Viareggio, Carnevale e divertimenti

marzo 9, 2017 Lascia il tuo commento

Da sempre Viareggio e la Versilia sono considerate il divertimentificio di gran parte della Toscana e delle zone limitrofe della Liguria e dell’Emilia. Credo che questa fama non sia smentita dalla situazione attuale. Anche se in forme non clamore, rispetto gli anni ruggenti, prosperano wine bar, pub, disco pub, disco club, birrerie, discoteche. In questi locali giovani e meno, single, coppie, gruppi di amici e amiche trovano da passare le serate nei modi più diversi, in incontri, chiacchiere, risate, musiche, birra, cocktail, alcol, allacciamento di nuove amicizie, balli stordenti, spettacolini. Poi ci sono le tradizionali manifestazioni pubbliche, tra le quali primeggiano il Carnevale di Viareggio, il Festival Pucciniano, La Versiliana Festival, che richiamano gente dall’Italia e dall’estero, senza contare le stagioni di prosa e la molteplice attività culturale del Chiostro di Sant’Agostino in Pietrasanta.
Il Carnevale di Viareggio, vecchio di centoquarantaquattro anni, ma giovanissimo per come sa suscitare passione, entusiasmo, allegria, felicità, specie nei giovani, col suo seguito di veglioni, di teatro di rivista popolare (la Canzonetta) e la festa trascinante del Carneval Darsena, è di gran lunga la più grande, coinvolgente manifestazione d’arte e di spettacolo popolari.(molti dicono d’Italia e, azzardano, d’Europa). Febbraio, mese del profondo inverno, quasi in coma, a Viareggio è vivo e vibrante; gli alberghi, i ristoranti, le trattorie, la Passeggiata, i raffinati negozi, i locali notturni pullulano di gente che ha un solo fine: divertirsi, stare lontana dalle difficoltà quotidiane, dalle angosce, dall’odore acre del marciume della vita pubblica e dalla tristezza che ne deriva.
L’edizione 2017 del Carnevale è stata all’altezza delle più grandi performance della sua storia, per originalità, ispirazione, spettacolarità, monumentalità, per i temi di attualità affrontati, come satira politica, ambiente, esaltazione dei valori di bellezza, rispetto della natura, sberleffi e sghignazzi sulle miserie umane.
Re Carnevale, arrivederci.

Antonio Carollo

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