L’AMICO SCOMPARSO

Capita a volte che ci si ricordi di certi amici quando ormai non ci sono più. E’ una cosa molto brutta e triste, ma è nella natura umana, il ricordo non è indelebile e a volte svanisce. E’ accaduto anche stavolta, ci siamo tutti ricordati di un “amico” un po’ speciale quando ormai era troppo tardi. Fino a pochi giorni fa non conoscevo la storia del cosiddetto “Mirto” il platano che per due secoli ha dominato la piazza Manzoni, testimone di una parte della storia della nostra città, storia in cui, in definitiva, anche lui si era ritagliato una fetta da protagonista. Era stato piantato, non si sa da chi né quando di preciso (agli inizi dell’800) e da allora aveva assistito all’evoluzione ed ai cambiamenti della città. La restaurazione, il granducato, la nascita del carnevale, l’unità d’Italia, la grande guerra, la dittatura, la seconda guerra mondiale, nazisti partigiani e americani, il boom economico, centinaia di marinai partire e le donne piangere il loro mancato ritorno e tutti gli eventi cruciali e non che hanno interessato Viareggio, l’Italia ed il mondo in questi ultimi duecento anni.
Ha visto gli uomini indossare il cilindro o farsi i capelli “rasta”, le donne in minigonna o con i busti con le ossa di balena, se vogliamo vederla dal punto di vista della moda.
Era amato da tutti, anche da chi, come il sottoscritto, non era a conoscenza del suo passato; era ammantato di un qualche cosa che lo rendeva subito caro, anche a chi lo vedeva per la prima volta. Passando lungo la via della Foce o la via Regia non si poteva evitare di dargli un occhiata, magari distratta, per controllare il suo stato di salute. Adesso non c’è più, è lentamente annegato nel cemento, nell’asfalto e tra le centraline elettriche e infine si è arreso sotto gli impietosi colpi della motosega. A testimonianza hanno lasciato solo il ceppo, un triste moncone che non ha più niente da dire.
Quello che più fa rabbia è che se ne sia andato così, in silenzio, senza un motivo chiaro, senza una spiegazione ufficiale. Era malato? Benissimo. Qualcuno avrà pur decretato il suo stato di salute ed ordinato il taglio? Perché almeno adesso non prova a giustificarsi, magari con delle prove?
Il Mirto era un albero monumentale, riconosciuto nel registro comunale (art.14, allegato C, punto 10) e come tale l’abbattimento, anche per ragioni di forza maggiore (vedi malattia incurabile) è subordinato al permesso di alcuni enti, tra cui l’ARPAT (in caso di lotta al “cancro colorato”) secondo l’art. 5 del D.M. 17 aprile 1998 e anche dalla Soprintendenza di Lucca in caso di vincolo paesaggistico della Piazza.
Sono stati richiesti questi permessi? E se si trattava di una malattia come il cosiddetto “cancro colorato”, perché non sono stati rimossi anche il fusto e le radici, che trasmettono il contagio?
Infine perché non rendere partecipi i cittadini della situazione prima dell’abbattimento? Bastava un comunicato a mezzo stampa con allegati i pareri tecnici e ci saremmo, per così dire messi l’anima in pace. Invece silenzio, prima e dopo. Si è fatto tutto alla chetichella, senza fare i conti però, con chi, una volta compiuto il gesto, avrebbe protestato. Alla faccia, ancora una volta, del “palazzo di vetro” e della tanto decantata trasparenza. Non ne voglio fare una questione partitica, se ci mettessimo ad elencare gli scempi perpetuati dai nostri amministratori negli ultimi 20 anni impiegheremmo ore e senza neanche essere completi, ma questo è stato un “attentato” alla memoria storica della città, al suo patrimonio storico-ambientale (per altro già scarso e martoriato). Siamo una città che conserva poco del proprio passato e umilia quello che rimane (abbattendo case antiche o lasciando quasi all’abbandono i pochi “reperti”) mentre invece dovremmo valorizzare tutto, anche il più piccolo sanpietrino. Dovremmo farlo per noi e per chi verrà dopo di noi.
Volete riparare? Benissimo. Domani ripiantate un nuovo platano (già cresciutello per favore) e assieme, nello stesso spazio (magari allargato) metteteci anche un mirto, che era la pianta che originariamente occupava quel luogo e infine redigete un progetto, da realizzarsi in tempi brevi, per il recupero e la valorizzazione della piazza. Con quella della Santissima Annunziata l’avete fatto ed è stato un successo, cercate di ripetervi e di farvi “perdonare” dalla città che avete ferito.
Ecco adesso le risposte alle richieste poste le pretendiamo e se non ce le darete continueremo a farci sentire, in ogni modo, ed a mantenere vivo il ricordo di questa atto. Anche se domani sarà Carnevale e tanti a questi fatti non ci penseranno già più.
Un ringraziamento a tutti quelli che mi hanno fornito, direttamente o indirettamente le informazioni sopra citate.
Max Bertoni
Grilli Versiliesi







10:44 on febbraio 7th, 2010
Viareggini protestate.Ma dove siete finiti? Risvegliatevi dal torpore lunardiniano e fate valere i vostri diritti e della città.
12:03 on febbraio 7th, 2010
Bravo Max.
Dovremmo indire un’assemblea per il recupero dello “sfregio” fatto alla città ed alla sua storia.
12:34 on febbraio 7th, 2010
Richieste, chiunque (politici e non) può farsene carico:
- ripiantumazione di tutti gli alberi per raggiungere l’originario numero di 28 platani in Piazza Manzoni;
- posizionamento di una pianta di mirto assieme al platano (già un po’ cresciutello) nel luogo originario;
- targa commemorativa del platano bicentenario;… Mostra tutto
- piano triennale di recupero della Piazza Manzoni per sottrarla a parcheggio e farla tornare luogo d’incontro e di scambio;
- organizzazione di eventi per aiutare i cittadini a ricordare la storia della propria città in detta piazza.
12:40 on febbraio 7th, 2010
Vi riporto anche il testo del cartello posto sul ceppo di platano:
INIZI XIX SEC. – 2010
QUI FU L’ANNOSO PLATANO DETTO
“IL MIRTO”, TESTIMONE DI TANTA
STORIA DI VIAREGGIO. CHE IL SUO
RICORDO POSSA EVITARE ALTRI SCEMPI.
Un ringraziamento ad “aha aha” che mi ha dato l’ispirazione…
P.S. ho inviato il comunicato con le richieste agli assessori competenti Pastechi e Costagliola e per conoscenza al sindaco. Vediamo che succede…
13:02 on febbraio 7th, 2010
Sono pronto a firmare qualunque cosa per far si che vengano a galla tutte le responsabilità di una delle tante leggerezze indiscriminate di questa amministrazione
che non ha ancora fatto qualcosa di buono per la nostra Viareggio a parte che rinnovare il parco auto degli impettati vigili urbani (GRACINI), l’ennesimo scempio in questo caso il MIRTO” deve essere gistificato con nomi cognomi e motivazioni, e come dicevi benissimo te caro Max perche non è stato tolto il ceppo e bonoficato il posto? se di cancro colorato si tratta; oppure non sarà che il cancro colorato si al palazzo?
13:11 on febbraio 7th, 2010
Mi associo pienamente e sono dispostao a partecipare a qualsiasi iniziativa anche legale.
Ricordo le vergognose di chiarazioni del Pastechi riportate dal Tirreno :
” non conosco la storia di Viareggio e non sapevo che l’albero era così importante ……”.
Infatti dato che non conosce Viareggio l’hanno messo Assessore al Decoro Urbano !!!
La responsabilità è di chi gli ha dato l’incarico!!!
VERGOGNA! VERGOGNA!
13:36 on febbraio 7th, 2010
Dispiace, dispiace veramente vedere che il ricordo del passato sta lentamente morendo.
Dispiace vedere che chi ci amministra non tiene conto del passato che è anch’essi parte della città e con ciò da ben amministrare.
Dispiace vedere che la maggior parte della gente se ne sta lì, assente e rassegnata o se ne frega della storia della tutta la città.
Dispiace vedere la gente che non capisce che il rispetto è una parola universale, indirizzata anche verso chi non può protestare perchè non può farlo, ed appunto per questo con ancor più diritto di tutela.
Dispiace vedere che, un tassello dopo l’altro, la nostra meravigliosa zona diventa sempre più anonima e simile alle metropoli.
Dispiace vedere che siamo in pochi ad avere nel cuore la voglia di migliorare.
Dispiace.
13:38 on febbraio 7th, 2010
Cari amici, posso comprendere la vostra indignazione ed il vostro dispiacere ma vi siete accorti della scomparsa del vostro amico, dopo tanti anni, solo alla sua dipartita. Ma ditemi, in tutti questi anni di storia che l’amico Max ha così diligentemente elencato cosa è stato fatto affinchè il vostro amico venisse ricordato? il vostro amico dimenticato nel tempo, malato, se ne è andato tra la precedente indifferenza totale di chi, ora gli voleva tanto bene, Cosa è stato fatto prima per far sì che potesse passare alla storia di Viareggio oltre quei pochi documenti che lo ricordano ma che sono solo a conoscenza di pochi? Per me , come per molti viareggini , era solo una pianta tra tante. Ma un amico non si abbandona così per tanti anni e poi onorarlo alla sua morte: un “mea culpa” è d’obbligo.
Sulla facciata della palestra del Varignano fa bella mostra di sè un elaborato che ricorda, nella storia, quel preciso luogo. Quando l’ho visto ne sono stato piacevolmente colpito e se ben ricordo è stato voluto da te caro Moreno. Per il mirto nessuno si è mai preoccupato, ci si accorge di lui solo ora. Non vorrei che la caduta della Giunta Lunardini passasse alla storia per la ” Battaglia del Mirto” vi sono ben altre motivazioni più valide. Si pretenda quindi che venga riposta nello stesso luogo una identica pianta ed una targa che lo ricordi ma l’epitaffio dovrebbe essere di questo tenore “Qui giace un amico che ci ha lasciati tra l’indifferenza di tutti.
Cordialmente Giancarlo
13:43 on febbraio 7th, 2010
PER TUTTI GLI INDIGNATI POLITICI:
MA VOI LA STORIA DERL MIRTO LA CONOSCEVATE?
13:46 on febbraio 7th, 2010
Infatti basta leggere le prime 5 righe di questo scritto. Il mio mea culpa sta li.
14:04 on febbraio 7th, 2010
@Adorni.
Fammi capire … tu metti sullo stesso piano chi non conosceva cosa rappresentava IL MIRTO con quelli che l’hanno segato?
Sarebbe come confondere lo “Chanel n.5″ con una “perdita di gas uscita dal culo”.
Tu che dici?
14:07 on febbraio 7th, 2010
BHE’!! io ho preso lo spunto dalle tue parole ed ho, in aggiunta, riisaltato quanto fatto da Moreno Bucci e quanti avrebbero dovuto fare come Moreno e non hanno fatto in tutta la storia che tu hai elencato. La Battaglia del Mirto (poilitica) verso questa Giunta è fuori luogo, loro sono solo gli ultimi responsabili ma alla pari di tutti coloro che li hanno preceduti. Pastechi, sentendosi in colpa, ha ammesso la sua ignoranza in merito. Ma quanti di coloro che, a parte te, tra queste righe hanno il coraggio di ammettere la propria ignoranza pur sparando anatemi verso questa giunta. Di queste persone diffido: manca l’obiettività e conseguentemente l’onestà morale della verità. Tu sei in buona fede e te ne dò atto. Cordialmete Giancarlo
14:17 on febbraio 7th, 2010
@Antonio Meccheri,
Non mi fraintendere, me ne guardo bene di difendere certe persone, ma le responsabilità non sono solo le loro, sono di tutti coloro che, nella storia, si sono letteralmente dimenticati del Mirto soprattutto di quelli che adesso lo oiangono. Dato che per loro era un amico, Ma un amico si tratta così?
14:22 on febbraio 7th, 2010
Grazie Giancarlo! La stima come sai è reciproca…
Bisogna anche ringraziare Viareggiok grazie al quale molti, tra cui il sottoscritto, hanno potuto conoscere la storia del Mirto.
Comunque ripeto a me quell’albero stava simpatico anche prima, saranno state la posizione o la forma e le dimensioni, fatto sta che per me aveva qualcosa di speciale e non potevo evitare, quasi tutti i giorni, passando sulla via Regia, di regalargli almeno un’occhiata…
14:30 on febbraio 7th, 2010
@Adorni..
Mah..
Il risultato è che dei gpdm hanno tagliato una pianta senza conoscerene la storia e cosa rappresentava per Viareggio e non solo .. Per esempio provengo da una dinastia di marinai il mio nonno aveva tre bastimenti, mio padre e mio zio hanno iniziato a navigare che non avevano ancora quindici anni … non siamo viareggini ma in comune ci lega il salmastro che abbiamo iniziato a respirare appena ci hanno tolto “la pelliccia dal collo”.
Non caopisco come tu possa paragonare uno che non “saluta da un po’ di tempo un amicio” e chi glielo uccide!!
“Casso” “Casso” e po ancora “ri-Casso”.
Possibile che sempre, dico sempre, ogni qualvolta viene fatta “una grande maialata” sia a destra che a sinistra e nel centro si voglia sempre inziare una discusssione con ” si ma .. però anche gli altri .. vedi ..” Però un “casso”.
Hanno fatto una “grande maialata” e basta.
Non mi presto a questo “giochino del casso” dove si tenta sempre di sminuire gli errori fatti andando a cercare quelli fatti da altri.
Mi vuoi rispondere in maiera secca alla mia domanda?!!
Hanno fatto una “grande maialata” a segare il Mirto SI o NO?
Tutto il resto sono solo e soltano “perdite di gas dal culo”!!
Mi sono spiegato?!!
Un caro saluto.
Antò
14:32 on febbraio 7th, 2010
@ Per Adorni
Tu, caro Adorni, credi davvero che noi amici del Mirto non abbiamo fatto mulla per tutelarlo?
Ma non credi che solo l’averlo fatto dichiarare “Pianta Monumentale”, e con lui altre 26 piante hanno avuto questo riconoscimento, non sia già tanto?
E se nel 2005 L’A.C. in merito varava un “Regolamento del verde urbano”, dove l’Art. 14 tutela le piante momumentali, non era sufficente questo?
E mi fermo qui.
Tu cosa avresti fatto? Dacci qualche consiglio per difendere le altre 25 piante monumentali che restano.
Se domani esagerando, demoliscono la Torre Matilde oppure la passeggiata, non darai mica la colpa a noi poveri cittadini amanti della storia viareggina, perche non abbiamo fatto nulla?
E mica ci vorrai incolpare per tutte le sciagurate ferite urbanistiche inferte a questa città nel corso degli anni dal dopo guerra? Cito il Batistero di S. Antonio, la rotonda del pesce al mercato,l’Hotel Regina continua da te questa lunga lista.
Cos’altro dirti se non è troppo facile dare le colpe e scusare chi si nasconde dietro un dito come l’A.C.
15:20 on febbraio 7th, 2010
Come gia scritto in altro post deve saltare fuori il nome di chi ha ordinato questo scempio forse questa gente non ha ancora capito che e’ al servizio della gente e non la gente al loro servizio.
Sono stati eletti per fare quello che Viareggio vuole e non per fare cio che vogliono loro.
Qualcuno avra preso lo decisione di fare questo lavoro e deve andare a casa.
16:05 on febbraio 7th, 2010
@ANTONIO MECCHERI (sempre volutamente maiuscolo)
Non posso darti torto e non te lo darò mai per il fatto che il mirto sia stato tagliato e dato che mi ritengo un estremo difensore della natura oltre a ritenere che qualsiasi comunità ha il dovere di tutelare il proprio patrimonio storico. Io ho fatto solo una considerazione logico deduttiva sulla base di quanto Max ha espresso: il tutto al di fuori di qualsiasi ideologia e solo per i principi che mi contraddistinguono. Prendo atto di quanto scritto da un marinaio ed è leggendo il suo post che ho la conferma di quanto ho asserito. E’ la dimostrazione lapallisiana che nulla è mai stato fatto e probabilmente se nessuno si mobiliterà in maniera decisa si continuerà a fare nulla. Io sono convinto che gli amici del Mirto, come altri si sono impegnati per dare un giusto rilievo a quei beni che ritenevano espressione della loro storia. Il problema quindi rimane e va affrontato, non solo per il Mirto. Il problema sta , a mio parere nell’indifferenza totale degli Amministratori (tutti) che prima ti slinguano e poi una volta acquisita, per censo, saggezza ed intelligenza, ritengono la plebe incapace di poter aiutarli nel risolvere piccole cose che potrebbero dal loro l’opportunità di elevarsi anche culturalmente. Il tutto si risolverà solo allorquando, arroganti e presuntuosi amministratori saranno capaci di ascoltare la plebe ed avranno l’umiltà di ascoltare chi culturalmente è meglio di loro o si avvarrano dello spirito di volontariato che anima certe associazioni come gli Amici del Mirto. Quindi non imputo alcuna colpa a questi amici che non sono stati ascoltati Mi dice l’amico marinaio che cosa avrei fatto io? Probabilmente mi sarei abbattuto contro un muro di gomma e di ignoranza come ha fatto lui e come ho fatto io recentemente. Non ho la saggezza individuale o il carisma per invertire questa tendenza. Sono d’accordo con tutti voi ma non in termini politici definiti ma per principi di carattere generale in termini gestionali della cosa pubblica. Andrò contro tendenza ma ritengo i programmi preelettorali solo uno specchietto per le allodole ed una macroscopica presa di c…..lo. Il dialogo tra i il politico ed i cittadini si deve concretizzare non nella campagna elettorale ma in corso d’opera : è lì che si esaltano le capacità individuali di un amministratore, chiudendosi a riccio dimostrano solo arroganza, presunzione e, consentitemelo, ignoranza. La storia del mirto ne è l’esempio. Caro Antonio non sono andato a cercare colpe altrove, questi solo solo gli ultimi ed allora va bene abbattiamoli come loro hanno abbattuto il mirto, a quelli di prima ormai, anche se sono stati dei gpm, non possiamo fare nulla. Caramente Giancarlo
16:11 on febbraio 7th, 2010
Concordo in pieno con doctordodo.
Chi ha sbagliato a casa.
16:16 on febbraio 7th, 2010
Bravo pucino, sintetico ma della stessa stirpe
16:28 on febbraio 7th, 2010
x Antonio Meccheri
P.S. Ma chi ti garantisce che quelli che verranno non sono della stessa pasta?
17:04 on febbraio 7th, 2010
Mi chiamino il minimalsta del Forcone.
17:59 on febbraio 7th, 2010
@Adorni.
Grazie della tua attenzione.
Siamo però ancora lontani dal mio modo di vedere la cosa.
Hanno fatto “una grande maialata”.
Ti ho detto e ti confermo che c’è una macroscopica differenza tra chi “non saluta” e “chi uccide”.
Tutto il resto è “aria..”.
Non c’eentra un “casso” che c’è stato prima e chi verrà dopo.
Un abbraccio.
Antò
18:41 on febbraio 7th, 2010
Sono giorni che i potatori sono in azione in P.zza Nieri e Paolini.
A dire il vero, avendo avuto modo di disquisire con alcuni dei potatori (mi avevano ridotto l’auto una montagna di segatura), credo che non si tratti di italiani (certo non personale comunale). Può essere che sia una cooperativa. Alle mie rimostranze, si sono fatti in quattro per rimediare, hanno ripulito tutto e la mattina dopo hanno posizionato tanto di cartelli di divieto di sosta nei punti interessati dalla potatura.
Non so quanti alberi siano stati abbattuti, ma sicuramente il mirto non è il solo.
Un altro troncone simile a quello del mirto ha attirato la mia attenzione (angolo Via Regia – Via Cesare Bttisti).
Non ho potuto fare a meno di avvicinarmi al “disastro” e mi sono sentita impotente di fronte a tale scempio!
Perché vede Sig. Adorni, se c’è una delibera di Consiglio Comunale che “vieta” di abbattere certi alberi, il funzionario del settore competente, ne deve essere a conoscenza e se il politico di turno non ne è a conoscenza(e questo politico di turno ha ammesso di non esserne a conoscenza), quel funzionario lo deve mettere in guardia.
In tutta questa storia, non vorrei che le colpe ricadessero su quei poveri operai (potatori per caso?) extracomunitari.
Sarebbere veramente un’ingiustizia.
Credo che su questo punto siate tutti d’accordo
19:10 on febbraio 7th, 2010
Spero che scaldi qualche casa di chi sta perdendo il lavoro o che l’ha già perso, ma chi è senza lavoro o è vicino a perderlo non fa storia, fa storia un platano!
(tra l’altro malato) roba da matti!
19:18 on febbraio 7th, 2010
zx veronica
nulla da eccepire
ma tutto quello che dice non ha nessun legame con i concetti da me espressi
20:36 on febbraio 7th, 2010
Cisco,
il Mirto è parte della nostra storia. E averlo tagliato è una vergogna che non sarà mai taciuta. Un giorno ci metteremo la targa, coi nomi dei colpevoli.
Per il lavoro c’è un altro percorso da fare. Duro anch’esso, come è duro difenderci dai vandali.
20:47 on febbraio 7th, 2010
Grazie Max, sono d’accordissimo, anche se l’hai resa “più morbida”.
Ho la sensazione però, che sia la prima di una lunga futura serie di targhe per altre situazioni…
21:19 on febbraio 7th, 2010
@ MAX BERTONI: Tu scrivi:
Volete riparare? Benissimo. Domani ripiantate un nuovo platano (già cresciutello per favore) e assieme, nello stesso spazio (magari allargato) metteteci anche un mirto, che era la pianta che originariamente occupava quel luogo.
Caro Max In aderenza a quanto previsto dalla legge Regionale sottoelencata, il Comune ha il dovere di ripiantarla, altrimenti il comune deve sansionare se stesso
Legge Regionale 13 agosto 1998, n. 60
Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e
modifica dell’ art. 3 della legge regionale 11 aprile 1995,n. 49 .
( Bollettino Ufficiale n. 31, parte prima, del 24.2
Art.2. L’area di pertinenza delle piante abbattute senza
autorizzazione non può essere utilizzata per diversa destinazione;
ad essa si applica la disposizione di cui all’articolo 8, comma 1.08.1998)
Art. 08 –
Obbligo di reimpianto
1. In caso di abbattimento i comuni ovvero i soggetti gestori
dispongono l’obbligo del reimpianto di specie vegetali analoghe a
quelle abbattute.
2. Qualora non si ottemperi all’obbligo previsto dal precedente
comma entro il termine assegnato per il reimpianto, il comune
ovvero i soggetti gestori provvedono d’ufficio e gli
inadempimenti sono assoggettati a una sanzione amministrativa
pari all’importo minimo previsto dall’articolo 7 comma 1, oltre al
rimborso delle spese eventualmente sostenute.
Max Per sapere se il Comune ha agito seguendo con scrupolo la normativa, l’opposizione e la cittadinanza facciano una richiesta allo stesso Comune se le risposte sono nebulose, procedere con una denuncia alla Guardia Forestale, saranno loro a fare piena luce sull’operato.
22:00 on febbraio 7th, 2010
Si il comune in questi casi è obgligato a ripiantumare l’albero della stessa specie nello stesso identico punto.
Grazie per la precisazione, questa cosa è bene ricordarla…