IL MIRTO DI PIAZZA MANZONI
La piazza Manzoni era destinata alla fabbricazione delle vele; Francesco Bergamini ci racconta di questi annosi platani all’ombra dei quali, in particolare a quello che sta in mezzo alla piazza, detto appunto il Mirto, s’incontravano i marinai “a terra” oppure durante l’attesa dell’imbarco. Quante storie di mare avrà udito questa pianta?
Racconti di naufragi, di latitudini, di lunghi viaggi nei mari del mondo. Vicino dove scorre l’acqua del fosso, esisteva sulla banchina un lavatoio pubblico, era chiamato di Zaneo le popolane vi si recavano a lavare i panni. Sempre il Berganini scrive: “Passando di lì è facile ascoltare stornelli, ballate e spiritosi motteggi, accompagnati dal ritmo dei panni battuti e dallo sciacquio del Fosso”.
Tante storie d’amore si sono tessute all’ombra del Mirto tra i marinai e le belle lavandaie, o con le giovani velaie che sedute a terra sugli “sferzi” di tela cucivano le vele. Mia nonna e mia madre erano velaie mio nonno e mio padre marinai. Dopo le nozze e la nascita di un figlio, sul tronco del gran platano mettevano un pezzo di stoffa a testimonianza del lieto evento, così come quando da fidanzati si lasciavano lì i loro pudichi messaggi. Alcuni di noi, possono raccontare e purtroppo per ultimi, di aver sognato la costruzione di una casetta su quell’albero e per qualcuno il sogno fu realtà. Scrive Antonio Morganti: “Questa pianta antica e vigorosa appare come un simbolo vitale della comunità viareggina”.
Ai piedi di questa storica pianta, costatiamo le ferite e l’incuria derivata dagli uomini. Non vi prenderebbe voglia di togliere tutti questi centralini o marchingegni installati attorno e prendere a calci chi ce li ha messi? Non sarebbe bello far sparire di colpo queste macchine in sosta e rivedere il sorriso delle belle velaie? Anche questi sono sogni ma alla fine in parte dovranno divenire realtà. L’Associazione medaglie d’oro di lunga navigazione, è intervenuta in merito, segnalando quest’albero all’Amministrazione Comunale, che recepito in parte il messaggio ha dichiarato l’albero “Pianta monumentale”. Significa che questo non potrà mai essere abbattuto, avrà tutele particolari e caso mai dovesse morire sarà fatto obbligo di sostituirlo con una pianta della stessa specie. Più che questo non è stato ancora fatto, speriamo presto vengano intrapresi i primi interventi promessi nel piano di ristrutturazione della piazza.









19:20 on febbraio 4th, 2010
Non è la prima volta che si lascia morire un albero secolare, e questo la dice lunga sull’amore che i nostri amministratori hanno per i nostri ricordi.
Un abbraccio grande come… segateli!
Antonio Melani
20:10 on febbraio 4th, 2010
Sono senza parole. L’ennesimo spregio alla memoria della città. E mi aspetto di peggio. Tutto ciò che è poesia, ricordo, suggestione medianica, brandello di storia collettiva e personale, tutto ciò che non si piega alle squallide logiche mercantili e cementizie viene triturato senza pietà e a questo punto mi viene da dire con gusto. Aspetto di conoscere nomi e cognomi dei responsabili di questo ennesimo scempio, dall’Assessore al Dirigente agli operai che non hanno fatto obiezione civile. Una comunità senza affettività e consapevolezza storica è un ammasso informe di esseri alienati che soggiaciono a pulsioni di distruzione e di morte.
20:13 on febbraio 4th, 2010
Sacrilegio,
20:16 on febbraio 4th, 2010
Sarà per il decoro che viene lasciata così,perché cisì non c’è da potarla o comunque da farle una manuntenzione.Perché non chiedete che faccia qualcosa Super-Pastechi?Secondo me é proprio lui che vuole che resti così la pianta,oppure non si pone il problema.Il mirto non é decoro della città?
20:37 on febbraio 4th, 2010
E’ il segno del degrado culturale di questa amministrazione.
E tutto per pochi posti auto..
La precedente amministrazione aveva potato i platani intorno alla piazza, preservando però il “Mirto” per il suo profondo significato della Viareggio marinara.
Ma già con la copertura del graffito sulla “storia di Viareggio” del Pardini avevano dato un segnale. Ora ne danno un altro.
Senza pudore. E con tanta profonda ignoranza.
21:06 on febbraio 4th, 2010
Che vergogna!!!! Siamo governati da politici che nemmeno la storia di Viareggio conoscono!!! Che si puliscono la bocca con il mare, la tradizione marinara, i nostri velieri, ma conoscono solo gli affari di bottega, ma lo sanno cosa hanno tagliato, forse era meglio che si tagliavno le loro gioie.
Il MIRTO … VERGOGNATEVI ignoranti della storia del mare di Viareggio.
Siete solo dei piccoli bottegai…
21:08 on febbraio 4th, 2010
La precedente amministrazione aveva potato i platani preservando però il mirto. Quella si che era un’amministrazioni di valore!!!!!
21:08 on febbraio 4th, 2010
Almeno con il graffito si è trattato solo di uno “sfregio” temporaneo. Qui invece non si torna indietro.
22:03 on febbraio 4th, 2010
Intanto cerchiamo di trovare le responsabilità di questo spregio, scempio alla Viareggio storica, ma non credo che ci siano spiegazioni solo ignoranza dovuta alla quasi nulla cultura di questi pesudo governanti senza ritegno.
22:08 on febbraio 4th, 2010
Bella Mì VIAREGGIO mipesa sciverla in maiuscolo ma gli voglio troppo bene al di là di tanta gente che ne fà una questione politica accusando quella nova come se quella vecchia abbia fatto i salti mortali. La rovina di viareggio è stata e sempre sarà la politica merdosa che fa crescere il npelo sul cuore . Dobbiamo volere bene a viareggio e no al rosso al bianco e al nero.E’ un continuo altelenarsi di accuse ,semra d’esse tornati bamboretti .Un ci vergognamo,facciamo un esame di coscenza ,quant’è che è tutto un troiaio.Non lo saprei dire,ma,per sentì dire un dela fia alla vireggina devo girà tanto,ho paura a andà incima al molo,al mercato vedo più occhi a mandorla che occhi a pallina di gazzosa,vedo più puppore false che vere,e se prendo la via garibaldi mi viena la voglia d’andà a nocchi per lo meno lì ètutto come vent’anni fà e anche se la strada è stretta è a doppio senso.Sicuramente ho detto delle cose che un vi tornino,ma l’ho dette col cuore di un Viareggino che soffre a vede che di Viregginità n’è rimasta poga.
22:44 on febbraio 4th, 2010
GRANDISSIMI PDM, boriosi pieni d’aria di fosso, vacui e sciocchi, senza midollo spinale, senza passato ne futuro, buoni a riempirsi la bocca (lo sfintere?) palaghiacci e casinò. Oh, mi sono sfogato
22:51 on febbraio 4th, 2010
AZZ o’Re, ne avevi di veleno da sputà? ma guarda che sono tremendi invece di riparà la barca l’affondino vesti vi’.
23:02 on febbraio 4th, 2010
chissà se questa volta finalmente si muoverà la Magistratura, la più grande assente nella storia viareggina degli ultimi 20 anni
00:49 on febbraio 5th, 2010
Sembrerebbe gli autori della maialata di cui l’amico Renzo Frosini ci ha gentilmente fornito la loro “specializzazione” abbiano dato come giustificazione dell’abbattimento del Mirto il fatto che c’erano dei nidi di “petti-rosso”…
05:42 on febbraio 5th, 2010
Ci stanno tagliando le radici!Quando sono venuta ad abitare in Darsena, più di venti anni fa, in via Menini c’era un platano secolare all’altezza del laboratorio di Inaco (anche lui dimenticato).Quell’albero era un vero spettacolo i suoi rami raggiungevano l’altro lato della strada creando un passaggio magico verso il mare.Non so cosa ci sia stato dato alla base delle sue radici ma in una stagione è seccato tutto ed ora non vive più. Adesso il Mirto simbolo di generazioni di Viareggini, le lacrime mi bagnano gli occhi, quanto ancora dovremo sopportare. Forse ci stanno distruggendo la memoria, ci stanno privando della nostra identità per gettarci nel calderone degli ignavi.I nostri nonni avevano con fatica costruito una terra a misura d’uomo, strappandola al mare, alla malaria al padule, noi cosa facciamo?
Troviamo una soluzione tutti assieme, riuniamoci,denunciamo, con manifesti, nelle scuole, nei mercati con i mezzi di comunicazione, questo scempio o non solo noi ma anche le generazioni future ci accuseranno di aver lasciato fare senza muovere un dito.
Un bacio grande come …passaparola!
Lidia
08:21 on febbraio 5th, 2010
MAgari ora il Santini scriverà uno dei suoi sproloqui magnificando le doti della maschia motosega italica.
Comunque nessuno mi toglie di mente lo sfregio compiuto ai
lecci di via Indipendenza durante gli ultimi giorni della giunta Marcucci, e devo dire che in proposito mi sarei aspettato un intervento del senatore che in via Indipendenza ha casa.
08:38 on febbraio 5th, 2010
Mi sembra che questa o quelle precedenti di amministrazioni abbiano fatto ben poco per mantenere quel poco che c’era rimasto di Viareggio.
Vogliamo parlare dello SCEMPIO di piazza Garibaldi (vella davanti alla Finanza) con quei platani bellissimi tutti tagliati perchè dava noi il ciciurlìo delli storni! Ora un ci nemmeno un cane a fà i bisogni, d’estate ci si sderena dal caldo perchè un c’é un filo d’ombra.
E questo è solo un esempio! Il problema è di base: come becchino una sedia devino scende a patti con chi “ce l’ha fatti arivà” e quindi un si fanno scelte per la città o i cittadini, ma per l’interessi di vesto o di vello!
Marco
10:40 on febbraio 5th, 2010
Ma come possono succedere queste cose….che SCOLLAMENTO c’e fra i vari entise si riesce a fare abbattere un’albero che dovrebbere risultae protetto? Quarda cosa è successo anche nella pineta in via indipendenza…da una semplice POTATURA ci siaamo ritrovati con LECCI ABBATTUTI….trovo tutto questo gravissimo. E poi, i colpevoli si trovano mai?
10:50 on febbraio 5th, 2010
E’ uno stillicidio costante di piante del verde pubblico, cominciato dalla precedente amministrazione e proseguito in maniera ancor più criminale dall’attuale.
In questi giorni sono caduti perchè sprovvisti di protezione alcuni alberetti in via Vespucci ed in via Puccini, è stata abbattuta una grossa pianta in via Ugo Foscolo ang. via Verdi.
Una volta esistevano vari comitati cittadini che insorgevano e protestavano, ora ai vari capetti gli han dato una poltroncina e tutti zitti.
Questa città ed i suoi abitanti, me compreso, mi fanno schifo!
11:45 on febbraio 5th, 2010
Non me ne intendo, non sono uno specialista agrario,però stamani ho parcheggiato lì vicino ed ho guardato il troncone.
Era un anello, dentro vuoto,forse è stato abbattuto perchè malato del cancro delle piante.
Piuttosto c’è da chiedersi il perchè dell’abbattimento di quello all’incrocio al ponte girante, dove c’era il casottino dei vigili, ecco quel ciocco è bello pieno.
11:53 on febbraio 5th, 2010
ma chi è stato a fare questo scempio? si possono sapere nomi e cognomi? ma questi sono tutti impazziti? IL MIRTO?!? hanno tagliato il MIRTO? era malato? non me ne frega nulla!!! chi l’ha tagliato? anche gli operai che l’hanno fatto materialmente, non si rendevano conto di quello che facevano?
14:13 on febbraio 5th, 2010
Io fino a ieri non conoscevo la storia dell’albero per cui però ho sempre provato una certa empatia, non so perché…
Nellino, la pianta di cui parli tu era già morta l’anno scorso, a primavera non ha neanche fatto le foglie, è rimasta li secca tutto l’anno con una “M” fatta con lo spray da cantiere. Su quella almeno ci sono pochi dubbi.
Va detto che adesso sul lato canale della piazza Nieri e Paolini non c’è praticamente più un albero.
Inciso: ma che fine ha fatto il progetto del “grande” Sugliano di ridare dignità alla piazza col nuovo sistema di accesso e la fontana?
Allora vediamo di fare chiarezza sul “mirto”. Era malata? Benissimo, ci sarà una perizia firmata da un tecnico allora? Non era malata, beh in quel caso la responsabilità è del dirigente al verde (tale Raffaelli Marco) e dell’assessore con delega allo stesso (alias il pluri inquisito Athos Pastechi). Se tutto questo è stato fatto è stato violato lo statuto che regola il verde pubblico e le piante monumentali a Viareggio. Si potrebbe anche profilare un qualche reato, ma non saprei identificarlo (qualcosa come danneggiamento o reato contro il patrimonio).
Io dalla mia posso dire di aver visto il platano, durante la stagione, in condizioni di salute “stabili” non mi sembrava che presentasse il cosiddetto “cancro colorato” o altre patologie, anche se ovviamente non essendo della materia non posso dirlo con certezza.
Il platano diviene naturalmente cavo con gli anni e può continuare a sopravvivere, vedasi i platani al mercato (quando non li fanno seccare i bottegai) o quelli vicini al municipio.
Tutto questo considerato adesso l’amministrazione può fare una cosa sola, togliere il moncone, bonificare il terreno dalle radici (che in caso possono trasmettere malattie alle altre piante) e piantumare un nuovo albero (già bello cresciuto stavolta) con una cerimonia “riparativa” che commemori tutto quello che ha rappresentato il precedente e possa dare un’idea di continuità storica.
14:15 on febbraio 5th, 2010
Proporrei di mettere una targa sul moncone rimasto del tronco del platano, per non dimenticare (se ce ne fosse bisogno…) come ha lavorato l’attuale amministrazione:
“Qui fu l’annoso platano detto il Mirto, fino all’arrivo dell’amministrazione Lunardini”
Servirà ai posteri per incontrarsi non più sotto le fronde dell’albero ma davanti alla targa e non per parlare delle proprie storie ma dei disastri fatti da questa giunta che resterà senz’altro nella storia di Viareggio.
14:15 on febbraio 5th, 2010
Scusate, il dirigente è Raffaelli Riccardo, non Marco. Errore mio.
14:19 on febbraio 5th, 2010
L’amministrazione bonificherà sì il terreno; così ci potrà ricavare un altro stallo blù!. In via Maroncelli (fra via Leopardi e via Gioberti)hanno fatto li stalli ADDIRITTURA SUL MARCIAPIEDE!!!!!!!!!!!! Cosa volete che gli interessi una pianta, non vota e non porta soldi!
14:27 on febbraio 5th, 2010
@Max te che di comune e di regole leggo te ne intendi, io ho una foto di una pianta di piazza D’Azelio credo una quercia che per abbracciarla occorreva minimo tre persone, e che 2 anni fà è stata tagliata sanissima non si s’à come si sia potuto, ti può interessare la foto per risalire allo scempio? oppure cominciamo a sondare da qui chi si ricorda qualcosa, tutto questo restando in argomento credo.
15:53 on febbraio 5th, 2010
Se si può fare qualcosa, come scoprire i responsabili per evitare che queste cose si ripetano ben venga… Il dirigente al verde non dovrebbe essere cambiato, vediamo se ne viene fuori qualcosa…
La mia mail è maxbertoni85@gmail.com
Tra l’altro questo scempio si inserisce in continuità con quelli, già citati, per andare ad una serie di alberi meno famosi ma comunque importanti (lecci, oleandri, eucalipti, platani, tigli, pini, acacie, ecc) in tutta la città.
Dalla serie cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa…
Nessuno ha notato la potatura radicale dei pioppi cipressini del parcheggio scambiatore della stazione vecchia???
16:37 on febbraio 5th, 2010
Si può fare poco.
La prima, visto che la pianta era un platano, è verificare se il Comune ha avuto l’autorizzazione prevista dall’art. 5 del D.M. 17 aprile 1998 relativo alla lotta contro il cancro colorato. L’autorizzazione deve essere rilasciata dal Servizio Fitosanitario Regionale. Per la Versilia dovrebbe essere il distaccamento dell’Arpat per la Versilia:
Piazza della Repubblica, 16 – 55045 Pietrasanta (LU)
tel 0584.793725
fax 0584.70430
servizio.versilia@arpat.toscana.it
Dovrebbe essere l’indirizzo giusto ma non ne sono sicuro perché sono anni che non poto più un platano. La violazione della norma suddetta comporta la denucia all’autorità giudiziaria a norma dell’art. 500 del codice penale.
Bisognerebbe poi verificare se l’area è soggetta a vincolo paesaggistico. Se fosse soggetta a questo tipo di vincolo si potrebbe verificare se il Comune ha avuto il nulla osta all’abbattimento da parte della Soprintendenza di Lucca. (e-mail: sbapsae-lu@beniculturali.it). Si potrebbe configurare il danno ambientale.
Non mi risulta, invece, che la pianta fosse nell’elenco regionale delle piante monumentali.
17:09 on febbraio 5th, 2010
Non nell’elenco regionale ma in quello comunale si: articolo 14 allegato C (10. platano del Mirto (Platanus hybrida) – Piazza Manzoni)
http://www.comune.viareggio.lu.it/documenti/verde_pubblico/regolaverde.pdf
17:21 on febbraio 5th, 2010
Qusta foto del Mirto mozzato è un simbolo di questi anni bui. Un simbolo potente, una nitida istantanea di cosa è l’ Italia oggi. Paradossalmente il mirto mozzato potrebbe assumere una valenza storica ancora più forte. Spero solo che i figli dei nostri figli guarderanno a questo inizio millenio come a un periodo culturalmente e socialmente lontano, inverosimile
18:16 on febbraio 5th, 2010
Si Max, li ho visti i pioppi di piazza della stazione, più che potati sembrano strappati da un bimbetto incaxxato.
19:08 on febbraio 5th, 2010
Tanto per fare un po’ d’informazione; i platani si mantengono anche se l’interno è completamente cavo in quanto le funzioni biologiche fondamentali passano tutte negli strati superficiali del tronco, vicini alla corteccia…
Tra l’altro anche altri due platani sono stati tagliati in Piazza Manzoni che ormai è praticamente un piazzale, di alberi ne restano solo 2 o 3…
23:03 on febbraio 5th, 2010
A pensar male direi che qualcuno ci guadagna, dove finisce il legname?
Visto che è proprietà pubblica dovrebbe essere noto, o no?
09:39 on febbraio 6th, 2010
Con la quinta elementare non si può conoscere la storia del Mirto ma con la laurea in ingegneria si!
Signor sindaco, toc, toc…c’è nessuno?
Segare il Mirto è come avere tolto la scritta dal campo di sterminio, è un omicidio verso la memoria di tanti del popolo, marinai, donne, vedove che andavano a celebrare sotto l’albero i loro SENTIMENTI.
L’omicidio è punibile per legge, faccia un pò lei signor sindaco.