Il rischio elettrosmog in via Matteotti

ottobre 2, 2017 Lascia il tuo commento

Il Comitato via Matteotti risponde all’ARPAT in merito all’impianto della Vodafone situato in Via Matteotti, angolo via Burlamacchi:

1) Non condividiamo l’affermazione di ARPAT circa l’inesistenza di rischio “elettrosmog” nell’area di Via Matteotti dato che i livelli di campo-elettrico ivi riscontrati sono largamente inferiori ai limiti stabiliti dalle normative vigenti (di 6 V/m.). E’ singolare che il numero di decessi, in via Matteotti e nelle immediate adiacenze, sia enorme e ristretto in uno spazio limitato. Essendo l’area caratterizzata da 2 impianti SRB per la Telefonia Mobile (TIM in uso alle Ferrovie dello Stato per il quale non si conoscono i valori di emissione e, di recente,Vodafone), da una centrale elettrica, da due tralicci di alta tensione e da linee elettriche della ferrovia prospiciente, è realistica la sussistenza di un “fumus boni iuris” per un nesso di causalità tra i decessi e l’esposizione alle onde elettro-magnetiche; vale a dire che può essere valutata la “ragionevole certezza” del rapporto causa-effetto che dà luogo a un “rilevante grado di probabilità”. (Corte App. Brescia 2009 e Cass.2012). Nel 2014, inoltre, fu riscontrata una ulteriore fonte occulta sulla quale non ci sono state date altre informazioni.

2) I limiti imposti dalla normativa statale non possono essere ritenuti esaustivi della tutela della salute (omissis) (Trib.Civ. Milano 10/10/2003). “La Corte Costituzionale nella sentenza n. 307 del 2003 ha tra l’altro affermato che la determinazione dei valori – soglia, che è funzionale alla protezione della popolazione dagli effetti negativi delle emissioni elettromagnetiche, deve risultare fondata sulle conoscenze scientifiche e deve essere tale da non pregiudicare il valore protetto.” Omissis

3) Vi sono conoscenze ormai acquisite dalla ricerca scientifica mondiale indipendente circa i rischi per la salute da esposizione alle radiazioni elettro-magnetiche.

4) E’ affermata l’inadeguatezza dei limiti di esposizione previsti dalle normative italiane i quali, ai fini della tutela, sono obsoleti e considerano solo:
– gli effetti sanitari (ignorando i dati biologici)
– gli effetti definitivamente accertati (contrariamente alla filosofia portante del Principio di Precauzione)
– gli effetti di natura termica (ignorando quelli “non termici” e quelli “a intensità particolarmente basse” ormai documentati)
– gli effetti acuti (a breve termine) (ignorando gli effetti a lungo termine – cronici, come ad esempio quelli genetici e cancerogenetici, anch’essi ben documentati) . Tali limiti, infatti, si riferiscono a linee-guida stabilite verso la fine degli anni ’80 come frutto di una analisi dei rischi precipitosa e lacunosa; essi sono, pertanto obsoleti.

5) E’ d’obbligo il rispetto del diritto alla salute, costituzionalmente garantito, la cui portata è, “di primaria importanza rispetto ad ogni altro interesse” (Ord. Consiglio di Stato n. 2561 del 25/3/97).

6) Una recente normativa sul metodo di rilevazione dell’inquinamento ha stabilito che il valore da considerare è quello risultante da una media dei valori rilevati su 24 ore e non più su 6. In pratica ciò equivale ad una notevole sottostima dei valori reali di CEM.

7) L’affermazione di Arpat, circa il possibile raggiungimento automatico del limite di 6 V/M, non esprime certo l’applicazione del Principio dì Prevenzione Primaria e di Precauzione – di derivazione comunitaria – da cui scaturisce il Principio di Minimizzazione del Rischio che “va applicato “con particolare rigore, poiché funzionale alla tutela di un valore fondamentale della persona qual è quello della salute umana garantita dall’art.32 Costituzione. Esso costituisce applicazione del Principio di Precauzione di derivazione comunitaria” (Sentenza TAR Puglia, Lecce – Sez I – n. 1027 del 6/2/2002).

8) La Scienza mondiale indipendente ritiene accettabili, ai fini del rischio, i valori di 0,2-0,6 V/M

9) Campo elettrico per la Telefonia Mobile e di 0,2 Micro-Tesla campo magnetico. Al riguardo, la Risoluzione del Consiglio d’Europa n. 1815 del 27/05/2011 invita i Paesi Membri a fissare “limiti cautelativi di esposizione alle microonde per lungo termine ed in tutti gli ambienti indoor, in accordo con il Principio di Precauzione, che non superino gli 0,6 Volt/metro
e nel medio termine ridurre questo valore a 0,2 V/m”. Ed altresì la Risoluzione dal Parlamento Europeo del 4/09/2008 denuncia l’aumento dei casi di Elettro-sensibilità e raccomanda di “ridurre l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche”;
Ed ancora numerose Risoluzioni di scienziati indipendenti, citati rispettivamente dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento Europeo come riferimenti scientifici indipendenti, promuovono l’abbassamento dei limiti di sicurezza a 0,6/Vm in quanto gli attuali standard non si basano su evidenze biologiche.

10) L’O.M.S., riconosce l’elettro-sensibilità” come malattia caratterizzata da un complesso sintomatico aspecifico. Essa può insorgere anche a seguito di esposizioni di bassa intensità e, per sua caratteristica, è invalidante (n.d.r).

CHIEDIAMO AD ARPAT:

1) Verifica dello stato di saturazione da inquinamento del territorio con gli impianti esistenti, alla massima potenza degli stessi (S.R.B, Microcelle, Picocelle, Nanocelle, Whi-Fi, Wi-Max e congegni radioelettrici similari), e identica verifica per le Centrali Elettriche e impianti similari.
2) La rilevazione dei valori di intensità di CEM, sia come valori di emissione che come valori di immissione territoriale, cioè complessivi e comprensivi di tutti gli apporti che in un determinato punto pervengono da altre fonti di irraggiamento.
3) Il Monitoraggio periodico con informazione pubblica dei risultati con mezzi idonei.
4) La rigorosa applicazione del su esposto Principio di Minimizzazione del Rischio.

Concludiamo sono ben tre anni che il Comitato Via Matteotti si batte assieme alla Rete, gli altri Comitati e la Commissione Varignano per il principio di cautele e per migliorare le condizioni ambientali, in questi tre anni vogliamo ricordare che le tecnologie, sono aumentate in maniera impressionante, senza che ci sia stato un regolare controllo e tutela dei cittadini.

Per il Comitato via Matteotti
Daniele Emilio Cinquini

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