LETTERA APERTA AL PRESIDENTE NAPOLITANO

by · 16 aprile 2012 · Categoria: Rubriche 

Capita. Capita nella vita di incontrare qualcuno che ti racconta qualcosa, parole su cui vai in seguito a riflettere e che scopri esserti utili. Capita anche che qualcuno ti porga una lettera. “…Tu che scrivi qua e là, gliela passeresti a Viareggiok una mia lettera per Napolitano? Perché proprio a lui? Ne capirai il motivo leggendola”. Certo, perché no?, faccio al mio amico che chiameremo “Signor G” per convenienza e per correttezza nei suoi confronti. Leggiamola insieme…

“Caro Presidente Napolitano mi perdoni se non mi presento. Lei capirà da quello che sto per spiegarle che non lo faccio per viltà ma per necessità. Qualche giorno fa lei ha detto pubblicamente che “chi non paga le tasse non è degno di essere italiano”. Lì per lì non ci ho fatto caso più di tanto ma poi, dormendoci sopra, mi sono reso conto che lei aveva inveito contro quella categoria di scomunicati cui oggi faccio parte. Così, invece di tenere per me il mio sconcerto, ho pensato di darle una spiegazione, sperando nella sua comprensione. Nasco in una famiglia medio borghese, non ricca ma nemmeno povera. Il piccolo boom degli anni sessanta era stato in qualche modo utile anche a noi; entrambi i miei genitori lavoravano. Hanno lavorato per 40 anni la mia mamma e 42 il mio papà. Le traversie di aver fatto studiare e allevato due figli non li hanno lasciati benestanti e con un lascito in banca ma hanno permesso loro una vita decorosa. Dei due figli io non scelsi di prendere la strada che mi era stata consigliata; ancora oggi mi domando se sia stato un errore o se abbia comunque ben speso la mia vita. Mi sono fatto tutto da solo, qualsiasi sia il risultato che ho ottenuto. Mi sono sposato, sono sopravvissuto al divorzio e ai suoi inevitabili strascichi, mi sono tolto qualche piccola soddisfazione, ho persino trovato modo di comprarmi – con un mutuo e con un po’ di fatica – due piccole case in campagna: una casa ed un annesso.

Ho sempre avuto un mezzo di proprietà; no, mai grosse auto e neppure nuove, ma macchine decorose con cui affrontare i miei spostamenti. Ho avuto piccoli momenti di ristrettezze ed ho attraversato periodi di soddisfazioni, anche economiche. No, niente a che fare con certe dichiarazioni dei redditi che leggo spesso sui giornali, io sono una persona come tante, ma l’essere riuscito ad andare avanti da solo nella vita, con la consapevolezza che non avrei mai avuto un’eredità come paracadute e senza un aiuto da parte della famiglia, è stato un mio piccolo vanto. Una vita come milioni di altre, Signor Presidente, una vita da “piccolo borghese”, come andava di moda chiamarla ai tempi in cui lei utilizzava questa definizione, negli anni settanta. Poi, una decina di anni fa, una scelta professionale forse sbagliata o presuntuosa, o forse, molto più semplicemente, la schiuma iniziale di quell’onda lunga di crisi che adesso ci sta tenendo le teste sott’acqua come un surfista che cade da un’onda oceanica e tiene il respiro. Tiene il respiro sperando che l’onda passi alla svelta quando c’è ancora ossigeno nei polmoni. Ecco, Presidente, io non so se lei possa aver mai provato l’esperienza di restare sott’acqua e sentire l’ossigeno che svanisce e manca ma è esattamente quello che io – credo come altri milioni e milioni di italiani – sto provando. Ci terrei a sottolinearle che il mio lavoro non è stato fine a se stesso; con il mio lavoro molte decine prima, molte centinaia di persone poi, hanno avuto modo di lavorare. Dal mio lavoro sono dipese le piccole fortune di tante famiglie. Ma le dicevo che qualcosa è cambiato da una decina di anni…cercherò di farle capire…senza espormi. Le aziende con cui lavoro ed ho lavorato hanno cominciato a pagare di meno, ad essere meno in grado di dar lavoro a me e a tutto l’indotto. E questo proprio in un momento in cui era possibile leggere sui giornali che proprio il mio settore di competenza era in grande espansione; in virtù del mercato ed in virtù di certe leggi che parevano esser state fatte da voi appositamente per favorirne un’espansione.

Dal pagare di meno al pagare in ritardo il passo è stato breve: prima trenta e sessanta giorni, poi il salto a centoventi e centottanta (..che sono quattro e sei mesi, Presidente!) e poi piano, piano fino ad un anno. Arrivare da un anno a un anno e mezzo, con un po’ di scuse ed un paio di trucchetti amministrativi è stato un vento, come diciamo noi in Toscana. Ma si sopravviveva. Male, ma in qualche modo c’era possibilità di andare avanti; facendo scorte come gli scoiattoli, spendendo meno in spese voluttuarie, tagliando dove era possibile tagliare. L’ultima vacanza, Presidente, l’ho fatta otto anni fa, a settembre, una settimana in una casa in prestito. Da allora non me lo sono più potuto permettere. E la fortuna di vivere in una città come Viareggio non mi aiuta: non vado più al mare da almeno dieci anni. Ma ci terrei a elencarle le mie piccole privazioni progressive; poche cose rispetto a certi paesi in disgrazia, ma notevoli mutamenti nella mia micro-economia domestica: andavo a caccia e a pesca e non l’ho più fatto da dieci anni. Andavo a teatro, spesso al cinema, mi concedevo qualche piacere aggiuntivo con musica e libri (due mie passioni), uscivo con la mia compagna a cena un paio di volte al mese, indugiavo in qualche piccolo sfizio gastronomico e quando potevo facevo qualche piccolo restauro alla mia casa. Non ho mai speso in abiti firmati, neppure in stile casual, ma da tempo i miei negozi, una volta ogni anno o due, sono quelli gestiti dai cinesi. Tutti questi sono stati tagli necessari, Presidente, necessari non a mantenere uno status quo ma ad andare avanti. Ero consapevole di rischiare di mettere in difficoltà la famosa economia di Stato; in fondo, niente viaggi, niente vacanze, niente spese voluttuarie, niente cultura e svago, meno cibo, meno abbigliamento, niente edilizia…tutte categorie, mi pare, in una certa difficoltà, oggi.

E meno male che non ho mai fumato, né bevuto alcolici. Negli ultimi tre o quattro anni, poi le mie entrate si sono quasi azzerate: ho continuato a lavorare ma praticamente solo ed esclusivamente per non perdere diritti acquisiti o per restare in un certo giro professionale. Da quattro anni i rapporti con i miei clienti, chiamiamoli così, sono stati di questo tipo: lavoriamo, speriamo di portare il progetto a termine e se, pagate tutte le spese, avanza qualcosa, ci dividiamo in percentuale. Inutile dire che pare non sia mai avanzato nulla. Così, Signor Presidente, ho fatto un po’ di tutto: ho tagliato l’erba per giardini e proprietà per due lire, ho tagliato e spaccato legna per otto mesi, ho detto di sì a qualsiasi minuscola richiesta di qualsiasi minuscolo ed ipotetico cliente. Ma il mio conto in banca non è mai salito sopra i due o tremila euro, quella che io considero la soglia sotto la quale una gomma bucata non è rimediabile. Così, come raccontava un mio compaesano, certo Egisto Malfatti, nonostante sia poco piacevole, “dato che ‘ddebiti ‘en tanti” ho scelto di affittare la mia casa, in estate, andando a dormire altrove. Il primo anno dichiarai tutto quanto avevo guadagnato (7800 euro, Presidente) ed andai tranquillo a farmi fare i conti convinto che non avrei mai dovuto pagare tasse: ero sicuro di essere sotto il limite di povertà. Quelli erano gli unici denari che avevo incassato, quell’anno. Quando mi chiesero 1390 euro per averne guadagnate 7800 capii che non avrei più potuto farlo. E cominciai ad evadere, io che avevo sempre pagato fino all’ultima stilla di lira, io che ero sempre in credito con lo Stato, cominciai a raccontar balle. Adesso dichiaro la metà di quello che incasso con l’affitto estivo, Presidente, perché non solo la situazione in questi anni non è migliorata ma perché è addirittura peggiorata e di molto. Non sto a spiegare a lei che la benzina rende impossibile l’uso dell’auto se non per necessità assoluta, non le elenco le nuove tasse e la percentuale di aumento di esse perché è lei, Signor Presidente, che ne ha favorito, direttamente o indirettamente, aumento e creazione, non sto a spiegarle che in casa facciamo fatica a pagare il telefono (che sarà la prossima cosa che taglieremo, con dispiacere e alla faccia della necessità dell’accesso al web tanto strombazzato), a fare la spesa come una volta, a fare il minimo; le dico solo che ho vissuto la mia nuova condizione di bugiardo e evasore molto male, con insicurezza, con timore. Con vergogna. Quella vergogna che ho provato quando lei ci ha sputato in faccia la nostra vile condizione di ladri, di parassiti, come narra quel famoso spot.

Poi, leggendo il giornale – degli altri, Presidente, degli altri… – ho visto che i partiti politici ottengono mediamente il sessanta/settanta per cento di ciò che serve loro; ho visto che tanti partiti, il suo compreso Presidente, non si accorgono che qualcuno ruba nei bilanci decine di milioni, come se nessuno fosse in grado di accorgersene, ho visto che il nuovo Primo Ministro che ha due vitalizi e due stipendi è persino Senatore a vita e che la maggior parte di onorevoli, senatori, politici hanno stipendi minimi di una decina di migliaia di euro…al mese, Presidente…e che, nonostante ciò, non riescono a dare l’esempio a noi ladri parassiti diminuendosi gli emolumenti. Anzi: ne chiedono di ulteriori, così come ha fatto un suo compagno di partito che ha addirittura chiesto di aumentare i contributi statali ai partiti, estendendoli alle fondazioni che dai partiti dipendono. Ho visto gli elenchi di benefici di cui godono parte degli italiani, ho visto che un fesso qualsiasi fatto eleggere da un partito politico qualsiasi, dopo cinque anni ha diritto a 3500 euro di pensione al mese. Io non li ho mai visti, neppure in lire, quei soldi, Presidente! , ma so che andrò in pensione un attimo prima di mettermi a sedere in carrozzina…sempre che la veda, quella pensione. Ho visto dipendenti spinti ad abbandonare il lavoro in anticipo (esodati li chiamate, e neppure lo Zingarelli me lo riporta come termine italiano) e poi messi nei guai senza che nessuno ne conosca il numero esatto; ho visto chiedere l’Imu ad anziani che vivono in pensione come se avessero una seconda casa ed ho visto infilare tra le pieghe dei vostri decreti legge un codicillo che permette ai costruttori di non pagare l’Imu sulle case nuove invendute.

Ho visto politiche tese a favorire “i giovani” che difatti sono senza lavoro solo perché da loro ci si aspetta che aiutino a pagare le pensioni agli anziani, pagandosi da soli le loro, ho visto che nessuno di voi ha veramente mai voluto affrontare l’immenso problema del cinquantenne che perde il lavoro e che non ha speranza di trovarne un altro a causa di politiche dissennate e illusorie…ho visto fare ciccia di porco (mi perdoni l’espressione!) dei poveri Cristi e tartassare quelli che, dite voi, dovrebbero favorire la crescita. Come se nessuno di quei geni che oggi ci governano non sapesse che una mucca non va mai munta fino in fondo perché senza latte muore. Ha presente un limone, Presidente? Ne ha mai spremuto uno con le sue mani? Sa che quando il succo non vien più fuori, se lei guarda dentro vede il bianco della buccia? Ecco io, oggi, mi sento così…no, non mi ammazzerò mai perché sarebbe una sconfitta ed io voglio vincere su una classe politica che pensa di avermi cancellato dicendomi che quel Paese che ho contribuito a mantenere per cinquant’anni mi dovrebbe cacciare come un ladro. Quel paese che mi confonde con i veri evasori e che crede che limitando a mille euro l’uso del contante si possa tracciare il nero! Un paese composto da una classe politica che non ha ancora compreso che i veri evasori non pagano con il bancomat ed i veri ladri e trafficanti non si cambiano merce portandosi la macchinetta al seguito! Lo stesso Paese in cui i partiti non dimenticano mai gli amici degli amici e quando possono li aiutano in modi vergognosi e patetici…infilandoli in fondazioni inutili e costose, donando loro stipendi, consulenze ed emolumenti che fanno parlare – non sempre ma ogni tanto – persino quei quotidiani che, proni, riescono ancora a non mettervi alla berlina in prima pagina. Qua nella nostra provincia ne sappiamo qualcosa, Presidente! Forse perché voi, i giornali, li tenete per le cosine…sì, quelle cose lì sotto, sa?… per via dei contributi alla carta stampata.

Ed è così, Presidente, che pensando a tutto questo non mi sono sentito un ladro ma un resistente, uno che deve “far passare la nottata” restando vivo nonostante tutto. Non è una guerra vera questa, non si sparano altro che i poveracci che hanno perso con l’onore il coraggio, ma è una guerra che dovremo vincere sopravvivendo perché saremo noi piccoli ladri di essenza vitale che faremo ripartire questo paese, l’unico che ha aumentato le tasse del 70% senza riuscire a tagliare la spesa pubblica oltre il 30%, Presidente…lo dicono le vostre ricerche, mica io. Persino la Grecia ha saputo fare meglio di noi con il 45% di tasse ed il 55% di tagli ! No, io non solo non mi sento un ladro, evadendo quei cinquemila euro l’anno, ma un sopravissuto, un sopravvivente schifato e stomacato. Ed offeso. Offeso dalla sua miopia, dalla sua poca voglia di capire. E questa è una cosa che la accomuna a tutti quelli con cui si dà serenamente del tu alla magica buvette del Parlamento, dove i vostri aumenti paiono non arrivare mai.

Avete perso contatto con la realtà del Paese, Presidente, ed avete spremuto il limone fino al bianco della buccia. Niente più succo: dovete solo sperare che la mucca non muoia, perché i prossimi sareste voi. Perché chi vi ha pagato e vi paga lo stipendio è defunto. Spero capirà perché non posso firmare la mia lettera: vorrei resistere a casa mia senza essere costretto a venderla da Equitalia (mai nome meno realistico venne scelto!), e non ospite in una delle vostre fatiscenti strutture carcerarie. Ci ripensi la prossima volta che parlerà a braccio, Signor Presidente, o almeno provi a distinguere tra sopravviventi e veri ladri. Un ex-elettore italiano.”.

Giancarlo Trombetti

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Commenti

34 Commenti all'articolo LETTERA APERTA AL PRESIDENTE NAPOLITANO

  1. moreno bucci
    in data lun, 16 apr 2012 ore: 23:23
  2. Eppure chi non paga le tasse mi frega una bella parte della pensione, come prima mi fregava una bella fetta dello stipendio!

    P.S. Napolitano non mi pare sia mai stato né della Lega né della Margherita.

  3. B.G./Q
    in data mar, 17 apr 2012 ore: 12:59
  4. Questo napolitano???
    quello che chiama la polizia????
    ah ah ah ah ah ahhhhhhhhhh!!!!

  5. nellino
    in data mar, 17 apr 2012 ore: 15:22
  6. Possibile che non si sia andati a fondo a queste affermazioni?

    http://www.youtube.com/watch?v=g4MhaNBAZN4&feature=fvwp&NR=1

  7. B.G./Q
    in data mar, 17 apr 2012 ore: 16:41
  8. a loro insaputa……….ovvio!!

  9. Giancarlo T.
    in data mar, 17 apr 2012 ore: 18:51
  10. Caro Moreno, ti ha risposto Nellino, se il tuo dubbio fosse stato legato a problemi del PD, partito cui Napolitano, notoriamente, appartiene. Ma ricordo anche un…chiamiamolo… “dubbio iniziale” nel corso delle prime fasi di indagini sul caso Lusi, dato che pareva che PD e Margherita avessero condiviso parte dei “rimborsi” per un certo periodo.

    Poi la posizione del PD si è persa, come sempre. Eppure da socialista avresti dovuto ricordare quanto disse Craxi vent’anni or sono…oppure avresti dovuto ricordare che è proprio di un esponente del PD la richiesta di “allargare” alle fondazioni i rimborsi che lo Stato elargisce ai partiti. Se fosse stato questo il tuo dubbio.

    Sul tuo commento iniziale, invece, credo che tu non abbia afferrato del tutto il senso della lettera e della immensa differenza che corre tra un evasore ed un sopravvivente. Un tempo c’erano molti evasori, adesso ci sono troppi sopravviventi. Ed evadere non pare quasi più un reato ma una necessità in molti casi, con una pressione oltre il 50% degli introiti, che da vecchio marpione (simpaticamente) quale sei, sai perfettamente non essere certo i guadagni. E’ una lotta obbligatoria, non più una scelta, temo. E al solito sono i poveri dipendenti a farne le spese rispetto a chi può tentare la sorte.

    Se personalmente potessi parlare al Napolitano gli direi che in questo momento storico sono loro a doversi vergognare di essere italiani o, se preferisci, noi di appartenere al loro stesso Paese. Forse ti sono sfuggite le percentuali che molti sodaggisti sciorinano da destra, da sinistra e da centro in merito al parere degli italiani al finanziamento dei partiti che, ricordo, fu oggetto di un referendum che lo voleva cancellato.
    Beh, la percentuale più bassa indica nell’80 % coloro che NON vogliono che i partiti si prendano i nostri soldi…ma se oggi fai un giretto su qualche motore di ricerca o portale (….che so, Virgilio, tanto per cambiare), la percentuale è al 93%.

    Tutti reazionari, gli italiani? Tutta antipolitica? O quando si affonda per colpa soprattutto di chi ci ha governato per cinquant’anni, prima o poi ci si ribella?

  11. Ludwigzaller
    in data mar, 17 apr 2012 ore: 19:12
  12. Io sono per un rigoroso pagamento delle tasse, ma, certo, da Bucci, che ha fatto per tanti anni il politico professionista, mi sarei aspettato un allargamento del discorso agli sprechi dello stato e ai privilegi della politica. Al suo posto avrei ricordato anche quella esplosione del debito pubblico iniziatasi proprio nel periodo di Craxi e mai arrestatasi, fino al crack attuale.

  13. beppe
    in data mer, 18 apr 2012 ore: 16:08
  14. meglio orfano che figlio di un politico….

  15. moreno bucci
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 00:01
  16. Cari Trombetti e Ludwig,
    se si scende ai sopravvissuti, gira gira è un sopravvissuto anche Marchionne che paga imposte in Svizzera.
    Non scordiamoci mai che in Italia si guarda sempre la pagliuzza nell’occhio dell’altro e mai il trave nel proprio.
    Per Ludwig dico che ho fatto il politico a lungo, ma mai professionista, poiché non ho mai preso l’aspettativa dal lavoro. Il discorso più ampio ,se lo vogliamo fare, invito a farlo in altro post.
    Per Giancarlo: sapessi quante persone conosco io che sopravvivono molto peggio del suo “qualcuno” che scrive al capo dello Stato.
    Craxi avrebbe fattto bene a mantenere il decoro e l’onore dei socialisti d’antan.
    I partiti è meglio che non siano lasciati in balìa dei privati (Negli USA, tutti i presidenti sono ostaggio dei loro sovventori).
    A chi investe in Tanzania io rigiro quel cappio di vent’anni fa.

  17. franz
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 08:57
  18. meno male che ha fatto il politico a tempo perso…
    paragonare l’italietta gli USA che, con tutti i difetti del caso, sono una potenza mondiale… direi che è veramente fuoti luogo…
    secondariamente in USA le lobbies si muovono alla luce del sole… in italia invece si muovono come topi nelle fogne finanziando l’uno o l’altro politicante venduto…. e noi ne abbiamo praticamente il 99 %….

  19. moreno bucci
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 10:37
  20. Franz,
    nella valutazione dei fenomeni sociali e politici e nei comportamenti degli umani non ci sono misure di “volume” che tengano, gli USA e San Marino sono commensurabili.

  21. marcomaccioni
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 17:04
  22. ehm…caro signor G…le chiedo ufficialemente di smezzare i 5000 euro che ruba allo Stato. Tanto non son soldi suoi.

  23. Ludwigzaller
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 17:16
  24. Si può aprire un altro post, Bucci, oppure continuare a commentare in questo. Mi pare che anche gli ultimi eventi mostrino quanto i partiti abbiano tirato la corda fino a strapparla, ma il fenomeno ė antico ed era già evidente ai tempi di Craxi, quando il debito pubblico crebbe fino ai livelli di guardia che oggi ha superato: e non soltanto per il bene collettivo, ma per permettere giganteschi arricchimenti personali.

  25. moreno bucci
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 19:39
  26. Vedi Ludwig,
    il debito pubblico è praticamente iniziato alla fine degli anni ’70, si è sviluppato negli anni ’80 ed ha continuato a crescere successivamente. Se fosswe colpa solo di Craxi sarei contento, perché i socialisti non hanno problemi a prendersi le colpe.
    In verità il debito pubblico è il risultato della politica italiana che si è basata a lungo sul binomio spesa pubblica (to’ per fare un solo esempio: i soldi dati alla Fiat) e l’evasione fiscale che veniva sopportata (e talvolta “supportata”).

  27. Ludwigzaller
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 19:50
  28. A quel tempo c’ero già, Bucci e ricordo perfettamente il fenomeno, dovuto essenzialmente a Craxi, dell’esplosione dei bot. I titoli di stato erano guardati con diffidenza perchè già dopo la fine della seconda guerra mondiale c’era stato un default, e tutti i titoli erano diventati carta straccia. Craxi convinse i cittadini ad investire in bot, e lo stato potè utilizzare nuove risorse. L’aspetto negativo fu che la spesa si impennò in modo irragionevole: crebbero le spese inutili e crebbe la corruzione. Impossibile non rammentarglielo, mi scusi, quando lei parla di furti ai suoi danni.

  29. Dr.Pardi Palle
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 20:17
  30. Vi separo, cari Ludwig e Moreno…Craxi sta passando alla storia come “Il fuggitivo”. Credo che tra cinquant’anni, quando si potrà guardare alla storia non come continuiamo a guardare romanticamente al periodo post bellico (meglio : post 8 settembre), al sardo verrà riconosciuta una parziale potenzialità di statista. Anche se le cazzate prevarranno per molto tempo e il Bettino, tante se le sarebbe potute risparmiare.

    Ma non preoccupiamoci: nessuno di noi durerà tanto per esserci, purtroppo. Quanto alle mancanze che denuncia il Bucci, non vedo dove stiano: l’evasore è una cosa, lo fa scientemente e con malizia. Il sopravvivente, come lo stiamo definendo, mi pare che non abbia scelta.
    E al simpatico Maccioni chiederei: perchè non sono soldi suoi? Di chi sono? Del popolo sovrano o dello stato ladro?

    Mi permetto di aggiungere una annotazione al fenomeno (che crescerà) degli affittuari stagionali. Le spese consistono nelle percentuali di agenzia, nei costi delle agenzie web (tanto di moda!), nei costi di mantenimento dell’immobile, nei piccoli e medi danneggiamenti, nei materiali di consumo, nelle bollette accresciute, nelle pulizie; bene di tutto questo, lo stato non riconosce niente, nulla può essere detratto.
    Molti non sanno che la maggior parte delle agenzie web non rilascia fattura e le agenzie di nuovo stampo vogliono ricevere la percentuale in contanti. Diecimila euro, cifra tonda, in realtà sono poco più della metà al netto. Ma le tasse, l’Irpef e le bollette comunali aumentate (si paga di più nel periodo d’affitto in certi comuni) si pagano sul totale.

    Prima di giudicare, bene sarebbe conoscere l’argomento in modo meno superficiale.

  31. Ludwigzaller
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 20:32
  32. Non è solamente Craxi ad essere sotto accusa, Giancarlo, e non dico nemmeno che fosse il peggiore. Tutta una classe dirigente va stigmatizzata. Ormai sappiamo con certezza che nessuno si è salvato e che chi era andato al potere perchè si era presentato come “nuovo” ed “onesto” ha fatto addirittura peggio. Avanti il prossimo, come direbbe Cocciante: pare toccherà a Grillo e ai Grillini, ma dopo averne viste tante la fiducia è sottozero. Inevitabile però evocare i fantasmi di Craxi, Martelli e Signorile quando l’interlocutore ha trascorsi socialisti tanti evidenti.

  33. moreno bucci
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 20:36
  34. Ludwig,
    mi tocca parlare bene i Bettino.
    Se Craxi è stato presidente del consiglio tre anni (83-86) come può esser solo colpa sua?
    Via, se c’eravate già dovete e ricordarvi molto di più.
    I furti ai miei danni ci sono eccome, anche ai vostri, se non evadete.

    Per PdP: cavolo, stai narrando il “paradiso degli evasori”; piccoli eh, ma evasori lo stesso.
    Comunque parlare dei piccoli evasori, o sopravviventi, (e come ti ho detto di sopravviventi messi molto peggio del tuo amico, ne conosco parecchi) fa perdere di vista i grandi evasori, o grandi sopravviventi, se preferisci.

  35. moreno bucci
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 20:39
  36. Ludwig,
    parla pure male dei socialisti, è ormai sport popolare.
    Ma i socialisti si giudicano uno per uno e se fai mente locale ne hai conosciuti certamente tanti ai quali non puoi rimproverare niente: brave persone pieni di ideali.
    Tò, ti faccio il nome di due onorevoli: Amadei e Spinelli.

  37. Ludwigzaller
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 20:52
  38. Intanto una correzione che non è di dettaglio: tangentopoli scoppia nel 1992, Craxi non era più presidente del consiglio, ma continuava a governare assieme alla Democrazia cristiana dopo aver stretto un patto di ferro con Andretti e Forlani. Durante quel periodo il debito pubblico si impennò in modo evidente. Ed anche questo mi pare incontrovertibile, tanto che poi finì per diventare una variabile fuori controllo e condizionò la politica finanziaria italiana per un periodo lunghissimo e si può dire fino ad oggi. Nei suoi post, Bucci, non ho mai letto una parola di critica in merito a quelle esperienze politiche e a quella stagione. Non mi sorprende perciò che anche in questo caso si riveli estremamente reticente.Non assolvo però neppure gli altri partiti, naturalmente, inclusi il Partito popolare e i Ds, poi confluiti nel Pd. Vi è poi tutta la pattuglia dei cosiddetti innovatori, da Forza Italia, alla Lega, al partito di Di Pietro che nati per reagire alla vecchia politica si sono rivelati incapaci di innovare.

  39. Dr.Pardi Palle
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 21:06
  40. Caro Ludwig, difficile darti torto, anche se mi chiami Giancarlo in un tuo post… ;) Ricordo che una volta Berlinguer nel corso di una intervista dichiarò : “Un giorno potremo dire che non sia passata una legge sui lavoratori che il PCI non abbia voluto”. A distanza di decenni suona male, un po’ come una corresponsabilità nelle malefatte della DC o del pentapartito per cui oggi siamo nella merda più completa.

    Perché come ebbe a dire De Gasperi, “La differenza tra un politico ed uno statista sta nel fatto che il politico pensa alle prossime elezioni lo statista alle prossime generazioni.” Evidentemente non abbiamo mai avuto uno statista in Italia, perché nessuno ha mai pensato a mettere un po’ di fieno in cascina quando i tempi lo permettevano mentre hanno solo pensato a ricercare consenso e creare clientelismo. Basta guardarsi intorno per capirlo.

  41. nellino
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 21:18
  42. Negli anni ’80, i tassi d’interesse del debito pubblico erano intorno al 20%.
    Senza contare i Buoni Postali che raddoppiavano e triplicavano rispettivamente in 3 e 5 anni.

  43. Francesco giannetti
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 22:10
  44. Bellissima lettera sei un grandissimo e la nostra vita…….
    Ma stai tranquillo non finiremo mai Noi ..

  45. moreno bucci
    in data gio, 19 apr 2012 ore: 22:53
  46. Ludwig,
    ho già espresso in altri post che io appartenevo alla corrente della sinistra socialista di Riccardo Lombardi, della quale ero responsabile organizzativo per la provincia di Lucca. Quindi non craxiano.
    La critica l’ho fatta facendo politica. Su questo sito sinceramente temo che ove prevale un’atmosfera forte di antipolitica, non vi sia l’humus giusto per parlarne.

    Comunque,
    per Nellino, i tassi alti di interessi ci furono fino al 1984, in seguito alla crisi petrolifera della metà degli anni settanta, finirono con la caduta del prezzo del petrolio e dopo il referendum sulla scala mobile, che abbassarono il tasso d’inflazione.

  47. Dr.Pardi Palle
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 13:15
  48. Non sono uno storico dei tassi, ma nel 1994 ho ottenuto un mutuo con ipoteca sulla casa pagando in dieci anni il 12%. Se ti pare poco, Moreno, spero tu abbia letto un altro mio post recente dove raccontavo la storia di quel conoscente svizzero che ha appena ottenuto giorni fa un mutuo cinquantennale di 600mila euro, da pagarsi a fine mutuo, rinegoziabile e pagabile in parte ogni cinque anni, al tasso di 1,5%. In Svizzera.

  49. Ludwigzaller
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 13:39
  50. Mi stupisce che tu conosca così bene i dettagli del mio mutuo Dr. Pardi ma confermo che ė così. : )

  51. marialuisa
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 17:27
  52. Riguardo ad EQUITALIA, applicano sanzioni del 450%, vi spigo , avendo ritardato di 35 gg la denuncia di successione di mio papa, e quindi avendo pagato con 35 gg di ritardo la somma di e. 1350, mi è arrivata dopo sei mesi una sanzione di e. 280. Mi sono dimenticata di pagarla. Oggi mi è arrivata una cartella di EQUITALIA ESATRI di e. 1395. quindi per 280 euro non pagate un conto di euro 1395- Complimenti nemmeno il peggior usario applica questi tassi.

  53. moreno bucci
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 17:37
  54. PdP,
    non è chiaro cosa hai pagato.
    Vuoi dire che su un mutuo di 100.000 € hai pagato nel decennio in tutto 112.000 €?
    Oppure hai pagato rate di rimborso al tasso annuo del 12%?

  55. nellino
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 17:42
  56. @marialuisa

    In sei mesi dovevi pagare il 21%, su base annua il 42%.
    In banca ti avrebbero reso lo 0,05%.
    Mentre la sanzione per non avere pagato la prima sanzione, ha reso il 500%.
    Complimenti ad Equitalia!
    Maestri in economia.

  57. nellino
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 17:45
  58. Nel 1987 ho contratto un mutuo per acquistare la casa a tasso agevolato per i lavoratori dipendenti e a tasso variabile, non sono mai andato sotto l’11%, con punte massime del 13,5%.
    Ho reso alla banca in 15 anni, il doppio di quello che mi aveva dato, comprese le tasse.

  59. marialuisa
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 18:24
  60. Il problema è che non posso appellarmi a niente, le norme le stabiliscono loro e noi dobbiamo solo subire. questo mi sembra un pò tanto,,,

  61. Informazione
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 18:35
  62. Alto Tradimento: Napolitano e Monti denunciati per attentato contro lo Stato.
    La denuncia è di quelle che fanno notizia. Ma al di là dei blog di internet è Vanity Fair a riportarla, quasi come un gossip.

    Il 4 aprile Paola Mursu, un’avvocato di Cagliari sporge formale denuncia nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio, di tutti i ministri e i membri del parlamento.

    La Mursu ci ricorda: “L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” sottolineando che il “contenuto essenziale e imprescindibile della sovranità di un popolo è dato dalla propria sovranità in materia di politica monetaria, economica e fiscale” specificando che “è con essa, ed attraverso i suoi strumenti, che il popolo determina le sue sorti”. “Svuotare un popolo e la sua sovranità di quello specifico contenuto, significa, e comporta privarlo della sovranità stessa, in quanto lo si priva della facoltà e del potere di determinare il proprio destino ed il proprio stesso ‘essere’, compromettendone la sua stessa esistenza”.

    Nell’esposto viene chiarito che dal Trattato di Maastricht fino ad arrivare al Fiscal Compact del 2 marzo 2012, in violazione degli articoli 1, 11, 91 e 139 della Costituzione, “hanno consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso”.

    Paola Musu aggiunge come sia “chiaro ed evidente il sovvertimento dello stesso impianto repubblicano e democratico dello Stato” culminato nella “recente destituzione di un governo avvenuta in modo del tutto ‘anomalo’ e totalmente al di fuori dai principi e dalle norme previste nel nostro ordinamento, nonché in aperta violazione dell’articolo 94 della Costituzione” un governo “illegittimamente sostituito con un ‘soggetto’ che rappresenta, già solo nella persona del Presidente del Consiglio, una chiara espressione della citata oligarchia”. Svela infatti le partecipazioni di Mario Monti ad influenti gruppi di potere: “nonostante le annunciate dimissioni, nello Steering Committee del Bilderberg” “Monti è sul sito ufficiale dello stesso alla data del 29 marzo 2012, nonché nel Comitato esecutivo dell’Aspen Institute e, dal 2010 sino alle dimissioni, avvenute successivamente alla nomina alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato Presidente della Trilateral Commission per la regione europea, organizzazione che non nasconde nelle pagine del suo sito ufficiale il particolare interesse al rapido raggiungimento dell’unificazione europea e convinta che l’eccessiva partecipazione democratica sia un male”.

    I reati ravvisabili, come si legge nel documento protocollato e presentato presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari, sono:

    - Attentato contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato (241 c.p. )
    - Associazioni sovversive (270 c.p.)
    - Attentato contro la Costituzione dello Stato (283 c.p.)
    - Usurpazione di potere politico (287 c.p.)
    - Attentato contro gli organi costituzionali (289 c.p.)
    - Attentato contro i diritti politici del cittadino (294 c.p.)
    - Cospirazione politica mediante accordo (304 c.p.)
    - Cospirazione politica mediante associazione (305 c.p.)

    Non c’è che dire, un bel palmarès.

    Ora spetta al Tribunale di Cagliari stabilire se ci sono i presupposti per una indagine o per l’archiviazione dell’esposto dell’avvocato Paola Mursu.

    Ma l’avvocatessa non è sola, le denunce si moltiplicano. Segue anche quella del giornalista Paolo Barnard (co-fondadore del programma televisivo Report) che aggiunge Mario Draghi alla lista per “attentato contro la Costituzione” e non solo.

    Lo stesso invita chiunque nutra lo stesso pensiero a fare altrettanto per la lotta contro un sistema che ci sta distruggendo.

    Intanto su facebook vengo pubblicati gli elementi utili ad una denuncia per alto tradimento a carico dei massimi esponenti delle istituzioni italiane stilando l’elenco delle violazioni da accertare.

    Il cambiamento incomincia dal basso!

    Testo della denuncia in Procura del 2 aprile 2012
    13

  63. Informazione
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 18:37
  64. Dr.Pardi Palle
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 20:07
  65. Moreno…se mi avessero fatto pagare 112mila per 100mila ne avrei chiesti un milione… :) No, si trattava di 60 milioni di lire che diventarono (o diventonno per esser pratici) quasi 115 milioni in dieci anni. Tasso medio, dicevano loro, del 12%…io sono stato confuso nella spiegazione…ma anche tu, marianna gane…

  66. Francesco giannetti
    in data ven, 20 apr 2012 ore: 23:45
  67. Caro Dottoro,ti meravigli di tassi italiani da usura!!!?? Ti racconto che nel lontano 1993 un alto funzionario di Banca Svizzero e precisamente la Banca del Gottardo per consegnarmi una busta ,usci di banca fece 200 metri e mi chiese 25 milioni. Come vedi i ladri sono anche in Svizzera principalmente. Ti puoi immaginare di cosa si trattasse altro che Italia.

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