“Opere senza Opera”

marzo 5, 2018 Lascia il tuo commento

L’opera più importante di un’arte che ha la coscienza di essersi sviluppata dopo Duchamp e il Dadaismo è la vita stessa. Una vita che metta in dubbio le convenzioni sociali e che vada oltre la creazione di opere estetiche (solo per gli occhi) per aprire spazi di esperienze cognitive personali e collettive. Opere, azioni, non finalizzate alla creazione di un’opera d’arte. Ma finalizzate ad usare le “opere” come mezzi di sovversione cognitiva e agitazione culturale. Opere viventi. Destinate a passare, ad essere abbandonate, bruciate, eleminate per essere superate dalla vita ma comunque necessarie per stigmatizzare un momento, un evento, un processo evolutivo o politico.

A questa filosofia si ispirano i componenti del Collettivo Superazione (Barbara Fluvi, Omer Murat Onol, Giacomo Verde, Paola Bonaiuti, Catia Lari Faccenda) e Luca De Silva (socio onoraro del Collettivo) per la mostra evento che prenderà vita al DadaBoom di Viareggio dal 10 al 25 marzo 2018. Un’esposizione che intende sperimentare gli attuali limiti dell’arte contemporanea senza farsi inglobare dalle mercantili leggi della spettacolarizzazione artistica.

Come farebbero degli antichi filosofi cinici post-dadaisti. Un’ultra-mostra in continua mutazione ricca di eventi che vanno dall’impegno politico al non-sense, dalle riflessioni filosofiche con presentazione di libri al dolce far niente, dalla musica popolare alla performance urbana. Sconfinamenti di generi e modalità creative oltre le separazioni che certo non appartengono alla vita vissuta da ognuno di noi.

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