Quarto centenario dell’istituzione della Vicaria di Viareggio

ottobre 31, 2017 Lascia il tuo commento

Interessante giornata di studio sulla fondazione della Vicaria di Viareggio, avvenuta il 27 marzo 1617, a cura di Tommaso Maria Rossi, direttore dell’Istituto Storico Lucchese Sezione di Viareggio al Museo della Marineria di Viareggio. A discutere di questo primo atto di riconoscimento ufficiale dell’importanza di Viareggio per la Repubblica di Lucca sono stati chiamati cinque valenti studiosi esperti: Marco Lenci, Roberta Antonelli, Matteo Giuli, Annalisa Biagianti.

Marco Lenci osserva che Viareggio costituiva, per lo Stato lucchese, anche prima della erezione in Vicaria, un’essenziale finestra sul mare. Sul piano diplomatico il possesso di Viareggio come piazza fortificata aveva consentito alla Repubblica di contare nell’organizzazione la difesa dell’intera costa ligure-toscana dalle incursioni saracene. Viareggio e il suo scalo marittimo inoltre rivestivano un forte rilievo strategico per gli approvvigionamenti via mare di grano e derrate durante le carestie, per il passaggio dei condannati lucchesi destinati alle galere della famiglia Doria, per il controllo sanitario contro il diffondersi delle epidemie.

Roberta Antonelli si sofferma sugli effetti del decreto di fondazione della Vicaria di Viareggio che sottraeva a quella, molto antica, di Camaiore diverse sue comunità. A questo atto può farsi risalire l’insofferenza reciproca tra camaioresi e viareggini. Vi furono discussioni accese tra i rappresentanti delle due comunità fino a quando, due anni dopo, il Consiglio Generale d’autorità diede esecuzione all’istituzione della stessa Vicaria.

Jacopo Pessina parla della milizia territoriale della Vicaria di Viareggio.e della struttura dell’esercito lucchese. L’anno successivo alla istituzione della Vicaria la Repubblica inquadrò i sudditi viareggini nell’omonima formazione di milizia che comprendeva l’ottanta per cento circa della popolazione maschile. Il grosso dell’armata lucchese, dieci-undicimila uomini, era formato dalle milizie delle vicarie. I miliziani viareggini, due, e poi tre, compagnie di quattrocento-seicento fanti, furono aggregati a quelli delle Vicarie di Camaiore e Montignoso costituendo così il corpo armato del ‘colonnellato’ preposto alla difesa dell’area costiera dalle incursioni saracene e alla repressione del banditismo.

Matteo Giuli riferisce sull’attività giudiziaria del Tribunale della Vicaria di Viareggio.La ricerca storica mette in evidenza che esso, oltre a svolgere la funzione dirimente delle controversie civili e della stabilizzazione dell’ordine pubblico, contribuì alla trasformazione e sviluppo del territorio e del suo paesaggio. Interessante è la ricostruzione della procedura giudiziaria utilizzata dal Tribunale e delle motivazioni politiche che spinsero Lucca a istituire la Vicaria di Viareggio: se ne deduce che il suo sviluppo, come centro principale del litorale lucchese, non sia dovuto solo alle bonifiche del territorio e all’ampliamento del porto, ma anche al potere giudiziario esercitato dal Tribunale.

Annalisa Biagianti relaziona sull’interesse delle potenze europee, in prima fila la monarchia francese e l’impero asburgico, a insediare nello scalo marittimo della Repubblica di Lucca un proprio rappresentante consolare. La documentazione del Consiglio Generale mostra quali istanze e motivazioni muovevano i principali Stati europei a nominare un console a Viareggio.e le alternative cui ricorrevano in assenza di un proprio agente, nonché la risposta della Repubblica di Lucca nei confronti delle richieste ricevute. Da questo studio si ricava che il governo lucchese con abile azione diplomatica cercava di non contrariare le istanze presentate e al tempo stesso di evitare pericolose ingerenze nel proprio territorio.

Una considerazione in calce. Si è trattato di una iniziativa d’indubbio spessore culturale. Ricerche e approfondimenti di questo genere da parte di studiosi, specie se del mondo accademico, tanto auspicabili e benvenuti, andrebbero agevolati da parte pubblica. La passione e la serietà scientifica dei relatori di questa mattinata traspariva dai loro volti e dalle loro parole. Non creiamo il deserto intorno a loro.

Antonio Carollo

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