Una vela sul Carnevale di Viareggio

ottobre 29, 2016

A Viareggio capiamo che è finalmente carnevale quando vediamo issato sul pennone più alto della città un vessillo con raffigurato un semplice e simpatico Burlamacco che sembra fare “marameo” con la mano. Tutti, o almeno la maggior parte dei viareggini sanno che questa splendida bandiera divenuta ormai un simbolo inconfutabile della nostra città è frutto della creatività di Giulio Bonetti e Giorgio Bini. In pochi conoscono però come e dove nasce materialmente la Burlamacca che nel 1961 si affaccia per la prima volta sui viali a mari andando a sostituire la bandiera tricolore che fino a quell’anno sventolava in Piazza Mazzini.

La Burlamacca nasce in Darsena nella Veleria dei fratelli Puosi. La Veleria situata nel cuore della via Coppino non era un semplice luogo di lavoro ma era la rappresentazione della tipica viaregginitá tutta darsenotta dove due giovani ragazzi, Sergio e Mario, si ritrovano a portare avanti l’attività del padre Egisto ucciso dai soldati nazisti. Una veleria che non era solo capannone dove venivano prodotte quelle vele che dalla spiaggia vedevi accompagnare le grandi imbarcazioni, ma un luogo capace di aprirsi durante le tipiche feste rionali diventando un punto di riferimento per i tanti viareggini che si fermavano mangiare un piatto di tortelli preparati dalla Carla (moglie di Sergio) con un buon bicchiere di vino.

La Burlamacca prende vita nel cuore di una Viareggio che con grande tenacia ma anche spensieratezza riesce a reagire ai drammi di una guerra che anche nella nostra città aveva lasciato un indelebile solco, nasce nel luogo dove 36 anni prima venivano prodotte da Egisto quelle vele gialle rappresentate nel 1925 da Guglielmo Lippi Francesconi sul primo manifesto del nostro Carnevale.

Marian Puosi

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