AMBIENTE SPA, costata già ai cittadini solo per la sua costituzione euro 427.916.50, si basa su un principio dell’affidamento ai privati che è stato spazzato via “a furor di popolo” con il referendum del 2011? Tale referendum negava l’affidamento ai privati dei servizi di rilevanza economica pubblica quali sono l’acqua e i rifiuti.

E’ vero o non è vero che il piano interprovinciale sovrastima la quantità dei rifiuti destinati a cre-scere? Questo dato é già smentito dai dati ufficiali pubblicati dalla Regione Toscana, che dimo-strano una calo di produzione del 6% nell’arco di un solo anno . La contraddizione tra i dati reali e quelli stimati all’interno del Piano è evidente. Forse il Piano tende a sovrastimare la produzione dei rifiuti per poter giustificare la costruzione di un enorme inceneritore che di fatto impedirebbe lo sviluppo di politiche serie atte a contrastare la produzione stessa dei rifiuti? E’ vero o non è vero che l’inceneritore determina una “ rigidità di sistema“ ? Rigidità che obbliga a produrre spazzatura e impegna tanti soldi sia per la sua costruzione che per il suo mantenimento?
Perché invece non vengono trovati finanziamenti per adeguare un impianto strategico come quel-lo di Pioppogatto e per costruire altri impianti di riciclaggio?

“Attendiamo una risposta forte”, da parte vostra, a queste domande semplici con una consapevolezza di merito, con una moralità politica ed una onestà intellettuale che dovrebbero corrispondere ai valori civili degli eletti dal popolo.

La Rete Ambientale della Versilia
Comitato Ambiente e Salute Bagni di Lucca-Borgo a Mozzano
Amici della terra Versilia,
Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia
Comitato Capezzano Vive
Comitato dalla parte del Cittadino Forte dei Marmi
Comitato Marco Polo
Co.As.Ver.
Comitato Pantaneto Massarosa
Comitato Pedona Ambiente e Salute Comitato Piano del Quercione
Comitato Salviamo Viareggio Italia Nostra Versilia
Medicina Democratica Viareggio (Movimento Di Lotta Per La Salute)

LA VAL D’AOSTA METTE AL BANDO L’INCENERIMENTO

by · 20 novembre 2012 · Categoria: Comunicati 
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In Val D’Aosta il voto porta aria pulita: vota il 49% (il quorum era il 45%) con il 94% che dice no al pirogassificatore sostenuto dall’Union Valdotain (partito di maggioranza). Questo risultato HA VALORE VINCOLANTE essendo la Val d’Aosta regione a statuto speciale ed è addirittura deliberante. Cioè si dovrà legiferare per soluzioni nella gestione dei rifiuti ALTERNATIVE AI TRATTAMENTI A CALDO e cioè verso Rifiuti Zero!

Grandiose le attività del fronte referendario a cui CON GRANDE ORGOGLIO DI CHI SCRIVE ha dato il suo importante appoggio la Zero Waste Italy e la Rete Nazionale Rifiuti Zero. Ricordo scolpito nella mente e nelle emozioni la compostezza ma anche l’entusiasmo di oltre 150 persone accorse all’incontro organizzato dalla cooperativa LE PAN NER per la presentazione della strategia rifiuti zero e della esperienza del Comune di Capannori. GRANDI! GRANDI! Ora siamo TUTTI non solo in Italia ma anche in Europa PIU’ FORTI! A presto per fare della BELLISSIMA VAL D’AOSTA LA PRIMA REGIONE ITALIANA VERSO RIFIUTI ZERO.

Rossano Ercolini
co-coordinatore Zero Waste Italy
e coordinatore della Rete Italiana Rifiuti Zero.

Segnalato dal Co.As.Ver coordinamento versiliese

SOLIDARIETA’ E PREOCCUPAZIONE PER LE ALLUVIONI

by · 18 novembre 2012 · Categoria: Comunicati 
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La Rete Ambientale della Versilia esprime profondo rammarico per le alluvioni che nei giorni scorsi hanno colpito la Toscana distruggendo numerose abitazioni e provocando la morte di cittadini che erano nelle loro abitazioni o sul posto di lavoro. Non potevamo sottrarci dall’esprimere tutto il nostro cordoglio e la nostra solidarietà alle famiglie colpite da questo ennesimo dramma. Noi crediamo che queste siano morti annunciate e non certamente frutto di un avverso destino come spesso si vuol far credere. Siamo alle porte di un vero e proprio dissesto ambientale causato in primo luogo dallo scempio “del mattone”.

La continua e incontrollata speculazione edilizia ha portato alla quasi distruzione del nostro territorio, dirottando completamente le risorse economiche verso i profitti anzichè verso politiche di manutenzione del territorio per la sua messa in sicurezza. Sicurezza è sinonimo di prevenzione : unica arma che ci resta se vogliamo sopravvivere. O abbandoniamo certi profitti e mettiamo le risorse nella salvaguardia dell’ambiente o molto presto, come è evidente dai continui disastri a cui stiamo assistendone saremo sopraffatti.

LA RETE AMBIENTALE DELLA VERSILIA

Amici della terra Versilia
Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia
Comitato Capezzano Vive
Comitato Marco Polo
Co.As.Ver
Comitato Pantaneto Massarosa
Comitato dalla parte del Cittadino Forte dei Marmi
Comitato Pedona Ambiente e Salute
Comitato Piano del Quercione
Comitato Salviamo Viareggio
Italia Nostra Versilia
Medicina Democratica Viareggio
(Movimento Di Lotta Per La Salute)

CITTA’ SOSTENIBILE

by · 11 novembre 2012 · Categoria: Contributi 
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La gestione delle problematiche ambientali, che diviene sempre più complessa, richiede una visione integrata delle stesse e una gestione coordinata di tutte le azioni conseguenti. La città richiede sempre più risorse ambientali, spesso utilizzate in modo improprio e non ottimale, spesso eccessivamente o irrimediabilmente deteriorate. E’ sempre più necessario provvedere ad una gestione rispettosa della limitatezza di tali risorse ambientali, sia per conservarle per le generazioni future, prevenendone sprechi e inquinamenti, sia per offrire una migliore qualità della vita ai cittadini attuali. Infatti conservare la salubrità dell’aria, dell’acqua, degli spazi verdi, del silenzio, del microclima vuol dire anche offrire una migliore qualità della vita a chi e’ presente nella nostra città.

Il coordinamento delle azioni di gestione delle risorse naturali può essere ricondotto pertanto a un progetto di Citta’ Sostenibile. E affinchè tale progetto non rimanga solo nell’ambito delle buone intenzione, e’ necessario dotarsi, per la sua attuazione, di strumenti di pianificazione e di controllo che siano efficaci e coinvolgano l’intera cittadinanza. Uno strumento iniziale può essere costituito dall’”ECOBUDGET”, una sorta di bilancio preventivo simile a quello finanziario, dove i valori economici vengono sostituiti da parametri fisici che misurano proprio il consumo di risorse ambientali. Tale strumento, approvato dal Consiglio Comunale, pianifica gli obiettivi di sostenibilità che la collettività si pone; obiettivi come la quantità di suolo annualmente utilizzato per l’espansione della città, la quantità di acqua consumata procapite, l’energia da fonti rinnovabile prodotta, la concentrazione di inquinanti nell’aria, la produzione pro capite di rifiuti, di raccolta differenziata, la rumorosità delle zone, il numero di animali abbattuti, abbandonati,ecc.

Tali valori, che dovranno essere frutto di una equilibrata valutazione sulla loro raggiungibilità, impegnano tutti i soggetti amministrativi e gestionali (comune, circoscrizioni, aziende di gestione, gli stessi cittadini) e costituiscono una linea guida, verificabile e migliorabile, dell’operato dei soggetti sopra indicati. Oggi organizzazioni internazionali sia governative che degli enti locali, promuovono azioni in tal senso. Il Comune di Viareggio e le Aziende dallo stesse partecipate potranno aderire a tali istituzioni, che potranno fornire l’adeguata assistenza per l’elaborazione dei suddetti strumenti di programmazione.

Giuseppe Vitiello

ENNESIMO ATTACCO ALLE ALPI APUANE

by · 28 ottobre 2012 · Categoria: Segnalazioni 
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Viene sferrato l’ennesimo attacco alle Alpi Apuane, con la costruzione del traforo del Monte Tambura, e come al solito sotto il falso nome dello sviluppo per il territorio, si persegue la strada del guadagno soltanto per alcuni privati. Va segnalato che il progetto, già sponsorizzato da Altero Matteoli e appoggiato dall’amministrazione di Vagli e dal sindaco di Carrara (cioè i due comuni finali messi in collegamento dal traforo) è fortemente osteggiat0 dal comune di Massa il cui territorio sarebbe devastato dal traforo e da alcuni chilometri di strada: “un crimine” lo ha definito l’assessore Vivoli.

La Regione Toscana, che qui nelle Alpi Apuane ha creato un Parco regionale nel 1997, ha firmato con Matteoli, quando era ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, un protocollo d’intesa in cui, oltre all’autostrada tirrenica, compariva anche il Traforo. Che dire? Una Regione con poca per non dire zero attenzione per l’ambiente e soprattutto per questa tormentata area marmifera, basta ricordare che ancora oggi manca il piano del Parco per l’attività estrattiva e consente che le cave di Massa vengano alienate con una legge del 1846 (milleottocentoquarantasei). E’ notizia dell’11 ottobre che l’Anas ha consegnato il progetto di fattibilità al Comune di Vagli di Sotto e al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti (già diretto da Altero Matteoli).

L’opera costerà 542 milioni e 752.000 euro.

Dalla statale 445 della Garfagnana si collegherà attraverso il tunnel del monte Tambura (m. 1650) al mare; lo sbocco nel versante tirrenico della Tambura è previsto a Resceto (Massa); da qui con l’ attraversamento di tre vallate si collegherà a Colonnata per inserirsi nella strada dei marmi appena aperta dal comune di Carrara. In tutto 20,8 km di strada costruiti con un project financing che si autofinanzierà con la concessione di 10 concessioni a Vagli e 22 a Carrara, oltre al recupero del materiale proveniente dallo scavo del traforo vero e proprio. L’opera si configura come un vero e proprio disastro ambientale per i seguenti motivi:

a) Alterazione del paesaggio in sito protetto, all’interno del Parco regionale delle Alpi Apuane, dove sono presenti siti di interesse comunitario e regionale SIC,SIR e ZPS; non solo, ma lo scorso anno il Parco è stato inserito tra geoparchi dell’Unesco.
b) devastazione di uno dei complessi carsici più importanti d’Italia e del mondo ricco con grotte ramificate, cavità (150 registrate nel catasto speleologico toscano), abissi (sei superiori a 1000 m di profondità), laghi e fiumi sotterranei in parte ancora inesplorati (allegato catasto grotte).
c) Inquinamento e probabile essiccazione della rete idrica profonda più importante di tutta la Toscana, il cui bacino si estende dalla Garfagnana, alla Lunigiana, alla Versilia. La Tambura infatti è al centro di un esteso e ramificato sistema che rilascia l’acqua alle sorgenti di Equi Terme, alla Pollaccia di Seravezza, alla sorgente di Forno (Massa) che con i suoi 1500 litri di portata media annua è la più importante della Toscana.

Lo scopo di questo attacco senza pari all’ambiente è legato semplicemente alla volontà di favorire i grandi industriali del marmo che avranno in questo modo la possibilità di scavare senza i pochi vincoli imposti dal Parco. Il Comune di Massa, poiché la viabilità del traforo dovrebbe attraversare parte del Comune, ha incaricato un tecnico della studio di fattibilità, che è risultato negativo sia nel caso di viadotti per la precarietà del territorio e la violazione dei siti Natura 2000 presenti, sia nel caso di percorsi sotterranei i quali ultimi intersecherebbero pesantemente il sistema acquifero che da acqua al Frigido.

Salviamoilpaesaggio.it

VERSILIA CONTAMINATA SOPRATTUTTO DA PESTICIDI

by · 5 ottobre 2012 · Categoria: Comunicati 
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I consiglieri regionali della Lega Nord Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri hanno presentato un’interrogazione sull’utilizzo “dei pesticidi nella pianura Versiliese”. Secondo i due membri del “parlamentino” toscano, la pianura versiliese, in particolare nell’area di Viareggio e Torre del Lago, intorno al Lago di Massaciuccoli, nell’area dell’ospedale Unico dell’Asl 12 e di Forte dei Marmi sarebbe «fortemente inquinata», con la popolazione residente «esposta» a tale inquinamento. L’interrogazione è stata formulata grazie all’impulso e alla collaborazione  del segretario della Lega Nord di Viareggio Alessia Brogi che aggiunge: «È una battaglia  di civiltà  che combatteremo insieme ai cittadini di Viareggio. Ringrazio il Comitato “Salviamo Viareggio” che ho ascoltato con grande attenzione. La finalità delle interrogazioni presentate in Regione e in Unione Europea, quest’ultima per la salvaguardia del Lago di Massaciuccoli attraverso l’onorevole Claudio Morganti, è quella di proteggere la salute umana e contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita».

«I risultati delle analisi contenuti nel “Piano per il corretto e razionale uso delle acque” del dicembre 2009, elaborato dal Settore Ecologia della Provincia di Lucca, relative ai pozzi campionati dalla Regione Toscana e i dati provenienti dallo studio ARPAT regionale del 2009 – spiega Gambetta Vianna –, confermano la presenza di inquinamento da bromuri e da arsenico riscontarti nella fascia tra Torre del Lago e Viareggio, con la presenza anche di sostanze azotate e magnesio. In tale zona, arsenico, nitrati e azoto ammoniacale sono quasi sempre superiori ai limiti previsti per le acque da destinarsi al consumo umano. Inoltre, i bromuri sono presenti con concentrazioni superiori anche di cinquanta volte rispetto alle caratteristiche medie dell’acquifero.

I risultati della ricerca relativa ai pesticidi evidenziano la presenza abbondante sopra il limite di legge previsto». Secondo Gambetta Vianna, la ragione di tale inquinamento sarebbe da ricercarsi prevalentemente «nell’attività agricola e florovivaistica intensiva che da anni caratterizza la zona. Le sostanze inquinanti raggiungono le falde acquifere e, per quanto riguarda la parte meridionale della piana versiliese, vengono convogliate nella parte più depressa di essa, costituita dal complesso idrico, già altamente degradato, del Lago di Massacciuccoli e dei laghi del Brentino. Le serre, inoltre, sono state costruite vicino alle abitazioni, alle scuole e ai cortili delle stesse, adiacenti ai parchi gioco per bambini, nonché in prossimità di strutture sanitarie; i rischi derivanti dall’esposizione ai pesticidi sono elevati. In queste aree, l’uso di pesticidi dovrebbe essere vietato o ridotto al minimo. Qualora siano utilizzati pesticidi, è opportuno definire adeguate misure di gestione del rischio e prendere in considerazione, in primo luogo, pesticidi a basso rischio così come misure di controllo».

Infatti, l’uso di pesticidi nelle serre si diffonde nell’ambiente circostante attraverso l’aria, l’acqua e il suolo, «con effetti nocivi devastanti sulla salute umana e sull’ambiente. Se guardiamo alle cifre, in Versilia c’è il numero più alto di tutta la Toscana di persone decedute per tumore: accreditati riscontri medico-scientifici hanno dimostrato che l’esposizione ai pesticidi, anche a dosi bassissime, è associata a specifiche patologie cancerogene, in particolare linfomi, mielomi e leucemie».

Ed è proprio per il rischio dovuto all’inquinamento che Gambetta Vianna e Lazzeri hanno presentato l’interrogazione per conoscere: “quale sia il livello di inquinamento causato dalle serre nella pianura Versiliese; quale sia l’impatto della dispersione dei prodotti fitosanitari utilizzati nelle serre sulla salute umana degli abitanti di Torre del Lago e Viareggio e di chi li utilizza; se ARPAT abbia disposto monitoraggi adeguati per conoscere e seguire l’impiego di fitofarmaci sul territorio; se sia stato introdotto l’obbligo di prescrizione dei fitofarmaci da parte dei soggetti abilitati per georeferenziare l’uso di essi”.

LA QUALITA’ DELL’ARIA A VIAREGGIO

by · 3 ottobre 2012 · Categoria: Salute 
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Dopo le molteplici segnalazioni dei cittadini sui sempre più frequenti cattivi odori, l’ARPAT di Lucca ha sentenziato che la provenienza è nella zona del Comune di Massarosa (per esattezza nella località Torbo) e la causa è da ricondurre alla combustione di torbe in zona Pioppogatto. Per comprendere meglio la situazione dell’aria che respiriamo in città, mettiamo sul piatto alcuni dati provenienti dal sito (convenzionato dall’UE) E-PRTR (European Pullant Release And Trasfer Register), i quali risultano piuttosto preoccupanti.

Vedi tutti i risultati
Viareggio Free World

IL 21 SETTEMBRE PROCESSO A TEV – VEOLIA

by · 31 agosto 2012 · Categoria: Comunicati 
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Il 21 settembre 2012 si apre il processo in cui i responsabili di TEV-VEOLIA devono rispondere di fronte al tribunale di Viareggio del danno ambientale provocato dall’inquinamento delle acque del torrente Baccatoio che scorre accanto all’inceneritore di Falascaia. I fatti all’origine dell’attuale procedimento risalgono ad alcuni anni fa: i responsabili e le maestranze di VEOLIA, a fronte della riscontrata insufficienza dell’impianto di depurazione delle acque di cui l’inceneritore era dotato, anziché perseguire la strada dell’adeguamento impiantistico e della sua messa a norma, hanno risolto il problema sversando le acque provenienti dai cicli di lavaggio e raffreddamento dell’inceneritore direttamente nel prospiciente torrente.

Soluzione semplice, non c’è che dire… ma il rilascio nel torrente Baccatoio di ingenti quantità di inquinanti (tra cui diossine) ha provocato un enorme danno ambientale le cui conseguenze saranno riscontrabili negli anni e la cui bonifica impegnerà risorse economiche e umane difficili da quantificare ma sicuramente ingenti. Tracce di Diossina sono state misurate anche alla foce del fiume Motrone dove il torrente Baccatoio confluisce. La denuncia al magistrato di questa pratica illecita fu fatta da un gruppo di cittadini e fu all’origine del provvedimento di sequestro dell’inceneritore imposto dalla magistratura in data 7 luglio 2010.

Il processo che sta per celebrarsi  è l’ennesima conferma del modo scellerato con cui VEOLIA ha gestito i suoi impianti. Si è concluso da poco tempo e con un osceno patteggiamento il processo relativo alle abnormi emissioni di CO (monossido di carbonio). Si è trattato a nostro giudizio di un patteggiamento indegno in quanto ha permesso ai dirigenti VEOLIA di affrancarsi con circa 4.000 euro da ogni preoccupazione derivante dalla pratica, reiterata negli anni, di mascherare le insufficienze impiantistiche e i conseguenti sforamenti delle emissioni (e tutti sanno non solo di CO) mediante la manomissione del sistema di registrazione delle emissioni stesse.

Altri capitoli poco edificanti delle malefatte TEV-VEOLIA possono essere citati a testimonianza della gestione quanto mai disinvolta organizzata dal Gestore.Che dire, ad esempio, delle vessazioni subite in termini tariffari con appropriazioni indebite dei soldi dei cittadini della Versilia e sui cui i nostri amministratori tardano ancora a procedere sulla via del contenzioso risarcitorio?Che dire delle deficienze gestionali ed impiantistiche riscontrate negli anni e della mancata applicazione delle penali specificatamente previste dal contratto di gestione?

Una morale forte è comunque ricavabile da tutta questa storia: l’azione organizzata dei cittadini può essere molto forte come dimostra quanto avvenuto nel corso degli anni. E’ per questo che come Rete Ambientale della Versilia invitiamo caldamente le Amministrazioni Comunali, Provinciale e Regionale a costituirsi parte civile nel processo che si aprirà  sui fatti relativi all’inquinamento del torrente Baccatoio. Si invita anche la società GAIA S.p.A., citata nel procedimento come parte lesa, a costituirsi nel procedimento contro VEOLIA.

Un invito particolare viene rivolto al CAV, affinché, oltre che a presentarsi come parte lesa al processo di cui sopra, apra col gestore VEOLIA quei contenziosi su tariffe e impianti che da anni ci attendiamo.

Rete Ambientale della Versilia

Amici della terra Versilia,
Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia
Comitato Capezzano Vive
Comitato dalla parte del Cittadino Forte dei Marmi
Comitato Marco Polo
Co.As.Ver.
Comitato Pantaneto Massarosa
Comitato Pedona Ambiente e Salute
Comitato Piano del Quercione
Comitato Salviamo Viareggio
Medicina Democratica Viareggio (Movimento Di Lotta Per La Salute

VER.A. GESTORE DI PIOPPOGATTO E FALASCAIA

by · 12 luglio 2012 · Categoria: Segnalazioni 
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Il presidente del Consorzio dei comuni versiliesi Franco Mungai, ha annunciato che è stato firmato il contratto con la nuova società Ver.A. che, quindi, è ufficialmente il gestore degli impianti di Pioppogatto e Falascaia.

Ora la srl formata da Sea Ambiente e Sea Risorse potrà procedere all’assunzione del personale. I 39 lavoratori attualmente si trovano in cassa integrazione straordinaria, sulla base della richiesta avanzata dal vecchio gestore, la Gestioni Ambientali snc di Tev-Veolia.

Gli impianti, in questi giorni, erano chiusi e sorvegliati solo esternamente dal personale dell’istituto di vigilanza Vesuvio. Ma a Pioppogatto la lavorazione dei rifiuti non potrà riprendere immediatamente, perché deve essere ancora risolto il problema della fidejussione necessaria per un’attività di questo genere.

E’ probabile che la copertura assicurativa arrivi alla fine del mese e dunque, ancora per 15 giorni, lo smaltimento della spazzatura sarà organizzato tramite le piazzole di stoccaggio nella sede di Sea e nei pressi dell’inceneritore chiuso di Falascaia. La tariffa stabilita per il servizio, così come concordato dai tecnici delle parti, non potrà superare il tetto massimo di 134 euro a tonnellata, indipendentemente dal raggiungimento o meno delle 125.000 tonnellate di rifiuti conferiti presso l’impianto di Pioppogatto.

Un cambiamento radicale rispetto alla formula “capestro” del vecchio contratto Daviddi del “vuoto per pieno” per cui i Comuni erano costretti a pagare anche per i rifiuti non prodotti e quindi non conferiti. A tale somma dovranno aggiungersi 3,60 euro a tonnellata di royalties che i Comuni conferitori presso l’impianto di Pioppogatto dovranno versare al comune di Massarosa, per il disagio ambientale derivante dalla presenza dell’impianto sul territorio.

Finalmente sembra essere arrivato il giorno della soluzione che mette d’accordo tutti. D’altro canto, invece, alcuni problemi tornano in primo piano: la dirigenza delle due Sea ha annunciato ai lavoratori che non pagherà loro il premio di produzione, solitamente in arrivo in questi giorni.

E il 29 giugno scorso, un rappresentante della Rsa-Cgil di Sea Ambiente e due della Usb, hanno ricevuto una lettera di contestazione da parte dell’azienda, a causa di alcune dichiarazioni pubblicate sui quotidiani. Entrambe le organizzazioni sindacali, criticandosi a vicenda, mettevano in evidenzia la precarietà delle condizioni della piazzola di stoccaggio dei rifiuti, che si trova all’interno della sede aziendale a Viareggio. Quindi le tensioni non sono finite e varie altre questioni si affacciano all’orizzonte.

Ma tornando a Pioppogatto, “il percorso è cominciato – ha dichiarato Mungai – nei primi giorni di maggio e dopo vari incontri in Prefettura, in Provincia, con la Regione, con Ato Toscana Costa e dopo numerosi confronti tra tutti i sindaci dei Comuni afferenti a Cav, siamo finalmente riusciti a trovare soluzioni tecniche ed economiche tali da salvaguardare gli interessi dei Comuni sia dal punto di vista finanziario che ambientale, dei lavoratori ex dipendenti Veolia e più in generale di tutti i cittadini della Versilia”. Un percorso a cui hanno dato grande spinta soprattutto i comitati della Versilia riuniti nella Rete ambientale, che avevano proposto questa strada a partire dalla fine del 2011.

E sono già 5.000 i cittadini versiliesi che hanno voluto firmare la petizione “Rifiuti Zero” promossa dalla Rete. Le firme sono state consegnate sabato scorso a Franco Mungai e all’assessora all’ambiente della Provincia di Lucca Maura Cavallaro, durante una conferenza stampa. Hanno firmato anche alcuni sindaci, molti esponenti politici e amministratori, lavoratori del settore igiene ambientale, sindacalisti.

Anche l’associazione degli albergatori di Forte dei Marmi, con una lettera, ha fatto pervenire la propria adesione. E’ possibile firmare on-line.

Oltre alle firme, la Rete ha consegnato agli amministratori un documento programmatico sulle alternative possibili rispetto alle scelte fin’ora portate avanti dagli Enti, a tutti i livelli.

I Comitati e le Associazioni aderenti alla Rete Ambientale della Versilia, nella convinzione che una gestione sostenibile dei rifiuti è possibile solo tramite l’adozione di misure mirate alla riduzione dell’indifferenziato ed alla separazione all’origine del rifiuto per favorirne il recupero, chiedono di:

1. rinunciare all’incenerimento,
2. incrementare la raccolta differenziata
3. ottimizzare il funzionamento dell’impianto di digestione anaerobica del
depuratore di Viareggio e di recuperare il metano prodotto, attualmente
bruciato senza alcuna utilità, sprecando energia e producendo emissioni, come dimostra la fiaccola sull’impianto visibile anche percorrendo la superstrada in direzione nord.
4. valorizzare i rifiuti raccolti tramite il circuito dell’indifferenziato nell’impianto
di Pioppogatto .

In merito all’impianto di Pioppogatto, in particolare, si chiede ai Sindaci:
1. che questo non venga destinato alla produzione di Cdr o Css, bensì che sia convertito subito alla selezione dei rifiuti mediante il processo di separazione a freddo, secondo il progetto “Favoino”;
2. di calibrare l’impianto sulla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto dai Comuni della Versilia (circa 80.000 tonnellate);
3. di impegnarsi a modificare in tal senso quanto previsto nella bozza di
Piano Interprovinciale dell’Ato Costa;
4. di destinare le entrate provenienti dalla vendita del recupero del materiale raccolto al contenimento della tariffa e di ricalcolarne l’attuale importo giudicato elevato a fronte degli utili ottenibili dalla vendita delle materie riciclabili.

Un documento che dalla Versilia lancia un appello ai vicini territori dell’Ato Costa e ai loro amministratori, perché le vicende di questi ultimi mesi dimostrano che, forse, cambiare si può.

“D’ora in avanti lo sguardo dei Comuni dovrà essere proiettato verso il futuro – ha dichiarato l’assessore all’ambiente del comune di Massarosa Damasco Rosi – per cercare di trovare nuove forme di gestione dei rifiuti, così come indicato dal Piano Favonio. I prossimi passaggi, pertanto, dovranno vedere il necessario coinvolgimento, affinché tutto questo si possa realizzare, della Regione e delle Province, che dovranno approvare quanto prima il Piano Interprovinciale dei rifiuti con le osservazioni proposte dalla Versilia, insieme ad Ato Toscana Costa, che da parte sua dovrà prendersi in carico l’impianto di Pioppogatto trasferendone la gestione alla futura azienda unica di Ambito, Reti Ambiente spa”.

Nei giorni scorsi, anche la nuova amministrazione del comune di Lucca ha deciso di puntare verso l’obiettivo Rifiuti Zero. L’assessore con delega all’Ambiente Giuseppe Pellegrini Masini si è così espresso: “Intendiamo andare ben oltre il 65% di raccolta differenziata richiesto dalla legge ed il modo più efficace per riuscire in questo obiettivo è quello di estendere progressivamente la raccolta porta a porta mettendo in campo congiuntamente un’azione di sensibilizzazione ed educazione della cittadinanza. In futuro sarà inoltre necessario introdurre la tariffa puntuale che premia economicamente i cittadini virtuosi che più riciclano. Infine stiamo pensando alla creazione di un centro del riuso che di fatto limiti il conferimento nello smaltimento dei rifiuti dei molti beni che hanno ancora un valore d’uso”.

Daniela Francesconi
Pisanotizie.it

INTERROGAZIONE SULL’ANTENNA DI VIALE ENAUDI

by · 7 luglio 2012 · Categoria: Foto 
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In questi giorni, sul viale Einaudi al Marco Polo, è spuntata questa antenna. La stessa ha un impatto sia visivo, sia ambientale, notevole ma, nonostante questo, non si è data alcuna spiegazione nè sulle di lei funzioni nè su eventuali rischi che essa Può avere per chi vive intorno e per chi frequenta quei luoghi. Ciò premesso si chiede:

A. Quale utilità ha questa antenna?
B. A cosa serve?
C. A quali rischi è esposto chi vive o gravita intorno a tale antenna?
D. Esiste un parere di arpat in merito? ( se si si prega di fornirlo) e un parere della Asl?
E. Non si reputa di eccessivo impatto ambientale un’antenna del genere in un luogo (viale Einaudi costeggia la fossa dell’abate ed è una strada a notevole frequentazione) a così alta percorrenza?
F. Non era possibile inserire, se proprio necessaria, un’antenna di minore impatto ambientale?

Chiara Romanini
Consigliere Comunale PD

 

UN GRAVE DANNO D’IMMAGINE

by · 18 giugno 2012 · Categoria: Cronaca 
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Divieto temporaneo di balneazione a Marina di Pietrasanta  per un tratto di circa 200 metri del litorale dove sfocia il fosso di Fiumetto. Il divieto, che interessa direttamente 8 stabilimenti balneari, è stato ordinato dal sindaco di Pietrasanta Domenico Lombardi, dopo le analisi effettuate dall’Arpart e dalla Asl lo scorso 12 giugno, i risultati sono stati comunicati venerdì, che hanno evidenziato la presenza di alcuni agenti inquinanti.

Una notizia che ha letteralmente fatto il “giro d’Italia” ed alla quale hanno dedicato ampio spazio qutidiani nazionali, radio, tv ed i maggiori siti di informazione con grave danno di immagine per una Versilia che, nonostante le bandiere blu, in termini di turismo ed ambiente deve fare ancora molto.

LA COMMISSIONE VARIGNANO HA INCONTRATO L’UFFICIO AMBIENTE

by · 18 maggio 2012 · Categoria: Comunicati 
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La Commissione Varignano ha incontrato recentemente l’ufficio ambiente del Comune di Viareggio, ottenendo informazioni che riporterà nel tavolo di partecipazione del quartiere Varignano. Sono state poste domande inerenti il piano provinciale per la risoluzione del “famoso” puzzo che si avverte nel quartiere ed in città, specialmente in estate, oltre ad altre situazioni delicate che sono presenti in città.

L’ufficio ambiente ci informa che il piano provinciale è proseguito da un lato con la partecipazione dell’università di Agraria di Monza che si è occupata di piazzare dei nasi elettronici in determinate zone, dove sono localizzabili le possibili fonti delle maleodoranze e dall’altro lato con la compilazione di modelli cartacei da parte dei cittadini. Il tutto per poi essere confrontato e valutato attentamente. La Commissione chiede i risultati che questo piano ha portato e che la rilevazione dei “nasi” e la compilazione dei questionari vengano protratti per il periodo estivo prossimo, dato che d’inverno la problematica è meno avvertita e presente rispetto alla bella stagione dove vi sono diverse condizioni climatiche.

Chiediamo inoltre a seguito di segnalazioni pervenute da alcuni cittadini che l’indagine venga anche spostata nella zona tra le carbonaie e le serre, dato che la Commisione Varignano riceve sull’argomento numerose sensibilizzazioni da parte dei cittadini. Chiediamo chiarezza all’assessorato ai lavori pubblici del Comune di Viareggio, su cosa avviene nell’area delle Carbonaie, quali operazioni vengono compiute e in che modalità.

Chiediamo alla Provincia, che i fossi di competenza provinciale, quali fosso le Quindici, fosso Guidario, il canale Burlamacca, solo per citarne alcuni, vengano dragati con una certa programmazione per impedirne la formazione della melma e siano controllati gli scarichi che quotidianamente insistono nei suddetti corsi d’acqua da diverse arrività che risiedono nelle prossimità dei corsi. Ci siamo stancati di vedere pesci a galla ed attività che vanno ad inquinare quotidianamente la nostra città, basti pensare al famoso tubo scoperto di recente.

E’ bene anche ricordare che questi scarichi, tramite alcuni canali, finiscono nel lago di Massaciuccoli. A tal proposito sarebbe curioso sapere dove siano andati a finire i fondi europei concessi per tutelare l’area e mitigare l’inquinamento.

Commissione Varignano

OGGI PAUL CONNETT IN VERSILIA

by · 17 maggio 2012 · Categoria: Persone 
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Sarà oggi in Versilia Paul Connett, scienziato statunitense, attivista ambientale e fondatore della strategia “Rifiuti Zero, una rivoluzione in corso”. Alle 11 incontrerà gli studenti del liceo Classico di Viareggio e alle 12.30 terrà una conferenza stampa all’associazione Auser in Pineta. Alle 18, alla Versiliana, lo scienziato e Rossano Ercolini presenteranno il loro libro e parleranno di “Rifiuti Zero, una rivoluzione in corso”.

MA IL CAV A CHE GIOCO GIOCA?

by · 11 maggio 2012 · Categoria: Comunicati 
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Come gruppo di cittadini decisi ad affermare in Versilia un piano di gestione dei rifiuti alternativo rispetto a quello fin qua praticato, ci sentiamo in dovere di riassumere gli avvenimenti che, nel corso degli ultimi anni, hanno fissato il destino dell’inceneritore di Falascaia. E’ la logica stessa degli avvenimenti a indicare nell’apertura immediata di un contenzioso verso l’attuale Gestore l’unica strada perseguibile per perseguire un’efficace difesa dei diritti dei cittadini e dell’ambiente. Dopo quindici anni gestione di TEV-VEOLIA è nostra intenzione fornire alcuni spunti di riflessione in grado di ampliare il consenso della cittadinanza nei confronti della svolta auspicata e della necessità di contrastare le politiche gestionali che i deliberati ATO lasciano intravedere.

L’anno 2008 rappresenta il punto di svolta delle vicende legate all’inceneritore di Falascaia. In quell’anno la capacità produttiva del sistema di trattamento integrato dei rifiuti della Versilia è implosa per l’indisponibilità di detto impianto: punto terminale del ciclo delle lavorazioni svolte a Pioppogatto e fonte presso che unica dei ricavi inscritti in tariffa. La confessione rilasciata dai responsabili TEV/VEOLIA circa la consolidata consuetudine di manomettere i dati forniti dal sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni [SME] “fin dal primo giorni di apertura dell’impianto” fu un vero shock: al di là dell’evidente risvolto penale, essa certificava sia l’inadeguatezza dell’impianto di Falascaia a svolgere il compito per cui i Comuni avevano riconosciuto al progettista-gestore un esborso di 34 milioni di euro che l’insostenibilità del piano finanziario regolante il contratto di concessione (Contratto Daviddi).

Mentre per noi cittadini e tecnici consapevoli l’inadeguatezza dell’inceneritore di Falascaia era già da tempo una certezza, per i nostri amministratori ed i controllori dell’impianto è stato  un fulmine a ciel sereno.

A partire dal giugno 2008, l’inceneritore è stato dunque esercito a potenzialità dimezzata in quanto si teorizzava che solo una delle due linee gemelle di incenerimento fosse responsabile delle abnormi emissioni di CO2 abilmente nascoste per anni dal Gestore. L’impianto venne totalmente fermato nell’ottobre 2008 per essere riavviato nel febbraio 2009. I nove mesi compresi tra il giugno del  2088 e il febbraio del 2009, così ci fu spiegato, erano il tempo necessario per valutare, studiare e risolvere tutti i problemi all’origine dei registrati sforamenti dei limiti emissivi, sollevando così il gestore dalla necessità di manomettore i dati dello SME.

Tutti i tentativi effettuati per riportare l’operatività dell’inceneritore all’interno dei limiti emissivi fissati dalle leggi vigenti fallirono, si leggano a tal proposito i verbali delle competenti autorità provinciali. Gli sforamenti di CO2, anche se con picchi inferiori a quelli precedentemente registrati,  continuavano ad essere registrati e l’efficienza di produzione di energia elettrica risultava significativamente inferire a quella di progetto. Nonostante questi riscontri l’inceneritore ha continuato a bruciare CDR fino al 7 luglio 2010, con un esercizio caratterizzato da continue fermate e quindi assolutamente incompatibile con una corretta conduzione di un impianto termo-elettrico. Tale situazione di precarietà è stata aggravata dall’assoluta mancanza di contestazioni formali al Gestore da parte del CAV.

Il 7 luglio 2010 rappresenta la seconda data di svolta nelle vicende legate all’inceneritore di Falascaia. La Magistratura, a seguito di un esposto presentato dei cittadini, sequestra l’impianto per grave carenza del sistema di depurazione delle acque di servizio. Si tratta d’inadeguatezze impiantistiche importanti che, come documentato dalle analisi delle autorità preposte, hanno provocato il grave inquinamento del torrente Baccatoio.

Anche se probabilmente la nostra opinione non è condivisa dalla maggioranza degli amministratori versiliesi, da detta data, l’inceneritore per nostra fortuna è rimasto fermo.

Nell’ottobre del 2011, a conferma della sua non corrispondenza alle normative di sicurezza imposte dalla legge, l’autorità provinciale ha provveduto a ritirare al Gestore l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto.

Pur avendo presente numerosi precedenti in cui i responsabili del CAV hanno mantenuto nei confronti del gestore TEV/VEOLIA un profilo comportamentale sicuramente altalenante se non addirittura compiacente, è a partire dall’anno 2010 che il CAV assume, a nostro avviso, iniziative tanto inidonee all’emergenza del momento quanto poco comprensibili. Si assiste, in modo ricorrente, a prese di posizione che anziché richiamare finalmente il Gestore all’assunzione delle proprie responsabilità contrattuali derivanti dal fallimento impiantistico di cui sopra riferito, sembrano pensate per contenere i potenziali danni economici e d’immagine che il Gestore potrebbe trovarsi di fronte a causa dalla sua incapacità gestionale e progettuale.

Il 17 febbraio 2010, con l’impianto di Falascaia già “zoppicante”, il CAV approva una tariffa di smaltimento dei rifiuti fissata in 177 euro a tonnellata e un piano di conferimento annuo di 125.000 tonnellate. Decisione questa assai improvvida per due ordini di motivi. Primo perché in Versilia la previsione massima di produzione d’indifferenziati è fissata in 80.000 tonnellate annue. Secondo perché il mantenimento dell’obiettivo dei conferimenti è affidato a soggetti terzi in quanto, fortunatamente, superiore alle potenzialità di conferimento del territorio versiliese. Come da previsione la capacità d’indirizzo e di programmazione delle Autorità Provinciali e d’ATO competenti per dirottare a Pioppogatto rifiuti da fuori della Versilia per il conseguimento dell’obiettivo posto si è dimostrata praticamente nulla, creando una voragine economica su cui ritorneremo nel seguito della presente nota.

Sempre dal 2010 inizia un gran balletto di riunioni, incontri e tavoli tecnici tra i rappresentanti del CAV e del Gestore: attività indispensabili secondo i nostri per dipanare la matassa dei punti sul tappeto. Tra questi ricordiamo:

·         la tariffa per il 2011,

·         l’ammontare dei rifiuti da conferire annualmente a Pioppogatto,

·         il contenzioso sui pregressi (anni 2006-2009).

Tutte iniziative teoricamente meritevoli ma, si badi bene, mai, e ribadiamo proprio mai, finalizzate a contestare, almeno una volta, al Gestore la sua inefficienza, le sue responsabilità e per richiedere i danni derivanti ai cittadini dalla sua incapacità progettuale e gestionale.

Sul punto della tariffa il presupposto essenziale della trattativa è riassumibile in un dogma tanto assurdo che merita riportarlo integralmente estraendolo dai verbali delle riunioni “tecniche”: …” si è convenuto che l’unico approccio condiviso possibile è quello di estrapolare la tariffa già concordata per il 2010 ed applicarla al periodo 2006/2009, la tariffa 2010 infatti definisce un assetto di funzionamento degli impianti efficiente e condiviso ….”.

Queste affermazioni pongono alcuni interrogativi inquietanti. Com’è possibile definire una tariffa attribuendo l’etichetta di “funzionante” ad un impianto sequestrato il data 7 luglio 2010 e da allora mai più riavviato? Ci si riferisce forse ad un altro impianto? Quale logica sottende all’idea di adottare una tariffa completamente staccata dalla realtà impiantistica e delle lavorazioni e dei processi produttivi in essa svolti e posti a tariffa? A chi giova una tariffa “virtuale” così formulata e, conseguentemente, tanto fuorviante sullo stato dell’impianto di Falascaia quanto elevata ? .. al Gestore stesso? … o piuttosto per invogliare e spianare la strada al subentro di un eventuale soggetto terzo al posto dell’attuale Gestore?

Trovare una risposta a tali interrogativi è difficile e la soluzione a tali quesiti potrebbe forse chiarire anche i reali motivi per cui si è rinunciato a intraprendere almeno dal 2010 in poi atti formali che richiamassero il Gestore alle responsabilità ed al risarcimento dei danni ad esso imputabili a seguito del conclamato fallimento dell’impianto di Falascaia.

E’ nostro parere che per tutto il periodo compreso tra il 2010 e il 2011 il CAV abbia continuato a riunirsi discutendo del niente. Il culmine di questo inconcludente modo di fare è stato raggiunto nella famosa riunione del 6 novembre 2011: data in cui il presidente del CAV arriva a qualificare come “molto interessanti” le proposte definite durante gli appositi incontri programmati tra i tecnici del CAV, del Gestore e, ovviamente, sotto l’occhio lungo e attento dell’ATO costa.

Le proposte ritenute interessanti perché capaci, secondo l’opinione del Presidente del CAV, di chiudere in un sol colpo anni di contenziosi aperti tra Gestore e Comuni concedenti, sono così riassumibili:

- Il riconoscimento della chiusura definitiva dell’impianto di Falascaia;
proposta sorprendente in quanto, cosa chiara anche ai non addetti ai lavori, la chiusura dell’inceneritore è determinata nei fatti dalle accertate deficienze impiantistiche dello stesso e certificata dagli atti della magistratura per quanto riguarda sia la gestione fraudolenta dell’impianto che l’inquinamento del torrente Baccatoio.
- La volontà delle parti di procedere alla novazione del Contratto Daviddi a partire dal 2012  per ulteriori 10 anno oltre la naturale scadenza prevista per il 2019;
si arriva così a smantellare un altro caposaldo di un contratto che nel bene e nel male fissava i limiti e le responsabilità delle parti e la cui integrità era stata gravemente compromessa da una serie sciagurata di atti di sottomissione che ne hanno stravolto pesantemente i contenuti sempre a vantaggio del Gestore e mai dei Comuni Concedenti.
- L’applicazione di nuova tariffa fissata a partire dal 2012 alla cifra massima di €. 155,00 a tonnellata .
- L’innalzamento del tetto di conferimento annuo di rifiuti garantiti dalle 125.000 tonnellate fissate per l’anno 2010 a 135.000 tonnellate;
è evidente che gli introiti derivanti dall’incremento di 10.000 tonnellate annue serviva per bilanciare l’abbattimento della tariffa preservando così gli utili del Gestore.

- Il recupero della minore quantità di rifiuti conferita nell’anno 2011 incrementando i conferimenti degli anni successivi;
tradotto in pratica questo significa incrementare per uno o più anni il già inarrivabile tetto delle 135.000 tonnellate annue incrementando la voragine debitoria dei Comuni.

- La richiesta e il rilascio da parte della provincia di Lucca dell’autorizzazione alla produzione di CSS al posto del CDR.

I contenuti di questo accordo, che a nostro giudizio merita  pienamente il titolo “capestro”, sono stati recepiti con delibera di indirizzo dal Consiglio del Comune di Massarosa, il cui Sindaco è anche Presidente del CAV, con le seguenti integrazioni:

- Chusura consensuale dell’impianto di Falascaia con riconsegna dello stesso al concedente; decisione questa quanto mai avventata in quanto solleva il Gestore da sue proprie competenze e responsabilità e perché presa senza alcuna quantificazione preliminare dell’ammontare dei costi milionari di demolizione e smaltimento dell’inceneritore e di bonifica dell’area di pertinenza.

- Inserimento in tariffa degli ammortamenti residui per un impianto mai funzionante fino al termine del contratto rinnovato.

Solo di fronte a tali enormità i membri del CAV, escluso ovviamente il Presidente-Proponente, si sono rifiutati di sottoscrivere la proposta di accordo. Nella riunione del 2 febbraio 2012 il Presidente del CAV, fino ad allora, paladino e promotore di un accordo ad ogni costo con il Gestore, con un “coup de teatre” degno della più fine tradizione dichiara sostanzialmente due cose:

1) che lui è sempre stato favorevole all’apertura di un contenzioso in quanto era sempre stato consapevole del fatto che nessun accordo era possibile col Gestore,
2) che non si dimette in quanto ben intenzionato ad intraprendere la strada del contenzioso con la massima fermezza e rapidità. Rispetto al primo punto è facile fare un po’ di triste ironia osservando che il Sindaco di Massarosa era così sicuro dell’impossibilità di un qualsiasi accordo col Gestore da far approvare, nel dicembre 2011, dal consiglio comunale le linee guida dell’accordo sopra riassunte.

Rispetto al secondo punto, pur essendo convinti che non esistono uomini per quattro stagioni, capaci, cioè, di intraprendere e gestire con il medesimo entusiasmo e determinazione una linea di azione ed il suo opposto, convinzione che i più recenti accadimenti confermano in pieno, commentiamo la neppure troppo sofferta decisione con un semplice  “era ora !!!”. Poiché siamo uomini di buona fede e, soprattutto, ben disposti verso ogni manifestazione di buona volontà, soprattutto se frutto di ravvedimento, abbiamo creduto a quanto annunciato dal presidente del CAV. Si tratta indubbiamente di decisioni sofferte, prese in presenza di un parere contrario espresso da due avvocati a seguito di un incarico profumatamente pagato ed a loro affidato da un presidente poi illuminato come San Paolo sulla via di Damasco verso la strada del contenzioso.

Ci eravamo illusi che da quel momento la strada della difesa degli intessi di cittadini e della tutela ambientale del nostro territorio fosse finalmente tracciata in modo chiaro e ce la siamo perfino  immaginata tutta in discesa. Ma ahimè, in accordo con quanto affermato il corollario delle quattro stagioni, ci siamo ancora una volta sbagliati.

Dal 1 febbraio 2012 ad oggi sono passati più di tre mesi senza che alcuna efficace azione in difesa degli interessi dei cittadini e di rivalsa nei confronti del Gestore sia stata intrapresa. Gestore che invece, predisposta una task force all’altezza della situazione, è stato capace ancora una volta di dettare i tempi dell’emergenza e, anticipando come al solito un balbettante CAV, ha  richiesto danni enormi a tutti i soggetti coinvolti nella vicenda: comuni, provincia e, forse, anche regione. Esso ha inoltre e da ultimo cambiato compagine societaria creando una società in nome collettivo, che dovrebbe gestire secondo piani stabiliti chi sa dove, l’impianto superstite di Pioppogatto traghettandolo fino al passaggio all’ATO.

Le azioni messe in pratica dal gestore consistono in:

*Tre ricorsi al TAR contro le determine provinciali riguardanti la propria responsabilità per l’inquinamento del torrente Baccatoio,  a determina per la revoca dell’autorizzazione  alle gestione dell’impianto di Falascaia n.125 del 8/8/2006, la  determina che dichiarava decaduto il procedimento di richiesta di autorizzazione al nuovo impianto di depurazione;

*La richiesta di danni enormi per il mancato conferimento dei quantitativi stabiliti dallo sciagurato accordo del 17/2/10

*L’attribuzione della responsabilità della chiusura delle attività al mancato pagamento da parte dei comuni di servizi effettuati nel corso degli anni, costringendo il Gestore a chiedere il concordato preventivo.

In conclusione il Gestore ottiene in un sol colpo due risultati importanti. Da una parte riesce a defilarsi delle proprie responsabilità perché fino ad ora nessuno è riuscito a contestargli le mancanze e a richiedere per le vie formali i danni derivanti dalle sue mancanze. Dall’altra se ne va richiedendo danni milionari, lasciando in eredità i costi salatissimi necessari per la dismissione di un impianto di incenerimento costato milioni di euro e che, a ben vedere, ha funzionato poco e male, un problema occupazionale riguardante le 40 maestranze ecc.

Il CAV di fronte a questa catastrofe è stato praticamente inerte. Dal primo febbraio ad oggi l’unica azione concreta registrabile è la “ letterina“  di due paginette . Questa letterina dà la misura della sproporzione esistente tra il peso delle azioni intraprese dal Gestore e la capacità di risposta del CAV. Essa certifica impietosamente il ritardo cronico con cui CAV affronta problemi da anni sul tappeto e la debolezza strutturale con cui le problematiche tecnico-legali sono affrontate. Come ricordato all’inizio della presente nota i sei mesi trascorsi dalla revoca dell’autorizzazione alla marcia dell’impianto di Falascaia o i venti mesi trascorsi dal suo sequestro giudiziario non sono stati un periodo di tempo sufficiente affinché il CAV potesse definire e presentare a VEOLIA il conto del danno subito. E’ accaduto invece l’esatto contrario.

Le cose da fare in verità non son poi molte. A nostro avviso è solo una questione di consapevolezza di diritti lesi e di buona volontà nel pretendere di affermare un ruolo efficace di amministratori. Quello che suggeriamo è riassumibile in soli quattro punti:

1)      ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO SULLO STATO DELL’IMPIANTO DI FALASCAIA E LE CAUSE CHE NE HANNO DETERMINATO LA CHIUSURA.
2)      SEQUESTRO CAUTELATIVO DEI CREDITI VANTATI DAL GESTORE NEI CONFRONTI DEI COMUNI A COPERTURA DEI DANNI CHE VERRANNO ACCERTATI
3)      AVVIO DI PROCEDIMENTO DI INFRAZIONE NEI CONFRONTI DEL GESTORE PREVISTO DAL CONTRATTO DAVIDDI
4)      DETERMINAZIONE E RECUPERO DELLE CIFRE INDEBITAMETE PRETESE DAL GESTORE ATTRAVERSO LA TARIFFA

Sono azioni come si vede  di una ovvietà e semplicità sorprendenti. A questo punto un dubbio amletico può cogliere chiunque abbia letto con attenzione questa nota: PRESIDENTE DEL CAV, CI FAI O CI SEI ???!!!

ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA AMBIENTALE DELLA VERSILIA
CO.AS.VER.

QUANDO LE FONTI PULITE DIVENTANO RISPARMIO

by · 8 maggio 2012 · Categoria: Segnalazioni 
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(Tiziana segnala questo interessante articolo accompagnandolo da una domanda; a Viareggio potremmo integrare nel progetto del nuovo molo delle turbine che permettano di sfruttare l’energia delle maree?) Quando le fonti pulite diventano un vero e proprio risparmio per le tasche dei cittadini. E’ quello che succede a Tula, comune di 1600 anime in provincia di Sassari, balzato agli onori della cronaca nazionale perché, grazie alle entrate ricavate dal suo parco eolico, ha esentato tutti i residenti dal pagamento dell’Imu – la famigerata tassa municipale che sostituisce la vecchia Ici e la componente immobiliare dell’Irpef e delle relative addizionali.

Ecco che dopo Tocco di Casauria – la cittadina abruzzese in grado di produrre più energia rinnovabile di quanta ne consuma, finita in prima pagina sul New York Times qualche anno fa, arriva un altro esempio virtuoso su piccola scala da cui sarebbe bene prendere spunto.

«Dall’eolico incassiamo 400 mila euro all’anno – dichiara al Corriere della Sera il giovane sindaco di Tula Andrea Becca, eletto con una lista civica – su un bilancio di 3.200.000. Quelle entrate le abbiamo investite tutte in politiche sociali e ambientali. Ma quest’anno ci siamo guardati in faccia e abbiamo ragionato su come far risparmiare le famiglie. Visto che la legge ce lo consentiva, dopo aver dato un’occhiata alle rendite catastali, abbiamo ridotto l’aliquota dal 4 al 2 per mille e contemporaneamente aumentato la detrazione sull’Imu da 200 a 400 euro da aggiungere alle detrazioni per i figli a carico per 50 euro per ciascun figlio. In questo modo abbiamo neutralizzato l’Imu».

Il parco eolico del paese – che ha una capacità di 90 MW, sufficienti a soddisfare il fabbisogno di energia di circa 65 mila famiglie – rappresenta quindi una risorsa più che concreta per i locali: niente più irpef e imu, dunque, e da sette anni la tassa sui rifiuti non è aumentata di un cent.

Ma l’impegno verde di Tula non si ferma all’eolico: il comune punta al solare termico, incentivando tutti i residenti che vogliano dotarsi di pannelli solari per scaldare l’acqua con un contributo che copre il 45% della spesa complessiva.

Virgilio Go Green

MANIFESTAZIONE PER DIRE NO AGLI INCENERITORI

by · 3 maggio 2012 · Categoria: Comunicati 
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Il Coordinamento di Comitati e Associazioni Versiliesi (Co.As.Ver.) aderisce alla manifestazione del 5 Maggio per dire no agli inceneritori e SI alle alternative. Per chi si vuole unire a noi l’appuntamento è per le 12,45 alla stazione di Viareggio.

Ambiente e Futuro organizza la partecipazione dalla provincia di Lucca dando appuntamento a tutti alle ore 13 alla stazione. Partenza da Viareggio h 13.09, da Lucca h 13.27

Occorre una risposta formidabile al Governatore Rossi che sposando il “partito dell’inceneritore” rappresenta UN TAPPO POLITICO per lo sviluppo delle buone pratiche verso rifiuti zero in Toscana.

Mentre non solo crescono dovunque esempi virtuosi (Capannori e piana di Lucca, Montignoso e Carrara, Seravezza, Calcinaia, Vaiano, Carmignano, Montespertoli, Vinci ecc.) che dimostrano che con le politiche di riduzione e di porta a porta si possono evitare inceneritori e discariche MA, SOPRATTUTTO MENTRE LE NORMATIVE EUROPEE E NAZIONALI CHIARISCONO CHE OCCORRE RIDURRE AL MINIMO GLI SMALTIMENTI ARRIVANDO A TASSARE PESANTEMENTE DISCARICHE ED INCENERITORI; mentre il prezzo dei materiali raccolti cresce stabilmente prospettando possibilità di imprese e di lavoro mai così complete.

Se Rossi ha scelto il “partito sporco”, degli inceneritori puntando all’autoritarismo nei confronti di associazioni e comitati (vedi il “caso” della Waste Recycling  di Castelfranco in cui è stato annullato il pronunciamento del processo partecipativo) non passerà! Nè passeranno i suoi inceneritori nè a Firenze nè altrove: saranno sconfitti come sono stati sconfitti a Lucca.

Non Bruciamoci il Futuro, Rifiuti Zero!

ELETTROSMOG: PROPOSTE POCO CREDIBILI

by · 25 aprile 2012 · Categoria: Comunicati 
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Non sembrerebbe credibile la proposta del settore Ambiente del Comune di Camaiore circa  lo delocalizzazione delle antenne di Pedona. Questa affermazione di cotanta portata potrebbe essere interpretata anche come un segno di strategia elettoralistica; ma, comunque, la nostra sfiducia poggia su varie esperienze pratiche nei rapporti con i suddetti uffici dell’Amministrazione Comunale dove ha prevalso, a nostro avviso, una impostazione di netta chiusura verso le più evidenti ed elementari richieste per l’osservanza del rispetto per l’ambiente e per la salute delle persone; richieste, spesso supportate da ragioni motivate e da riferimenti normativi o giurisprudenziali.

Con la suddetta logica, infatti, sempre in tema di elettrosmog, il Comune di Camaiore può vantare oggi, un regolamento per la telefonia mobile completamente privo di contenuti, al di là delle svariate espressioni di intento. Il suddetto regolamento sarebbe, riteniamo, una prova di quanto interessi all’Amministrazione del Centrodestra l’argomento “Elettrosmog”. E poi, se quei dirigenti erano così sensibili a quelle problematiche che cosa hanno fatto per migliorare la condizione di quella collina così bella ???

Una proposta davvero molto strana, se si pensa che proprio all’iniziativa del  Ministro Gasparri  si devono normative che, secondo la nostra opinione, si contrappongono al conseguimento delle vere tutele per la salute della popolazione esposta. La gente  non è così distratta come qualcuno potrebbe pensare. Il nostro impegno ci ha sempre contraddistinto con chiara evidenza al servizio delle problematiche igienico-ambientali  per i conseguimento di una diversa condizione di vita. E dunque sono inutili queste uscite incredibili  dai contenuti intrisi di evidenti contraddizioni. Noi crediamo che coloro che ci circondano abbiano conosciuto il nostro impegno e sappiano  riconoscere dove stanno le buone intenzioni.

Comitato Marco Polo
Comitato Capezzano Vive

VOGLIAMO RISPOSTE

by · 25 aprile 2012 · Categoria: Segnalazioni 
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In riferimento alle notizie apparse sugli organi stampa sulle problematiche ambientali che interessano principalmente il territorio tra Viareggio e Torre del Lago, il sottoscritto Movimento di cittadini denominato “Salviamo Viareggio” intende puntualizzare il proprio punto di vista in quanto legittimato, sia dal punto di vista territoriale che dalle segnalazioni effettuate alle Autorità competenti.

1°) Per quanto riguarda il grosso tubo “murato” nella sponda del Canale Le Quindici e segnalato da pescatori e cacciatori della zona è stato, da parte nostra, monitorato per diverso tempo con ripetuti sopralluoghi e da questo fuoriesce, ad orari casuali, liquido a pressione di colore giallastro emanante forte odore acre (come da verbale redatto dalla Capitaneria di Porto in data 29/3/2012). Occorre precisare che questo tubo non è segnalato pur essendo posto sotto il livello dell’acqua mentre le sponde del Canale risultano cementificate (la zona risulta essere a tutela paesaggistica/ambientale). L’ARPAT dichiara che il fenomeno era già noto a Dicembre 2011; perché non è stato mai segnalato agli Organi competenti visto che abbiamo constatato sversamenti di liquido a pressione; liquido che dall’odore non può derivare unicamente da acque bianche? Il Parco ha rilasciato la propria autorizzazione e quando, visto che il tubo non risulta nuovo? Il Comune di Viareggio ha autorizzato i lavori di costruzione e installazione? A tuttora nessuno ha risposto a queste semplici domande e, al di là della segnalazione alla Procura della Repubblica, il tubo continua a sversare liquido indefinito nel Canale attiguo al Lago di Massaciuccoli.
2°) Per quanto riguarda la discarica delle Carbonaie il Dirigente del Comune di Viareggio Ing.R. Raffaelli, il Geologo Prof. Paolo Sacconi, il Chimico Sandro Mandrini, l’Ing. Del Debbio (di fronte a giornalisti, cittadini,Commissioni varie) hanno sempre dichiarato che la bonifica procedeva correttamente, che il percolato veniva smaltito come da autorizzazione inviandolo al depuratore; adesso, dopo circa due mesi, si viene a conoscenza che non c’è autorizzazione a smaltirlo direttamente nel depuratore, mentre l’Arpat sostiene di aver prescritto ai vari Enti di definire un protocollo tra Comune e Gaia per lo smaltimento del percolato. Come cittadini chiediamo lo STOP ai lavori di bonifica effettuati da parte della Ditta Bicicchi Felice (che sta sveltendo le operazioni di spostamento dei rifiuti e inquinando ulteriormente il Lago con il percolato che non va nemmeno nel depuratore….), la captazione del percolato e il suo invio in Centri Autorizzati allo smaltimento (da ricordare che si tratta di un rifiuto speciale) nonché il divieto di raccogliere granturco o altri prodotti agricoli seminati intorno alle discariche.
3°) La discarica delle “piccole Carbonaie” lato-nord delle “Carbonaie” di cui al punto 2°) posta tra il fosso Trogolo, il Fosso Matelli e il Canale Le Quindici: su questa regna il silenzio assoluto da parte di tutti gli Enti, nessun progetto di bonifica o analisi del materiale presente, nessuna recinzione dell’area che è soggetta a continui scarichi abusivi e adibita anche a pascolo di ovini. Per questo sito chiediamo pertanto la recinzione immediata del terreno, lo smaltimento dell’ingente quantitativo di Eternit e/o Vetroresina sull’argine a sud del terreno, tutte le valutazioni degli enti preposti per redigere il progetto di bonifica dell’area.

In conclusione: siamo fortemente amareggiati della situazione di “rimpallo” delle varie Amministrazioni ed enti interessati (Provincia, Comune di Viareggio, Arpat, USL, Parco Naturale, Consorzio di Bonifica) che spesso si “dimenticano” se esistono analisi, autorizzazioni ecc. o forniscono risposte evasive, mai supportate da dati certi. Facciamo presente che le varie Amm.ni dovrebbero tutelare il cittadino, l’ambiente e soprattutto la salute pubblica….. nello specifico crediamo che le nostre segnalazioni dovrebbero costituire uno stimolo a fa bene, a rimediare agli errori passati mentre spesso sono ostacolate e/o ignorate. Ricordiamo infine che i dati sull’inquinamento della falda, dell’aria e sulla mortalità da tumore in Versilia sono certezze e non semplici dati numerici….

- Relazione Provincia di Lucca
- Valutazione stato di salute popolazione regione

Ai vari Enti spetta il compito di analizzare verificare e bonificare il territorio.

Emilio Pezzini Via Aurelia Sud 210
Gianni Pantani, D’Alessandro Andrea – Bertacca Alberta – Rossi Antonella – Malfatti Alessandro – Orselli Sirio- Cinquini Giuliana – Nasini Alessandro – Raffaelli Roberto-Biancalana Ester – Del Carlo Stefano – Franceschi Lorenzo-Salvadore Simone-Bertolozzi Claudio-Pizzolato Onofrio-Franco Falcini-Vezzoni Mariangela-Benedetti Marco-Maria Teresa Bandini-Ziliotti Bernadette

Spett.Le ARPAT- Lucca
Sindaco Comune di Viareggio
Ass. Ambiente Comune Viareggio
Provincia di Lucca
Ass.re Ambiente
Capitaneria di Porto di Viareggio
Commissario Straordinario Consorzio Bonifica Versilia Massaciuccoli
Al Presidente del Parco Naturale Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli
Pisa

UN DEGRADO PAUROSO

by · 21 aprile 2012 · Categoria: Comunicati 
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I Viareggini hanno di che essere soddisfatti per la rinuncia alla costruzione del co-generatore a biomasse di Bicchio: troppo alti i costi sociali ed ambientali che la città avrebbe dovuto sopportare a vantaggio di pochi. La vicenda legata a questo impianto ha sollevato perplessità e portato alla luce problemi su cui non si può sorvolare per la loro importanza sia sul piano dell’inquinamento e del dissesto ambientale che su quello della produzione di energia e della trasparenza amministrativa. L’associazione “Salviamo Viareggio” ha portato alla luce, e sottolineato, il pauroso degrado del territorio tra l’Aurelia e il Padule, dal Forcone a Torre del Lago.

Qui, il paesaggio è stato violentato: non più campagna, ma vere e proprie pattumiere e serre e impianti industriali, talvolta, abbandonati e fatiscenti. Tra sterpaglie e pantani, il terreno è disseminato di pattume e discariche incontrollate e a cielo aperto di amianto, di terre di risulta e di materiali di ogni genere che spesso portano tracce di recenti incendi. E poi, liquami e altre porcherie che vengono immesse nel padule non si sa da chi e non si sa da dove. Nonostante che per tutelare e conservare i valori ambientali, naturalistici e paesaggistici di questo territorio è stato creato il Parco che, oggi, con motivazioni dal sapore pretestuoso e burocratico, rifiuta addirittura di indagare sulla natura, l’origine e i responsabili dei veleni che uccidono il lago e minano la nostra salute.

E, dove non sono le discariche, ci sono le serre di cui si teme il potenziale inquinante, soprattutto a danno delle aree circostanti. Sono, addirittura, anche nei pressi di una scuola (quella della Tenuta), senza nessun riguardo per la salute dei bambini, minacciata da fumi e vapori. Ne alleghiamo una foto. A proposito di produzione di energia pulita, vorremmo ricordare che in passato l’Amministrazione Comunale si era impegnata di dotare i propri edifici e impianti di pannelli fotovoltaici.  Pannelli, che vorremmo suggerire alla SEA – se sta a cuore la produzione di energia pulita – di porre sui tetti dei propri capannoni, e al Comune di far sì che vengano installati anche sui tetti degli edifici della zona industriale/commerciale/direzionale del Cotone (che sembrano fatti apposta per ospitarli) e, soprattutto, alle Carbonaie, che non possono essere utilizzate in altro modo.

Apprendiamo dalla stampa che il Sindaco, contestualmente alla rinuncia alla costruzione dell’impianto a biomasse ha manifestato, se abbiamo ben capito, anche l’intenzione di affidare la manutenzione delle nostre pinete alla SEA. Ci domandiamo: perché? È forse una misura di compensazione? La SEA ha esperienza nel settore ed è attrezzata per questo servizio? Se si vuole compensare, in qualche modo, la SEA, perché non le si affida il compito di produrre energia da altre fonti più pulite (e meno costose per la comunità) quali, per esempio, la digestione anaerobica? Sarebbe opportuno che i nostri Amministratori cessassero finalmente di ignorare la Carta Europea del Paesaggio e gli obblighi che ne derivano. Per essa il paesaggio non è solo l’equivalente semantico di “bellezza naturale”, è “il territorio, tutto, quale viene percepito dalla popolazione, il cui aspetto e carattere derivano dalle azioni dei fattori naturali e antropici”.  Tutto il territorio è paesaggio, “anche quello degradato”. Non è solo una “risorsa favorevole all’attività economica”: è un bene da riconoscere e proteggere giuridicamente, “elemento chiave del benessere individuale e sociale, la cui salvaguardia, gestione e pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo” .

Perciò, il suo “governo” deve essere democratizzato: devono essere attuate “procedure di partecipazione del pubblico, delle autorità e degli altri soggetti coinvolti nella definizione e nella realizzazione delle politiche paesaggistiche”, cioè di tutto il territorio.

Italia Nostra Sezione della Versilia
Il presidente
ing. Antonio Dalle Mura

PRECISAZIONI SULLA QUESTIONE AMBIENTALE

by · 7 aprile 2012 · Categoria: Comunicati 
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Visti gli articoli apparsi sui quotidiani e la trasmissione andata in onda su ReteVersilia (Carte in Tavola sulla Floricoltura) ci sembra doveroso, come residenti del territorio interessato, fare delle precisazioni sulla questione Ambientale. Ci rifacciamo in primis alle analisi condotte dai Dott. Geol. Alessandra Buscemi e Roberto Balatri nella Relazione tecnica redatta nel Dicembre 2009 per la Provincia di Lucca e scaricabile On-Line.

Nella relazione in oggetto, che Vi invitiamo a Leggere attentamente, (nella seconda parte dal punto 5 a seguire) vengono evidenziate sostanze rilevate durante il campionamento delle acque di falda, che risultano essere oltre i valori limite di legge (sostanze come Nitrati, Bromuri, Arsenico, Azoto Ammoniacale e Pesticidi). Nella stessa relazione vengono evidenziate e messe in stretta relazione le attività Florovivaistiche con la presenza della sostanze sopra evidenziate. Nell’articolo uscito sulla stampa (Una casbah malsana dove si muore di tumore) sono stati fatti nomi di Aziende Florovivaistiche perché sono le più grosse e importanti della zona, ma non per questo devono essere per forza la causa del problema. Il fatto che le Aziende Florovivaistiche (in particolare con le precisazioni della Floricoltura Biagiotti apparso sulla stampa locale) si stiano adoperando per rassicurare i cittadini del rispetto dell’ambiente delle loro attività ci conforta. Tuttavia rimane il fatto che la relazione citata sopra, così come il secondo rapporto sullo stato dell’ambiente nella provincia di Lucca, fanno un quadro poco rassicurante della situazione delle acque di falda del nostro territorio.

A nostro parere, la Coldiretti in primis e le stesse aziende, si dovrebbero adoperare per fornire, analisi alla mano, le prove che contrastino quanto affermato nelle relazioni citate sopra. Teniamo inoltre a ricordare che non ci sono in zona solo aziende di Floricoltura, ma anche molte attività agricole che insistono sullo stesso territorio e che usano le acque di falda per irrigare ortaggi che poi finiscono sulle nostre tavole. Vogliamo sottolineare che nessuno vuol far “la guerra” ad Aziende economicamente produttive, che creano posti di lavoro nel nostro territorio, tuttavia riteniamo nostro dovere contrastare a 360° tutto ciò che può essere fonte di ulteriore inquinamento della zona in cui vivono e vivranno i nostri figli; attualmente Viareggio in tutta la Toscana detiene il primato per il numero di mortalità da Tumori, e per il maggior numero di anni persi come aspettativa di vita. Dati certi reperibili on-line.

Questi sono e resteranno gli unici nostri interessi, non abbiamo alcun fine ne di lucro ne politico, ci interessa unicamente preservare e se possibile migliorare lo stato dell’ambiente, di un territorio in passato definito “La Perla del Tirreno”, per il futuro dei nostri e Vostri figli.

Movimento “Salviamo Viareggio”

ENTROTERRA DI VIAREGGIO COME CALCUTTA

by · 3 aprile 2012 · Categoria: Segnalazioni 
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Riccardo (che ringraziamo) segnala un articolo, apparso alcuni giorni fa su Il Tirreno, con il quale Adolfo Lippi racconta “Una casbah malsana dove si muore di tumore. Rifiuti, inquinamento e aziende artigiane che hanno chiuso i battenti Viareggio sud: una bomba ecologica a due passi dalle case e dai campi“. Una testimonianza davvero interessante (ed inquietante) che potete leggere integralmente cliccando qui.

AFFRONTARE COMPATTI L’EMERGENZA AMBIENTALE

by · 2 aprile 2012 · Categoria: Comunicati 
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La RETE dei Comitati e Associazioni dei Cittadini della Versilia si è riunita per discutere la situazione aperta dalle azioni legali intraprese dal Gestore VEOLIA contro i Comuni della Versilia. Il motivo del contendere è ormai noto a tutti: VEOLIA accusa gli amministratori versiliesi di gravi inadempienze contrattuali e reclama il mancato pagamento dei servizi fin qua erogati per un ammontare pari a circa 20 Milioni di euro. I Comitati, pur rilevando le gravi inadempienze e sottovalutazioni del CAV nell’azione di tutela degli interessi dei cittadini, concordano sulla necessità di uno sforzo unitario tra queste organizzazioni dei cittadini e le Istituzioni per affrontare compatti ed al meglio la presente emergenza.

La definizione di una strategia unitaria tra Comuni ed organizzazioni dei cittadini è il punto di partenza affinché si possa concretizzare l’obbiettivo del recupero dei proventi incamerati indebitamente dal Gestore mediante l’applicazione di una tariffa non corretta nella quale sono comprese le quote di ammortamento dell’impianto di Falascaia di fatto non funzionante.

Più in generale l’unità auspicata è precondizione affinché si possa trasformare l’attuale crisi del sistema di trattamento integrato dei rifiuti della Versilia nell’occasione per definire insieme un sistema di gestione rifiuti democraticamente condiviso,  economicamente ed ambientalmente sostenibile. La riunione del Coordinamento ha definito alcuni punti di condivisione preliminari indispensabili per addivenire alla formulazione della strategia d’azione contro VEOLIA.

Essi sono:

1)    La riappropriazione della centralità del Contratto Daviddi inteso come unico strumento abilitato a regolare le controversie tra Concedente e Concessionario;
2)    Il ricalcolo della tariffa dovuta, partendo dalla data d’inizio del contratto con il coinvolgimento dello stesso autore del contratto Roberto Daviddi;
3)    Affidare ad un tecnico/ente esterno qualificato la valutazione dei costi di bonifica e la dismissione dell’area di Falascaia;
4)    Il potenziamento della struttura tecnico-giuridica del CAV mediante l’inserimento di un legale di fiducia anche dei cittadini.

A nostro avviso le scelte avvenute in passato di tecnici non idonei all’incarico hanno provocato ritardi e errori che stiamo ripagando in questi giorni. Diventa quindi di fondamentale importanza che gli esperti che d’ora in avanti si dovranno occupare delle questioni giuridiche, della valutazione della bonifica e dello studio di un piano per il recupero di materia, siano il risultato di un comune accordo  tra la politica e i comitati.

I punti proposti derivano dalla necessità di inserire elementi condivisi di certezza e quindi di fiducia per i cittadini, indispensabili per superare le presenti divergenze e criticità derivanti da impostazioni a volte discutibili e sempre scarsamente efficaci. Lo dimostrano anni di estenuanti quanto inutili discussioni i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. E’ necessario rendersi conto che questi processi, se non governati correttamente, porteranno al coinvolgimento economico e non solo di tutti i cittadini della Versilia.

LA RETE DEI COMITATI E ASSOCIAZIONI AMBIENTALI DELLA VERSILIA:

AMICI DELLA TERRA Versilia
ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA AMBIENTALE DELLA VERSILIA
COMITATO MARCO POLO  VIAREGGIO
COMITATO PEDONA AMBIENTE E SALUTE
COMITATO SALVIAMO VIAREGGIO
COMITATO PIANO DEL QUERCIONE
CO.AS.VER. Coordinamento Comitati Associazioni Versiliesi
MEDICINA DEMOCRATICA VIAREGGIO Movimento di lotta per la salute

DEGRADO ED INQUINAMENTO SPAVENTOSI

by · 28 marzo 2012 · Categoria: Comunicati 
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Il degrado e l’inquinamento di Viareggio, tra l’autostrada e il padule fino al lago, sono spaventosi. Acque torbide piene di sporcizia, putride e melmose, cumuli di sudiciume e di rifiuti maleolenti, materiali e strutture abbandonati e in rovina: discariche abusive ignorate o tollerate? Uno scenario da Terzo mondo, un Ecomostro che rischia di inghiottire tutta la città. Non c’è da meravigliarsi se i pesci muoiono: c’è da stupirsi, al contrario, se riescono a sopravvivere.

Quella che dovrebbe essere una “perla” per la Viareggio che ha sprecato e distrutto gran parte delle sue risorse, viene evangelicamente e generosamente gettata ai porci. Ma non basta. L’ambiente e la salute dei cittadini, minati da questo degrado e dall’inquinamento indotto dalle serre, stanno per subire una ulteriore aggressione da parte della progettata costruzione di un co-generatore a biomasse, che amplificherà e moltiplicherà – se entrerà in funzione – i veleni per gli abitanti della zona (2500 cittadini si sono uniti nel comitato “Salviamo Viareggio”) e di tutta la città.

Vogliamo notare che, se vi è bisogno – come vi è bisogno – di energia pulita, la si può produrre, sulla scorta delle indicazioni della Regione, installando pannelli fotovoltaici sul tetto del capannone che dovrebbe ospitare il malaugurato impianto a biomasse e sui tetti dei capannoni che, con elevato e inopportuno consumo di suolo, costituiscono la nuova zona industriale del Cotone. Pannelli fotovoltaici possono essere posti anche sui terreni di discarica delle Carbonaie, che non possono avere nessun’altra utilizzazione, e sui tetti degli edifici comunali (come prevede il piano energetico regionale, e come era nelle intenzioni di questa e della precedente Amministrazione).

Questo dovrebbe fare una Amministrazione più attenta alle esigenze e ai bisogni dei cittadini che alle ragioni della speculazione. Per questo chiediamo al Sindaco che il progetto della costruzione dell’impianto a biomasse venga abbandonato: i cittadini gliene sarebbero grati.

Il presidente di Italia Nostra
Sezione Versilia
ing. Antonio Dalle Mura

QUEL TUBO MISTERIOSO

by · 28 marzo 2012 · Categoria: Segnalazioni 
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Ci si meraviglia della moria di pesci nel canale Burlamacca? Le cause non vanno ricercate nelle acque che confluiscono nel canale in questione? La bonifica delle Carbonaie in atto, nonostante le osservazioni/denunce fatte dai cittadini continua con le stesse modalità? E’ stato fatto qualcosa per contenere il percolato che ora più che mai finisce nella falda e nel lago?

Adesso l’ennesimo esempio di inciviltà? di inquinamento? Questo “Tubone” (80/100 cm di diametro) da dove arriva? Forse dalla vicina stazione di spinta dei liquami di Torre del lago? Che liquido è quello che viene pompato a pressione nel lago ad orari casuali? Sicuramente non acqua distillata. L’odore nauseabondo che si sprigiona in concomitanza del getto di liquido è sicuramente poco rassicurante.

Per l’ennesima volta ci rivolgiamo preoccupati alle istituzioni nella speranza che qualcosa si muova, che qualcuno prenda seriamente in esame la situazione ambientale, che vengano effettuati campionamenti delle acque nei canali e nella falda, che vengano trovate soluzioni per eliminare o almeno ridurre gli inquinanti. La situazione non è più tollerabile, ci si meraviglia di qualche pesce morto…?

Tutto il Lago sta morendo (il lago è un indicatore ambientale naturale della salute del territorio) e nessuno, e con nessuno ci riferiamo agli enti preposti, cerca delle soluzioni attuabili per salvaguardare quello che ne rimane. Abbiamo gli armadi pieni di studi, rilievi, convegni, Autorità di Bacino, Regione, Province, Parco, Comuni, enti ed ancora enti, ma sarà il caso di cominciare a fare qualcosa di serio? ORA BASTA!

Salviamo Viareggio

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