SCAVALCARE I PREGIUDIZI?

Categoria: Contributi
6 febbraio 2010

Caro signor Marcello D’Orta (nella foto), devo dire, con grande rammarico, che non mi sarei mai aspettata, dopo aver letto “Io speriamo che me la cavo” che lei potesse scrivere sul La Nazione del 05 febbraio 2010 il commento “Scavalcare i pregiudizi”. Lei manca da molto dal mondo della scuola, le cose, da quando se n’è andato per fare tutt’altro mestiere, sono cambiate e molto! La scuola è sempre più povera di personale e mezzi, mentre i docenti che vi lavorano, alcuni a loro rischio e pericolo, sono sempre più soli ma, caparbiamente, rimangono perché permeati dalla consapevolezza del ruolo importante che rivestono e di amore per i loro alunni che lei aveva così magistralmente descritto nel suo libro.Cosa le è successo, signor D’Orta? Anche lei ormai è entrato nel vortice di chi le cose le scrive ma non le conosce? Anche lei si adatta alla moda imperante del sentito dire? Io sono un’insegnante che lavora da vent’anni nella scuola, prima da precaria e poi, per mia fortuna (o sfortuna, scelga lei) da docente di
ruolo. Io non metto alla gogna chi ha protestato contro questa “riforma” in modo “creativo”, non li prendo in giro, non mi sogno nemmeno di trasferirli in altri lidi, anzi.

Io sono con loro, in tutto e per tutto, anche se ho optato per forme di protesta più “ortodosse”, perché la scuola pubblica statale, con questa “riforma”, rischia l’estinzione e le spiego perché. I fondi destinati alla scuola dal Ministero sono sempre più esigui, o meglio, stanno sparendo. Mi spiego meglio: per quest’anno scolastico dai fondi destinati agli Istituti Statali e ai Circoli Didattici sono sparite le risorse destinate al funzionamento degli stessi (carta, toner, materiali didattici, ecc.) e quelle per le supplenze brevi, il fondo per le supplenze lunghe è inconsistente, per non dire ridicolo (con conseguente smembramento delle classi quando gli insegnanti si ammalano, perché, anche a causa dell’annullamento delle compresenze, non ci sono insegnanti del plesso che le possano sostituire), sono state tagliate del 25% le ore delle collaboratrici scolastiche e del personale delle pulizie delle cooperative (con conseguente mancanza di sorveglianza, sicurezza e igiene nelle scuole).

Le scuole dell’infanzia hanno sezioni stracolme, anche quelle con bambini
disabili, con pochissime risorse materiali ed umane (1 insegnante di
sostegno ogni 4 alunni disabili, collaboratrici scolastiche insufficienti a
causa dei tagli), con lo spauracchio dell’antimeridiano per il prossimo
anno, a causa dei continui tagli. Le scuole primarie a tempo pieno boccheggiano, e siamo solo al primo anno della “riforma”, le prime classi hanno anche 6 insegnanti (alla faccia di chi voleva il maestro unico), e questo numero è dovuto alla “riforma” stessa che elimina le compresenze nella classe e così facendo si creano buchi di orario che vengono riempiti dalle colleghe delle classi successive alla prima che ancora hanno qualche ora a disposizione. Dal prossimo anno scolastico saremo costrette a diminuire le ore di lezione! Alla faccia delle richieste delle famiglie (non parlando poi della perdita dal lato della didattica e dell’offerta formativa). Le scuole secondarie di primo grado, con la perdita di tre ore di lezione settimanali e l’orario completo a 18 ore dei docenti, hanno visto andare in fumo i progetti contro il bullismo, la dispersione scolastica, l’alfabetizzazione culturale, il recupero.

Le scuole secondarie di secondo grado si sono viste decurtare l’orario
settimanale delle ore, i laboratori, sparire o diminuire in maniera drastica
materie importanti (geografia, storia, diritto) e tanto altro ancora. La nostra scuola andava riformata, ma non così, così la si distrugge e basta, in questa “riforma” non c’è una vera parola sulla didattica, sulla pedagogia, sui percorsi innovativi per renderla più vicina ai ragazzi d’oggi, sui percorsi formativi indispensabili ai docenti per aiutare i ragazzi in difficoltà. La tanto sbandierata “riforma” che lei plaude è solo un paravento di luoghi comuni, bugie create ad arte per dare un colpo mortale a quella scuola che è, purtroppo ancora per poco, alla portata di tutti, imparziale e multietnica.

Elena Tozzi

33 Commenti - “SCAVALCARE I PREGIUDIZI?”

  1. antoniomeccheri
    14:09 on febbraio 6th, 2010

    @Egregio Sig. Marcello D’orta.

    Non posso negare che ogni volta che leggo Elena Tozzi mi emoziono. Si ha letto bene “mi emoziono”.
    Sono stato per oltre trent’anni al servizio di un Ente Pubblico e difficilmente ho avuto delle testimonianze come quelle che Elena.
    Elena ama il suo lavoro ma non tanto per quello che gli da’ ma per quanto gli permette di dare. Il suo sapere lo mette a disposizione dei “nostri bambini” sempre e comunque. Più i disagi aumentano nella Scuola e più lei combatte ma non per “lei” ma per i “nostri tesori”.
    Penso che meriti una Sua risposta. Oppure anche Lei fa’ parte di quella “casta” dove non esiste un dibattito? Ma solo o “così o pomi’!!”.
    Attendo fiducioso una suo intervento.
    Antò

    nb. ,,, “ora in versiliese” ..

    O ‘ Marcè … ma ci pensi? Ministro alla Pubblica Distruzione una che è andata a prendere il dottorato al “supermecato delle Laurea” … acquistavi tre flaconi di “intima di Karinzia” e ti davino la laurea .. Il su’ curriculumme, visto i “valori”, lo potevino scrive sulla carta igggienica …
    Lo sai che la metà della metà, meno il 35%, di una indennita mensile che la Gelmini piglia è superiore allo stipendio di una maestra?..
    E i tagli …. si mandino in culo i precari … la carta igienica i bimbi o se la portino da casa o si puliscano il culetto con i diti .. Se poi ci trovino scritto nei muri dei bagni .. Gelmini … “o merdosa” … Lei che fa’ gli da’ torto ai bimbi? Io, siccome sono molto molto severo le punisco solo se lo scrivono in .. minuscolo..!!

  2. mario maffei
    14:38 on febbraio 6th, 2010

    Sono da più di venti anni nelle scuole superiori e so, con certezza, che quello di cui hanno bisogno i nostri giovani è più scuola, non meno scuola. Riducendo il tempo dedicato alla scuola si spuntano definitivamente le armi di chi ancora tentava di porre un argine alla sottocultura delle tv e dei video giochi. Spendo tutto il mio tempo a far lavorare gli studenti su Euclide e Pitagora, ma ho ben presente che lo scopo del mio lavopro è rimettere in moto le loro teste. E a una testa che funzione nessuno può dare ad intendere che questa sia una riforma per la scuola, per i ragazzi, per le famiglie. Datemi più ore, più tempo per stare a scuola, più soldi per aggiornarmi, più strumenti per combattere la guerra della cultura. Un popolo che taglia la scuola ai propri figli non ha futuro!

    Mario Maffei

  3. kià
    15:52 on febbraio 6th, 2010

    come sempre…grande elena

  4. aha aha
    16:54 on febbraio 6th, 2010

    Se la scuola funziona le teste pensano e allora non va bene.
    Meglio un popolo ignorante e indottrinato dalla TV.
    Non vi sembra che sia quello che avviene in Italia?
    Chi vuole imparare a pensare col suo cervello ed essere considerato per questo, deve lasciare questo paese senza speranza. La colpa di chi è?

  5. elena tozzi
    17:39 on febbraio 6th, 2010

    Avete centrato il problema, distruggendo la scuola pubblica si distruggono le future menti pensanti. Noi cerchiamo di far pensare i nostri ragazzi con la loro testa, cercando di sviluppare il pensiero critico. TUTTI i nostri ragazzi, nessuno escluso.
    Con la distruzione sistematica della scuola pubblica statale, inoltre, si fa largo alla scuola privata, e non sempre privato è sinonimo di qualità.
    Non solo, ma la scuola privata, proprio perché privata, può accogliere chi vuole, selezionando i propri alunni per credo, per ceto, per razza, per reddito (questo sicuramente, dato che la scuola privata esige una retta, non sempre abbordabile da tutti).
    E’ questo che noi italiani vogliamo? Una scuola pubblica debole, in cui andranno i figli delle famiglie meno facoltose (e se continua questa crisi saremo in tanti…) con pochissime risorse, utili solo alla sopravvivenza quotidiana, senza mezzi per aiutare i ragazzi in difficoltà, quelli stranieri relegati in classi ghetto, con gli alunni disabili lasciati a se stessi.
    In questi momenti di crisi economica molti paesi hanno puntato sulla scuola pubblica, incentivandola, rinforzandola, pensando al loro futuro.
    Noi italiani no, ci siamo fatti riempire la testa da sciocchezze giostrate ad arte dalla stampa “amica” (il grembiulino, il cinque in condotta, la maestra unica, i professori cannati, le professoresse a luci rosse, ecc, ecc,) ed abbiamo avallato senza sé e senza ma una “riforma” che è un abominio, una scellerata miscellanea di tagli indiscriminati di risorse per rimpinguare le casse di Tremonti.
    Vorrei tanto che chiunque incensa questa “riforma”, senza essere mai stato in una scuola pubblica negli ultimi 10 anni, venisse invece a vedere come stiamo lavorando. Se sino ad ora non si sono visti cambiamenti (dall’esterno) ciò è dovuto all’impegno di tutto il personale che ancora vi lavora, che ha tamponato le già numerose voragini che si sono create, sostituendo colleghi, lavorando molto più del dovuto, senza alcuna retribuzione aggiuntiva, spezzando gli orari di lavoro, comprando di tasca propria i materiali che mancano.
    Però adesso basta, adesso è il momento di far vedere, realmente, che cosa ha combinato la Gelmini, non possiamo più garantire il tempo pieno, i laboratori, i progetti, le uscite, non vogliamo rischiare la sicurezza dei nostri allievi.
    Mi sono stufata di vedere e sentire la “ministra” che ci denigra da un palco dicendo che “giù le mani dalla scuola pubblica” lo dice lei!!!!!!!!
    Vergogna, vergogna, vergogna!
    Il nostro lavoro è uno dei lavori più impegnativi che esistano, noi lavoriamo con le menti delle future generazioni e vogliamo dar loro il meglio! Noi non possiamo essere azienda, noi non produciamo reddito, ma cultura e futuro.
    Noi siamo persone, abbiamo la nostra dignità, non siamo né fannulloni né comunisti. SIAMO INSEGNANTI!
    E siamo fieri di esserlo!

  6. elena tozzi
    18:29 on febbraio 6th, 2010

    un po’ comunista, devo dire la verità, sono rimasta….

  7. Pucino
    18:32 on febbraio 6th, 2010

    Io sono a favore della scuola pubblica e quoto la sig.ra Elena Tozzi al 100%.

  8. Monica
    18:41 on febbraio 6th, 2010

    Condivido ma sono anche per premiare , e soprattutto individuare, la produttività delle-degli insegnanti, vale a dire chi lavora bene ok, chi lavora male, a casa.

  9. Daniela
    18:44 on febbraio 6th, 2010

    Brava Monica, ce ne fosse di Brunetta, i vagabondi…A CASA!

  10. Giorgio
    18:50 on febbraio 6th, 2010

    Perdonate il mio latino : Panem et circenses !! una strategia vecchia ma efficace. quoto, anche io al 100%, la SIG.RA ELENA TOZZI.

  11. Dr.Pardi
    19:24 on febbraio 6th, 2010

    Gentile Elena, sarei felice di poterle parlare diffusamente di persona della mia esperienza (recente) con la scuola italiana. Spero che prima o poi, la sorte ci metta in condizione di versarci addosso la rispettive vedute dell’oggetto.

    Inutile dire che le mie sono divergenti e molto più disincantate delle sue. No, non sono un fresco studente, tutt’altro. Sono un tizio che ha dovuto calarsi di nuovo in un mondo che non frequentava da decenni e che ne è uscito sconvolto.
    Per il disastro del livello di disinformazione e didattico che ho trovato, per l’ignoranza dei professori che ho incontrato, per il livello infimo di preparazione dei loro studenti.
    Vede, Elena, non sono un gelminiano; mia mamma era, secoli fa, insegnante di italiano alle superiori ed io ho fatto il classico con il Grassi e il resto della compagnia insegnante. Erano altri tempi, altre scuole, altri insegnanti. Altri livelli culturali e didattici.

    Ma la mia compagna, malata, mi ha spedito a parlare con i professori della figlia maggiore – un essere a metà tra una capra ed un bipede, dal punto di vista culturale – con i quali sono stato costretto a intrattenermi per un pomeriggio.

    Li ho trovati ignoranti – nel senso che ignoravano molto delle materie che avrebbero dovuto insegnare – e approssimativi. Fessi – perché la ragazzina che non studia un minuto della sua giornata viene considerata una delle migliori della classe e li ha fatti fessi per quattro anni con bigliettini e Bignami – e distaccati. L’opposto di quelli che furono i miei insegnanti o di quello che sapevo essere mia madre. O chemi pare sia lei.

    Abbiamo creato una classe insegnante attaccata al solo stipendio e fatalista; pronta a scaricare il barile sui vari ministri che si sono succeduti (non dimentichiamo che la Gelmini è solo l’ultima in ordine di tempo, ma che molti hanno provato a mutare l’ordine delle cose senza riuscirci) e non sul loro globale distacco dalla missione per cui, credo e spero, si sono laureati.

    Lo so, non si deve fare di ogni erba un fascio, ma la mia esperienza nel liceo che le nominerò solo a quattr’occhi, ha dell’alieno, del paranormale. Giusto per farle capire, l’insegnante di inglese mi ha dato per buoni due o tre strafalcioni che mi hanno ricordato l’episodio di Totò alla stazione di Milano…nous volevon sauvuar l’indiris..ecco, il livello era quello. Anche se Totò tentava di parlare francese!
    Se non parlassi correttamente l’inglese, probabilmente non me ne sarei accorto. Ma questo è solo un esempio, a caso.

    Mia madre, i miei insegnanti di greco e latino, i miei professori di matematica e inglese (ne avevo una io…) si saranno rivoltati nella tomba.

    Ciò che desidererei trasmetterle non è una mera contestazione del suo intervento, ma una semplice constatazione del fatto che, per una Elena Tozzi, legata alla propria missione e al proprio lavoro come emerge dalle sue righe, ce ne sono qualche centinaio che tirano a campare e che si risvegliano dal torpore solo per sventolare qualche vessillo contro il ministro di turno. Chiunque esso sia.

    No, la nostra scuola non va bene così come l’abbiamo fatta crescere noi, figli di una repressione sociale e fisica, talvolta, che credevamo di avere abolito a ragione. Ripensando a ritroso al mostro che abbiamo creato, me ne vergogno un po’. Un po’ tanto, a dire il vero.
    Vorrei che tutti fossero come lei. Ma io e lei sappiamo perfettamente che non è così, né lo sarà almeno fino a quando non si avrà il coraggio di scremare gli ignoranti e i vagabondi parcheggiati a far finta di insegnare alle nuove generazioni.
    Finché gente che non è in grado di passare alcun testimone ad alcuno, non sarà riportata all’unico rapporto che gli si confà: quello con la ramazza.
    Io spero di essere riuscito a farle capire che non si tratta di una posizione politica, o partitica, la mia, ma della consapevolezza che, finchè si reagirà solo con una cieca negatività non si potrà ottenere altro che un quotidiano massacro della nostra scuola.
    E di quel poco di corpo insegnante che è possibile salvare.
    Ed è un peccato vedere queste nuove generazioni crescere senza un ideale, senza uno stimolo, senza un obbiettivo.

    E speriamo che non ci sia il solito fesso che proverà a dare la colpa alle televisioni che obnubilano le menti.

    Un saluto sincero a una… rara avis.
    Coraggio ! Ma realismo, la prego.

  12. nellino
    20:18 on febbraio 6th, 2010

    E’ notizia di oggi.
    Dopo Pitigliano e Grosseto, dove tutti i candidati, laureati,sono stati bocciati al primo turno,nel primo caso per posto da dirigente e nel secondo per vigile urbano,oggi s’apprende che 275 candidati su 275, per posti da impiegato esperto,a Pisa,sono stati tutti bocciati al primo turno del concorso.
    Ecco se è questo il livello dei nostri ragazzi, c’è da stare poco allegri.
    E vi garantisco che è questo, ne ho la prova diretta.
    Ma chi laurea questi ragazzi che mestiere fa?

  13. elena tozzi
    20:46 on febbraio 6th, 2010

    @Dr.Pardi
    so perfettamente la situazione della scuola superiore, ma non è un problema che si possa risolvere con i tagli che opera la “riforma”, anzi, ma sarebbe un discorso lungo che, se vuole, possiamo fare in seguito.
    Vorrei invece sfatare il mito della classe insegnante attaccata al solo stipendio e fatalista, le posso assicurare che non è proprio così. Sullo stipendio sorvoliamo perché è veramente poca cosa, fatalista un pochino, ma con tutto quello che ci siamo sorbiti in questi anni, se qualcuno cede non gliene faccio una colpa (anche se io non demordo e continuo a lottare!).
    Sul fatto di sventolare qualche vessillo ogni tanto, mah, io a Viareggio, Lucca, Firenze e Roma ho visto solo insegnanti di quelli veri, molto, ma mooolto arrabbiati, molto motivati e che sapevano bene cosa veniva tolto con questa “riforma”, non a loro, ma ai loro studenti.
    Quei professori che dice lei alle manifestazioni non vengono di certo, se non hanno a cuore quello che fanno non gliene frega nulla dello sfascio che si verrà a creare, tanto lo stipendio lo prenderanno lo stesso.
    Con questa “riforma” non si crea un corpo insegnante valido, non c’è proprio contemplato.
    Abbiamo il disegno di legge Aprea che metterà nelle mani del Dirigente Scolastico un potere assoluto sul destino degli insegnanti ma, mi creda, siamo in Italia, e con tutte le parentopoli, le clientelopoli, le amicopoli che ci sono, il merito si ridurrà solo a questo.
    Io non reagisco con cieca negatività, abbiamo risposto alla Gelmini con proposte serie, non ultima la proposta di legge popolare sulla scuola pubblica (che giace in parlamento da prima, ahimé, di questo governo), spiegando, come sto facendo ora con lei, che una riforma della scuola serve, eccome se serve, ma questa non è una riforma e non scremerà nessun insegnante inadeguato, mi dispiace per lei.

  14. luca
    21:40 on febbraio 6th, 2010

    ho preso il diploma al itis di viareggio nel 2002 è posso dirvi che quella scuola è scandalosa per il gran numero di “assistenti “di laboratorio che non servono a niente!!

  15. aha aha
    21:58 on febbraio 6th, 2010

    Se il destino degli insegnanti e delle scelte nella scuola dipende da dirigenti idioti e incapaci (e ce ne sono più di quanti si possa immaginare…), tenete di conto che sceglieranno persone degne del loro livello e, se la speranza di questa riforma, è la qualità della scuola e degli insegnanti e ci credete, non avete capito proprio un bel nulla. Non ci sarà assolutamente la selezione dei migliori ma dei”preferiti”, quelli che non disturbano o che non si oppongono al capo, perché giovani incaricati o perché accondiscendenti o perché mediocri e passivi o perché costano meno.
    Questa riforma è stata fatta per mano della Gelmini solo per necessità di tagli che porteranno alla irreparabile distruzione di quel poco che funzionava nella scuola. Avessi un figlio piccolo in età scolare, soffrirei moltissimo a doverlo iscrivere alla scuola italiana. Le maestre come Elena e i bravi professori, ce li dobbiamo scordare con questa riforma.

  16. Mario Maffei
    21:58 on febbraio 6th, 2010

    Egregio Dr.Pardi,
    attraverso le sue parole, vedo in lei, anche senza vederla, lo stesso essere a metà tra una capra ed un bipede che lei, con la sua mente (forse obnubilata dalla televisione?) ha saputo scorgere in ogni insegnante della scuola italiana.
    Nel disprezzo che lei mostra in modo indifferenziato per una categoria vedo invece lo stampo inconfondibile del fascismo.

    firmato il solito fesso

  17. aha aha
    22:40 on febbraio 6th, 2010

    Bravo Mario, consiglierei il DrPardi di sostare fuori dalle scuole ad ascoltare i discorsi dei genitori che attendono l’uscita dei figli, per farsi un’idea del livello, non solo culturale, di gran parte delle famiglie degli alunni che gli insegnanti si ritrovano tutte le mattine tra i “banchini”.
    Un po’ di riflessione e di umiltà non gli farebbe male e invece di generalizzare, dovrebbe cominciare a “scremare i vagabondi e gli ignoranti” non solo tra gli insegnanti ma anche tra i genitori o amici dei genitori che accompagnano i ragazzi al comodo posteggio chiamato SCUOLA.

  18. Giacomo
    13:28 on febbraio 7th, 2010

    Sono daccordo con LUCA, MONICA e DANIELA quando ci si poteva squazzare con le ore gli insegnanti ci si sono fatti tondi allora non si protestava che c’era e avanzava il tempo , quando c’erano valanghe di risorse da poter anche soddisfare il personale (Buon intenditore..)anche io sono per salvaguardare la scuola pubblica certamente ma non per sfruttarla come è avvenuto fino a poco tempo fà, ma guardate tutto quello che è pubblico come è malandato abbandonato straziato, la scuola era allo sbando anche come insegnamento perche care e cari insegnanti vi siete fatti schiacciare approfittare perdere i valori, ridurre a meno che niente da queste nuove violente e maleducate ultime generazioni di cui l’insegnamento e l’istruzione ed educazione lo hanno avuto da voi, siamo ultimi da tutte le parti del mondo in tutti i livelli. Ci voleva una svolta non dico che la riforma sia fatta tutta bene ma credo che il taglio sia stato generato da chi ha gestito malamente la scuola compreso i sindacati.

  19. Dr.Pardi
    17:58 on febbraio 7th, 2010

    Caro aha aha, lo so, spesso i genitori sono peggiori dei figli, ma non esiste legge che impedisca loro di iscriverli a un corso scolastico, magari nella speranza che migliorino il tasso culturale della famiglia. Se poi una banda di dementi gravita nelle aule scolastiche, è loro diritto farlo.
    Noi stavamo parlando di insegnanti.

    Simpatica Elena, lei ha, da professoressa, accuratamente evitato di affrontare gli argomenti che le ho posto, tra le righe. Pensare che la responsabilità dello sfascio della scuola italiana sia dei ministri di ogni colore che si sono succeduti sullo scranno è semplicemente nascondersi dietro un dito.
    Le avevo fatto cenno alla banalità e necessaria stringatezza della mia analisi, ma mi vedo costretto ad aggiungere qualcosa, per meglio farmi capire. Io non giudico a priori; mia nipote ha studiato a Firenze; il liceo classico che lei ha superato le ha posto quotidianamente scogli di fronte di una tale difficoltà che io stesso, in buona fede, avrei avuto enorme imbarazzo nell’affrontare a 54 anni. Mia sorella, ha convenuto che, talune volte, si era al limite del buon gusto e del lecito con ragazzi che, in fondo, non erano tenuti a un così alto grado di preparazione. Troppo veniva loro richiesto.

    Bene, mia nipote, una ragazza come tante altre, ha ben sopportato le difficoltà ed ora si sta laureando in lettere moderne in brevissimo tempo, trovando, forse, minori difficoltà all’università che al liceo. Questo è un esempio di scuola altamente formativa.
    Ma è un esempio percentualmente basso. La media della preparazione degli insegnanti è scadente ed il loro attaccamento al proprio lavoro ancor più debole. Perché non ammettere che esiste una elevata percentuale di cialtroni?
    Questo va a decremento e discadito di una categoria intiera.

    Nascondersi dietro un dito non aiuta né la sua intelligenza, Elena, né i suoi colleghi preparati. Mi spieghi come può essere accettata una situazione in cui qualunque intervento di qualunque ministro sia stato rifiutato in toto negli ultimi decenni, mi faccia cenno alla realtà che vede il 96% dei costi dedicati alla scuola destinati a stipendi, mi spieghi come affrontare un sistema che non prepara più. Tranne eccezioni.
    E non lo dico io, ma lo sostengono le analisi qualitative delle scuole italiane e delle università che non hanno valore di sorta all’estero.
    E che vengono derise. Per caso mica vorrà dire che si sbaglino sempre e comunque gli altri, no?

    A Lei, Mario Maffei, la palma della occasione persa. Avrebbe potuto fare di meglio in difesa della categoria cui visibilmente appartiene e che, lo ammetto, non apprezzo nonostante la trascorsa appartenenza della mamma; ma questa è colpa mia e mi si accetterà un giudizio personale, o no?
    Tirare fuori “lo stampo inconfondibile del fascismo” per sgattaiolare a giudizi più approfonditi, la porta a firmarsi, correttamente, con un eufemistico “fesso”.

    Suvvia, sia più onesto e scriva…………

  20. Dr.Pardi
    18:00 on febbraio 7th, 2010

    …discapito…

  21. laFilosofa
    19:16 on febbraio 7th, 2010

    Carissimo Dr.Pardi,

    sentiamo, allora: qual è la sua proposta per migliorare il funzionamento della scuola?

  22. aha aha
    21:04 on febbraio 7th, 2010

    Visto che è in grado di giudicare gli insegnanti così bene e di fare di ogni erba un fascio, potrebbe insegnare lei!
    Chissà come migliorerebbe la scuola… abbiamo trovato la soluzione, visto? Peccato però che nella scuola ci siano anche tanti insegnanti capaci e impegnati, che lottano quotidianamente con chi ragiona come lei e vanno avanti lo stesso.
    Vuole un esempio, subito subito? Il prof, Luigi Razzuoli, ma questo è solo un piccolo esempio e se la figlia della sua amica (o sua nipote?) è una capocchiona nonostante gli insegnanti buoni e gli insegnanti fannulloni, s’impegni la famiglia a farla seguire nelle materie problematiche, come fanno e hanno fatto tante altre famiglie per il bene dei figli. All’università soffriranno meno.
    Lei sa meglio di me che in tutti i settori ci sono buoni o cattivi lavoratori, buoni o cattivi dirigenti perciò non criminalizzi solo gli insegnanti come se fossero la causa del disastro della scuola italiana (fatti personali??).

  23. DrMabuse
    21:04 on febbraio 7th, 2010

    Caro DrPardi. Sposo in pieno le sue considerazioni. Mi permetta di aggiungere che noto con sgomento che quelle stesse persone che dovrebbero essere chiamate ad educare i nostri figli o nipoti, quando non si trovano d’accordo con le altrui opinioni, non trovano niente di meglio da dire che la televisione obnubila la mente dei poveri miscredenti che hanno perso la retta via… che naturalmente e’ la loro.

  24. aha aha
    21:08 on febbraio 7th, 2010

    Eccone un altro…..

  25. DrMabuse
    22:21 on febbraio 7th, 2010

    Gia’… che la pensa diversamente da lei.. che cosa bizzarra vero?

  26. aha aha
    22:57 on febbraio 7th, 2010

    Di questi tempi, la cosa ormai non mi sorprende affatto.

  27. antonio melani
    23:09 on febbraio 7th, 2010

    Scrive Dr Pardi:
    La media della preparazione degli insegnanti è scadente ed il loro attaccamento al proprio lavoro ancor più debole. Perché non ammettere che esiste una elevata percentuale di cialtroni?
    Questo va a decremento e discapito di una categoria intiera.
    Risponde Elena:
    Abbiamo il disegno di legge Aprea che metterà nelle mani del Dirigente Scolastico un potere assoluto sul destino degli insegnanti ma, mi creda, siamo in Italia, e con tutte le parentopoli, le clientelopoli, le amicopoli che ci sono, il merito si ridurrà solo a questo.

    A noi il primato della mediocrità, voluta da una classe politica che rispetta la nostra scarsa propensione a desiderare un mondo diverso.
    Qualcuno afferma che la cosiddetta “seconda repubblica” è peggiore della prima.
    Cambiare le cose in profondità è proprio quello che vorrebbe Elena, ed è la dura realtà, in netto peggioramento, quella che si è trovata di fronte il Dr Pardi.
    Scaricare le proprie delusioni sul personale docente non ha senso, anche se la delusione è grande.
    Un abbraccio grande come… mala tempora currunt.
    Antonio Melani

  28. Dr.Pardi
    10:15 on febbraio 8th, 2010

    Melani, grazie dell’equilibrio. Lei ha capito. Scaricare le colpe su (parte del) corpo insegnante è solo una amara constatazione non priva di senso : è un dolore ed un dispiacere perché all’insegnante affidiamo l’educazione dei nostri figli e gran parte della formazione del nostro futuro.
    Dr.Mabuse, grazie della cortese condivisione.

    Gentile aha aha (..si legge come una risata o come l’esclamazione del bulletto dei Simpson con l’accento sull’ultima “a”?) si sorprenda : è da qualche milione di anni, da quando l’uomo ha iniziato a rapportarsi con un suo simile, che esistono opinioni diverse.

    E’ quando qualche umano ha deciso di metterle a tacere che sono iniziati i guai. La prenda con filosofia : al mondo ci sono persone che NON la pensano come lei. Sopravviveremo entrambi, si calmi.

  29. Letizia
    18:18 on febbraio 8th, 2010

    Egr. Dott.Pardi
    l’educazione ai figli la devono dare i genitori, la scuola li dovrebbe accogliere già almeno “educati” e fornire loro invece un elevato grado di formazione cuturale quale rafforzativo dell’educazione ricevuta.
    ….. Sempre che questi figli vogliano accogliere questa formazione.
    Per forza non si fa neppure l’aceto!

  30. nellino
    20:29 on febbraio 8th, 2010

    Il problema è che tutti vogliamo una scuola migliore,una buona riforma.
    Le riforme hanno tutte fallito, perchè l’importante è che niente cambi!

  31. elena tozzi
    05:20 on febbraio 9th, 2010

    @DrPardi e DrMabuse
    Voi ancora non avete capito, forse non mi sono spiegata bene, ma questa “riforma” non è tesa a migliorare la qualità degli/le insegnanti, in quel senso non mette in atto nessuna strategia di cambiamento.
    Taglia ore, materie, insegnanti di sostegno, materiali, personale di sorveglianza e pulizia ed aumenta il numero degli alunni per classe.
    Non aiuta in nessun modo gli insegnanti a migliorare l’approccio e le tecniche per aiutare i ragazzi in difficoltà o prevenire il bullismo, strombazza il 5 in condotta (come se non ci fosse già) e se ne lava le mani.
    Ha massacrato, in primis, una scuola dell’infanzia e una scuola primaria che ci invidiavano in tutto il mondo (dati OCSE alla mano).
    Ha impoverito la scuola secondaria di primo grado, eliminando ore e compresenze, vanificando la possibilità di intervenire precocemente sulla dispersione e il disagio scolastico, sul bullismo, sulle difficoltà generate dalle prime avvisaglie dell’adolescenza .
    Massacrerà, con l’ultima trance di questo “abominio”, la scuola superiore, allargando sempre più il divario tra “poveri” e ricchi” e non tra chi studia meglio o peggio.
    Lascia l’insegnante solo, alla mercé di persone come voi che guardano superficialmente un mondo di cui sanno poco o nulla ma che facilmente condannano.
    Purtroppo ci stanno levando il futuro e quando lo capirete, forse, sarà troppo tardi.

  32. Luca
    08:52 on febbraio 9th, 2010

    Una volta alle scuole elementari si faceva 08.30 – 12.30 con un solo insegnante e gli alunni erano più preparati di quelli odierni.Per quanto riguarda i bidelli anni fa facevano anche le pulizie,ora che fanno? Suonano solo la campanella e fanno pure i sacrificati?Voglia di lavorare saltami addosso.Vergognatevi,anche perchè non siete l’unico ministero ad avere problemi economici con mancanza di toner,penne ed altro.

  33. elena tozzi
    07:14 on febbraio 10th, 2010

    @Luca
    una volta non c’era il computer, la televisione aveva due canali, non c’era internet, la lingua straniera più quotata era il francese, c’erano i ghetti delle scuole speciali, non c’erano alunni stranieri, i genitori pendevano dalle labbra dell’insegnante e gli alunni stavano ben attenti ad insultare ed aggredire i docenti. L’insegnante aveva il solo compito di “istruire” e i “bidelli” erano sfruttati più del dovuto. Vogliamo sempre guardare indietro senza vedere i cambiamenti ENORMI che ha avuto la società? La scuola, i suoi problemi, i suoi ruoli sono troppo cambiati per fare dietrologia. Il Ministero della Pubblica Istruzione (solo Istruzione per la Gelmini, non dimenticatelo) è il Ministero che si occupa delle future generazioni, non del subito e presto ma del domani della nostra società, dovrebbe essere, con la sanità e le politiche sociali, il più dotato di fondi, con progetti a breve, medio e lungo termine, per permettere a tutti di avere una chance nella vita.
    Se lei non ha capito, se si è lasciato irretire dagli slogan e dalle frasi fatte di questo governo, che sta privando ogni cittadino di tutto quello conquistato in sessant’anni di duro lavoro, non so più cosa dirle, ma ciò mi riempie di una tristezza infinita.

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