COMMENTO ALLE PAGELLE

Categoria: Contributi
10 gennaio 2010

Resto convinto che le pagelle assegnate ai vari componenti la Giunta e al Consiglio Comunale di Viareggio debbano essere date dai cittadini al momento del voto che rimane ed è l’elemento principale  di ogni espressione democratica.I vari giudizi esprimono i voti sui singoli individui ma,a mio parere,non tengono conto dell’elemento principale che ha caratterizzato l’azione politica intrapresa dagli attuali amministratori di maggioranza. L’elemento in questione è stato il “mantenimento del Patto di Stabilità“. Questo elemento non dà a livello mediatico la giusta dimensione del lavoro svolto nel senso sopraindicato, in quanto comporta, in prima istanza, il contenimento dei costi e la loro razionalizzazione.

E’, comunque, un passaggio obbligato. Il giudizio sui singoli è sempre qualcosa di molto relativo ed ha un enorme serie di variabili. Ritengo troppo negativi quindi i giudizi assegnati a ciascuno.In particolar modo all’attuale Giunta che sta invece operando con dignità e competenza in una situazione economica e finanziaria difficile;non certo per colpa loro.

Sergio Andreozzi

12 Commenti - “COMMENTO ALLE PAGELLE”

  1. Max Bertoni
    01:57 on gennaio 10th, 2010

    E quindi?

  2. Max Bertoni
    02:37 on gennaio 10th, 2010

    Aspetta aspetta aspetta… Sergio Andreozzi, candidato numero due (subito dopo Tedeschi) nella lista “Per Torre del Lago”???

    Adesso mi spiego un paio di cosette… :-D

  3. angelo dionigi fornaciari
    08:06 on gennaio 10th, 2010

    Ahi, ahi, non si danno i voti al “proprio”
    lavoro, devono essere gli altri a giudicare.
    Proverbio dei vecchi: “chi si loda s’imbroda”.
    Ce n’è già uno che dice di essere stato il miglior
    Presidente del Consiglio da quando esiste
    la Repubblica! Sono corretto, non faccio nomi.
    Cordiali saluti.

  4. enrico santambrogio
    08:43 on gennaio 10th, 2010

    Andreozzi visto che gli premono le pagelle, incominci a lavorare anche lei ad aprire le porte del Comune, a far si che le decisioni del bilancio siano partecipate dai cittadini e dalle associazioni in modo tale che si possa veramente dire che le decisioni che sono prese, vengano veramente condivise.E soprattutto che i cittadini capiscano che non si vota solo una volta ogni cinque anni, ma si partecipa responsabilmente tutti i giorni alle decisioni dei nostri amministratori a cui gli stessi hanno dato solo una delega temporanea…

  5. Batano
    10:21 on gennaio 10th, 2010

    Scusi Andreozzi ma interventi quali il ripristino delle due fontane davanti villa Cerpelli, vergognosamente interrate, come sono impediti dal Patto di Stabilità. Magari bastavano un paio di moto in meno per i vigili urbani.

    Il “rispetto del Patto di Stabilità” è diventata la foglia di fico dietro cui nascondere il vuoto politico-amministrativo.

  6. Max Bertoni
    12:22 on gennaio 10th, 2010

    Che poi a me va benissimo che ognuno esprima la propria opinione in merito ma vorrei capire secondo questo ragionamento che cosa si dovrebbe fare. Stare zitti 5 anni e poi andare a mettere una X su un foglio di carta? E’ questa la democrazia? E’ questa la partecipazione tanto sbandierata???

  7. Andrea D'alessandro
    16:00 on gennaio 10th, 2010

    Non so se ridere o piangere……..

  8. elena tozzi
    17:17 on gennaio 10th, 2010

    le pagelle sono un mezzo democratico per dare un giudizio sull’operato delle persone che NOI TUTTI abbiamo mandato in Comune, per spronarle a lavorare meglio, per cercare di migliorare il loro operato. Almeno questo possiamo ancora farlo!!!! Non si può più concepire di votare ogni 5 anni e fregarsene durante il mandato. La città appartiene a tutti noi non solo a loro! Se sbagliano dobbiamo dirlo e cercare, attraverso la democrazia partecipata, di fargli cambiare idea. Se amministrano bene, giusto così, questo è il loro dovere, niente di più!
    Le pagelle sono anche un piccolo tassello di quella democrazia partecipata di cui accennavo sopra, il Comune dovrebbe coinvolgere la cittadinanza nelle scelte più importanti, sul sociale, sull’ambiente, sull’urbanistica; perché le scelte partecipate sono quelle che uniscono i governanti ai governati, che li fanno partecipi e CONSAPEVOLI dello sviluppo della propria città.
    Sarebbe bello che la giunta organizzasse un town meeting su ogni scelta importante, che sentisse cioè quello che i cittadini vogliono realmente e costruisse con loro quella realtà. Utopia? non credo, basta solo la volontà di farlo.

  9. nellino
    17:42 on gennaio 10th, 2010

    @ elena tozzi,

    Sono d’accordissimo con Lei,sul town meeting.
    “Si tratta di uno strumento che nella sua forma originaria si è ben adattato alla
    costruzione di politiche pubbliche in realtà urbane di piccola scala, ed è tuttora
    adottato in molti piccoli centri statunitensi. Ci sono vari tipi di TM, tra cui si segnalano
    quello ‘open’ che conta sul coinvolgimento e la partecipazione diretta di tutti gli
    abitanti, e quello rappresentativo, in cui alcuni cittadini, selezionati fra la totalità della
    popolazione locale, discutono e votano in vece della collettività che rappresentano”
    Il problema è convincere gli amministratori, anche se loro si sentono “TM rappresentativo”,specialmente quelli che fino a poco tempo fa si sono chiusi a riccio nel “castello”.
    “Come funziona?
    Il primo obiettivo è assicurare ai partecipanti un buon livello di conoscenza sui tre temi
    guida dell’evento: integrazione culturale, informazione e povertà. Documenti
    informativi, resi disponibili già prima dell’evento, ed il contributo di esperti di
    riconosciuta competenza, serviranno a rendere l’uditorio più consapevole e —
    conseguentemente — il dibattito più fecondo. Il metodo fa uso rigoroso della
    discussione a piccola scala, i cui risultati vengono riportati, grazie a tecnologie
    avanzate, a scala vasta, per poi facilitare una votazione diretta su singole proposte o
    alternative.
    I partecipanti all’evento discutono in piccoli gruppi organizzati attorno a tavoli rotondi.
    Per ciascun tavolo, un facilitatore con apposita formazione, garantisce una discussione
    aperta e democratica. Le osservazioni sorte dallo scambio dialettico interno a ciascun
    gruppo vengono inviate, attraverso una rete di computer portatili collegati con
    tecnologia wireless, ad una squadra (theme team) la cui funzione è di cogliere le
    intuizioni più stimolanti ed i temi comuni emersi dai singoli tavoli e di sintetizzarne i
    contenuti. Queste sintesi vengono riportate su grandi schermi all’attenzione di tutta
    l’assemblea, per evidenziare con citazioni dirette gli esiti delle discussioni.”
    Vede Sig. Elena, non so se è utopia sognare una cosa del genere,ma senz’altro sarebbe un modo di mettere a nudo le aspirazioni politiche di chi ci governa.
    Lei è sicura che questi vogliano perdere il “potere” acquisito?
    Qualcuno,in Italia, adesso, ci sta provando,ma viene preso a mazzate continuamente, e non mi riferisco a Berlusconi.
    Crede senz’altro che la burocrazia da “padrona” voglia diventare “serva”?
    Comunque l’dea dei Town Meeting è una cosa eccellente.
    Buona giornata.

  10. elena tozzi
    18:11 on gennaio 10th, 2010

    @nellino
    beh, tanto utopico non è, in Toscana c’è! L.R. n.69 approvata il 19 dicembre 2007 ed entrata in vigore il 18 gennaio 2008. Questa legge ha come titolo “Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”. E il bello che questa legge è stata fatta proprio attraverso il coinvolgimento di cittadini, associazioni, studiosi con il metodo del town meeting!
    Questa legge sulla partecipazione prevede anche che la Regione sostenga lo svolgimento di processi partecipativi locali, promossi sia dagli enti locali sia da cittadini o altri soggetti.
    Se si presenta un progetto di democrazia partecipata alla Regione, questa valuta i requisiti, stabiliti dalla legge, ed ammette il progetto, pagandone i costi, con l’unica clausola di impegnarsi, per chi ha presentato il progetto, di impegnarsi a tener conto dell’esito del processo partecipativo o di dare risposta esauriente pubblica sulle ragioni del mancato accoglimento dei risultati.
    Le posso assicurare, avendo partecipato ad uno di questi processi partecipativi, che il risultato è sorprendente, ma ancor più importante è la partecipazione e la discussione che avviene ad ogni tavolo, dove si trovano soluzioni, mediazioni e sintesi non da poco.
    Un esempio di progetto finanziato dalla Regione ad un ente locale è quello di Fabbriche di Vallico dal titolo: Costruiamo insieme il nuovo regolamento urbanistico, oppure quello di Arezzo: Bilancio PartecipAttivo. Bilancio partecipativo sul bilancio del Comune.
    Ce ne sarebbero molti altri, ma questi due sembrano perfetti anche per la nostra città.
    Anche se i nostri governanti non lo volessero, potremmo essere noi cittadini a pretenderlo! Non crede?

  11. nellino
    18:27 on gennaio 10th, 2010

    @ Elena,
    Il problema è che questa iniziativa è nata zoppa.
    Non mi fraintenda, lo dico nel senso che quando è stata approvata,doveva prevedere che gli Enti Locali, tanto per cominciare,dovevano avere se non l’obbligo, almeno l’impegno ad applicarla ad un tot di iniziative.
    Non so se mi sono spiegato.
    Il prossimo 8 febbraio ce ne sarà uno utilissimo sul paesaggio che si terrà a Firenze.
    L’importante è che la partecipazione sia garantita a tutti,per estrazione per esempio,e non sia una passerella per i soliti noti e i soliti politici.
    Ecco questo penso,perchè sono i cittadini a vivere il territorio e le beghe di tutti i giorni, mentre chi ci amministra o ci rappresenta,tante volte, è lontano anni luce da noi.
    Per costoro,la democrazia diretta o town meeting,è una cosa molto pericolosa, perchè li metterebbe direttamente in competizione con i cittadini.
    Pensi alla sicurezza, ai clandestini,alle violenze,ecc..,
    Tutti temi caldissimi,specialmente in questo periodo.

  12. Moschino
    18:07 on gennaio 11th, 2010

    A quando le pagelle sui dirigenti?

    Sono loro ad avere buona parte degli eventi amministrati.

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