La vita…

aprile 7, 2017 Lascia il tuo commento

Stavo consumando la mia mezz’oretta di relax al solito caffè libreria: leggevo del ricovero d’urgenza in ospedale di Luigi Di Maio. Come, così giovane, trentun anni, un ragazzo che potrebbe essere mio nipote, scoppiato di stress? Calma, Luigì, ti rimetterai subito, i tuoi anni hanno dentro il fuoco della giovinezza. Ma non strafare, dalla mattina alla sera, sullo schermo, a fare dichiarazioni dirompenti e anche spesso un tantino velenose, contro gli eterni avversari del Pd. Calma, Luigì, hai altri sessant’anni da vivere, a dir poco. Auguri, comunque.
Quando alzo gli occhi e vedo in bella mostra, su uno scaffale, la copertina del bel libro di Raymond Carver. E’ la raccolta completa delle sue poesie. Credo di avere in casa tutti i suoi libri di prose; di poesia solo “Blu oltremare“. L’occasione è ghiotta. Le sue più che poesie sono racconti in forma di versi: infatti uno dei sui volumi s’intitola proprio così. Averle, le poesie, tutte insieme è un bel piacere. Vi trascrivo qualche verso:

Seppellì sua moglie, che era morta
disperata. E, disperato, lui
si rifugiò nella veranda, da dove osservava
il sole tramontare e sorgere la luna.
Le giornate sembravano passare solo per tornare
di nuovo uguali. Come in un sogno in cui si pensa:
questo mi pare d’averlo già sognato.

Un altro passo:

Fila via liscia ed equilibrata, adesso,
la mia vita. Ma chi può dire
che non sbanderà mai più?
Stamattina mi sono ricordato
di una ragazza che ho avuto subito dopo
il fallimento del mio matrimonio.
Una ragazza dolce, di nome Jean.

Sono versi di un nitore sorprendente, in poche parole una tragedia, un dramma. Ci hanno provato in molti a scrivere in modo così stringato e luminoso ma lui rimane il più grande. La forma della poesia costringe a selezionare e a pesare le parole. Certo, è prosa in poesia, ma nella sostanza non è altro che poesia. Di una chiarezza abbagliante. Come si fa a non leggerlo?, a non imparare da lui?. Naturalmente il libro visto e preso.

A Luigì, finito così giovane per stress in ospedale, dico: fermati ogni tanto, impara da scrittori come il nostro Raymond cos’è veramente la vita.

Antonio Carollo

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