RICCARDO STAGLIANO’

12 ottobre 2008

Riccardo Staglianò

Per lo spazio destinato al Personaggiok, questa settimana incontro Riccardo Staglianò e lo faccio tramite la posta elettronica, con la speranza di incontrarlo presto nella sua, nostra Viareggio per presentare, come è accaduto più volte in passato, libri che in copertina recano la sua firma.

Dove sei e cosa fai adesso?

A Roma, a Repubblica. Dopo cinque anni agli esteri scrivo reportage e inchieste per il Venerdì e mi piace moltissimo. Insegno anche nuovi media all’università   Roma Tre da quasi dieci anni. E poi scrivo libri e sto lavorando al mio primo documentario. Cerco di tenermi impegnato.

Ripercorrere la tua bibliografia è come leggere la realtà   che oggi ci circonda. Nel 1996 e nel ‘ 97 parli di Circo Internet, pubblicità   collegata e comunicazione interattiva. In pratica avevi già   aperto gli occhi quando la maggioranza di noi ancora ”dormiva”.

Ti sono grato di mostrarmi una qualche insospettabile coerenza tra le cose che ho fatto. Mi sono sempre considerato un “generalista” ma secondo il filo rosso che suggerisci la mia specialità   sembrerebbe essere il “near future”, il futuro vicino. Anche perchè in quello remoto, come insegna Keynes, saremo tutti morti.

Nel 2000 esce Bill Gates. Una biografia non autorizzata. Perchè?

Ho iniziato a lavorarci nel ‘98, quando vivevo a New York. In
quell’anno l’antitrust americana fa causa a Microsoft per abuso di
posizione dominante. E Gates non era solo l’uomo più ricco del mondo e un imprenditore senza scrupoli ma aveva un ruolo chiave nel decidere il futuro del software, una risorsa strategica.

Nel 2003 ti occupi di analisti e banche d’affari che hanno fatto
sparire i tesori della new economy. Un preludio a ciò che sta
accadendo in questi giorni?

In molti sensi sì. Anche all’epoca la bolla della new economy era
stata insufflata da analisti finanziari che, invece di fare
onestamente il loro mestiere, consigliavano azioni tecnologiche
spazzatura per intascare le commissioni dalle banche d’affari. Un
colossale conflitto di interessi di cui hanno fatto le spese, come
oggi, quelli che pensavano di potersi fidare di nomi come Merrill
Lynch, Goldman Sachs, Lehman Brothers….

Ed eccoci alla “svolta cinese”. Tra il 2006 ed il 2008 escono due libri che, anche in questo caso, anticipano un futuro che è già   molto presente.

L’impero dei falsi nasce da colossali incongruenze sul presunto
fatturato della contraffazione: non c’era una stima uguale a un’altra. Ho cominciato a scavare, sono andato in Cina e ho capito che non bisogna mai fidarsi delle apparenze. Nei mesi scorsi è uscito “I cinesi non muoiono mai” che racconta per la prima volta, dall’estremo nord al profondo sud, i cinesi nostrani al di là   dei luoghi comuni.

Veniamo alla nostra Viareggio. Il tuo rapporto di ieri…..

Sono stato un viareggino orgoglioso, che si cuciva la maschera di Carnevale ogni anno sino all’università  . E anche molto fiero dell’apertura mentale che ho sempre messo in connessione con il fatto di essere un porto di mare.

…. e quello di oggi. Vengo di rado, giusto per vedere i miei e il nipote. Ho un’autonomia molto breve: 36-48 ore, come i congedi dei militari. Ho capito che sto bene solo nelle città   dove puoi essere anonimo nella folla. E questo non si può dire in via Battisti o in passeggiata neppure per viareggini contumaci da quasi vent’anni come me. Magari recupererò invecchiando.

E qui, all’ombra della Torre Matilde, fuori dalla cerchia di parenti e amici, chi vorresti leggesse questa intervista?

Mi sarebbe piaciuto farla vedere a mio nonno, viareggino inveterato, filosofo con la quinta elementare, figlio di marinai che temeva il mare, uno che faceva i tandem fondendo insieme due biciclette. Ma è morto il 5 ottobre. Se esistesse un paradiso, ci fossero anche le edicole e si potessero dedicare le interviste, gliela dedicherei.

E nel farlo, lascio Riccardo ai suoi impegni e lo immagino come un moderno “marinaio salmastroso” che naviga sulle rotte di internet e dell’informazione; coraggioso, appassionato e libero come lo erano (e lo sono) i rappresentanti di una marineria che si è fatta onore sulle onde dei mari di tutto il mondo.

stefano pasquinucci

Riccardo Staglianò è nato a Viareggio il 29 giugno 1968. E’ giornalista de “La Repubblica”. Ha scritto a lungo di nuove tecnologie per il “Corriere della Sera” ed è il cofondatore della rivista online di cultura “Caffè Europa”. Già   corrispondente da New York per il mensile “Reset”, insegna Teoria e tecnica dei nuovi media alla Terza università   di Roma. à Ë† autore di “Capire la Rete” (i libri di Reset 1996), “Comunicazione interattiva. La pubblicità   al tempo di Internet” (Castelvecchi 1997), “Circo Internet. Manuale critico per il nuovo millennio” (Feltrinelli 1997), “Bill Gates. Una biografia non autorizzata” (Feltrinelli 2000-Ediciones Infinito 2000-Folio), “Giornalismo 2.0. Fare
informazione al tempo di Internet” (Carocci 2002), “Cattive azioni.

Come analisti e banche d’affari hanno creato e fatto sparire il tesoro della new economy” (Editori Riuniti 2002), “L’impero dei falsi” (Laterza 2006) e “I cinesi non muoiono mai” (Chiarelettere 2008). Nel 2001 ha vinto il Premio Ischia di Giornalismo per la sezione “giornalismo online”. Nel 2002 è stato premiato con il Citigroup Journalistic Excellence Award per un’inchiesta sullo sboom della New Economy. Nel 2008 è stato scelto dal Consiglio per le relazioni Italia-Stati Uniti come “young leader” per l’omonima conferenza internazionale.

Per un curriculum più esteso con articoli, citazioni, partecipazioni a convegni e così via, Google la sa più lunga di tutti: basta digitare
“riccardo staglianò” tra virgolette.

Pubblicata su
Il Corriere della Versilia
domenica 12 ottobre 2008