Viareggio, città in svendita

marzo 9, 2017 Lascia il tuo commento

Leggo tristemente di bandi di gara per la vendita del centro congressi, dello stabilimento balneare, della Porto Viareggio, della piscina. Già un’Amministrazione scriteriata ha venduto mezza Passeggiata in termini di diritti di superficie della striscia demaniale comunale a mare (quei 18-20 milioni di euro non sono serviti a salvare le sorti del bilancio comunale). Per otto anni ho lavorato con passione per questa città, spesso sono andato a letto alle due-tre di notte, non solo per la presenza nelle varie riunioni, ma anche per il lavoro extra che mi portavo a casa; per essa ho trascurato la mia famiglia. Erano gli anni di Paolo Barsacchi.
Poi, negli undici anni successivi, dalla Provincia di Lucca e dal Comitato provinciale di controllo ho fatto del mio meglio per favorirla sia in fase di controllo delle deliberazioni del Comune che come opere pubbliche e servizi della Provincia per la città e il suo territorio. La sua storia, la salvaguardia del prestigio, la cura delle opere e dei servizi per lo sviluppo economico, sociale e culturale richiedevano, prima che i miei, i servigi più scrupolosi e lungimiranti degli amministratori eletti. I risultati emergevano: le ristrutturazioni e i nuovi edifici scolastici per le periferie, i centri sportivi del Marco Polo e del Varignano, l’acquisizione del “Principino”, cioè il centro congressi, la sezione separata del Tribunale di Lucca, l’estensione sei servizi sociali, la ripresa del prestigio del Premio Letterario Viareggio, la creazione del Festival Pucciniano, l’affermazione di una stagione culturale ai massimi livelli italiani e internazionali, come mostre, convegni letterari, reading poetici, mostre di poesia visiva e concreta, conferenze dei maggiori letterati e di intellettuali di altri settori, autori e critici letterari in tutte le scuole medie superiori; la cura per la capillare penetrazione tra i giovani e giovanissimi dell’amore per lo sport con la costruzione di campi scuola di calcio al centro e nelle periferie, di piste per l’atletica, l’appoggio alle squadre partecipanti ai vari campionati con le strutture sempre ben mantenute come lo stadio, il palazzetto dello sport, la piscina.
Quali le cause del dissesto? La pericolosa avventatezza di certi amministratori e la conseguente dissennata proliferazione di aziende pubbliche, da una, quella del gas e dell’acqua, si è passati a 14-15 . in primis la creazione della Viareggio Patrimonio, ora fallita per decine di milioni, un’azienda perfettamente inutile: si era assunta il compito di gestire interi rami dell’apparato amministrativo comunale, naturalmente assumendo senza concorso nuovo personale (una sessantina di unità). I responsabili? Chi li ha visti? Da quando è stato abolito il controllo preventivo di legittimità degli atti degli enti locali, negli anni Novanta, gli abusi più incredibili e gravosi per i contribuenti hanno avuto via libera. La Corte dei conti è lontana, l’autorità giudiziaria è praticamente assente, non si capisce perché, forse per la mole di lavoro cui ordinariamente deve far fronte. Il dissesto finanziario del Comune di Viareggio è caduto dal cielo.

Antonio Carollo

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