LA CENSURA (TERZA PARTE)

Attenzione, attenzione, attenzione!!!
Cari amici miei, eccoci alla terza e ultima parte della nostra “censura carnevalesca”. Prima di cominciare bisogna ricordare che dagli anni ottanta “i carri a soggetto politico” cominciarono a diminuire e di conseguenza diminuirono anche i casi di censura. Ma nel periodo che andiamo ad analizzare adesso rimangono lo stesso molti casi interessanti da raccontare.
Nel 1980, per la prima volta nella storia, Arnaldo Galli, con il suo “Scherzando con le lacrime agli occhi”, aveva collocato un papa, nello specifico Wojtyla, con chitarra e sci. Il carro era inoltre formato da una struttura a trave mobile con tanti Pierrot-burattinai a reggere i fili di altrettante marionette con il viso di: Carter, Breznev, Berlinguer, Andreotti, Zaccagnini, Agnelli e Costanzo. La caricatura del pontefice però non gli fu consentita, ma il debutto di un papa di cartapesta fu solo rimandato di pochi anni. Comunque una grande invenzione fu apportata lo stesso da Arnaldo Galli: l’intercambiabilità delle teste dei personaggi sopra elencati attraverso i fili dei Pierrot che si spostavano da una sagoma all’altra. Ad esempio Berlinguer dalla sagoma in tuta da operaio si spostava sulla sagoma in frac di Agnelli e viceversa.
Dopo il 1981, anno con solo tre carri che affrontarono temi politici e senza nessun tipo di censura, nel 1982 scoppiò il caso “Craxi-P2”. In quell’anno il Comitato Carnevale decise di puntare sulla realizzazione di tre supercarri fuori concorso scegliendo come autori delle tre costruzioni la coppia Baroni-Verlanti, Arnaldo Galli e Silvano Avanzini. I supercarri che sfilarono però furono soltanto due: uno a sfondo politico, “I cavalieri dell’Apocalisse”, di Arnaldo Galli e uno di evasione carnevalesca, “E’ arrivato col sole e con l’ amor dal mare”, di Sergio Baroni e Renato Verlanti. Silvano Avanzini chiese e ottenne di restare a riposo per un anno. La decisione del costruttore ebbe però un risvolto polemico. Avanzini aveva presentato infatti il bozzetto “Il sol dell’avvenir” raffigurante il sole con la faccia di Bettino Craxi. Chiari erano i riferimenti alla P2, alla costituzione italiana, avvolta in una ragnatela, e infine a Marx in “cassa integrazione”. Furono i quotidiani a parlare di censura e il Comitato Carnevale, il 4 dicembre del 1981, diramò un comunicato ufficiale con il quale ribadiva che Avanzini il 23 novembre aveva richiesto e ottenuto di ritirarsi con tanto di certificato medico. Rimasero comunque molti i dubbi e anche lo stesso carrista non chiarì mai del tutto l’accaduto.
Ma la vera rivincita il carrista la consumerà l’anno seguente vincendo il primo premio con il suo: “Il sol dell’ avvenir”. Rispetto al bozzetto dell’anno precedente l’autore preferì dare al sole, dopo la vittoria dei mondiali di calcio del 1982 dalla nostra nazionale, il volto di Sandro Pertini. Sul davanti si trovava un Craxi-Superman, con un mantello a stelle e strisce svolazzante senza emblema della P2, con in pugno due pupazzi di De Mita e Berlinguer. In basso, sul davanti, della costruzione si trovava la testa di Marx dietro un paravento come dimenticata. Sui lati sporgevano due boia che tagliavano le teste dei proletari.
Passarono alcuni anni prima che la censura rifacesse il suo ingresso al Carnevale. Nel 1986, come anticipato precedentemente, si vide per la prima volta un papa sopra ad un carro allegorico. Paolo Lazzari, con “Messaggero di Pace”, costruì un Wojtyla che planava sul mondo e sugli spettatori presenti ai corsi mascherati. Sotto di lui bambini di tutto il pianeta intenti a giocare su un mondo pieno di guerre. Nel 1987, primo anno di vita per la neonata Fondazione Carnevale, si tornò a parlare di censura preventiva. In sede di esame bozzetti Silvano Avanzini fu invitato a togliere la figura di Gheddafi dal suo progetto. Il carrista aveva disegnato Reagan, con forchetta e coltello, intento a mangiare a fettine il leader libico. Il carrista modificò così il suo progetto e sostituì Gheddafi con un maialino allo spiedo con la scritta “terrorismo”. Arnaldo e Giorgio Galli invece, sotto il titolo “Che avete fatto ?”, avevano immaginato un Cristo con in volto una maschera anti-gas sconvolto da un mondo inquinato e infestato. Anche loro furono convinti a rinunciare e costruirono al posto di Cristo un lucifero rosso fuoco in mezzo ad un inferno di fiamme gialle nascosto da un grande “V” composta da due pannelli mobili che riproducevano la galassia.
Per ritrovare un nuovo episodio di censura nel nostro Carnevale bisogna arrivare al 1992. Roberto Alessandrini, con il suo “Lacrime di coccodrillo” (nella foto), costruì un gigantesco Craxi-Alligatore intento a divorare Occhetto e De Mita e attorniato da uova dischiuse che davano vita a tutti gli enti-statali. Infine sul davanti della costruzione si trovava il padre di questi alligatori ovvero un “Giuliosauro” (Andreotti). La censura colpì la coda del coccodrillo terminante sul davanti del carro con il volto di Cossiga. La polemica scoppiò perché quella coda sembrava l’ organo genitale maschile del Craxi-Alligatore. Per questo motivo la fondazione Carnevale ritirò tutti i “Viareggio in Maschera” (rivista ufficiale del Carnevale di Viareggio), già presenti nelle edicole, mettendo un bollino nero sul volto di Cossiga. Per la prima volta nella storia del Carnevale un carro allegorico venne censurato sulla rivista ufficiale.
La censura riappare al terzo corso mascherato del 1997 quando dal cappello di Chirac, del carro “Bomba non bomba” di Roberto Alessandrini, spuntò un fallo di cartapesta proprio in piazza Mazzini. Divampò una polemica clamorosa e la domenica successiva il costruttore fece sparire l’aggiunta “poco carina”. Da quel momento la censura sembra voler abbandonare per sempre il nostro Carnevale, ma torna invece protagonista nel 2008 quando la coppia Roberto Vannucci-Carlo Lombardi presentarono la doppia costruzione “In nome di chi ?”. In chiave Carnevalesca il carro rappresentava lo scontro tra Cristiani e Mussulmani. Per scongiurare però il rischio di eventuali attacchi terroristici la coppia optò, rinunciando al progetto iniziale, per un più innocuo scontro tra due guerrieri che si affrontano l’ uno di fronte all’altro, non animati da sentimenti di odio e violenza, ma mossi dalla forza dell’amore, della giustizia e della fratellanza ossia le fondamenta essenziali per il raggiungimento della pace universale.
Siamo ormai arrivati all’attualità e tutti sappiamo delle censure, poi rientrate, di due costruzioni che sfileranno al Carnevale 2010. La commissione bozzetti ha inizialmente bocciato il progetto di: Gilbert Lebrige e Corinne Roger che avrà come soggetto la politica di contrasto all’immigrazione della Lega Nord. Il carro dal titolo “Padroni a casa nostra” rappresenta infatti una città del futuro completamente blindata per contrastare l’arrivo degli immigrati. A presidiarla ci sono i mascheroni con le caricature di quattro esponenti della Lega Nord: Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Mario Borghezio e Matteo Salvini; e Enrico Vannucci con il carro di seconda categoria “Attenti al pupo”. Una costruzione che illustra l’harem di Palazzo Grazioli a Roma (residenza di Berlusconi) con un Premier in fasce attaccato ad un biberon di viagra. Intorno a lui veline e escort per tutti i gusti. La commissione ha spiegato la bocciatura dei due bozzetti presentati dalla coppia francese Gilbert Lebigre – Corinne Roger e da Enrico Vannucci con generiche valutazioni: “potete fare di più e di meglio. Ripassate.”






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