Jacques Prèvert, poeta dell’amore e della libertà

dicembre 4, 2017 Lascia il tuo commento

Jacques Prèvert a Parigi“. Fantastica Jaclyne Augeyrolle, presidente di Alliance Francaise: nel giro di pochi giorni ci ha fatto immergere nel cuore della poesia di Charles Baudelaire e in quella di Jacques Prèvert, con i Tableaux parisiens, presentati in collaborazione con la Biblioteca Comunale a Villa Paolina, e adesso con la Parigi di Prèvert, all’Hotel Esplanade.

Per lei Prèvert non ha misteri, con parole affabili ed efficaci coglie nel profondo la personalità del poeta, partendo dal bambino ribelle che sopporta appena le costrizioni della scuola da cui si distacca definitivamente a quindici anni.

Prèvert inizia un percorso, che, da autodidatta, lo porterà, negli anni Trenta, e via via, a svolgere un’intensa attività teatrale e cinematografica, oltre che a comporre le sue poesie. Scrive testi teatrali, alla cui realizzazione partecipa attivamente, soggetti e sceneggiature di importanti film diretti dai maggiori registi dell’epoca, Marcel Carnè, Jean Renoir, Christian-Jaque, Pierre Laroche, Pierre Prèvert, Jean Grémillon. Nel medesimo tempo compone le prime canzoni che saranno cantate da grandi artisti, come Agnès Capri, Juliette Greco, e testi poetici, che non pubblica; vedranno la luce con Paroles, nel dopoguerra.

Jaclyne parla delle sue frequentazione con i poeti surrealisti, Breton, Aragon, Peret, e altri, con la loro scrittura automatica, la parola libera, le associazioni d’idee, i campi magnetici, le immagini oniriche. Non ne rimane suggestionato.. Il lavoro sul linguaggio gli è estraneo, lo attrae lo spettacolo della vita, la vita brulicante di una Parigi multietnica, sporca, segreta, di stanze in subaffitto, vista dalla parte degli emarginati, dei diseredati, dei poveri che si trascinano per le vie faticosamente, ma in piena libertà, disprezzando tutto ciò che sa di borghese, di ufficiale. Nella sua scrittura Prèvert libera la sua vena libertaria e anarchica, insofferente verso ogni sovrastruttura sociale e istituzionale. Il suo rifiuto verso la cultura del passato tuttora dominante è totale. Il suo canto è per la vita, per l’amore, per la libertà, per gli uccelli che volano liberi nell’aria o da un albero all’altro, per la natura.

Dai posti di osservazione per le vie di Parigi, l’occhio del poeta scorre sulle strade, sulle scene che le animano, sui semplici atti della quotidianità, il mangiare, il bere, il fare l’amore, nella noncuranza assoluta del lusso, della filosofia, della religione Il rifiuto della cultura ufficiale va di pari passo col crescere del sentimento del’amore, col riscatto dalla sofferenza attraverso l’amore, quello concreto, senza complicazioni psicologiche.

Jaclyne con le sue illuminanti descrizioni ci fa quasi vedere quest’uomo, pieno di spirito, immerso nella vita di tutti i giorni, partecipe, estroverso, instancabile raccontatore, innamorato della vita che viene dal basso, dotato di una verve incontenibile che gli deriva da una educazione familiare gioiosa e libera da orpelli, improntata alla ricerca dell’autenticità, delle cose essenziali, senza polemiche o rancori, con semplicità, naturalezza.

Il salone dell’Esplanade è pieno, il pubblico ascolta avidamente l’equilibrata, sentita, sorridente esposizione della Jaclyne, sottolineandone con applausi i punti salienti; esposizione che viene arricchita, con momenti di trepida emozione, dalla suggestiva interpretazione di alcuni testi da parte dell’impareggiabile Paola Lazzari. Un video girato da Giovanni Nardini nelle strade e angoli di Parigi, di notevole presa, con la coinvolgente colonna sonora del canto di due canzoni di Prevert, conclude quest’importante evento letterario, condotto da una Jaclyne Augeyrolle in gran forma, seguito da una bella mostra fotografica dello stesso Nardini dal titolo: “Parigi, uno sguardo umanista“, visitabile fino al 28 dicembre.

Antonio Carollo

Canzone della Senna

La Senna è fortunata
Non ha preoccupazioni
Se la spassa bellamente
Giorno e notte
Esce dalla sorgente
Pian piano senza rumore
E senza prendersela troppo
Senza uscire dal suo letto
Verso il mare se ne va
Passando per Parigi.

La Senna è fortunata
Non ha preoccupazioni
E quando va girando
Lungo i suoi canali
Col suo bel vestito verde
E le sue luci dorate
Notre-Dame gelosa
Immobile e severa
Dall’alto di tutte le sue pietre
La guarda di traverso.

Ma la Senna se ne infischia
Non ha preoccupazioni
Se la spassa bellamente
Giorno e notte
E se ne va verso Le Havre
Se ne va verso il mare
Passando come un sogno
In mezzo ai misteri
Delle miserie di Parigi.

J.P.

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