BEPPE GRILLO E LA STRAGE. IL RACCONTO DI UNA MADRE
Prima il comizio, poi l’incontro con Luciana Beretti che ha perso il figlio Federico a causa dell’incidente ferroviario di Viareggio del 29/06/2009. Beppe Grillo, in giro per l’Italia per la campagna elettorale, ascolta la rabbia di una dei familiari dei 32 morti nella strage. I sopravvissuti e i parenti chiedono sicurezza e un giusto processo.
ESPOSTO ALLA PROCURA DI LUCCA
«Si chiede a codesta Procura di esaminare i fatti esposti, al fine di verificare la sussistenza di eventuali reati nella condotta dell’ingegnere Riccardo Licciardello o di chiunque altro sarà identificato come responsabile per i reati che l’Autorità giudiziaria riterrà integrati nei comportamenti sopra descritti». Così l’esposto denuncia presentato ieri alla Procura di Lucca (guidata da Aldo Cicala) e firmato da un gruppo di familiari delle vittime della strage, insieme al sindacato dei ferrovieri Orsa (segreterie regionale toscana e provinciale Lucca), con l’associazione “In Marcia”.
Assistiti dagli avvocati Filippo Antonini, Elisa Bonciani, Gabriele Dalle Luche, Tiziano Nicoletti. I fatti. «I suoi rapporti con Trenitalia, piuttosto che con il Gruppo Ferrovie, hanno ad oggetto una qualche prestazione di tipo professionale, che sia di consulenza, prestazione d’opera, studio o partecipazione a convegni come relatore?». La domanda è quella che il pubblico ministero, Salvatore Giannino, pone il 4 novembre 2011 a Riccardo Licciardello, perito del giudice per le indagini preliminari Simone Silvestri. È l’ultimo giorno dell’incidente probatorio relativo al disastro ferroviario di Viareggio. «Ora è difficile dirle…», risponde Licciardello, ingegnere e ricercatore della università La Sapienza di Roma. Ci vorranno tre pagine di verbale affinché Licciardello, incalzato dalla Procura, ammetta: «Sì, ho ricevuto da Rete ferroviaria italiana dei pagamenti» nell’ambito del Contratto di programma con la Direzione generale del trasporto ferroviario che fa capo al ministero dei trasporti. Simone Silvestri, al termine dell’udienza con colpo di scena (ma è mai possibile che nessuno sapesse cosa fa Licciardello nella vita?), non ritenne di dover accogliere le eccezioni della Procura.
E così terminò un incidente probatorio segnato da una perizia (l’altro firmatario era l’ingegnere Dario Vangi) che – per contenuti e metodo – ha sollevato più dubbi e contestazioni di quante risposte non abbia dato. I contratti. L’esposto-denuncia depositato ieri in Procura ricostruisce gli incarichi di Licciardello in ambito Fs. Nel 2009 l’ingegnere nominato dal gip Silvestri «rientrava in un elenco di esperti esterni al ministero dei trasporti (Direzione generale) e proprio nell’ambito della sicurezza ferroviaria: con un compenso di 21mila euro, onere a carico di Rfi. Il 27 gennaio 2011, poche settimane prima di accettare l’incarico per il Tribunale di Lucca, lo stesso Licciardello era in graduatoria per incarichi temporanei di consulenza/collaborazioni presso lo stesso ministero.
Il 3 maggio, ad incarico del Tribunale già accettato, a Licciardello viene affidato l’incarico di consulenza al ministero con durata fino al 31 dicembre 2011: 12mila euro il compenso, corrisposto da Rfi. Lo stesso Licciardello tiene corsi organizzati con il Collegio ingegneri ferroviari italiani, di cui è presidente Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs, uno dei 38 indagati per la strage di Viareggio. Ed infine – ricorda l’esposto fornito della documentazione necessaria – l’ingegnere Licciardello, per quanto attiene all’incarico con l’università di Roma, lavora al programma di ricerca “TrioTrain” di cui Trenitalia è partner.
MORETTI E’ ORA DI ANDARE A CASA E A PROCESSO
Fin dal primo momento abbiamo definito quanto avvenuto a Viareggio il 29 giugno 2009 una strage annunciata per i tanti incidenti avvenuti precedentemente e per non essere stati presi in alcuna considerazione. Una strage che ha bruciato vivi 32 persone e distrutto intere famiglie che riposavano nelle proprie abitazioni. Fin da subito abbiamo indicato i veri responsabili di una simile strage e denunciato che niente fosse stato fatto per evitare questa immane tragedia. L’Amministratore delegato del Gruppo delle Ferrovie dello Stato italiane, ing. Mauro Moretti, immediatamente alla strage, dichiarò: Read more
ANCORA IN MARCIA INCONTRA LA COMMISSIONE D’INDAGINE
Questo pomeriggio una delegazione dell’Associazione “Ancora in Marcia” sarà ricevuta dalla Commissione ministeriale per l’investigazione sugli incidenti ferroviari che sta indagando sul disastro ferroviario di Viareggio che, il 29 giugno del 2009, causò 32 vittime e centinaia di feriti.
Il decreto 162/07, che ha istituito questo Organismo, prevede infatti la massima trasparenza nella conduzione delle indagini che sono finalizzate esclusivamente all’accertamento delle cause tecniche, non delle responsabilità, ed all’individuazione di raccomandazioni migliorative per le imprese ferroviarie.
Abbiamo chiesto di conoscere l’attività che l’Organismo investigativo sta svolgendo per contribuire, come prevede la legge, alla sua attività, presentando, eventualmente, osservazioni alla relazione finale proprio sulla base della nostra esperienza. Il treno che ha causato la strage a Viareggio poteva deragliare ovunque: per questo le cause specifiche di quella tragedia e la sicurezza ferroviaria in generale sono temi che riguardano non solo i familiari delle vittime ed i ferrovieri ma la generalità della popolazione.
LA NOTTE DEL 29 GIUGNO 2009 QUESTA SERA A “SIRENE”
Questa sera, Rai3 ore 23.15, va in onda la prima puntata del programma Sirene, condotto da Margherita Granbassi. Vedremo le operazioni anti pirateria condotte dal cacciatorpediniere Andrea Doria nelle acque dell’oceano indiano, a capo dell’operazione antipirateria Nato Ocean Shield, mostrando la vita e il lavoro dei marinai italiani. Assisteremo al blitz effettuato dagli uomini del Reggimento San Marco per trarre in salvo l’equipaggio del mercantile Pacific Express attaccato dai pirati e intrappolato nella nave in fiamme.
Seguiremo poi la nascita e l’evoluzione di una complessa indagine della Guardia di Finanza che, partendo da ordinari controlli nella zona tra Pozzuoli, Castel Volturno e Casal di Principe, svela una traffico di falsi permessi di soggiorno per centinaia di milioni di euro. Lunghi appostamenti, perquisizioni e pedinamenti hanno portato all’arresto del capo di questa ricchissima attività criminale.
Infine, attraverso video amatoriali e filmati esclusivi girati dai vigili del fuoco, racconteremo la notte di fuoco, di paura e di eroismo del disastro ferroviario di Viareggio del giugno 2009 che ha causato la morte di 32 persone. Daremo voce ai vigili che per primi sono giunti sul luogo del disastro e che a rischio delle loro stesse vite hanno aiutato gli abitanti di Via Ponchielli e salvato il piccolo Leonardo, un bambino di 8 anni rimasto intrappolato tra le macerie.
DICHIARAZIONE DEGLI AVVOCATI PARTI LESE 29 GIUGNO 2009
“In relazione alle dichiarazioni che, tramite il proprio legale, il gruppo FS ha recentemente rilasciato alla stampa, riteniamo di dover manifestare il nostro disappunto quali legali di alcune delle persone offese. Le osservazioni compiute sull’operato della Procura della Repubblica di Lucca lasciano sconcertati; sono state esposte critiche poco comprensibili per chi vuole capire le cause di quanto accaduto nella prospettiva di garantire alla collettività le migliori garanzie di sicurezza nel trasporto ferroviario di merci pericolose.
Capire cosa è accaduto quella notte è l’unico modo per raggiungere questo obbiettivo che invece, con le critiche espresse da FS sugli organi di stampa, non solo pare in contrasto con la ricerca della verità da sempre manifestata come interesse primario da parte del Gruppo FS, ma addirittura sembra essere diventato uno scopo secondario superato dalla polemica fine a sé stessa .
Come legali delle persone offese non possiamo che ribadire la necessità che sia fatto tutto il possibile, con scrupolo e trasparenza di obbiettivi, per garantire giustizia alle vittime e sicurezza sulla rete e pertanto ci auguriamo che proseguano tutti gli accertamenti necessari affinchè, tramite il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, siano raggiunti questi risultati “.
Dalla Casa, Dalle Luche, Antonini, Nicoletti, Bartolini, Marzaduri
Avvocati parti lese strage 29 giugno 2009
LA STRAGE NON SIA NE’ DIMENTICATA, NE’ IMPUNITA
Volantino diffuso a Roma al Convegno Cgil su “Liberalizzazione ferroviaria in Europa”. Il 1° luglio 2011, Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha diffidato Riccardo Antonini, ferroviere di Viareggio, dal continuare a prestare la sua opera di consulente di familiari delle vittime della strage di Viareggio. Nella lettera Rfi dichiara che essere dipendente delle ferrovie e consulente dei familiari lo pone “in una situazione di evidente conflitto di interessi con la Società”. La diffida e la censura avvengono dopo 4 mesi dalla sua nomina a consulente! Infatti, Riccardo dal 7 marzo ha preso parte a tutti gli appuntamenti dell’incidente probatorio. Riccardo, membro dell’Assemblea 29 giugno, ha respinto l’assurdo diktat, partecipando alle successive udienze in qualità di consulente di parte della Filt-Cgil di Lucca.
Prima (10 agosto) la sospensione di 10 giorni, poi (7 novembre) il licenziamento per “essersi definitivamente compromesso il rapporto fiduciario” (!) Ma Riccardo non è il solo! Un altro consulente (Rls) viene diffidato e costretto a recedere dall’incarico. L’Ad del Gruppo ferrovie dello Stato italiane, l’Ad di Trenitalia, di Rfi, di Fs logistica, della Divisione Cargo ed altri alti dirigenti Fs indagati per la strage di Viareggio (32 vittime, feriti gravi e gravissimi ed una zona della città completamente distrutta) a cosa pensano?! Ad intimidire un Rls consulente di parte e a licenziarne un altro: Riccardo Antonini, contro il quale immettono la falsa e pretestuosa “precisazione”: “ha anche pronunciato offese nei confronti del sig. Moretti …”.
Sono questi “lorsignori” che con le intimidazioni, i provvedimenti, le sanzioni e inconsistenti mezzucci hanno offeso i familiari delle vittime della strage e la stessa città di Viareggio, oltre ad essersi avvalsi, nell’incidente probatorio, della relazione peritale di un perito del Gip (Giudice per le indagini preliminari), l’ing. Licciardello, retribuito dalla Società Rfi indagata nella strage. La risposta è stata forte ed immediata: richiesta del ritiro del licenziamento di Riccardo, in quanto illegittimo, da parte del Consiglio provinciale di Lucca (all’unanimità), del Consiglio comunale di Viareggio (all’unanimità), di Massarosa (all’unanimità), di Forte dei Marmi (all’unanimità), di Seravezza (un astenuto); comunicati di solidarietà di Cgil, Orsa, Cisl, Ugl, Rdb, Cobas, ecc.; sciopero generale di 4 ore della Cgil a Viareggio e nei Comuni della Versilia, assemblee, cortei e manifestazioni, prese di posizione di forze politiche, sindacali (Rsu ed Rsa) e culturali, di associazioni, gruppi, singoli e dell’Anpi della Versilia.
La mobilitazione non si fermerà, non si deve fermare: per la reintegrazione di Riccardo al suo posto di lavoro e affinché la strage di Viareggio non sia: NE’ dimenticata, NE’ impunita! Facciamo appello ad ognuno per il ruolo che svolge ad assumere parole forti e fatti concreti per rafforzare la Solidarietà, l’Unità e la Lotta.
Assemblea 29 giugno
Associazione “Il Mondo che vorrei”
SANTA BARBARA ALLA CASINA DEI RICORDI
Oggi alle ore 12, in occasione della festività di Santa Barbara, Patrona dei Vigili del Fuoco e della Marina Militare, verrà celebrata una Messa presso la “Casina dei Ricordi” nel piazzale del supermercato Pam. La Messa verrà celebrata dai Frati Francescani della parrocchia di Sant’ Antonio. Al termine verrà presentata ufficialmente la raccolta di disegni, poesie e messaggi che furono lasciati spontaneamente da tante persone presso il gazebo allestito in via Porta Pietrasanta nei giorni che seguirono la terribile notte dell’incidente ferroviario del 29 giugno 2009. La raccolta é stata curata dal motoclub “Tartarughe Lente” e rilegata in due grandi volumi. Saranno presenti i familiari delle 32 vittime, associazioni coinvolte nell’incidente ferroviario, associazioni di volontariato e Protezione Civile.
SOLIDARIETA’ AI PARENTI DELLE VITTIME DELLA STRAGE
Il consiglio provinciale, in apertura della seduta di martedì, ha votato all’unanimità una mozione di solidarietà ai familiari delle vittime della strage di Viareggio, nei giorni scorsi allontanati dalla cerimonia di inaugurazione della Stazione Tiburtina a Roma. La mozione votata in consiglio provinciale fa eco al documento approvato nell’ultima assemblea consiliare a Viareggio e ritiene «inconcepibile l’atteggiamento delle forze di polizia che hanno impedito anche la sola presenza dei parenti delle vittime del 29 giugno 2009 alla manifestazione di inaugurazione e giudica questo un affronto per tutta la città di Viareggio».
LETTERA AL MINISTRO CORRADO PASSERA
Ill.mo Ministro Dott. Corrado Passera, anzitutto colgo l’occasione per salutare con molto piacere il suo insediamento presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e di poter avere in lei il nostro diretto interlocutore. Nel contempo le chiedo di perdonare la tempestività con la quale le scriviamo, dovuta al fatto che per noi, famigliari delle vittime della Strage di Viareggio, i giorni trascorrono ed il tempo diventa l’unica cosa preziosa cui non possiamo sprecare, colmi di preoccupazione e sconcerto come appresso le spiegheremo. Le invio la presente in qualità di presidente dell’Associazione “IL MONDO CHE VORREI” onlus che, come saprà, riunisce i famigliari delle persone vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009.
Come famigliari di uomini, donne e bambini uccisi quella maledetta notte, sentiamo la necessità di scrivere a Lei, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti perché la comprendiamo come l’autorevole e massima figura che deve rappresentarci e tutelarci in una drammatica vicenda che si è palesata il 4 di Novembre 2011, giorno della ultima udienza per la chiusura dell’Incidente Probatorio del Procedimento Penale “Strage di Viareggio” svoltasi al Tribunale di Lucca. Sono trascorsi già troppi giorni da quando abbiamo scritto la nostra lettera di seguito riportata, alla Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario, organo dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che a sua volta partecipa al Procedimento Penale della “Strage di Viareggio” con i suoi Commissari. Ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Come già anticipato nella nostra precedente lettera, desidero nuovamente esprimere a Lei Ministro ed alla Direzione Generale il nostro apprezzamento su come, dal Marzo 2011 al 4 Novembre 2011, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la sua Direzione hanno partecipato e presenziato all’incidente probatorio attraverso il competente, imparziale ed attento lavoro dei Commissari ing. Lucani, ing. Loreto e ing. Branciamore da voi nominati.
Ma non possiamo far altro che manifestare preoccupazione e incredulità per quanto abbiamo assistito in aula durante l’ultima giornata di udienza quando si è scoperto che l’Ing. Riccardo Licciardello – citiamo i verbali – ha “ricevuto da RFI dei pagamenti” nell’ambito di un contratto quadro stipulato tra la Direzione Generale dei Trasporti Ferroviari ed RFI. Abbiamo appreso altresì dalle parole dell’Ing. Licciardello, citando ancora i verbali di udienza, che “la prestazione professionale è nei confronti della Direzione Generale dei Trasporti Ferroviari” cioè nei confronti del Ministero dei Trasporti, nell’ambito del “contratto di programma registrato alla Corte dei Conti l’11 dicembre 2007, ove si prevedono diverse attività che devono essere svolte dal Ministero e da RFI”. Abbiamo anche ascoltato ed appreso in quella sede, citando testualmente l’intervento dell’avvocato Alessandri di parte indagata FS, che: “RFI È tenuto – come gestore – a provvedere secondo quanto riportato in una specifica convenzione che il gestore stipula con il Ministero dei Trasporti […] agli oneri del Ministero dei Trasporti, per l’espletamento delle proprie attività istituzionali, connesse alla sicurezza della circolazione ferroviaria”
Abbiamo appreso che l’ing. Licciardello gode di un compenso complessivo “spettante per l’espletamento dell’incarico in considerazione di un impegno lavorativo di circa 4 mesi” pari ad Euro 12.000 comprensivo degli oneri previdenziali, assistenziali ed erariali, al netto dell’I.V.A e che tale compenso sarà corrisposto appunto ai sensi dell’articolo 4, comma 3, lettera R) del vigente contratto di programma 2007 – 2011 e della apposita convenzione tra Ministero ed RFI S.p.a., a cura di RFI stessa. E abbiamo compreso, anche con sgomento, che il Giudice si è il pronunciato a sfavore della ricusazione del perito ing. Licciardello chiesta dal PM dott. Giuseppe Amodeo soltanto in virtù del fatto che “il credito che l’Ingegner Licciardello attualmente vanta nei confronti di RFI, non sottostà ad un rapporto diretto tra lo stesso e la società, ma ad un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti” ritenendo quindi che “tale quadro contrattuale non implichi una situazione di sudditanza psicologica del Perito nei confronti di RFI, condizione da ritenersi necessaria in via interpretativa per l’applicazione delle cause di estensione di cui all’articolo 86, lettera a) C.P.P.”.
Ma non comprendiamo il silenzio imbarazzante della Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che nulla ha dichiarato riguardo questa vergognosa situazione venutasi a creare tra intrecci di pagamenti di RFI, che è parte indagata nel processo per accertare le responsabilità della morte dei nostri 32 cari, e l’ing. Licciardello che avrebbe dovuto accertare la verità! Non comprendiamo il silenzio della vostra Direzione e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, fino a prova contraria, rappresenta gli interessi primariamente della sicurezza del trasporto ferroviario e di tutti i cittadini che ne usufruiscono, o, quando essa è precaria, ne muoiono anche stando chiusi nei loro appartamenti, e non perché sono saliti a bordo dei treni che circolano, fino a prova contraria, sotto la vostra “giurisdizione”. Non comprendiamo questo vostro silenzio per l’imbarazzante, quanto indiretto, salvacondotto che è stato garantito all’ing. Licciardello per via di una copertura contrattuale, a nostro umile parere, ai limiti dell’impossibile. Per questo chiediamo a lei e a tutta la Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che rompiate il silenzio ora, ci manifestiate perlomeno solidarietà e vi dissociate dall’operato dell’ing. Licciardello che non ha pensato bene di far presente al Giudice e soprattutto a noi tutti questi anomali rapporti contrattuali. Perché, se la forma permette un salvacondotto, la sostanza rimane sempre di vergogna.
Egregio Ministro, noi confidiamo, noi dobbiamo confidare, nella sua persona perché non abbiamo altro; non abbiamo altro che riporre le nostre speranze di ascolto e di giustizia perché non ci rimane che questo da fare in memoria dei nostri figli, i nostri padri, le nostre sorelle che non torneranno più. Lo sappiamo. Ma vogliamo, dobbiamo, piangerli con la pace nel cuore di aver donato loro un poco di giustizia e la certezza che la loro morte non sia stata vana. In aula di udienza il 4 Novembre, ci è stato strozzato un urlo di gioia, di giustizia, più che di gioia, in gola: mentre ascoltavamo la richiesta formulata dal Procuratore Dott. Giuseppe Amodeo di sostituzione del Perito ing. Licciardello, ci è stato richiesto silenzio e rispetto. E noi famigliari, abbiamo compreso l’istituzione che avevamo davanti, e abbiamo ascoltato in silenzio. Un silenzio diventato assordante quando esterrefatti abbiamo appreso che l’ing. Licciardello avrebbe goduto del salvacondotto offerto involontariamente dal Ministero che le rappresenta. Le scrivo come Presidente della Associazione dei famigliari delle vittime, e come mamma di mia figlia che non c’è più: ci è stata tolta la vita, Le chiedo di ascoltarci e darci una speranza che ci siano ancora uomini con coscienza e dignità, pronti a rispondere per le loro responsabilità e non a mentire sempre e comunque, coprendosi di vergogna, per bassi scopi di interesse e di potere.
Chiediamo solo verità, giustizia e sicurezza affinché non avvenga MAI PIU’ un 29 giugno 2009.
Rimanendo in attesa di un Suo gentile riscontro,
La ringrazio con il cuore e Le porgo distinti saluti.
La Presidente
Daniela Rombi
STRAGE 29.06.2009. MANIFESTAZIONE DEL 19 NOVEMBRE 2011
Strage del 29 giugno 2009: sabato 19 novembre manifestazione a Viareggio. Ore 15.30 presidio in piazza Margherita (passeggiata) con interventi. Ore 17.00 corteo fino alla stazione ferroviaria. Ore 17.45 microfono aperto in stazione.
Il vero conflitto. Si è concluso, dopo 8 mesi, l’incidente probatorio. Una pessima conclusione per familiari delle vittime, superstiti, sopravvissuti al disastro ferroviario, e per la città di Viareggio. Si è voluto per forza dare credito alla tesi dei due periti che a forare la cisterna da cui è fuoriuscito il Gpl, che ha provocato la strage, sia stata la piegata a zampa di lepre (parte del deviatoio), anziché il picchetto … Quella della piegata è tesi insostenibile da ogni punto di vista ma sostenuta dai due periti: il prof. Vangi che si è occupato di incidenti ferroviari per la prima volta! e dall’ing. Licciardello che, in progetti di lavoro, percepisce una retribuzione da Rete ferroviaria italiana (Rfi), direttamente interessata al quesito 14 su: picchetto o piagata a zampa di lepre. Con la tesi della piegata a zampa di lepre, Rfi è convinta di alleggerire le proprie responsabilità. (Tra l’altro, da quel maledetto 29 giugno, cosa ha fatto il Gruppo ferrovie dello Stato per la sicurezza?!). Il Gip Silvestri ha rigettato la richiesta della Procura di sostituire i periti per incompatibilità o, meglio, per incompetenza ed evidente conflitto d’interesse. Secondo il Gip non vi sarebbe sudditanza psicologica. Esiste, comunque, al di là dell’aspetto psicologico un dato oggettivo: la “retribuzione economica” di Rfi come ammesso dallo stesso Licciardello.
…e quello non vero
L’Ad delle ferrovie, Moretti, ha licenziato il consulente tecnico Riccardo Antonini. Dopo 10 giorni di sospensione comminati ad agosto, è passato al licenziamento senza preavviso per essersi “definitivamente compromesso il rapporto fiduciario”. Obbligo di fedeltà, riservatezza, fiducia, conflitto d’interesse (ora anche “offese” al dottor Moretti) è quanto contestato a Riccardo. Addebiti pretestuosi e falsi. Con questo licenziamento hanno voluto, invece, negare il diritto di critica, di cronaca, di verità, di giustizia, di sicurezza rivendicato dai familiari delle vittime e dalla città di Viareggio. In questi mesi hanno usato un armamentario subdolo quale: intimidazioni, minacce, pressioni … fino al licenziamento per stravolgere l’iter processuale che, ad oggi, li vede indagati. Consapevoli di chi e di che cosa abbiamo di fronte, dobbiamo essere più forti, uniti ed organizzati.
Associazione “Il mondo che vorrei”
Assemblea 29 giugno
Comitato Avif
RICHIESTA DI CHIARIMENTI
Ill.mo ing. Fumero (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), Le invio la presente in qualità di presidente dell’Associazione “IL MONDO CHE VORREI” onlus che, come saprà, riunisce i famigliari delle persone vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Come famigliari di uomini, donne e bambini uccisi quella maledetta notte, sentiamo la necessità di scrivere a lei e a tutta la Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che è un organo dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che a sua volta partecipa al Procedimento Penale della “Strage di Viareggio” con i suoi Commissari.
Desidero anzitutto esprimere a Lei ed alla Direzione Generale il nostro apprezzamento su come, fino al 4 Novembre 2011, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la sua Direzione hanno partecipato e presenziato all’incidente probatorio attraverso il competente ed attento lavoro dei Commissari da Voi nominati. Ma non possiamo far altro che manifestare preoccupazione e incredulità per quanto abbiamo assistito in aula durante l’ultima giornata di udienza quando si è scoperto che l’Ing. Riccardo Licciardello – citiamo i verbali - ha “ricevuto da RFI dei pagamenti” nell’ambito di un contratto quadro stipulato tra la Direzione Generale dei Trasporti Ferroviari ed RFI. Abbiamo appreso altresì dalle parole dell’Ing. Licciardello, citando ancora i verbali di udienza, che “la prestazione professionale è nei confronti della Direzione Generale dei Trasporti Ferroviari” cioè nei confronti del Ministero dei Trasporti, nell’ambito del “contratto di programma registrato alla Corte dei Conti l’11 dicembre 2007, ove si prevedono diverse attività che devono essere svolte dal Ministero e da RFI”.
Abbiamo anche ascoltato ed appreso in quella sede, citando testualmente l’intervento dell’avvocato Alessandri di parte indagata FS, che:
“RFI È tenuto – come gestore - a provvedere secondo quanto riportato in una specifica convenzione che il gestore stipula con il Ministero dei Trasporti […] agli oneri del Ministero dei Trasporti, per l’espletamento delle proprie attività istituzionali, connesse alla sicurezza della circolazione ferroviaria”
Abbiamo appreso che l’ing. Licciardello gode di un compenso complessivo “spettante per l’espletamento dell’incarico in considerazione di un impegno lavorativo di circa 4 mesi” pari ad Euro 12.000 comprensivo degli oneri previdenziali, assistenziali ed erariali, al netto dell’I.V.A e che tale compenso sarà corrisposto appunto ai sensi dell’articolo 4, comma 3, lettera R) del vigente contratto di programma 2007 – 2011 e della apposita convenzione tra Ministero ed RFI S.p.a., a cura di RFI stessa.
E abbiamo compreso, anche con sgomento, che il Giudice si è il pronunciato a sfavore della ricusazione del perito ing. Licciardello chiesta dal PM dott. Giuseppe Amodeo soltanto in virtù del fatto che “il credito che l’Ingegner Licciardello attualmente vanta nei confronti di RFI, non sottostà ad un rapporto diretto tra lo stesso e la società, ma ad un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti” ritenendo quindi che “tale quadro contrattuale non implichi una situazione di sudditanza psicologica del Perito nei confronti di RFI, condizione da ritenersi necessaria in via interpretativa per l’applicazione delle cause di estensione di cui all’articolo 86, lettera a) C.P.P.”.
Ma non comprendiamo il silenzio imbarazzante della Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che nulla ha dichiarato riguardo questa vergognosa situazione venutasi a creare tra intrecci di pagamenti di RFI, che è parte indagata nel processo per accertare le responsabilità della morte dei nostri 32 cari, e l’ing. Licciardello che avrebbe dovuto accertare la verità!
Non comprendiamo il silenzio della Vostra Direzione e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, fino a prova contraria, rappresenta gli interessi primariamente della sicurezza del trasporto ferroviario e di tutti i cittadini che ne usufruiscono, o, quando essa è precaria, ne muoiono anche stando chiusi nei loro appartamenti, e non perché sono saliti a bordo dei treni che circolano, fino a prova contraria, sotto la vostra “giurisdizione”.
Non comprendiamo questo vostro silenzio per l’imbarazzante, quanto indiretto, salvacondotto che è stato garantito all’ing. Licciardello per via di una copertura contrattuale, a nostro umile parere, ai limiti dell’impossibile. Per questo chiediamo a Lei e a tutta la Direzione Generale per il Trasporto Ferroviario che rompiate il silenzio ora, ci manifestiate perlomeno solidarietà e vi dissociate dall’operato dell’ing. Licciardello che non ha pensato bene di far presente al Giudice e soprattutto a noi tutti questi anomali rapporti contrattuali. Perché, se la forma permette un salvacondotto, la sostanza rimane sempre di vergogna.
I nostri figli, i nostri padri, le nostre sorelle non torneranno più, lo sappiamo; ma vorremmo piangerli con la pace nel cuore di aver donato loro un poco di giustizia e la certezza che la loro morte non sia stata vana. Ci è stata tolta la vita, non toglieteci anche questa speranza, la speranza che ci siano ancora uomini con coscienza e dignità, pronti a rispondere per le loro responsabilità e non a mentire sempre e comunque, coprendosi di vergogna, per bassi scopi di interesse e di potere. Chiediamo solo verità, giustizia e sicurezza affinchè non avvenga MAI PIU’ un 29 giugno 2009. Rimanendo in attesa di un Suo sollecito riscontro, La ringrazio e porgo distinti saluti.
La presidente Associazione “Un mondo che vorrei”
Daniela Rombi
LETTERA APERTA A MAURO MORETTI
Sono Andrea Maccioni. Forse il mio nome le dirà poco o niente. O forse lo collegherà all’immagine di quel ragazzo che da 28 mesi, insieme agli altri soci fondatori dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei” ONLUS formata dai familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 Giugno 2009, gira l’Italia e manifesta con le foto di tre volti sorridenti appesi al collo. Quelli sono i volti di mia sorella e dei miei due nipotini che ho perso nella immane tragedia. Se li ricorda? Read more
A LUCCA INCIDENTE PROBATORIO
Inizieranno mercoledì 2 novembre, al Polo fieristico di Lucca, le udienze finali dell’incidente probatorio per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Il giudice per le indagini preliminari Daniele Silvestri dovrà definire gli aspetti che riguardano la sala montata, l’assile e la cisterna: sulla base di questi atti si andrà poi all’udienza preliminare che sarà fissata con ogni probabilità a gennaio 2012.
LE PERIZIE SULLA STRAGE DEL 29 GIUGNO 2009
“Il bordo del picchetto non ha le caratteristiche per poter aver provocato lo squarcio” nella cisterna dalla quale, il 29 giugno 2009, è uscito il Gpl che ha seminato morte e distruzione in via Ponchielli e dintorni. A bucare il “bombolone”, dunque, è stato un pezzo dello scambio: la cosiddetta piegata a zampa di lepre. Centocinquantaquattro pagine firmate dagli ingegneri Dario Vangi e Riccardo Licciardello scelti dal giudice per le indagini preliminari Simone Silvestri (Tribunale di Lucca).
Di diverso avviso la relazione del professor Paolo Toni, perito della Procura guidata dal Procuratore capo Aldo Cicala. Due le argomentazioni di Toni per escludere che la cisterna sia stata squarciata dal pezzo di scambio. La zampa di lepre sporgeva dai binari di 5 millimetri (un chiodino da muro…) e con tale sporgenza avrebbe dovuto – secondo la ricostruzione dei periti del Gip – bucare e squarciare i 13 millimetri di corazza della cisterna. E inoltre: perché così sia andata la cisterna da 80 tonnellate avrebbe dovuto volare per 14 metri sopra i binari. Uno scenario – sottolinea il professor Toni – assolutamente non compatibile con ciò che tutti hanno visto all’alba del 30 giugno oltre con le più elementari regole della geometria.
“La partita ora si gioca in aula il 2 novembre” commentano i familiari delle vittime: “Abbiamo capito che sarà una lunga, lunghissima, infinta sofferenza”.
Donatella Francesconi
Iltirreno.it
La relazione dei periti del GIP
La relazione del perito della Procura
LA PERIZIA SCAGIONEREBBE LE FERROVIE
I periti del Gip, i professori Vangi e Licciardello, hanno depositato sul tavolo del Gip Simone Silvestri la loro relazione tecnica sulla strage del 29 giugno 2009, realizzata sulla base delle varie prove effettuate sulla cisterna e sull’assile del treno nel corso dell’incidente probatorio. Solo stamani gli avvocati e le parti in causa potranno ritirare tutta la documentazione, ma già da ieri una voce è rimbalzata nei corridoi della Procura.
Le conclusioni cui giungono sarebbero diverse, per non dire opposte, a quelle dei consulenti dell’accusa. Con riferimento, in particolare, allo squarcio sulla cisterna della morte. A determinare l’impatto fatale, secondo gli esperti nominati dal Gip, sarebbe stata la piegata a zampa di lepre, elemento insostituibile di uno scambio e non il paletto di segnalazione che lì in quel posto non avrebbe dovuto trovarsi. Se questa impostazione fosse confermata — solo stamani, ripetiamo, possiamo saperne di più — vorrebbe dire inquadrare il problema sotto una luce diversa: in base a questo accertamento tecnico sarebbe da escludere una responsabilità diretta delle Ferrovie dello Stato nella strage di Viareggio.
La battaglia legale a colpi di perizie è però appena cominciata. Le preoccupazioni dei giorni scorsi espresse dai familiari delle vittime tornano quanto mai d’attualità: avevano infatti denunciato che il consulente delle Ferrovie dello Stato, il professor Diana, aveva inoltrato gli esiti della propria perizia proprio agli esperti del Gip. Una prassi ammessa dalla legge, ma considerata poco opportuna dai familiari delle vittime. E’ evidente che eventuali responsabilità delle Ferrovie dello Stato nell’incidente del 29 giugno 2009 potrebbero non esaurirsi alla questione del paletto o zampa di lepre contro cui la cisterna rovesciata è andata a sbattere.
Qualsiasi altra considerazione è rinviata ad oggi quando avvocati e consulenti potranno avere in mano la perizia e studiarne ogni dettaglio. Il Gip Simone Silvestri al momento si è limitato a fare ai diretti interessati la comunicazione dell’avvenuto deposito degli atti da parte dei periti che aveva nominato, aggiungendo che gli atti sono disponibili da domani, oggi per chi legge. Il 2 novembre proprio dinanzi al Gip Silvestri, nello spazio fieristico di Lucca, l’udienza finale dell’incidente probatorio nel corso del quale saranno esaminate le varie releazioni tecniche.
lo squarcio originato dalla zampa di lepre e non dal paletto
Paolo Di Grazia
Lanazione.it
LO SQUARCIO ALLA CISTERNA CAUSATO DA UN PICCHETTO
Secondo la perizia del consulente della Procura, lo squarcio sulla cisterna della morte sarebbe stato causato dall’impatto con un picchetto di segnalazione e non con l’elemento dello scambio definito “a zampa di lepre”. Recita proprio questo la conclusione alla quale è giunto il consulente della Procura, professor Paolo Toni che ha depositato sul tavolo degli inquirenti lucchesi un dossier di 450 pagine dove ricostruisce minuto per minuto quello che avvenne il 29 giugno del 2009. Un’altra conclusione importante è che grossi dubbi persistano sulla manutenzione dei vagoni effettuata nel 2008 nelle officine tedesche: la frattura dell’assile poteva e doveva essere vista all’epoca, poiché la ruggine aveva eroso completamente quel pezzo che poi ha ceduto determinando il deragliamento del treno merci. La perizia conferma quindi l’ipotesi investigativa portata avanti dal procuratore di Lucca, Aldo Cicala, e dal sostituto Giuseppe Amodeo i quali inviarono, a conclusione delle indagini, l’avviso di garanzia a 38 persone e a sei società: fra i 38 nomi, quelli della multinazionale proprietaria dei vagoni, degli amministratori delle officine tedesche dove venne fatta la manutenzione dei vagoni stessi e numerosi dirigenti delle varie società legate alle Ferrovie dello Stato, compreso il numero uno, Mauro Moretti. Soddisfatti, per l’esito della perizia, i familiari delle vittime: “Che meraviglia, è una bellissima notizia“.
PARTECIPIAMO ALL’INCIDENTE PROBATORIO
Martedì 4 ottobre alle ore 11, nuovo sopralluogo alla cisterna situata nella stazione di Viareggio (lato monte). Cisterna dalla quale fuoriuscì il Gpl che esplose, distrusse un’intera zona e provocò 32 vittime, feriti gravissimi e numerosi superstiti. Il primo sopralluogo dell’incidente probatorio avvenne il 7-8 giugno scorso. Allora vi fu la partecipazione dei familiari delle vittime, di superstiti di quella strage, di numerosi cittadini che, da oltre due anni, si battono per la sicurezza, la verità, la giustizia.
Anche questa volta non possiamo e non dobbiamo essere da meno. La presenza, possibilmente e necessariamente numerosa, all’incidente probatorio mostra voglia di partecipazione, di visibilità, la sensibilità e la determinazione di tanti cittadini e cittadine. La nostra presenza dà forza ai consulenti e agli avvocati che partecipano all’incidente probatorio dalla nostra parte; fa capire a consulenti ed avvocati delle interessate controparti che ci siamo sempre e condurremo questa battaglia fino in fondo anche in ambito processuale; invita le parti terze (giudici e periti) a fare fino in fondo il loro dovere nell’accertamento della verità e nell’affermazione della giustizia.
Le sospensioni, le intimidazioni, i ricatti, i colpi di mano per impedire tutto ciò No Pasàran! Troppo forte è il nostro desiderio di verità e di giustizia. Quanto avvenuto a Viareggio il 29 giugno 2009: non deve essere dimenticato! Non dovrà ripetersi più!
Associazione “Il mondo che vorrei”
Assemblea 29 giugno
MARTEDI’ 4 OTTOBRE INCIDENTE PROBATORIO
Martedì 4 ottobre alle ore 11, nuovo sopralluogo alla cisterna situata nella stazione di Viareggio (lato monte). Cisterna dalla quale fuoriuscì il Gpl che esplose, distrusse un’intera zona e provocò 32 vittime, feriti gravissimi e numerosi superstiti. Il primo sopralluogo dell’incidente probatorio avvenne il 7-8 giugno scorso. Allora vi fu la partecipazione dei familiari delle vittime, di superstiti di quella strage, di numerosi cittadini che, da oltre due anni, si battono per la sicurezza, la verità, la giustizia.
Anche questa volta non possiamo e non dobbiamo essere da meno. La presenza, possibilmente e necessariamente numerosa, all’incidente probatorio mostra voglia di partecipazione, di visibilità, la sensibilità e la determinazione di tanti cittadini e cittadine. La nostra presenza dà forza ai consulenti e agli avvocati che partecipano all’incidente probatorio dalla nostra parte; fa capire a consulenti ed avvocati delle interessate controparti che ci siamo sempre e condurremo questa battaglia fino in fondo anche in ambito processuale; invita le parti terze (giudici e periti) a fare fino in fondo il loro dovere nell’accertamento della verità e nell’affermazione della giustizia.
Le sospensioni, le intimidazioni, i ricatti, i colpi di mano per impedire tutto ciò No Pasàran! Troppo forte è il nostro desiderio di verità e di giustizia. Quanto avvenuto a Viareggio il 29 giugno 2009: non deve essere dimenticato! Non dovrà ripetersi più!
Associazione “Il mondo che vorrei”
Assemblea 29 giugno
LA SCRITTA C’E’ ANCORA L’ELENCO DELLE SOMME VERSATE NO
Giorni fa Daniela Rombi, Presidente dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei” ha scritto due lettere. Una indirizzata al Presidente della Misericordia Roberto Monciatti ed un’altra al Sindaco di Viareggio Luca Lunardini per chiedere di togliere dal sito del comune di Viareggio e dai titoli in scorrimento nei TG di Rete Versilia, l’invito a fare donazioni a favore delle famiglie delle vittime del 29 giugno 2009. Un appello che, per quanto riguarda Rete Versilia, non è stato ancora accolto, come dimostra l’immagine relativa al TG di ieri sera. Ma soprattutto non è stata ancora resa pubblica l’entità delle somme raccolte che Daniela Rombi chiede di: “mettere a disposizione di tutte le vittime del disastro, secondo modalità rese pubbliche mediante opportuna diffusione.”
29 SETTEMBRE: APPUNTAMENTO ALLA CASINA DEI RICORDI
Oggi, 29 settembre, come tutti i mesi l’ appuntamento è alla casina dei ricordi alle 23.15 per ricordare e rammentare a qualcuno che aspettiamo giustizia. In questa casina sono raccolte migliaia di scritture, fotografie. Disegni di bambini a testimonianza di una strage avvenuta, e porta con se dei responsabili, oggi per volere di un decreto messo a punto e votato dai compagni dichi si è macchiato di questa atrocità, li rende impuniti e qualcuno addirittura elogiato del suo operato, questa vergogna offende in primo le vittime e tutti coloro che hanno lottato per dare giustizia a tutte quelle persone che hanno pagato con la vita gli sporchi interessi di governi e di individui senza scrupoli se non quello di far quadrare i bilanci ed avere alti profitti. Viareggio, Livorno, L’ Aquila, Torino ed altre città dovranno continuare a piangere i loro cari dicendo al futuro questa nazione non gli ha reso giustizia!!! Grazie governo!!!
Motogruppo Tartarughe Lente
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LA STRAGE A FUMETTI
Viareggio, ecco la strage a fumetti “Spiego ai giovani di chi è la colpa” Gianfranco Maffei, uno dei familiari delle vittime, presenterà sabato prossimo a Pietrasanta il suo graphic novel sul disastro ferroviario che costò la vita a 32 persone il 29 giugno 2009
Viareggio, ecco la strage a fumetti “Spiego ai giovani di chi è la colpa”. «Ho scelto di raccontare quello che è successo da un punto di vista diverso. Ho scelto una campagna toscana, un nonno e suo nipote. Da un parte un macchinista meticoloso e vecchio stile, dall’altra un ragazzino curioso ma confuso». Serviva un luogo intimo e ancora intatto per raccontare la strage di Viareggio. Un luogo dove due generazioni lontane potessero riconoscere e capire una storia comune. Una vicenda di «donne e uomini non vittime del caso ma di negligenze, denaro, interessi, poteri e contropoteri che il 29 giugno del 2009 hanno concorso alla morte di 32 persone».
Gianfranco Maffei dice di aver buttato giù le tavole in meno di due mesi. Il fumetto sul disastro che ha sconvolto la città gli è «venuto di pancia». Lui, 36 anni, bagnino per professione, dopo il diploma all’istituto d’arte di Pietrasanta ha sempre coltivato la passione per il disegno in privato, «magari creando il modello per un tatuaggio ad un amico o inventandomi i cartelloni per la Bussola, quelli con i nomi di Mina e tutte le star che l’hanno frequentata». Nel disastro ha perso suo cognato, Alessandro Farnocchia, e ha cominciato ad andare in giro con i familiari delle vittime. In due anni e mezzo non si è perso un presidio, un anniversario, un corteo o uno snodo chiave delle indagini. Sempre in prima fila nelle battaglie per la «verità, la sicurezza e la giustizia» invocate dal Mondo che vorrei e dall’Assemblea29giugno, uno dei comitati dei familiari e l’associazione dei ferrovieri impegnati a fianco delle vittime.
«L’hanno scorso, dopo aver condotto alcuni progetti sulla responsabilità nelle scuole superiori, mia moglie mi ha detto che avremmo avuto un figlio. Non so cosa è scattato, ma mi è venuto in mente che le nuove generazioni sono le uniche su cui fare affidamento. Le uniche su cui sperare davvero per il futuro». Così da novembre a dicembre ha buttato giù Viareggio. Una strage annunciata, 144 pagine di disegni in bianco e nero che verranno pubblicate per il Becco Giallo, casa editrice specializzata in graphic novel sui grandi casi di cronaca della storia italiana (la strage di Bologna, il Moby Prince, Ustica ecc.). La pubblicazione potrebbe arrivare a novembre, durante Lucca Comics, oppure a giugno 2012, in coincidenza con il terzo anniversario della strage. Per ora Maffei presenterà domenica prossima alcune tavole a DOCartoon, festival del documentario animato in programma a Pietrasanta dal 24 al 30 settembre.
«Ho pensato che raccontare con la matita sarebbe stata un’occasione per spiegare questa vicenda nel modo più divulgativo e chiaro possibile», spiega il disegnatore viareggino. La trama ripercorre tutti i passaggi cruciali della strage. Decisa, a volte tenue e leggera per rappresentare le storie delle 32 vittime, atre spigolosa per evidenziare i momenti drammatici, i componenti della ferrocisterna, le fiamme e il chiarore spaventoso che travolsero via Ponchielli, la mano di Maffei procede per passaggi semplici ma mai banali.
Alla narrazione dei fatti – spiega – ho voluto dare una forte impronta tecnica, spiego accuratamente ogni aspetto dell’incidente, le fasi dell’inchiesta, i rilievi tecnici sull’asse criccato, i componenti dei binari che possono aver squarciato la cisterna facendo fuoriuscire il gpl». Sulle tavole scorrono le immagini del 29 giugno, quelle dei giorni successivi, le facce di medici, uomini della protezione civile, vigili del fuoco, ma soprattutto le storie personali delle vittime. «Di come erano e cosa amavano quelle 32 persone e come sono finiti fra i grandi ustionati perduti in quel giorno». Poi ci sono le istituzioni, il volto ufficiale del disastro: Guido Bertolaso e Mauro Moretti. Le parole pronunciate dall’amministratore delegato di Ferrovie campeggiano come un monito antifrastico sopra il titolo in copertina: «Voglio tranquillizzare gli italiani. Tutto ha funzionato. La rete italiana è la più sicura d’Europa. Non sono io a dirlo, ma le statistiche”.
«Certo, c’è anche l’indignazione – ammette Maffei – ma alla fine quel nonno potrà accompagnare suo nipote a prendere il treno con il cuore sereno. Il fumetto si chiude con il ragazzino che strige una pagina del Tirreno che annuncia i 38 indagati. Il messaggio è: per fare bene il proprio lavoro non basta la preparazione tecnica, occorre coscienza e senso di responsabilità. Responsabilità, la parola che adesso vorremmo si materializzasse a Viareggio con una sentenza».
Mario Neri
Repubblica.it
IL CAVALIERE DEL PROFITTO: DIMETTITI MORETTI!
Il 29 giugno del 2009, alle ore 23.48,alla stazione di Viareggio è strage, deraglia il treno merci 50325 Trecate – Gricignano ed esplode una cisterna carica di GPL. Si innesca un incendio di vastissime proporzioni ed il bilancio è orribile: donne, uomini, bambini muoiono fra le fiamme o dopo atroci sofferenze in seguito alle ustioni riportate, un quartiere viene completamente distrutto mentre sostanze altamente tossiche si espandono nel cielo della città.
L’Amministratore Delegato di Trenitalia Mauro Moretti, riferì in Senato sull’ accaduto e definì la morte di 32 persone uno “spiacevole incidente”. In seguito per la sua attività in Ferrovie, è stato insignito della nomina di Cavaliere del Lavoro dal Presidente Napolitano. Questa tragedia poteva essere evitata; è accaduta non per Divina Provvidenza, ma per i tagli indiscriminati fatti sulla sicurezza dei trasporti su tutto il nostro territorio nazionale.
Tagli perpetuati esclusivamente in nome del profitto e delle scelte Tav di questo Governo! Noi cittadini abbiamo bisogno non di “grandi opere”, ma di treni in orario, puliti e soprattutto SICURI!! Questi “TRENI – BOMBA” a 90 km. orari, attraversano le nostre città, i nostri paesi, i nostri boschi e altre Viareggio stavano per verificarsi dopo il 29 giugno 2009. Dobbiamo vigilare e mobilitarci per il Diritto alla Vita ricordandoci che le vittime del 29 giugno 2009 sono morte nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro: le loro case!!
Mauro Moretti dopo la gavetta in CGIL, ha scalato i vertici di FS fino a diventare AD; non è solo l’ideatore e promotore della TAV e dei Freccia Rossa, ma è anche colui che ha ucciso il trasporto ferroviario italiano tagliando sui treni regionali, interegionali,espressi alzando i prezzi e sopratutto eliminando personale su intere tratte di transito. Tutto questo in nome del Profitto e di interessi enormi!! Noi di Rete Viola,saremo sempre accanto all’Associazione familiari vittime del 29 giugno “Il Mondo che Vorrei”, all’ Assemblea di cittadini “29 giugno”, a tutte quelle forze che vogliono VERITA’ – GIUSTIZIA – SICUREZZA non solo per Viareggio, ma per tutti noi!
A Genova ad accogliere il Cavaliere del Lavoro, seduti in prima fila, ci sono stati i morti della strage alla stazione, pieni di vita nelle loro immagini fotografiche appoggiate sulle sedie. Vicino i familiari con la loro GRANDISSIMA DIGNITA’, dignita che Moretti non ha mai avuto! In platea l’Assemblea 29 giugno, noi di Rete Viola Viareggio e Genova, i pendolari liguri e tanti cittadini indignati per l’invito fatto dal PD che non ha mai fatto l’unica cosa seria che avrebbe dovuto fare: chiedere le dimissioni dell’Ad di ferrovie Moretti in attesa di un giusto dibattimento processuale!
Rete Viola Viareggio è accanto anche a Riccardo Antonini, il ferroviere consulente dei familiari colpito da Ferrovie con un provvedimento disciplinare che lo ha sospenso dal servizio con privazione della retribuzione per dieci giorni. C’è chi si stupisce per l’uso della parola “assassino”, ma come può essere definito CHI per scelte amministrative/politiche, causa morti e continui incidenti sul lavoro?? Nei mesi prossimi inizierà il processo dove Moretti sarà uno dei 38 indagati per la strage alla stazione di Viareggio ed è solo in un’aula di tribunale che l’AD di Ferrovie deve parlare per rendere conto e per essere giudicato dalla Giustizia italiana.
Da Viareggiok Portale su Facebook
COME OGNI MESE…
Come il 29 di ogni mese, questa sera, appuntamento per tutti alle ore 23,15 circa alla Casina dei ricordi.
DOMANDE SULL’INCIDENTE DEL 29.06.2009
Abbiamo ricevuto una mail anonima che, a differenza di quanto facciamo sempre, pubblichiamo perchè riteniamo il suo contenuto interessante. Sono domande, alle quali noi certamente non possiamo dare risposte, collegate alla tragedia del 29 giugno 2009 per la quale, ancora, restano molti lati oscuri.
Domanda: come mai la locomotiva e i primi sette carri si sono distaccati fra loro e dal resto del convoglio?
Domanda: come mai la locomotiva è rimasta sui binari?
Domanda: come mai la distanza fra la locomotiva e il primo carro è la stessa fra il primo carro e il secondo carro, mentre la distanza fra il secondo ,il terzo e il quarto e quinto è molto ravvicinata?
Domanda: come mai le coppie di carri formate dal secondo-terzo carro e dal quarto-quinto carro si sono adagiate allo stesso modo?
Domanda: come mai le coppie di carri adagiate si presentano a forma di cuneo?
Domanda: come mai il sesto e il settimo carro sono rimasti in piedi fuori dai binari?
Domanda: come mai non sono stati eseguiti controlli sui dispositivi di accoppiamento fra carri e carri e essenzialmente fra il primo carro e la locomotiva?
p.s. un’altra causa, per esempio un’impennamento fra il primo carro e la locomotiva e fra il primo e il quinto carro.
PISA RISCHIATA UNA VIAREGGIO 2
Ieri sera, intorno alle alle 21 e 30, il treno merci 56326, proveniente da Rosignano (Livorno) carico di cloro e diretto a Genova, è stato fermato dall’allarme lanciato via radio dal macchinista di un altro treno che vedendo i bagliori delle fiamme e delle scintille sotto le cisterne ha bloccato la circolazione. Il fatto è accaduto nei pressi del bivio Mortellini, alle porte di Pisa, a circa 30 chilometri da Viareggio. La causa sarebbe da ricercare
nel malfunzionamento dell’impianto frenante della prima cisterna. Restando serrati i ceppi sulle ruote mentre il treno prosegue la marcia, si sviluppa, a causa del fortissimo attrito, una enorme quantità di calore e scintille che possono rendere incandescenti ruote e carrello e, in casi estremi, portare alla fusione di alcune parti, con conseguenze potenzialmente disastrose.
Quando ciò avviene su cisterne cariche di sostanze tossiche, nocive, infiamabili o esplosive il rischio diviene grave e concreto. Anche se risulterebbe che tutto si sia risolto per il meglio, è del tutto comprensibile il notevole allarme suscitato tra i ferrovieri di tutta la zona poiché l’inconveniente è avvenuto a pochi chilomentri da Viareggio. Dopo 10 minuti, infatti, il convoglio sarebbe transitato nella stazione teatro della strage del 29 giugno 2009. Fortunatamente, la casualità ma anche la prontezza di tutti i ferrovieri in servizio sui treni e nelle sale operative, ha evitato che la situazione divenisse critica. Il treno è stato fermato per i doverosi controlli. E riteniamo che saranno completi e rigorosi.
Torna così alla ribalta, a 25 mesi esatti dalla strage, la questione irrisolta dell’affidabilità e della sicurezza dei carri che trasportano merci pericolose: sono macchine che dovrebbero essere mantenute in perfetto stato e perfettamente funzionanti, più dei proverbiali orologi svizzeri, invece, nonostante quanto è accaduto a Viareggio il 29 giugno di due anni fa, viaggiano in condizioni che si dimostrano, ancora troppo spesso, inadeguate.
Non conosciamo chi siano i proprietari dei carri-cisterna coinvolti ma siamo convinti che l’impresa ferroviaria che li trasporta e il Gestore Infrastruttura che li accoglie sulla rete abbiano comunque il dovere di accertarsi della loro conformità e del loro corretto funzionamento. Auspichiamo che l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria ANSF e le altre autorità preposte intervengano per intensificare i controlli e garantire il massimo della sicurezza possibile, per le persone e l’ambiente.
A RISCHIO ANCHE IL PROCESSO PER LA STRAGE DI VIAREGGIO
Per un Berlusconi libero dai processi, che di dibattimenti in primo grado, perché solo a quelli si applica la nuova legge, ne vadano pure in malore a migliaia. Nomi? I più famosi, in questo momento, nelle aule giudiziarie italiane. Eccoli. A Milano la famosa scalata Unipol alla Bnl. Quella dei furbetti del quartierino. Ma pure i meno noti, ma assai gravi crac Burani e Cit. Clamoroso a Torino: potrebbero tornare i 9.841 testimoni chiesti dai difensori per i morti dei veleni della Eternit. I giudici ne hanno concessi due a persona, ma adesso tutto potrebbe riaprirsi.
A Viareggio. Ancora di scena il dibattimento per la strage del treno deragliato in stazione. Stimano i pm che i 38 indagati delle Ferrovie potrebbero pretendere di sentire decine di testimoni a testa. E a Roma? Potrebbe andare in crisi il processo Cucchi, il detenuto morto per le percosse ricevute, perché gli avvocati sarebbero legittimati a presentare una lista testi in cui figurano tutti coloro che si trovavano nel penitenziario e in questura e in ospedale in quei drammatici momenti. A Palermo sarebbe la fine dei processi di mafia. Un esempio? Franco Mineo, deputato regionale del transfuga Pdl Micciché, indagato per essere un prestanome dei boss dell’Acquasanta, potrebbe far chiedere dai suoi avvocati una sfilza di testi che comprende l’intero quartiere dove ha vissuto. E a Bari rischierebbero l’impasse inchieste ormai in aula o prossime ad esserlo come quelle sul ministro Raffaele Fitto e sul re della sanità pugliese Giampaolo Tarantini. Idem a Bologna per la bancarotta fraudolenta della società Victoria 2000 che controllava la squadra di calcio o per le morti all’ospedale Sant’Orsola.
Potrebbero essere davvero “devastanti”, come da due giorni vanno dicendo disperati i vertici dell’Anm Luca Palamara e Giuseppe Cascini, gli effetti concreti della legge sul “processo lungo”. Com’è sempre avvenuto nelle leggi cucite addosso a Berlusconi, ritagliate dai suoi casi giudiziari, praticamente scritte sopra con l’antica carta carbone, i guai cominciano quando si applica la norma a tutto il resto. A tutti gli altri processi in corso in Italia. È accaduto, appena qualche mese fa, con la prescrizione breve per gli incensurati. Si calcolò che potevano finire al macero 15mila dibattimenti. Adesso il drammatico calcolo ricomincia. Ma stavolta, di primo acchito, con gli uffici che sono già o stanno per andare in ferie, l’impressione è che l’impatto, proprio per la natura della norma, potrebbe essere ben più invasivo e devastante.
In queste ore, si stanno facendo le prime valutazioni. Ci ragionano l’Anm, ma anche il Csm. Pronti, a settembre, a dare battaglia con i dati alla mano. L’opposizione già scopre la sua strategia. La dichiara Donatella Ferranti, la capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, che del Csm è stata segretaria generale: “Non è una stima facile, intendiamoci. Ma è del tutto imprescindibile. Ci comincerò a lavorare subito, da lunedì. Ed è chiaro che questo costituirà la base della nostra opposizione. Vogliamo sapere nel dettaglio quanti processi cadranno pur di salvare Berlusconi”. “Impatto”, magica parola, da cui in questa legislatura si sono tenuti sempre lontano gli strateghi giudiziari del premier. E il governo con l’ex Guardasigilli Alfano. Fanno le leggi, ma non danno i numeri. Perché sanno che sono catastrofi.
Di Berlusconi e dei suoi processi s’è detto. “Morte” certa per Mills, “morituro” Mediaset, in zona salvezza Mediatrade, senza rischi Rubuy. Questa previsione la ammette pure Niccolò Ghedini, l’avvocato del Cavaliere, che parla del “processo lungo” come di “una norma di civiltà giuridica” e di “semplice traduzione dell’articolo 111 della Costituzione”. Abbiamo visto che effetti produce in giro per l’Italia questa norma. Un primo sondaggio attraverso gli uffici rivela una prossima e sicura catastrofe. Un “colpo mortale per la giustizia italiana”, come dice il segretario di Md Piergiorgio Morosini. Quello per cui un omicidio come quello del tifoso laziale Gabriele Sandri sull’autostrada giustificherebbe la convocazione di centinaia di automobilisti in veste di testimoni.
CONTRIBUTI PER I FERITI GRAVI DEL 29 GIUGNO 2009
Al via l’iter per icontributi ai feriti gravi nella strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Lo stabilisce una delibera del sindaco Luca Lunardini. Le domande devono essere presentate in Comune entro il primo settembre, e i procedimenti devono essere definiti entro dicembre. Con disposizione sindacale n.10 e concordata con il Commissario per il disastro ferroviario, e’ stato quindi avviato il procedimento sui feriti gravi.
Ansa
PIAZZA FEDERICO BATTISTINI
Lo spazio vicino alla chiesa parrocchiale della frazione di Ripa e’ stato intitolato a Federico Battistini, il giovane autista della Clap che nel 2009 ha perso la vita nel disastro ferroviario di Viareggio. Da bambino Federico, morto a 32 anni, andava spesso a giocare in quella piazzetta che ora porta il suo nome, per ricordare lui e tutti coloro che hanno perso la vita nell’esplosione del 29 giugno 2009. Forte l’emozione per mamma Luciana e papa’ Pietro.
Fino al 2005 Federico aveva vissuto nella frazione seravezzina, poi aveva sposato Elena, anche lei uccisa dal fuoco, ed insieme erano andati ad abitare a Viareggio, in via Porta Pietrasanta. ”Mi ero preparata un discorso – ha detto Luciana Beretti, davanti alla folta platea riunita nella piazzetta – ma l’emozione mi ha fatto dimenticare tutto. Grazie a tutti per essere qui”. Alla cerimonia hanno partecipato anche alcuni autisti della Clap, colleghi di lavoro di Federico, i rappresentanti di diverse associazioni di volontariato ed i contradaioli in costume d’epoca. ”In questa targa c’e’ l’abbraccio di tutta la nostra comunita’ alla famiglia di Federico e alle vittime di Viareggio”, ha detto il sindaco di Seravezza Ettore Neri. Con tanta voglia di giustizia nel cuore, rimarcata dal presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli: ”Siamo convinti – ha affermato – che in quella tragedia ci siano state responsabilita’ umane”.
PIAZZA FEDERICO BATTISTINI E VITTIME 29 GIUGNO 2009
Domenica 10 luglio, con inizio alle ore 10.00, cerimonia d’intitolazione della piazzetta accanto alla chiesa Parrocchiale di Ripa di Seravezza a Federico Battistini e alle vittime del disastro del 29 giugno 2009. Saranno presenti allo scoprimento della targa il sindaco di Seravezza Ettore Neri, i Sindaci del comprensorio versiliese, il Presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, il parroco di Ripa, la Croce Bianca di Querceta, i Vigili del fuoco di Viareggio, l’Associazione Il Mondo che Vorrei, l’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo sezione di Seravezza e Stazzema, le Forze di Polizia ed i Carabinieri in servizio.
















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