ELENA TORRE
1 dicembre 2008
Un salotto pieno di libri, quadri alle pareti tra cui alcune bellissime riproduzioni di opere di Jack Vettriano con uomini e donne ritratti sulla spiaggia del mare, sono il luogo ideale per incontrare il Personaggiok di questa settimana: Elena Torre. Lei, abituata ad intervistare gli altri, chissà come si sente dall’altra parte…..
E’ buffo pensare che ci siano persone interessate a sapere qualche cosa di me, come la penso su certi argomenti, cosa faccio.
Già , cosa stai facendo adesso?
Incrocio le dita per un progetto molto importante. Da un mio libro inedito, in collaborazione con un regista ed una sceneggiatrice, ho tratto una sceneggiatura che al momento è al veglio di alcuni importanti produttori nazionali.
Argomento?
Un thriller ambientato in Toscana.
E poi c’è la promozione dell’ultimo libro “Gaber l’ultimo Sileno”.
Il 28 novembre sarò a Vada, poi il 4 dicembre alla libreria Edison di Pistoia e l’11 alla Feltrinelli di Firenze.
Ma quando e come nasce questo libro?
Lo scorso anno nei giorni del “Festival Gaber”. Rimasi colpita dal fatto che tutti i grandi artisti presenti fossero lì per raccontare Gaber, pur non avendolo mai conosciuto. Mi resi conto che io, invece, che con lui, la sua famiglia ed i suoi amici avevo trascorso molto tempo ed avevo tanti ricordi, non lo avevo ancora fatto. Incontrai subito la figlia Dalia e le dissi: “Voglio scrivere un libro su tuo papà . E lo vorrei presentare il prossimo anno qua”. Così stato…
Parlare di Gaber è parlare di Sandro Luporini.
Sandro è l’altra faccia di Giorgio e delle sue canzoni. Ne rappresenta il colore, l’atmosfera sospesa. I loro brani, quindi, si ascoltano e, al tempo stesso, si possono “vedere”. Un rapporto profondo, quello tra i due grandi personaggi che nel libro, che contiene tante foto ed anche immagini di quadri di Luporini, forse è analizzato in modo nuovo, vero.
Libro, libri qual’è il tuo rapporto con questi meravigliosi oggetti?
Patologico. Non ne posso fare a meno, da sempre. Quando ero bambina i libri per me erano gioco, voglia si stare assieme. Per sempre, nel mio cuore, risuonerà la voce di mio padre che leggeva storie, mi accompagnava in mondi fantastici. Dei libri, poi, mi piace l’odore, il suono di una pagina che viene girata, la loro consistenza fisica.
Cosa si prova invece a scrivere?
Ho sempre avuto l’abitudine di fermare e fissare su un foglio emozioni, episodi, momenti che volevo custodire nella “valigia” della mia vita. Inventare trame, scrivere storie è piacere, coinvolgimento. Illuminare un qualche cosa che prima non c’era e che un momento dopo è lì a farti compagnia. Pubblicarle e metterle a disposizione di tutti diventa poi automatico ed è strano pensare che vengano fatte proprie da altre persone. E’ bellissimo e ti fa capire che non sei solo, che fai parte di un contesto più grande. Il libro è , allora, un veicolo di vicinanza e comunicazione profonda ed importante.
Che rapporto hai con i tuoi lettori?
Molto diretto. Sono tanti quelli che, tramite il sito, scrivono ed ai quali rispondo. Possiamo conoscerci meglio, scambiandoci opinioni e riflessioni. In questo modo, ad esempio, ho saputo che ci sono ragazzi che nel proprio diario riportano frasi del mio libro.
Veniamo a Viareggio, alla tua Viareggio.
Io adoro Viareggio mi piacciono i suoi colori, i profumi (l’odore del salmastro è la prima cosa che mi manca quando sono lontana), il rumore delle onde.
Cos’è per te il mare?
E’ tutto. Quando sono arrabbiata o triste o quando qualcosa non gira per il verso giusto, prendo e vado in cima al molo. Guardo la città , respiro l’aria e tutto si ridimensiona. Capisco l’immensità e supero le nostre piccolezze.
Se potessimo scrivere il futuro di Viareggio, come riempiresti le pagine?
Intanto che non dobbiamo dare niente per scontato. Dovremmo considerare Viareggio come una bimba, coccolarla, cullarla, riempirla di attenzioni, dedicarle il nostro amore per farla crescere bella e per crescere noi con Lei.
Per concludere consiglia a tutti noi un buon libro.
Se ancora non lo avete fatto, leggete “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery.
Ed in attesa che possiate entrare nel palazzo al numero 7 di rue Grenelle (dove la storia si sviluppa) saluto Elena e, citando Gaber & Luporini, le auguro di non perdersi mai nel labirinto dei dilemmi. (L’augurio, naturalmente, vale anche per tutti voi.)
stefano pasquinucci
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Elena Torre nasce a Viareggio il 30 ottobre del 1973. Dopo una formazione giornalistica presso alcune emittenti radiofoniche locali (in particolare la “mitica” Radio Babilonia), si dedica alla carta stampata. Nel 2005 il suo racconto Prima dell’alba è tra i vincitori del Concorso “Racconti nella Rete” ideato da Demetrio Brandi e pubblicato sull’antologia edita da Newton & Compton. Ma il suo vero esordio narrativo è rappresentato dall’uscita del suo primo romanzo “10^ Personale di Julie Valmont” (ottobre 2005) per Mauro Baroni Editore, che pone all’attenzione di critica e pubblico un affascinante viaggio nell’arte alla ricerca di un meta linguaggio tra pittura, scrittura, musica ed emozione.
Di questo libro Giorgio Luti ha scritto “L’eccezionale inventiva della giovane scrittrice viareggina, penetra in profondo nella realtà umana e pittorica di quella che per noi è una figura che risulta al tempo stesso reale e immaginaria”. Nel luglio 2006 pubblica per l’edizioni ETS il libro per bambini “Gli indovinelli della Principessa Turandot “. Inizia una collaborazione con la pagina di Società e Costume del quotidiano Il Tirreno.
Nel dicembre 2006 riceve due importanti riconoscimenti: la medaglia di bronzo al Premio Firenze-Europa per il racconto “Le cose che contano” e il “Premio Stefano Simioli” (assegnato dalla Croce Verde nell’ambito di “Un Regalo da Viareggio”) come personaggio dell’anno. Marzo 2007 un suo racconto entra a far parte dell’antologia “Eva Noir” ed ottiene unanimi riconoscimenti da pubblico e critica e il commissario Biagini diviene immediatamente personaggio molto amato dai lettori. Luglio 2007 esce il suo atteso secondo romanzo “Al largo di strane convinzioni” (Sassoscritto Editore) che in breve scala le classifiche di vendita, confermando il suo felice esordio narrativo. Entra a far parte della redazione di “Mangialibri.com” dove si occupa di recensioni librarie e interviste a personaggi del mondo della cultura, musica e spettacolo. Novembre 2007 due racconti che vedono nuovamente sulla scena investigativa il commissario Biagini sono inclusi nell’antologia “Toscana da Brivido” uscita per la medesima casa editrice.
Luglio 2008 esce il suo nuovo lavoro dedicato al signor G. “Giorgio Gaber l’ultimo Sileno” (Sassoscritto Editore). Visitatissimo il suo sito personale www.elenatorre.it e la sua pagina di Facebook.
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domenica 23 novembre 2008








