LA ZORRIA
Sola, al centro città.
Seduta e assai scontrosa,
vede il mondo girar dalla sua posa.
Libera respira l’aria di mare,
libera ragiona di quel che sa apprezzare.
La città tutta è per lei abitazione,
e la vive senza esitazione.
La sua arte, messa mai da parte,
si mostra sulle più varie carte.
Se da lei hai un vassoio disegnato e firmato,
puoi sentirti fortunato.
Maestra Antonella (2002). Foto di Aldo Umicini.









17:55 on gennaio 11th, 2010
Qualche anno fa ci fu una mostra (mi sembra dai pretini) su di lei.
Qualcuno ne sa qualcosa?
Volevo fare una sua recensione qualcuno ha del materiale (non pitture o disegni, ma informazioni varie)?
18:50 on gennaio 11th, 2010
Grande Zorria! Tempo fà ho trovato un suo quadretto al mercatino e con grande felicità l’ho comprato.
Lei era ricchissima,proprio perchè non aveva niente e come si dice viveva agli angoli delle strade.
19:16 on gennaio 11th, 2010
@NESSUNO
QUESTA NON ERA UNA Woman less (HOMLEESS)?
21:03 on gennaio 11th, 2010
@Nessuno
pare che lei fosse davvero ricca di famiglia e nobile
pare che fu messa in manicomio proprio per i suoi soldi..
pare che, fu rimessa in libertà dopo che firmò il lascito..pare..
ma la sua vera ricchezza era il vento, che le cantava canzoni. Il sole che le dava la forza, per affrontare un nuovo inverno, il suo gergo grosso che teneva lontani i “peori”, la sua arte, che non morirà mai, anche se non abbiamo suoi dipinti, perchè la sua arte sta nel ricordo di tutti noi.
Grazie Zorria, Viareggio non ti dimentica!
21:19 on gennaio 11th, 2010
Era ricca, non di denaro, ma di libertà. Il Viani in mare grosso o il nano e la statua nera racconta di quel vagero che dormiva sui banchi del mercato e diceva: son felice e son contento chi é più ricco di me!.
Grande Zorria ogni tanto mi fermo alla sua tomba e la ricordo…
22:08 on gennaio 11th, 2010
Lei era di famiglia benestante e veniva in villeggiatura a Viareggio in tanti la sfottevano e la insultavano ai bamboretti gli dicevano smetti perche ora viene la Zorria, io personalmente gli ho sempre portato rispetto diverse volte l’ho fotografata ma lei non voleva e si arrabbiava gli chiesi gentilmente di fare una foto con lei, lei mi rispose grazie sono io che la faccio con lei, ma poi non me lo permise, andava a giornate un’altra volta mi avvicinai per richiedere un quadretto a carboncino che aveva in terra vicino a lei, mi disse se mi vai a prendere qualcosa da mangiare te lo preparo, andai e gli presi un primo e un quarto di pollo con patate quando tornai volle solo il primo e mi disse passa domani che il quadro e fatto che soggetto vuoi? quello che ti pare risposi, il giono dopo me ne aveva fatti due uno era un anguria aperta in due l’altro un personaggio nche fuma, e dietro pieno di scritti che inveiscono contro i carabinieri.
22:34 on gennaio 11th, 2010
una grande poetessa…e un’artista, una storia sconosciuta, una presenza cittadina. Mi chiese dei mandarini e mi diede un dipinto.
Peccato che al suo funerale ben pochi i presenti.
Ciao Zorria
22:36 on gennaio 11th, 2010
…ciao Renata.
15:29 on gennaio 12th, 2010
L’ho conosciuta molto tempo prima di quando aveva la
sua “casa” dentro il cortile del Palazzo delle Muse:
al bar della stazione dove, nella saletta
della seconda classe, passava la notte.
La mattina presto era già sveglia, qualcuno aveva
già messo un gettone nel Juke box, un ritmo
tipo twist. Allora lei prendeva il
primo uomo vicino e ballava, danzava
a tempo, con armonia, i suoi occhi
brillavano di una felicità improvvisa.
Aveva sempre una tuta ma, in quelle movenze
armoniose, le indovinavi addosso una veste
rossa e gialla, piena di lustrini
brillanti come i suoi occhi fiammeggianti.
Ringraziava il suo partner con un inchino regale.
Questo suo gesto indicava antico
modo gentile; si diceva che venisse
da una famiglia nobile lucchese e che venuta
qui in questa città di mare avesse dapprima sperperato tutti i suoi
soldi, poi, una volta finiti, avesse deciso di rimanere qui.
Sì perchè solo questo posto le poteva garantire,
con i suoi venti marini, con l’infinita distesa del mare quella libertà,
qull’incanto fisico e interiore di una particolare
capacità di percezione delle cose.
Si rifugiò in quella casa di cartone, ma
durante il giorno era ancora lì a respirare
il maestrale in quella strada perpendicolare al mare
come dalla più alta murata di una nave.
La testa pitturata di rosso, di nero o di arancio
secondo l’umore,una mantella lunga per resistere ai diacci
venti che vengono dai monti.
L’istinto animale odorava il passante che dopo emetteva
impassibile il verdetto: o un sorriso sardonico oppure
un pauroso ululato.
Vendeva i suoi quadretti nel cartone delle scarpe
per il miglio dei suoi coinquilini piccioni.
La Zorria parlava con il vento, amici
i cani, i gatti, gli uccelli.
Solo questi erano degni del suo infinito
amore perché soli a comprendere il suo linguaggio.
Certe realtà segrete le capiscono
solo i folli, i pittori e i poeti.
15:48 on gennaio 12th, 2010
E si la Zorria una grande umile persona dalla quale si dovrebbe imparare quanto negativi sono talune persone dove va il mio dsprezzo per tutto quello che di ignobile gli hanno fatto e mai capita, nel suo profondo mondo che ingiustamente o giustamente gli ha riservato. In questo angolo di profumo marinaresco si ritrovava facendo risaltare tutte le sue doti di poetessa e artista volle restare difendendo con i denti la sua onorata postazione alla quale vigliaccamente veniva sfrattata dalle più comuni istituzioni. Rimane nel cuore li nessuno puo disarcionarla.
21:28 on gennaio 13th, 2010
oh zorio… homeless non sta per uomo ma sta per home=casa less=togliere,meno
sicche homeless vuol dire senza casa
che centra womenless?!?!? guarda meno umiliofido che ti rincoglionisce
00:37 on gennaio 14th, 2010
ciao cara zoria !! io ho avuto l’ onore di portarti in spalle nel tuo ultimo viaggio…… tutta la tua città ti ha voluto e ti vorrà sempre bene…… ciao non ti scorderò mai
00:44 on gennaio 14th, 2010
Grande Andrea vorrei essere stato al tuo posto un grande onore, ma se hai letto il mio post, una piccola cosa l’ho fatta anche io al di là che l’ho sempre rispettata.Ciao