LA ZORRIA

Categoria: Persone
11 gennaio 2010

Sola, al centro città.
Seduta e assai scontrosa,
vede il mondo girar dalla sua posa.
Libera respira l’aria di mare,
libera ragiona di quel che sa apprezzare.
La città tutta è per lei abitazione,
e la vive senza esitazione.
La sua arte, messa mai da parte,
si mostra sulle più varie carte.
Se da lei hai un vassoio disegnato e firmato,
puoi sentirti fortunato.

Maestra Antonella (2002). Foto di Aldo Umicini.

13 Commenti - “LA ZORRIA”

  1. Alex
    17:55 on gennaio 11th, 2010

    Qualche anno fa ci fu una mostra (mi sembra dai pretini) su di lei.

    Qualcuno ne sa qualcosa?

    Volevo fare una sua recensione qualcuno ha del materiale (non pitture o disegni, ma informazioni varie)?

  2. nessuno
    18:50 on gennaio 11th, 2010

    Grande Zorria! Tempo fà ho trovato un suo quadretto al mercatino e con grande felicità l’ho comprato.
    Lei era ricchissima,proprio perchè non aveva niente e come si dice viveva agli angoli delle strade.

  3. ZORRIO
    19:16 on gennaio 11th, 2010

    @NESSUNO
    QUESTA NON ERA UNA Woman less (HOMLEESS)?

  4. Carla
    21:03 on gennaio 11th, 2010

    @Nessuno
    pare che lei fosse davvero ricca di famiglia e nobile
    pare che fu messa in manicomio proprio per i suoi soldi..
    pare che, fu rimessa in libertà dopo che firmò il lascito..pare..
    ma la sua vera ricchezza era il vento, che le cantava canzoni. Il sole che le dava la forza, per affrontare un nuovo inverno, il suo gergo grosso che teneva lontani i “peori”, la sua arte, che non morirà mai, anche se non abbiamo suoi dipinti, perchè la sua arte sta nel ricordo di tutti noi.
    Grazie Zorria, Viareggio non ti dimentica!

  5. nessuno
    21:19 on gennaio 11th, 2010

    Era ricca, non di denaro, ma di libertà. Il Viani in mare grosso o il nano e la statua nera racconta di quel vagero che dormiva sui banchi del mercato e diceva: son felice e son contento chi é più ricco di me!.
    Grande Zorria ogni tanto mi fermo alla sua tomba e la ricordo…

  6. Giacomo
    22:08 on gennaio 11th, 2010

    Lei era di famiglia benestante e veniva in villeggiatura a Viareggio in tanti la sfottevano e la insultavano ai bamboretti gli dicevano smetti perche ora viene la Zorria, io personalmente gli ho sempre portato rispetto diverse volte l’ho fotografata ma lei non voleva e si arrabbiava gli chiesi gentilmente di fare una foto con lei, lei mi rispose grazie sono io che la faccio con lei, ma poi non me lo permise, andava a giornate un’altra volta mi avvicinai per richiedere un quadretto a carboncino che aveva in terra vicino a lei, mi disse se mi vai a prendere qualcosa da mangiare te lo preparo, andai e gli presi un primo e un quarto di pollo con patate quando tornai volle solo il primo e mi disse passa domani che il quadro e fatto che soggetto vuoi? quello che ti pare risposi, il giono dopo me ne aveva fatti due uno era un anguria aperta in due l’altro un personaggio nche fuma, e dietro pieno di scritti che inveiscono contro i carabinieri.

  7. C.
    22:34 on gennaio 11th, 2010

    una grande poetessa…e un’artista, una storia sconosciuta, una presenza cittadina. Mi chiese dei mandarini e mi diede un dipinto.
    Peccato che al suo funerale ben pochi i presenti.
    Ciao Zorria

  8. C.
    22:36 on gennaio 11th, 2010

    …ciao Renata.

  9. angelo dionigi fornaciari
    15:29 on gennaio 12th, 2010

    L’ho conosciuta molto tempo prima di quando aveva la
    sua “casa” dentro il cortile del Palazzo delle Muse:
    al bar della stazione dove, nella saletta
    della seconda classe, passava la notte.
    La mattina presto era già sveglia, qualcuno aveva
    già messo un gettone nel Juke box, un ritmo
    tipo twist. Allora lei prendeva il
    primo uomo vicino e ballava, danzava
    a tempo, con armonia, i suoi occhi
    brillavano di una felicità improvvisa.
    Aveva sempre una tuta ma, in quelle movenze
    armoniose, le indovinavi addosso una veste
    rossa e gialla, piena di lustrini
    brillanti come i suoi occhi fiammeggianti.
    Ringraziava il suo partner con un inchino regale.
    Questo suo gesto indicava antico
    modo gentile; si diceva che venisse
    da una famiglia nobile lucchese e che venuta
    qui in questa città di mare avesse dapprima sperperato tutti i suoi
    soldi, poi, una volta finiti, avesse deciso di rimanere qui.
    Sì perchè solo questo posto le poteva garantire,
    con i suoi venti marini, con l’infinita distesa del mare quella libertà,
    qull’incanto fisico e interiore di una particolare
    capacità di percezione delle cose.
    Si rifugiò in quella casa di cartone, ma
    durante il giorno era ancora lì a respirare
    il maestrale in quella strada perpendicolare al mare
    come dalla più alta murata di una nave.
    La testa pitturata di rosso, di nero o di arancio
    secondo l’umore,una mantella lunga per resistere ai diacci
    venti che vengono dai monti.
    L’istinto animale odorava il passante che dopo emetteva
    impassibile il verdetto: o un sorriso sardonico oppure
    un pauroso ululato.
    Vendeva i suoi quadretti nel cartone delle scarpe
    per il miglio dei suoi coinquilini piccioni.
    La Zorria parlava con il vento, amici
    i cani, i gatti, gli uccelli.
    Solo questi erano degni del suo infinito
    amore perché soli a comprendere il suo linguaggio.
    Certe realtà segrete le capiscono
    solo i folli, i pittori e i poeti.

  10. Giacomo
    15:48 on gennaio 12th, 2010

    E si la Zorria una grande umile persona dalla quale si dovrebbe imparare quanto negativi sono talune persone dove va il mio dsprezzo per tutto quello che di ignobile gli hanno fatto e mai capita, nel suo profondo mondo che ingiustamente o giustamente gli ha riservato. In questo angolo di profumo marinaresco si ritrovava facendo risaltare tutte le sue doti di poetessa e artista volle restare difendendo con i denti la sua onorata postazione alla quale vigliaccamente veniva sfrattata dalle più comuni istituzioni. Rimane nel cuore li nessuno puo disarcionarla.

  11. ignoranza
    21:28 on gennaio 13th, 2010

    oh zorio… homeless non sta per uomo ma sta per home=casa less=togliere,meno
    sicche homeless vuol dire senza casa
    che centra womenless?!?!? guarda meno umiliofido che ti rincoglionisce

  12. andrea76
    00:37 on gennaio 14th, 2010

    ciao cara zoria !! io ho avuto l’ onore di portarti in spalle nel tuo ultimo viaggio…… tutta la tua città ti ha voluto e ti vorrà sempre bene…… ciao non ti scorderò mai

  13. Giacomo
    00:44 on gennaio 14th, 2010

    Grande Andrea vorrei essere stato al tuo posto un grande onore, ma se hai letto il mio post, una piccola cosa l’ho fatta anche io al di là che l’ho sempre rispettata.Ciao

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