DREAMING OF A SONG
A cura di Federica Ghiselli
Un viaggio sentimentale nella canzone del Novecento con il contributo periodico di altri collaboratori. Si tratta di un excursus nel mare magnum della canzone mondiale della prima metà del Novecento, tra grandi successi e piccole rarità, con suggerimenti di ascolto che l’ideatrice della rubrica propone ai lettori attraverso il filtro del proprio gusto e del proprio sentire affettivo.
Sometimes I wonder why I spend the lonely night dreaming of a song
…A volte mi chiedo perché spendere la notte solitaria sognando una canzone…
(Stardust, musica Hoagy Carmichael, 1927 – testo Mitchell Parish, 1929)
Il XX secolo si rileva essere estremamente fecondo per la ricerca formale di un rinnovamento linguistico nell’arte. La musica non ne rimane immune: si ricercano nuove forme e nuove sonorità. Con lo schiudersi del secolo ci si distacca prima gradualmente e poi definitivamente da un sistema tonale tradizionale, già oggetto di discussione nel Tardo Ottocento, perseguendo la massima libertà espressiva. I ritmi sincopati, in questo senso esprimono l’affermarsi di nuovi stili musicali. Prima il ragtime poi il jazz hanno rappresentato infatti la nascita di un nuovo modo di concepire e di fare musica segnando indelebilmente il XX secolo. La diffusione dei mass media comporterà dei cambiamenti nell’ascolto e nella fruizione della musica per la quale, accanto ai luoghi pubblici, acquisterà sempre più importanza l’ambito privato. Le trasmissioni musicali in diretta (attraverso la radio, e la televisione) o le riproduzioni (grazie a giradischi e impianti stereo) tenderanno sempre più a contrastare il primato della musica dal vivo. La rubrica si propone di presentare alcuni dei brani più av-“vincenti” del secolo, la cui esecuzione dettata nel tempo da gusti e tendenze diversi ha illuminato le atmosfere di intere generazioni comunicando suggestioni ancor oggi percepibili. Note storico critiche sui compositori musicisti e parolieri arricchiranno la presentazione corredata da un rimando audio al singolo brano scelto, nella consapevolezza e convinzione che “la canzone” – come ha ben sottolineato Gianni Borgna - “ha il potere di restituirci in un attimo… il profumo di un’epoca”.
1. “Stardust”
2. The roaring twenties “I ruggenti anni venti”
3. “Übers Meer” di Max Raabe e Christoph Israel
4. I’ll see you in my dreams
5. Les annèes folles
6. Le prime trasmissioni radiofoniche in Italia
7. Al Bowlly ovvero “the modern singer”
8. Mistinguett a Parigi tra Apaches e Gigolettes
9. Solamente una vez
10. My Melancholy baby
11. Il tango argentino
12. Am I Blue?
13.Django Reinhardt Quintette Hot Club de France
14. George Gershwin
15. La canzone italiana degli anni trenta
16. La mood music americana anni 50
17. I “Comedian Harmonists”
18. In the still of the night
19. La musica swing italiana, tra tradizione e rinnovamento
20. Il cabaret nella Berlino degli anni Trenta
21. Le prime big band americane negli anni Venti del Novecento
22. Amapola
23. “All of me”
24. Where or when
25. A quelle “leggere melodie”
26. In onore dei “salotti buoni”
27. The woman with her head in her dreams
28. Le canzoni di fronda nell’Italia “di regime”
29. Guy Lombardo & “The Royal Canadians”
30. The Five Satins
31. The Lecuona Cuban Boys
32. It had to be you
33. Montecarlo Jazz






© COPYRIGHT 2007 / 2013




Seguici su: