Lettera al Ministro Graziano Del Rio

febbraio 2, 2018 Lascia il tuo commento

Ill.mo Ministro,
siamo i famigliari delle vittime dell’incidente ferroviario accaduto nel Giugno 2009 a Viareggio oggi riuniti nell’associazione onlus IL MONDO CHE VORREI. In questi anni abbiamo maturato la consapevolezza di doverci impegnare in prima persona, sia nella lotta  perché le ferrovie italiane diventassero un luogo di lavoro ed un servizio per l’utenza più sicuri, sia nella battaglia per una giustizia che risponda concretamente alle esigenze dei cittadini, alla luce del fatto che molti  sono i casi di sentenze non celebrate e colpevoli non condannati.

Molti di noi come primo atto si sono costituiti come parte civile nel processo che ci riguarda, che come Lei ben saprà il 31 gennaio 2017, dopo sette anni e mezzo dall’accaduto, è arrivato a sentenza di primo grado,  dettagliatamente motivato sei mesi dopo in circa nelle1200 pagine. Nelle 147 udienze di questo processo, alle quali siamo sempre stati presenti, la nostra consapevolezza si è arricchita anche di un minimo di competenza essendoci impegnati nel capire quanto veniva detto in aula, ed abbiamo sentito perciò l’obbligo di dover fare una campagna di sensibilizzazione sia nei confronti dei cittadini sia verso le istituzioni. In questi anni abbiamo lavorato quotidianamente sui temi della sicurezza ferroviaria, siamo stati protagonisti di innumerevoli incontri con la cittadinanza su tutto il territorio nazionale, abbiamo bussato a molte porte dell’apparato istituzionale portando all’attenzione di molti consigli comunali documenti, che opportunamente hanno ritenuto far propri, abbiamo ottenuto anche buoni risultati, basti guardare le tante iniziative culturali sorte a margine di quella che è ormai nota come la strage di Viareggio.

Siamo stati instancabili e mai ci siamo arresi davanti alle difficoltà trovate su questo percorso, e al nostro fianco ci sono i ferrovieri che hanno contribuito a dare qualità alla nostra battaglia. Dopo anni siamo finalmente riusciti ad arrivare all’ incontro con l’interlocutore principe su questi temi ANSF,ma purtroppo nella stessa data si è verificata l’ennesima tragedia sui binari italiani, l’incidente di Pioltello, e come Lei può ben intuire per noi é stato un momento di grande dolore e frustrazione.  Quel giorno con l’ANSF volevamo principalmente sapere e capire che impatto avesse avuto la sentenza del nostro processo, ma ancora di più le sue motivazioni sui loro progetti di lavoro. Una sentenza, frutto del lungo e minuzioso lavoro di magistrati che per oltre tre anni hanno valutato il lavoro minuzioso dei massimi esperti, periti, ingegneri, normatori, professori a livello nazionale ed internazionale del  settore ferroviario ma anche dei tecnici Polfer nonché i Vigili del Fuoco.

Una sentenza che ritiene le maggiori figure apicali delle società coinvolte responsabili di non aver fatto nulla di quanto fosse nelle loro competenze per evitare quella strage, che parla, nelle motivazioni, di una loro colpa cosciente; una sentenza che spazia su valutazioni tecniche interessantissime, prima fra tutte quella riguardante  la VALUTAZIONE DEL RISCHIO (non applicata) ed uno dei maggiori effetti mitigatrici, il sistema antisvio,  pietra miliare per chi voglia iniziare a costruire sicurezza in ferrovia.

Ci aspettavamo che il giorno dopo la lettura in aula di questo documento Lei sobbalzasse sulla sedia e che immediatamente aprisse una indagine seria e approfondita su tutti gli argomenti trattati, e non che Lei si  preoccupasse degli anni di condanna dell’ingegner Moretti! Se avesse posto più attenzione ai contenuti del lavoro di quei magistrati, come il Suo ruolo richiede, forse si  sarebbe accorto che avrebbe potuto intervenire in maniera decisiva ed evitare il succedersi di tanti incidenti avvenuti in seguito, molto più importante che richiedere oggi indagini severe e veloci ad incidente avvenuto. Lei poteva PREVENIRE se avesse letto con attenzione ciò di cui i giudici di Lucca avevano più volte  sottolineato.

Crediamo che ci debba delle risposte dettagliate ed urgenti, noi aspetteremo con la pazienza e la dignità che ci ha sempre contraddistinto in questi anni, mettendo nel nostro fardello anche il dolore per la tragedia di Pioltello.

Marco Piagentini
Presidente Associazione
Il Mondo che Vorrei ONLUS

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